mercoledì 5 dicembre 2012

Questa mattina sono saltata giù dal letto al primo squillo del telefono-sveglia e mi sono lanciata sotto la doccia, per battere sul tempo il marito ancora assonnato (e dire che la sveglia suona per lui!) e il fagiolino addormentato.
Questa mattina, biberon, caffè, cambio e vestizione li ho lasciati a Lui.
Un lusso pagato a caro prezzo.
Sono uscita di casa affannata, stanca, irritata con il fagiolino che remava contro e, ovviamente, come sempre in questi casi, sentendomi una pessima madre perchè ero irritata ed irritandomi ancora di più per questo..un girone infernale.

Perchè, credo sia doverso premetterlo, essere mamma per me è una gioia infinita ma anche una continua fatica e una sfida quotidiana. Contro me stessa, i miei desideri e le mie necessità, di lavoro e di vita, contro il tempo e contro gli altri.
Sì, lo so che è sbagliato, ma le cose stanno così. 

Avete presente quello sguardo di compatimento delle altre mamme quando ti vedono arrivare di corsa, in ritardo, a prendere il fagiolino a scuola?
E quelle madri tutte miele e sorrisi, apparentemente impeccabili, che trovi ai giardinetti, dove chiaccherano amabilmente con altre mamme, mentre il loro pargolo, che sembra uscito da una rivista patinata, gioca tranquillo?
Ecco.
Io so che siamo tutte (e non solo le mamme!) nella stessa situazione, tutte di corsa e tutte piene di dubbi, paure e preoccupazioni, ma spesso, mi sento inadeguata comunque e un pò le invidio.

Intanto, fagiolino ha messo altri dentini ed è entrato all'asilo con il sorriso e la voglia di giocare. Io, invece,  sono in ritardo sulle scadenze.
Tutto nella norma, dunque.