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martedì 4 febbraio 2020

Perchè mi sveglio presto al mattino, pur non credendo al "Miracle Morning"

Tutti voi, immagino, sapete dell'esistenza di una teoria, descritta nel libro "The Miracle Morning" secondo cui, in estrema sintesi, alzandosi molto presto al mattino per dedicarsi ad una routine fissa, si può cambiare la propria vita, rivoluzionandola in meglio per raggiungere il "successo" e/o, in una versione meno materialistica, la felicità.

Ebbene, io a questa teoria, adesso come adesso, non ci credo.
Ciò nonostante, mi alzo un'ora prima al mattino (anzi, spesso solo 45 minuti prima) da ormai più di un anno, forse due, estate ed inverno.
Mi alzo, mi approprio del bagno, mi bevo un bicchiere d'acqua calda, pratico una mezz'ora di yoga, leggo qualche notizia on line o un paio di post dki persone che mi piace seguire o un capitolo di un libro.
Insomma, mi dedico a me.



In teoria.
Perchè la pratica accade più spesso che inizio, ma vengo spesso interrotta da bimbi che si svegliano, vogliono il latte o devono essere accompagnati in bagno o cercano coccole o dal marito che mi chiede qualcosa ecc. Oppure mi ricordo che non ho ancora steso la lavatrice che aspetta dalla sera prima e non riesco a resistere alla tentazione di farlo subito.
Quindi in pratica l'ora per me diventa spesso un'ora inframmezzata da distrazioni ed interruzioni o, anche, si riduce a 10/20/30 minuti.
E ho il forte sospetto che non capiti solo a me o, perlomeno, sia un problema comune tra i genitori (è così, vero????)

In ogni caso, questi minuti mattutini in solitudine (o quasi), per me sono preziosissimi, anche nel weekend, e li difendo in ogni modo.
Perchè sono gli unici che riesco a concedermi davvero serenamente.
Senza neppure sensi di colpa, che mi prendono se mi dedico tempo durante il resto della giornata, anzichè lavorare, occuparmi dei figli, della casa, della spesa ecc. 
Senza contare che se usassi la pausa pranzo per yoga ecc. dovrei cambiarmi i vestiti più volte nell'arco della giornata, mentre la mattina ottimizzo.

Potrei dedicarmi tempo alla sera, dopo aver letto a messo i figli?
Sì ma sarebbe difficile, molto più difficile.
Perchè spesso uno dei figli vuole la mia presenza in camera per addormentarsi e, a quel punto, mi addormento pure io.
Perchè la tentazione di accendere la TV e sprecare i minuti preziosi a guardare pezzi di film o programmi che comunque non avrei la voglia/la forza di seguire fino alla fine, sarebbe troppo grande.
Perchè se non c'è silenzio a volte i bambini non si addormentano ed è molto difficile agire in silenzio (ed al buio).
Perchè la voglia di srotolare il tappetino la sera è minore, a causa della stanchezza.
Perchè per addormentarmi ho bisogno di leggere un pò e non ho abbastanza tempo per dedicarmi sia allo yoga che alla lettura, se non voglio addormentarmi troppo tardi ecc.

Inoltre, se "tempo per voi" significa tempo per un'attività fisica, anche blanda, è meglio la mattina, dal momento che:
- non si disturba la digestione;
- muoversi aiuta a svegliare il metabolismo e la mente;
- non interferisce con la capacità di prendere sonno.

Certo, per alzarsi prima al mattino ci vuole forza di volontà e determinazione, è vero.
Ma per fare attività fisica alla sera, no? Per me sì.
E comunque il senso di soddisfazione che si prova a scoprire che sono solo le sette del mattino ma hai già fatto molto, è impagabile.

Quindi, ricapitolando questi minuti mattutini in solitudine (o quasi), per me sono preziosissimi, anche nel weekend, e li difendo in ogni modo.
Credo che sia una abitudine buona e giusta, che vi consiglio.
Eppure non credo nella teoria del "miracle morning".
Perchè l'ora o i 45 minuti in cui vi alzate prima del resto del vostro mondo, al mattino, non sono la perla magica che vi regalerà il sorriso, non sono una spinta al cambiamento, se il cambiamento non è già in voi, non sono risolutivi del problema della cronica "mancanza di tempo per fare tutto" che ci afflligge (anche perchè per alzarsi prima bisogna andare a letto prima la sera, non ridurre le ore di sonno totali!)i, perchè spesso non saranno neppure momenti in solitudine ed indisturbati, perchè richiedono costanza e forza di volontà nell'alzarsi e instaurare una routine, per dare giovamento ecc.

Eppure io vi consiglio di ritagliarvi questi momenti e di provare a farlo al mattino e per più giorni di seguito, perchè vi darà soddisfazione.
Se poi li userete per una pratica costante (di yoga, ma anche di meditazione, di ginnastica, di scrittura creativa, di cucito ecc.), vedrete quanti risultati si èpossono ottenere dedicando un tempo limitato ad un'attività ma tutti i giorni, con costanza.


lunedì 9 dicembre 2019

Ultimamente, aspettando Natale

Ultimamente è passato talmente tanto tempo dall'ultimo ultimamente che non penso di poter colmare la lacuna. E neppure me ne importa.

Ultimamente scriverei solo di escursioni e luoghi da visitare ma sarebbe troppo e allora mi freno.
Ultimamente non ho tempo per scrivere o meglio, il tempo finisco per impiegarlo in altro modo.

Ultimamente le settimane volano, pur essendo pesanti e piene come macigni.
Ultimamente se c'è del tempo libero è tutto per cene o pranzi con amici o famiglia e per andare dal mio migliore amico, ancora in ospedale.
Ultimamente ha iniziato il recupero ma ciò che gli è accaduto ha lasciato il segno e se già dopo i gemelli pensavo che fosse essenziale smettere di sprecare attenzioni e cure per persone o cose non essenziali, adesso sono diventata ancora più selettiva e mal digerisco impegni  o routine "socialmenee obbligatori".

Ultimamente so quali sono gli amici che contano e vorrei esserci ancora di più, per loro, invece finisce che vorremmo invitare tutti sempre e poi non ce la facciamo, perchè siamo sempre in affanno, sempre impegnati, sempre stanchi. Non che la casa sia mai vuota ma vorrei riuscire a chiudere un occhio quando sarebbe da riordinare, pulire e sistemare e riempirla comunque.

Ultimamente giro a mille all'ora, anche per mia scelta, anche per "cose belle", come l'antigravity, lo sci di fondo, il nuoto, il corso di "musica" per i piccoli, lo yoga mattutino ecc., ma poi finisce che arrivo alla domenica sera stremata e con l'angoscia di una nuova settimana.
Non riesco a fermarmi, non voglio fermarmi, però il fisico non regge.

Ultimamente il lavoro è impegnativo, i preparativi del Natale sono impegnativi, i bambini sono impegnativi. Sono stanca e stressata.
Eppure grata e soddisfatta.
Perchè sono circondata dalle persone che amo o mi vogliono bene, famiglia e amici.
Non tutti stiamo bene, ma siamo qui, ora.


Ultimamente abbiamo preparato l'albero di Natale e non è mai come ci si aspetta che sia, il momento, però è stato più facile dello scorso anno e conto che il prossimo lo sia ancora di più, e così via.

Ultimamente lavoro, leggo, pratico yoga, faccio antigravity, nuoto, arrampico, scio ma tutto in modo alternato e/o discontinuo e per ora va bene anche così.
Ultimamente porto in giro i bambini peggio di una tassista.
Ultimamente il mal di stomaco non mi da tregua e il vaccino per l'allergia non aiuta affatto ma io stringo i denti, che i veri mali sono altri.


Ultimamente ci sono nuove nascite in arrivo ed arrivate, nella cerchia di frequentazioni e questo è bello, un inno alla vita, che sorprende sempre.

Ultimamente leggo pochi blog, stufa di post sponsorizzati che dicono tutti più o meno la stessa cosa nello stesso periodo.
Ultimamente non capisco perchè la gente scriva su facebook la qualunque e poi accetti solo "mi piace" o commenti positivi, incavolandosi come non mai e diventando aggressiva per qualunque osservazioni negativa. Al punto da suggerire di "non leggere, se non sei d'accordo".
Io, invece, direi: "Non scrivere, se non vuoi che ti dicano come la pensano, se non sai accettarlo!"
Mi chiedo il senso di quello che cessa di essere scambio e condivisione, per diventare pura vetrina. 
E poi me ne frego, perchè per fotuna è pieno di bei libri da leggere, invece delle "notizie" sui social.

Ultimamente i miei figli crescono alla velocità della luce e io inizio a temere di perdermi qualcosa e allora chiudo, e torno da loro.

Ultimamente sono sempre io, incasinata per scelta e necessità, irrequieta, complessivamente felice,sempre nostalgica ma un po' più attenta a vivere il presente.

Ultimamente osservo di più, mentre vado avanti. Sarà la natura con i ritmi più lenti, sarà il buio presto, sarà l'atmosfera di raccoglimento del Natale. Che poi invece è sempre caotico, anche troppo.


E voi invece, come vi sentite?
Come state, ultimamente?



lunedì 28 ottobre 2019

Antigravity yoga o aerial yoga, una nuova passione

Chi mi legge su Instagram e su Facebook già lo sa: ho una nuova passione.

Non potendo per ora tornare a correre (ci ho provato, ma dopo 15 giorni i dolori al ginocchio sono diventati intollerabili), riuscendo solo saltuariamente ad andare a nuotare ma avendo l'assoluta necessità di muovermi e, soprattutto, alleviare il mio mal di schiena,ho deciso di affiancare all'arrampicata in palestra con la famiglia ed alle escursioni estive in montagna, un nuovo sport: l'antigravity yoga o aerial yoga.


Leggendo qua e là ho scoperto che si tratta di una disciplina inventata nel 2007 dal famoso ginnasta, ballerino e coreografo americano Christopher Harrison, che nel 1999 avrebbe progettato la prima amaca soft touch.

In pratica, si eseguono una serie di asana e posizioni prese dal pilates, dallo yoga, dalla ginnastica artistica e dalla danza, con l'ausilio di un'amaca in tessuto appesa al soffitto, a poca distanza da terra.
Dello yoga, a dire il vero, io ho trovato soprattutto la ricerca dell'allungamento e della flessibilità, del rilassamento - e quindi una liberazione dallo stress e dall’affaticamento mentale -, della concentrazione nel "qui ed ora" e l'attenzione al respiro, mentre per il resto mi sembra più fitness che  yoga vero e proprio nell'accezione più comune del termine.


La lezione di solito dura un'ora circa e comprende una prima parte di asana di riscaldamento con l'ausilio dell'amaca, posizioni più impegnative che lavorano su muscoli addominali, glutei, interno coscia, spalle, braccia e lombari, per poi terminare con il rilassamento guidato, avvolti e coricati nell'amaca come in un baccello.

A me ha conquistato fin dalla prima volta che ho avuto la possibilità di provarla, nel corso di una manifestazione sportiva aperta nel mio paesino valdostano.


Perchè mi piace?
Perchè permette di fare esercizio muscolare mirato divertendosi, ovvio!!!
Infatti le posizioni un pò acrobatiche permettono di sperimentare sensazioni nuove, che distraggono dalla fatica ed impegnano la mente nel qui ed ora, un po' come nel Vinyasa Yoga.


Sei concentrato ma nello stesso tempo sospeso, a volte sembra di volare con il corpo, nelle inversioni, lasciandoti andare a testa in giù, impari a fidarti delle tue capacità e del tuo corpo, in alcune posizioni allunghi tantissimo ed in modo profondo la schiena, rilassi la cervicale ed i lombari, riallinei le vertebre, sfidi la gravità scaricando il peso sull'amaca.
Secondo me si acquisisce miglior equilibrio e percezione del corpo, oltre che fiducia nelle proprie capacità.
A volte ci si sente artisti circensi, altri si fatica come in una palestra tradizionale, altre ancora ci si sente accolti come in un abbraccio dal tessuto, altri, infine, si sbaglia e si rimane incastrati nel tessuto !

Sui benefici e le controindicazioni di questa disciplina basta leggere uno qualunque dei siti on line che ne parlano, dunque non sto qui a elencarveli.
Io d'altronde non sono un medico e posso parlare solo della mia esperienza:  da giugno ad oggi, posso affermare che ha migliorato tantissimo il mio mal di schiena, dovuto a contratture e piccole ernie e a scarso esercizio dei muscoli lombari, senza peraltro farmi venire male alla cervicale, come temevo.
Inoltre gli addominali sono tonici ed io vado ad ogni lezione piena di entusiasmo.
Insomma: un successo!

La mia insegnante (una per max 6 - 8 persone), è una ragazza piena di vitalità che viene dalla danza e ci  segue molto attentamente e in poco tempo sono passata dal corso base a quello intermedio e, talvolta, avanzato, da quanto ho capito grazie soprattutto alla capacità di presa delle mani che forse mi viene dall'arrampicata (per quanto non riesca mai ad andare ad arrampicare quanto vorrei!)

Unico contro a mio parere? Devo assolutamente praticare a stomaco vuoto, ma neanche troppo.
Se vado alle sette di sera, non devo aver mangiato nè bevuto caffè dalle 14, altrimenti mi viene la nausea, però neanche aver fatto un pranzo troppo leggero, altrimenti di nuovo nausea, perchè comunque si sta molto a testa in giù.
Le altre "alunne", però, non sembrano patire così tanto di stomaco, quindi forse è solo un problema personale..
Invece non ho patito eccessivi giramenti di testa, neppure d'estate con il caldo (avevamo comunque l'aria condizionata) e nonostante soffra di pressione bassa.
Certo, cerco di fare attenzione a "tornare su" con calma e controllo, anche se quasi mai ci riesco.

Pericoli? A mio parere, se si è in buona salute, nessuno di particolare, anche perchè eventuali cadute non avvengono da molto in alto!

E voi, lo avete mai provato? Vi ispira?
Io lo consiglio.

(No, non è un post sponsorizzato!!!)

lunedì 14 ottobre 2019

Nuoto dunque sono

Nuoto dunque sono


Ho portato il ricciolino in piscina e, per un fortunato incastro, sono riuscita a nuotare un’oretta anche io.
E mentre nuotavo, pensavo a come il nuoto sia una delle costanti della mia vita, pari forse solo alla frequentazione della montagna.

Nuotavo quando ero piccina, con il giubbotto salvagente o i braccioli, al lago e al mare.
Nuotavo da bambina, nella piscina comunale, in corsi collettivi con un’insegnante severissima che non scalfiva il mio divertimento.
Nuotavo alla scuola elementare, con il maestro Marcello, che era anche istruttore di nuoto e che ci portava tutti gli anni per dieci lezioni.
Nuotavo mentre facevo anche danza classica.
Nuotavo quando ormai avevo lasciato la danza e facevo scherma.
Nuotavo quando alla scherma si era unito il pianoforte.
Nuotavo quando mia madre incinta del mio fratellino mi guardava dalla gradinata.
Nuotavo quando mio fratello maggiore aveva già smesso da un pezzo e il piccolo iniziava a camminare.
Nuotavo da ragazzina, con la scuola media, al lago d’estate, in corsi collettivi in piscina.
Nuotavo quando iniziavo ad avere il ciclo e a chiedermi come conviverci in acqua.
Nuotavo anche se mi faceva venire l’otite.
Nuotavo anche quando soffrivo spesso di sinusite.
Nuotavo durante la mia prima vacanza senza genitori, ospite di un’altra famiglia al mare.
Nuotavo al liceo, con la classe, alle gare di istituto, interscolastiche e provinciali, ma anche il pomeriggio dopo la scuola o il sabato mattina, che ci fossero amiche oppure no.
Nuotavo nel periodo dell’Universita’, nelle piscine di Torino qualche volta, quando tornavo a casa sempre, sfruttando le ore di “nuoto libero” e gli abbonamenti scontati per studenti.
Nuotavo mentre quasi tutto il mio tempo libero era impegnato con quello che ora è mio marito, ad arrampicare in palestra o in falesia.
Nuotavo nel periodo della pratica forense, tre volte a settimana in pausa pranzo, andando e tornando a piedi, trangugiando un panino al volo nel tragitto.
Ed era bello perché si era formato un bel gruppo di amici, tra i frequentatori abituali della piscina, a forza di macinare bracciate fianco a fianco nella pausa risicata. Ci chiamavamo “i giannuotatori” e qualcuno ancora lo sento.
Nuotavo ogni volta che ne avevo l’occasione, nel weekend o nelle serate libere, quando lui non era a casa o avevamo bisogno dei nostri spazi.
Nuotavo tanto mentre studiavo per l’esame da avvocato, prima lo scritto, poi l’orale, l’ansia da smaltire, in qualche modo.
Nuotavo mentre iniziavo la professione, ancora in pausa pranzo, ancora tre volte a settimana, spesso con i giannuotatori.
Nuotavo mentre speravo nell’arrivo di un bambino.
Nuotavo incinta, dalla prima settimana all’ultima, che tanto il fagiolino non voleva saperne di uscire e bisognava stimolarlo.
E lui, che non sentivo mai muovere, in acqua sembrava ballare di gioia.
Nuotavo senza prendermi alcuna infezione come temeva il ginecologo, senza sentire dolori o contrazioni ma moderando lo sforzo quel tanto che bastava.
Nuotavo da neomamma, ritagliandoli uno spazio di cui avevo un disperato bisogno.
Nuotavo dopo il corso di acquaticita’, poche vasche rubate mentre il papà lavava e rivestiva il ricciolino.
Nuotavo durante i suoi primi corsi di nuoto senza genitori, nella corsia di fianco, sbirciandolo con orgoglio.
Nuotavo mentre speravo in un’altra maternità che sembrava non sarebbe mai arrivata.
Nuotavo dopo ogni mese trascorso senza novità, per vincere la delusione è sentirmi forte, ancora.
Nuotavo dopo il test positivo, in attesa della visita e pure dopo, pur avendo saputo che erano due o forse, proprio per questo.
Nuotavo in gravidanza, finché me lo hanno consentito.
Nuotavo dopo il parto, ormai raramente ma intensamente.
A pensarci bene, nuotavo anche nella pancia di mia mamma, 
come dicono facciano tutti i fagiolini nel loro liquido amniotico.
Nuoto ancora, quando posso.
È cambiata la frequenza e la velocità, non le sensazioni e la voglia di nuotare.
Nuoto e ogni volta, è come se non avessi mai smesso.

Nuoto e intanto penso.
Nuoto dunque penso.
Cogito, ergo sum.
Nuoto, dunque sono.


Sono, e penso che finché potrò andare a nuotare, continuerò ad essere io.

lunedì 10 giugno 2019

La settimana appena trascorsa: #scintille di gioia per vedere il bicchiere mezzo pieno

  La settimana appena trascorsa è stata decisamente negativa e quella che sta iniziando si prospetta molto faticosa (anche se spero non altrettanto brutta).
Tra la visita allergologica, un infortunio che si trascinerà a lungo di uno stretto familiare e il mio compleanno non festeggiato affatto, non c'è stato molto di cui gioire e nervosismo e tristezza hanno spadroneggiato.

Tuttavia, a voler guardare il bicchiere mezzo pieno per tirarsi su di morale, ci sono stati anche momenti positivi e voglio sfruttare l'idea di Silvia, con le sue Scintille di gioia”, per ricordarli.

1- Innanzi tutto, ho ricevuto tanti auguri di buon compleanno, da parenti, amici e anche da conoscenti e amici virtuali. E fa sempre molto piacere. 

Il fratellone gareggia, Orsetto arrampica
Mi alleno anche io!


 
2- Sono andata alla riunione finale di sezione dei piccoli e medi dell'asilo nido di Orsetto e Principessa, nel corso della quale abbiamo chiaccherato con le educatrici, ascoltato le loro idee per il futuro e visto due presentazioni con le foto dei bimbi.
Bellissimo vederli immortalati mentre giocano al nido con gli altri bimbi e interagiscono tra loro e, come ormai il nido dei gemelli (che poi è lo stesso che ha frequentato il ricciolino) mi ha piacevolmente abituata, ancor piu' emozionante, sentir trasparire, dalle parole di educatrici e direttrici e dalle foto stesse, la passione, la dedizione, la cura e l'impegno che ci mettono ogni giorno, che vanno ben oltre il progetto educativo e le attività proposte, pure importanti e pensate;

Mi alleno anche io!
3- ho potuto frequentare la lezione di prova di antigravity yoga, a cui tenevo molto: un'ora di lavoro intenso e profondo, nel quale mi sono concentrata solo sugli esercizi e la respirazione, “staccando la testa dai pensieri”, divertendomi molto e portando a casa, come ricordo, una schiena piu' distesa e rilassata, qualche segno rosso su gambe e braccia e addominali profondamente doloranti per giorni ;-)

Il fratellone gareggia, Principessa arrampica

4- infine, sabato pomeriggio e sera abbiamo accompagnato il ricciolino alla prima gara del campionato vda di mountain bike giovanissimi, baciati dal sole (fin troppo sole, per certi versi!) .
E' stato molto faticoso, perchè Orsetto e Principessa correvano ovunque e ci hanno sfinito con capricci, richieste e rifiuto di dormire.
Tuttavia, ne è valsa la pena per osservare il ricciolino giocare allegramente con i suo compagni di squadra, anche di diverse età, facendo gruppo e divertendosi molto, prima e dopo la gara, cosi' come ne è valsa la pena per il privilegio di poter guardare il ricciolino ma anche gli altri piccoli atleti che conosciamo, sfidarsi con impegno e grinta nel percorso. Che tenerezza e, nel contempo, ammirazione per loro!


In gara
5- Infine, in occasione della "festa degli alberi" organizzata dal Comune e dalle scuole, il ricciolino e la sua classe hanno inventato una bella filastrocca sugli alberi e, insieme alle altre classi di scuole della zona, di ogni ordine e grado, l'hanno appesa agli alberi dei giardini pubblici, facendo poi laboratori a tema con le maestre e i volontari. Noi genitori ne abbiamo approfittato per organizzare un semplice pic nic con i nostri bimbi nello stesso parco, così da ovviare alla mancanza del servizio trasporto da/per la scuola durante il pranzo.


Un momento di socializzazione con altri genitori, vedendolo giocare con i suoi compagni, che mi ha fatto piacere.
Le filastrocche sono rimaste appese e domenica, negli stessi giardini, si è svolta la fiera annuale del baratto libri organizzata dalla biblioteca comunale.
Io ho portato a casa un bel bottino di letture, soprattutto per i bambini!   
 
Ne mancano ancora due, che Orsetto e Principessa non hanno voluto mollare

Insomma, cerchiamo di fissare i ricordi positivi e affrontare i problemi giorno per giorno.
 

E voi, avete vissuto momenti da ricordare? Piccole scintille di gioia da conservare?

Se volete partecipare, le regole di Silvia sono queste:

Come fare?
1- utilizzando l'hastag #scintilledigioia condividete con una foto su Instagram, Facebook, Twitter e/o un post sul blog tre momenti felici vissuti la settimana precedente;

2-nominate il mio blog e date le istruzioni su come partecipare;

3- invitate chi volete a partecipare a questo bellissimo gioco;

4- inviatemi i vostri momenti felici alla mail fiorellinosn@gmail.com mettendo come oggetto "Scintille di Gioia", in modo che io non me ne perda nemmeno uno!

mercoledì 24 aprile 2019

Una giornata insieme: amiche di blog

Quanto,  in quel lontano 5 dicembre 2012,  inagurai il mio blog con il primo breve post, mai avrei immaginato quante altre parole avrei scritto, quanti commenti avrei ricevuto, quante foto postato.
Soprattutto, pero', mai avrei immaginato che dal desiderio di condividere i miei pensieri sarebbero potuti nascere dei rapporti personali veri, virtuali e dal vivo.

Ed invece è accaduto, prima con Francesca e poi con Elisabetta.



Dopo quasi un anno dall'incontro con Elisabetta e la sua famiglia e la nostra visita insime al Forte di Bard, a due passi da casa nostra, qualche domenica fa siamo stati noi a spostarci e andare in provincia di Novara.

Come la volta precedente, dopo settimane di bel tempo stabile, la pioggia è arrivata proprio quando eravamo finalmente riuscite a combinare le date, facendo slalom tra i malanni di adulti e bambini e gli impegni sportivi, scolastici e familiari.

Eppure il cielo plumbeo non ha rovinato affatto la nostra giornata perchè, accantonato il porgeto di pic nic in un parco delle vicinanze (idea che conserviamo per il futuro) Elisabetta e suo marito ci hanno aperto le porte di casa loro per un gustoso pranzetto: e non dico gustoso a caso, visto che io mi sono divorata praticamente da sola una fettona di gorgonzola, naturalmente con la polenta (rpodotta con il mais da loro coltivato), che noi amiamo molto!



Tra l'altro, hanno cucinato un piatto di carne che dalle mie parti non avevo mia mangiato e cosi', da buoni italiani, anche mangiando abbiamo parlato di cibo.
Ma voi lo sapevate che proprio a Romentino e comunque nelle vicinanze di Novara e Galliate si produce il gorgonzola "vero"? Io l'ho scoperto proprio quella domenica e ora nessun gorgonzola industriale riuscirà a pareggiare quel sapore!


I nostri bimbi grandi, che sono coscritti, ci hanno messo meno di cinque minuti per "rompere il ghiaccio" e poi hanno giocato felici tutto il pomeriggio.
Il suo bimbo piccolo mi è apparso cresciuto tantissimo e i gemelli si sono comportati discretamente bene e infatti hanno rotto (solo) un paio di occhiali da bambino  (Mi spiace tanto @Elisabetta!!).
Principessa, poi, è tornata a casa con un termometro giocattolo che l'ha ammaliata tutto il pomeriggio e che ancora si tiene nel lettino...ladruncola !!!


Anche io mi sono sentita presto "a casa" e mi sono goduta la compagnia e le chiacchere ...sommergendo di parole i padroni di casa, come mio solito.

E poi ho visto la postazione- ufficio da grafica di Elisabetta (e i suoi quadretti stagionali) dal vivo, cosi' d'ora in poi potro' immaginarla mentre scrive al di là dello schermo.

Dopo pranzo, visto che aveva smesso di piovere, siamo anche riusciti a fare due passi e mangiare un gelato nella vicina Galliate, dove Elisabetta ci ha mostrato un gioiellino architettonico di cui ignoravo l'esistenza: un bel castello sforzesco visconteo, sito nella pizza principale del paese, dinanzi alla chiesa con un campanile scoperto molto particolare.

 
Insomma, una bella giornata che è finita con la promessa di rivederci appena possibile.

Questa volta, poi, ci siamo anche ricordate di scattarci una foto insieme ...yeah!



giovedì 18 aprile 2019

Ho visto Notre-Dame bruciare, attraverso lo schermo.

Ho visto Notre-Dame bruciare, attraverso lo schermo.
Ho ascoltato le parole di Emmanuel Macron.
Ho sentito la notizia che uno dei pompiere intervenuti è rimasto gravemente ferito e,
per un attimo, ho pensato al valore incommensurabile di una cattedrale con mille di storia alle spalle, rispetto alla breve vita di un essere umano.
Per un attimo solo, perchè nessun monumento, per me, vale una vita e spero per lui,
mentre i media non sembrano interessati a dare sue notizie.
Ho appreso di commenti e polemiche provenienti da paesi extra europei, nei quali si diceva che non c'è stato lo stesso clamore mediatico e la stessa "gara di solidarietà" che si è vista nelle ultime ore quando si è trattato di monumenti più distanti da noi, di intere popolazioni in difficoltà
E ho pensato, non solo per un attimo, che siano tutte cavolate: l'uguaglianza delle emozioni e reazioni non esiste e non credo proprio che sarebbe un bene inventarla.
Potremmo ancora vivere, se soffrissimo per la morte di ogni uomo, donna e bambino, ogni istante, come soffriamo quando a lasciarci è un nostro caro?!?

Ho visto Notre-Dame bruciare, attraverso lo schermo.
Ho ascoltato le parole di Emmanuel Macron.
Ho riflettuto sul potere dei simboli, sulla forza della bellezza, sull'importanza dell'arte e sull'influenza della storia nella nostra identità, individuale e collettiva.
Ho pianto, pensando a ciò che è andato irrimediabilmente in fumo, a ciò che i miei figli non potranno mai vedere come l'ho visto io, come era.

Quanto poco ci vuole, a distruggere? Una vita, una casa, una scuola, una strada, un bosco, un mare, una montagna, una cattedrale?
Quanto tempo e impegno ci vuole, invece, a creare? Una vita, una casa, una scuola, una strada, un bosco, un mare, una montagna, una cattedrale?

Ho visto Notre-Dame bruciare, attraverso lo schermo.
Ho ascoltato le parole di Emmanuel Macron.
E neppure per un attimo, ho pensato al fatto che in fondo sia un luogo di culto cattolico, mentre io sono atea. Ci ho pensato solo ora, leggendo sui social alcuni commenti. Perchè per me, non ha nessuna importanza, a differenza che per altri.

Ho visto Notre-Dame bruciare, attraverso lo schermo.
Ho ascoltato le parole di Emmanuel Macron.
Ho ricordato:
noi due e quella Pasqua a Parigi di tanti anni fa,
con pochi soldi in tasca, nessuna carta di credito e le valigie smarrite da una compagnia aerea che è fallita pochi mesi dopo essere nata,
i pranzi a base di crepes, le cene di raclette ed i ristoranti esotici,
ancora sconosciuti alla provincia italiana,
il freddo pungente di un aprile che somiglia a questo e i maglioni pesanti nelle stesse valigie,
gli alberghi a due stelle con la moquette di dubbia pulizia e gli addetti all'accoglienza scortesi.
Noi due e quella Pasqua a Parigi,
in cui nulla era perfetto, eppure noi eravamo felici,
tra una passeggiata in centro ed il riposo sulla panchina davanti alla Sorbonne,
un giro in bateau-mouche e la salita sulla Torre Eiffel,
gli acquisti nelle librerie e la vista da Montmartre

Ho visto Notre-Dame bruciare, attraverso lo schermo.
Ho ascoltato le parole di Emmanuel Macron.
E ho ricordato:
noi due e quella Pasqua a Parigi di tanti anni fa,
abbracciati davanti a Notre-Dame,
l'amore nel cuore e la meraviglia negli occhi.

giovedì 11 aprile 2019

Nozze di stagno, nozze di alluminio, nozze gialle: 10 anni con l'anello al dito


Dedicato a te.

Sono passati 10 anni dal nostro matrimonio, un sabato dal cielo coperto precedente la domenica di Pasqua.

Sono passati 10 anni da quando ho indossato il mio abito giallo e tu il tuo completo scuro e, nella sala dorata del Municipio, abbiamo deciso di formalizzare un'unione nata in motagna e cresciuta con noi.

Sono passati 10 anni da quella giornata di festa che per me è stata assolutamente perfetta, allegra, gioiosa, emozionante, spensierata, bella.

Sono passati 10 anni e, come ogni giorno da allora, ci scegliamo l'un l'altra.

Nozze di stagno, nozze d'alluminio, nozze gialle.

Nonostante le difficoltà della vita,
nonostante la stanchezza e la ruotine,
nonostante gli impegni lavorativi e familiari,
nnostante gli inevitabili litigi,
nonostante i cambiamenti,
nonostante la genitorialità
nonostante tutto,
o forse anche grazie a tutto questo, 
con i nostri pregi ed i nostri difetti,
oggi come 10 anni fa,
siamo ancora noi due.

E no, non è facile decidere di restare insieme e amarsi, giorno dopo giorno.
Non è mai scontato, l'amore.
Non è mai scontata, la coppia.

Eppure noi, oggi, siamo ancora qui, 
come lo stagno o l'alluminio, materiali duttili e malleabili ma resistenti all'ossidazione ed alla corrozione, luminosi e vivi come il giallo, il colore della vitalità, il nostro colore preferito.


Sarà stato il galletto valdostano che ci ha accompagnato nel nostro primo viaggio da sposati, ad averci portato fortuna?

p.s. E comunque, dopo 10 anni, ancora non so che fine abbiano fatto gli sposini chje erano sulla torta nuziale e mi interrogo sul loro misterioso destino!



lunedì 25 marzo 2019

Primavera = allergie. La SOA, secondo la mia esperienza.

DOVEROSA PREMESSA: in questo post racconto una parte della mia esperienza personale di persona allergica. Senza alcuna pretesa di esaustività, valenza generale o correttezza scientifica nè senza voler suggerire cure o farmaci o diagnosi ad alcuno. Per qualunque problema di salute, rivolgetevi al Vs. medico di fiducia al P.S., non prendete ispirazione dal web o da questo post.

Ah, la primavera.
Stagione di rinascita, di sole, aria tiepida, voglia di uscire, un pò di svagatezza e qualche colpo di sonno.
Una stagione amata dai più che, però, per molti fa rima con allergia.




Nel mio caso, una allergia a pollini di varie piante (praticamente, a tutte quelle comunemente testate e che fioriscono in mesi diversi, cosicchè copro tutto l'arco dell'anno) che si INCROCIA con gli alimenti, scatenando CROSS - REAZIONI: è la cosidetta SOA, Sindrome Orale Allergica.

In pratica, le proteine contenute nei pollini a cui reagiscono i miei anticorpi IgE sono simili alle proteine che contengono allergeni contenuti in alcuni tipi di frutta fresca, frutta secca e a guscio e verdura (nel mio caso, quasi tutti), cosicchè quando le mucose della bocca (orali, appunto) entrano in contatto con questi alimenti, si scatena la reazione allergica.

I sintomi più comuni sono vari: prurito alla bocca, arrossamento della bocca, gonfiore delle labbra, gonfiore del palato e gonfiore della gola. 
Ad un livello maggiore di gravità, però, ci sono anche difficoltà alla deglutizione, vomito, dolore gastrico, diarrea e sintomi generalizzati, quale l'orticaria
I sintomi orali compaiono entro brevissimo tempo dall’ingestione dell’alimento e non dipendono dalla quantità ingerita, quelli agli altri organi possono manifestarsi anche dopo 30 - 60 minuti.
Non è possibile capire in anticipo quale sarà la gravità della reazione, purtroppo ma, per fortuna, il rischio di anafilassi ed edema alla glottide è minimo (intorno al 2%, pare).

In teoria, a differenza di quanto avviene per le allergie a determinati alimenti non correlate a quelle ai pollini, il calore della cottura e la digestione gastrica (comunque successiva all'ingestione e, talvolta, allo scatenarsi di sintomi) possono  distruggere le proteine responsabili della reazione mediata o ridurne la portata allergizzante.

Nel mio caso, piuttosto grave per il mio alto livello di anticopri IgE sempre in circolo, quando gli alimenti arrivano a dover esser digeriti, a volte si scatenano reazioni allergiche violente, con crampi, vomito e diarrea. 
E la previa cottura  lunga, mediante bollitura, non superficiale) degli alimenti, ha effetto solo in certi periodi e con alcuni alimenti, non con tutti e sempre.
Inoltre, a volte a me si scatenano anche attacchi di asma.

In ogni caso, quando vi sono più pollini (o polvere) presenti nell'aria, la mia sensibilità agli alimenti aumenta e dunque ai classici sintomi da allergia alle piante (rinite, problemi agli occhi, tosse, gola irritata, asma, eruzioni cutanee e prurito), devo accompagnare una particolare attenzione a ciò che mangio, evitando con cura proprio ciò di cui sentirei il bisogno in primavera ed estate: frutta e verdura!

Al momento, non mi pare di aver mai sofferto di particolari carenze e gli esami eseguiti in occasione delle gravidanze lo hanno confermato, però gli effetti di queste "restrizioni alimentari" sul mio senso di sazietà, sulla mia dieta e, soprattutto, nei rapporti sociali, sono marcati.

Devo evitare tutti gli inviti a ristoranti con menu' fissi, tediare gli amici che ci invitano con i miei limiti e evitare con cura di mangiare la gran parte delle pietanze cucinate da altri o acquistate pronte quando ci sono merende, buffet, aperitivi ecc.
In viaggio, poi, diventa davvero difficile trovare modo di mangiare fuori vario e senza rischio.
 
Nel tempo, ho curato l'asma allergica e la rinite con molti farmaci, affiancati agli antistaminici, in modo comunque efficace, per quanto con alcuni effetti collaterali: dopo qualche anno di trattamento ben seguito, ho potuto abbandonare broncodilatatori e corticosteroidi e le crisi smatiche sono diventate una vera rarità anche in condizioni difficili.
A periodi, continuo con spray nasali e antistaminici e, qualche volta, faccio ricorso al cortisone per crisi acute da ingestione di alimenti ma, nel complesso, non c'è paragone con dieci anni fa.

Il vaccino sublinguale per il polline a cui ero maggiormante sensibile, fatto per tre anni, si è dimostrato, a distanza di tempo, comunque utile, seppure non per la SOA ma solo per l'allergia da pollini, riducendo i sintomi ed attenuando in parte la sensibilità generale dell'organismo.
E' stato però un cammino sofferto, che non intendo ripetere (infatti sto valutando la vaccinazione con iniezioni sottocute, anche se è più costosa e se dovrà famri parecchi chilometri per farla), perchè mi ha devastato lo stomaco e fatto stare male per mesi.


Fortunatamente, non tutti gli allergici ai pollini soffrono di SOA !!! 

Mi piacerebbe, però, che ci fosse una maggior attenzione di tutti verso questa sindrome e verso le allergie alimentari, spesso sottovalutate, con gravi rischi per la salute.
Penso, in particolare, agli addetti alla ristorazione (per i quali gli allergici sono senza dubbio una complicazione), ma anche al settore dei trasporti ed ai proprietari di animali: per questi ultimi, ricordate che quello che per alcuni è un amato compagno di vita, per altri può essere fonte di reazioni allergiche e non è piacevole dunque imporre la presenza di animali sui mezzi pubblici e/o nei locali, senza preoccuparsi della salute degli altri utenti.

Inoltre, seppur vi sono malattie molto più gravi e debilitanti di quanto sia per me l'allergia, se anche voi state male in primavera o con l'ingestione di alcuni alimenti, vi invito a non sottovalutare i sintomi e a rivolgervi al medico o direttamente ad uno specialista: può davvero migliorarvi la vita!

E voi, soffrite di allergia? Di che tipo? La primavera è un periodo difficile per voi? Conoscevate già la SOA?


Se volete saperne di più su cosa significhi, in concreto, in casi come il mio "vivere con l'allergia", l'ho scritto qui.

martedì 19 marzo 2019

Ultimamente...tra febbraio e marzo

Ultimamente...tra febbraio e marzo


Ultimamente sono nati due nuovi cuginetti nella nostra grande famiglia: una l'abbiamo già conosciuta, l'altro andremo a trovarlo a breve.

E' stato tenero vedere Orsetto e Principessa alle prese con la neonata, accarezzarle i piedini, dire "ssst" con il ditino sulla bocca quando dormiva, cercare di darle il loro ciuccino, prendere per mano me e il papà per portarci a vederla, indicare "sua mamma" e "suo papà" guardando i suoi genitori, osservarla un pò stupiti un pò curiosi.

Ultimamente i fiori sbocciano e con essi quella voglia di fare e uscire tipicamente primaverile, ma anche l'irrequietezza e la sonnolenza primaverili: non per nulla si dice "marzo pazzerello" e "aprile dolce dormire", no?



Ultimamente c'è stato il Carnevale, anzi, i carnevali, ma di quelli ho già scritto (qui).

Ultimamente è terminato il corso di sci di fondo del ricciolino, e con esso le mie sciate e le "prove di sci" dei gemelli, anche perchè la neve quest'anno si è fatta desiderare.
I due allenamenti a settimana sono stati faticosi come gestione ma il Ricciolino, all'inizio un pò titubante, alla fine si è detto molto soddisfatto, sia dell'intensificarsi del corso che delle due gare a cui ha partecipato.
Presto andremo all'aperitivo - festa di chiusura della stagione.

Parallelamente, all'orizzonte vi è già l'inizio della stagione di MTB: ho partecipato alla riunione iniziale, oggi stesso andremo a far provare al ricciolino la bici più grande e ci prepariamo ad un'altro periodo di allenamenti ed ai fine settimana in gara o in gita con il club.


Anche i piccoletti stanno viveno una parentesi sportiva, visto che finalmente siamo riusciti ad incastrare il loro secondo corso di acquaticità, in vasca con me e l'Alpmarito.
Al momento, dopo due delle sei lezioni, paiono entusiasti e si buttano senza paura, mentre il grande sguazza nella parte di vasca dei bambini non riservata ai corsi e ci aiuta.
Noi genitori, intanto, ci facciamo venire il mal di schiena e, vista la temperatura di acqua e aria, la sauna è inclusa nel prezzo, ma va bene così.


Ultimamente ci sono stati i colloqui individuali alla scuola primaria, dopo la pagella del primo quadrimestre, ed al nido.
Sono andati tutti bene. Ho apprezzato, soprattutto, vedere che le educatrici conoscono bene i miei bimbi e sanno come prenderli e, per il Ricciolino, che ora vada a scuola decisamente più tranquillo. Non che non preferisca le vacanze e abbia voglia di entrare al mattino, intendiamoci, però poi racconta di più e più contento dell'anno sua giornata, come se gli pesasse meno che lo scorso anno.

Ultimamente le giornate si allungano e la luce favorisce il ritorno a parchi giochi e passeggiate pomeridiane, dopo l'uscita da scuola. E per i bambini, questo è un bene.



Ultimamente stiamo finalmente finendo i lavori a casa e ufficio.
E iniziamo a vedere la luce in fondo al tunnel, dopo anni e anni di incubo cantiere.

Ultimamente abbiamo passato un bel sabato pomeriggio di marzo con i nostri amici emigrati ad Edimburgo, che sono venuti a trovarci con la loro bimba, coetanea di Orsetto e Principessa.
Ed è stato bellissimo vedere i nostri figli insieme e poter di nuovo chiaccherare dal vivo, anzichè solo via skype.

Ultimamente il Ricciolino e l'Alpmarito stanno seguendo un corso in tre serate sulla "manutenzione della bicicletta" e lo trovano pure molto interessante...boh!


Ultimamente io ed il Ricciolino siamo stati al teatro dei bambini del Giacosa due volte con le amiche mamme ed i loro figli.
Sono sempre spettacoli ben fatti, con giovani attori davvero capaci ed è un piacere guardarli e poter stare insieme alle mie amiche.
Sono serate che ci vogliono!

Ultimamente ho di nuovo tagliato un pochino i capelli e li ho fatti ramati.

Ultimamente una domenica siamo stati a pranzo da un'amica e collega, con anche mio fratello e le sue figlie: abbiamo mangiato benissimo, il tempo era praticamente estivo, la casa era arredata e restaurata con molto gusto, i bambini hanno giocato tutti quanti in allegria e, insomma, ci siamo proprio divertiti.


Ultimamente è passato troppo tempo dal mio ultimo "ultimamente" !
Qui invece trovate gli "ultimamente" della scorsa primavera ed estate.