mercoledì 24 giugno 2015

Riflessioni sull'influenza che abbiamo sui nostri figli, anche nelle scelte sportive e l'arrampicata a tre anni

L'ultimo fine settimana è stato caratterizzato da tanta arrampicata e un pò di montagna.

Il mio ricciolino biondo ci ha chiesto di andare ad arrampicare anche fuori, con la corda e, siccome qualche tempo prima avevamo acquistato l'apposito casco anche per lui, lo abbiamo accontentato.

Ne è rimasto entusiasta, lui che fino a settembre aveva timore della corda.
Tanto entusiasta che domenica, dopo la passeggiata in montagna, questa volta in compagnia di altre due bimbe, ha voluto tornarci.
Siamo arrivati alla domenica sera completamente distrutti, anche perchè in più il venerdì ed il sabato sera eravamo stati fuori, facendo più tardi del solito.

La felicità negli occhi del mio bambino ed il suo sorriso, così come l'espressione concentrata e seria nell'arrampicare, comunque, è stata impagabile.

Per dare il buon esempio, siamo stati costretti ad indossare il casco per tutto il tempo anche noi, nonostante in falesia non lo avessimo mai fatto e facesse un caldo assurdo, e a rivedere nodi e manovre almeno tre volte, perchè con la sicurezza non si scherza.




In tanti, semplici curiosi e scalatori, si sono complimentati con il nostro piccolino, alimentando così il suo ego già piuttosto sviluppato !!!
Per fortuna, la stanchezza lo ha aiutato a ridimensionarsi.

Sia sabato che domenica, però, prima di andare io e mio marito abbiamo cercato di fargli un discorso, perchè capisse che saremo stati contenti di assecondarlo, ma solo se era un suo desiderio reale, perchè noi gli avremmo sempre voluto bene comunque, anche se con gusti diversi.
Insomma, che non doveva per forza arrampicare per compiacerci o stare con noi!!

Non vorremmo  impedirgli di essere se stesso o di trovare la sua strada, il suo sport, le sue passioni, di limitarlo anzichè aiutarlo a spiccare il volo.

La verità, però, è che forse questi discorsi trovano il tempo che trovano.
Sia io che mio marito ci diciamo che l'importante è che sia felice, che potrà praticare lo sport che vorrà, purchè con impegno e costanza, che non importa se sarà proprio il calcio (che non amiamo per nulla) e non ciò che appassiona anche noi.
Perchè l'importante non è lo sport che si sceglie di fare, ma il fatto di praticarlo seriamente e divertendosi, perchè sarà sempre e comunque una palestra di vita.

In cuore nostro, tuttavia, non possiamo fare a meno di sperare che ci somigli un pò, di riuscire a trasmettergli le nostre stesse passioni, anche solo per poter stare insieme  in quei momenti.
Ci sforziamo di prendere in considerazione altre possibilità ma a volte mi rendo conto che alcuni sport neppure mi vengono in mente.
Ora è ancora piccolo, però sento già parlare le madri di altri compagni più grandi, di corsi di danza, nuoto, calcio, basket, atletica ecc. e penso che vorrei dargli la possibilità di scegliere, facendo però io un pò di selezione prima!

Non so più a quale incontro per genitori ho sentito l'esperto di turno spiegarci che i bambini, fino ai sei anni di età, sono come delle spugne e l'influenza dei genitori è al massimo.
Tendono ad immedesimarci ed imitarci in tutto e per tutto, desiderando compiacerci e cercando il nostro affetto, per poi allontanarsi progressivamente e infine, scontrarsi con i genitori nell'adolescenza, al fine di costruire il proprio io individuale.

Ecco, è un processo attualmente molto evidente, nel nostro ricciolino biondo.

Ed allora, ci siamo chiesti che male ci sia a cercare di indirizzarlo verso le attività che più ci appassionano, gli sport che ci sembrano presentino un ambiente più sano, che pensiamo sviluppino doti più utili o permettano il contatto con la natura, piuttosto che la socializzazione.
Perchè potremo farlo per pochi anni, poi ci troveremo un adolescente con ogni probabilità "bastian contrario", che andrà allo stadio a vedere le partite solo perchè a noi non piacciono!!!

Nello stesso tempo, visto che tanto la montagna quanto l'arrampicata, come la bici da corsa o lo sci, non sono attività prive di rischi, io ho anche timore che spingendolo a praticarle, da grande possa farsi male o spingersi oltre quello che per me è un rischio accettabile per lui (ossia, quasi zero!).

Insomma, dobbiamo goderci il momento, pur cercando di trasmettere il messaggio che lo ameremo sempre e comunque, per quel che è e fa, anche se diverso da me o da suo padre e, per quanto mi riguarda, pure senza fargli percepire il peso delle mie paure.
Facile, no?

E voi, cosa ne pensate ? Vi siete posti il problema? Come state affrontando la scelta dello sport o delle altre attività extrascolastiche per i vostri figli?

Di sicuro c'è, comunque, domenica ci siamo goduti la gitarella in compagnia.
Siamo tornati a Traversella, in Valchiusella, Piemonte (TO), dove ho trascorso tante settimane estive della mia infanzia con i miei nonni.
Ne avevo già parlato perchè è un luogo splendido.

Questa volta, essendo in compagnia di una coetanea e della sorellina più piccola, il ricciolino biondo non si è mai fatto prendere a spalle dal papà, neppure in discesa dopo pranzo, e anzi ha spesso preso per mano l'amichetta per aiutarla a camminare.
Anche il ricorso ai bon bon magici di Supermann è stato alquanto ridotto!!



Il simpatico Troll, chiamato Climbo (poichè nei dintorni ci sono tante vie di roccia per i climber), che accoglie gli escursionisti al Rifugio Bruno Piazza.



Gli incontri interessanti non mancano mai!!



venerdì 19 giugno 2015

Le mie letture: "I segreti di Gray Mountain"

"I segreti di Gray Mountain" di John Grisham, pag. 380, Mondadori editore, Euro 23,00

Forse per deformazione professionale, forse perché rispetto ai gialli c'è suspense e tensione ma pochi morti e meno dettaglia macabri, a me piacciono molto i legal thriller.
Quelli di Jonh Grisham in primis.
In questo caso, la protagonista è Samantha, una giovane e brillante professionista, figlia d'arte, che lavora in un Big Law, uno di quei grossi studi legali in cui i professionisti sono solo numeri al servizio di grandi multinazionali e più che discutere nelle aule giudiziarie, si redigono contratti, passando sopra a tutto e tutti.
Poi arriva la recentissima crisi dei mercati finanziari e Samantha viene licenziata da un giorno all'altro e invitata a fare volontariato in una qualunque associazione legale di organizzazioni no profit degli Stati Uniti.
Perché in America non esiste il patrocinio a spese dello Stato e chi è povero non ha mezzi per difendersi in Tribunale o per far valere le proprie ragioni e non può che affidarsi a legali pro bono che fanno volontariato.
Il salto da Washington e New York alla Virginia ed al monti Appalacchi non è facile, eppure proprio lì' , scoprendo lo sfruttamento delle miniere da parte di grandi industrie del carbone, con un sistema di disboscamento a tappeto e taglio delle cime delle montagne, con relativo devastamento irreversibile dell'ambiente, che purtroppo è una triste realtà.
Si troverà a lavorare con un altro genere di clienti e colleghi, con persone vere alle prese con problemi reali e pressanti, si troverà a volare,fare escursioni e affrontare da vicino più morti e il dolore di una malattia devastante, si troverà a mettere in discussione le proprie scelte personali e professionali e la propria famiglia.
Il romanzo cattura, così come le figure che ruotano intorno alla protagonista e Samantha stessa, anche se a me non è riuscita simpatica neppure a fine libro.
La giustizia trionferà? Come nella vita reale, purtroppo, solo in parte.
Da leggere, se amate il genere o anche solo per scoprire questo modo di sfruttare la natura devastandola che io ancora non conoscevo, per capire cosa c'è dietro il consumo dei combustibili fossili, quante vite umane e animali stiamo calpestando e quante montagne stiamo distruggendo, e riflettere, che non guasta mai.
Con questo suggerimento di lettura, partecipo al Venerdì del Libro di Home Made Mamma.


giovedì 18 giugno 2015

Quando il passato sembra respirare, in Valle del Lys (AO), da Lillianes a Russy

Due domeniche fa, nel nostro cercare nuove passeggiate nelle valli che ci circondano, abbiamo scovato un sentiero un po' trascurato, a bassa quota, molto ripido e con tante ortiche (e ovviamente era l'unica volta che avevo indossato dei pantaloni corti), in fondo ad una successione di tornanti impegnativa.
Però, grazie ad esso, abbiamo inaspettatamente respirato la storia della zona, dei suoi abitanti, della vita un secolo fa.
Perché quando cammini in salita in mezzo ad un fitto bosco e superi, una dopo l'altra, case che portano impresse date come questa, un po' nella storia ti ci senti.

Per non parlare delle porte meravigliose, dei particolari architettonici...e considerando che la strada e' recentissima e inizia a 677 mt., dal paese di Lillianes (AO), all'inizio della Valle del Lys, in Valle d'Aosta, che sale per 15 minuti buoni e dall'arrivo della stessa alle case ci sono altri 849 metri di dislivello (una mezz'ora di camminata che per noi è diventata un'ora, con il bambino ed il caldo umido)..pensate che fatica a costruirle!

Il sentiero non presenta difficoltà o pericoli, neppure per i bimbi, però è ripido.

ed a cinque minuti dalla partenza c'è un borgo antico con tanto di forno della borgata e immancabile fontana, oltre alla cappella restaurata da poco.


Noi siamo saliti un po' oltre Russy, prendendo una delle biforcazioni del sentiero, per poi fermarci appena fuori dal bosco (nello sconforto dell'Alpmarito, che avrebbe voluto proseguire, ovviamente) ma eravamo partiti tardi e io ed il nano stavamo patendo il caldo.
Il panorama, comunque, non era male!
Dopo la domenica di pioggia intermittente e prima garetta di bici per il nano, ora stiamo già pensando alla meta per il prossimo fine settimana!!

mercoledì 17 giugno 2015

E alla fine, la recita? La festa di fine anno ed il colloquio con la maestra

Vi ricordate il post di sfogo/accusa di qualche giorno fa? Quello relativo anche alla recita di fine anno alla materna, alle tasse ed ai centri estivi.

Non lo ricordate? Leggetelo e ditemi cosa ne pensate, perché dopo un convegno sulla previdenza, le imposte sul reddito pagate ieri e la TASI, sono ancora più arrabbiata.

Comunque.

Alla fine, alla recita ci sono stata ma il prossimo anno con cavolo che lo rifaccio, se ho un altro impegno importante!

Alle 8 a.m. ho portato il ricciolino biondo a scuola. Sono passata in ufficio a controllare le mail ed alle 9 ero a 25 km (in statale, strada a tornanti) di distanza a registrarmi al Convegno. Niente coffee break. All'una e dieci hanno sospeso i lavori ed allestito il buffet ed io ho ingurgitato gli unici due tramezzini senza pomodoro, erba cipollina, salse, erbe strane, cetrioli ecc. a cui sono allergica.

Oltre a due salatini al würstel (2 di numero) che in teoria non avrebbero dovuto aver niente e invece mi hanno costretto a prendere di corsa un antistaminico.

Alle 13.30 sono salita in macchina e sono partita alla volta della scuola. Alle 14 ero lì ma ho trovato parcheggio solo a dieci minuti a piedi.

Alle 14.10 sono entrata e...il balletto di tutti i bimbi, tra cui mio figlio, che avrebbe dovuto essere alle 15.00, lo avevano già fatto. Cambio di programma dell'ultimo minuto, dopo aver appeso cartellone con diverso orario e avermi rassicurato il giorno prima ed il mattino che "no, figurati, non prima della tre!!!"

ARGHH!!!

Comunque ho assistito alla recita dei bimbi dell'ultimo anno e dei loro genitori, che si sono inventati una idea carinissima: Le maestriadi!

Infatti, dopo un balletto con canzoncina a tema cucina, tutti con grembiule e cappello da cuoco, a sorpresa hanno diviso le maestre in tre squadre (tre come le sezioni) e le hanno costrette a gareggiare a chi tagliava prima una pesca, chi indovinava gli aromi e le spezie e chi trovava prima una chiave in sacchi di riso...con tanto di medagliere e premio, ossia il regalo per le maestre!

Anche per il regalo, i genitori dei bimbi grandi hanno avuto una bella idea: palloni da basket e calcio, due porte da calcio e un canestro, per far divertire ancora di più i nostri figli.

Senza dimenticare un ringraziamento ai cuochi e una targa di ottone a forma di pentolone da sfoggiare in cucina, oltre all'immancabile foto ricordo.

Lo sforzo profuso da questi bimbi e genitori, in effetti, meritava un vasto pubblico.

Già tremo al pensiero di quando toccherà a me ed agli altri genitori di quello che sarà l'ultimo anno!!

Poi c'è stata la cerimonia dei diplomi per i "grandoni" ed il via libera per la merenda (portata da tutti i genitori).

Alle 15.10, salutato il nano, che quanto meno era felice che fossi riuscita ad andare e mi aveva visto nel pubblico, sono ripartita ed alle 15.40 ho firmato l'ingresso del pomeriggio, per terminare alle 18.00 e rifarmi la strada.

Mi ha dato molto fastidio il cambio di programma, poiché mi è parsa una mancanza di rispetto per gli impegni altrui, come l'orario, anche se sono certa che non è stato consapevole e voluto. Sono io che esagero?

Insomma: grandi corse e 100 km, "...così, senza un motivo. Solo per veder brillare gli occhi..."del mio bambino. E per questo "Si', ne valeva veramente la pena", come direbbero Lupo&Lupetto.

Anche questo fanno le mamme!!!

E poi ieri sera c'è stato il colloquio con la maestra di riferimento, che ha detto tante cose belle e una sola un po' così così: a quanto pare il nostro ricciolino biondo non si impegna un granché proprio in...francese!

Ma come, con il bilinguismo a casa e i cartoni in francese? !?

Secondo la maestra, e' solo che siccome lui i vocaboli già li conosce, si distrae e non sente l'esigenza di mostrare quello che sa. Io sospetto sia perché, dopo che a metà anno lo avevano invitato a non. Tradurre più per i compagni, lui ha scelto il mutismo!

In ogni caso, nulla di grave e sono stata molto contenta di sapere che si è integrato bene con i compagni, che rispetta le regole ma non è intimidito, che partecipa a tutte le attività con entusiasmo.

Speriamo continui sempre così!

P.s. Anche nella scuola dei vostri figli cambiano programmi all'ultimo e fanno "lavorare" bimbi e genitori dell'ultimo anno (che peraltro nel nostro caso hanno fatto almeno 19 prove)???

 

martedì 16 giugno 2015

Pompiere per un giorno

Il ricciolino biondo di casa sta attraversando la classica fase di amore per i pompieri.
Adora le storie di pompieri ed il suo camion rosso che pompa davvero l'acqua dal manicotto, si inventa incendi e rocamboleschi salvataggi.
Non potevamo quindi non partecipare alla festa dei Sapeurs Pompiers Volontaires del paese, pensata proprio per i bimbi ed i loro genitori.
Il nostro biondino non ha esitato un secondo alla prospettiva di poter indossare caschetto e gilet catarinfrangente e provare a domare delle (finte) fiamme, affrontando un percorso ad ostacoli da vero vigile del fuoco!
Peccato solo che il volontario che lo ha guidato dando ordini con il megafono avesse capito male il suo nome e abbia continuato a ripetere ossessivamente un altro nome, cosa che prima ha infastidito e poi fatto ridere di cuore il mio ricciolino (ne ride ancora adesso, quando lo ricordiamo), che poi mi ha detto: "Mamma, il signore e' un po' sordo!!"
la prova più difficile!
Il momento più emozionante!!
Il momento più emozionante!!!
















E alla fine, caramelle, acqua e
DIPLOMA!!!
Non pago dell'esperienza, nostro figlio ha voluto ripeterla (c'erano bimbi più grandi al loro quinto giro!), questa volta, però, accompagnando la sua amichetta del cuore un po' più timida...facevano una tenerezza infinita!!!!
In preparazione...

Piccoli pompieri (e amici) crescono!


Altrettanto apprezzata dai bimbi e' stata la possibilità di salire sul camion dei pompieri,
E su ambulanza e macchina della polizia...
E infine il trucca bimbi...indovinate cosa ha chiesto che la sig.ra gli dipingesse sul braccio, il nostro piccolo pompiere???
L'auto della polizia!!!
Un pomeriggio all'insegna dell'allegria, che si è concluso al parco giochi adiacente, per far conoscere ai bimbi il prezioso aiuto di tutti questi volontari, che si prodigano per la comunità.