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venerdì 4 maggio 2018

Le letture di Mamma Avvocato: Sophie Kinsella

                                      
"La mia vita non proprio perfetta"
&
"Sorprendimi!"  


di Sophie Kinsella
  
Se c'è un modus operandi nel mio modo di leggere, è certamente l'alternanza tra romanzi di svago, romanzi di spionaggio o legal thriller e biografie/autobiografie, specialmente legate alla montagna o allo sport.
Questo venerdì vi consiglio due romanzi di Sophie KLinsella, conosciuta come l'autrice di "I love shopping" ed altri titoli della stessa serie, che non mi sono piaciuti.
Io apprezzo molto, invece, per i restanti suoi romanzi, di cui infatti scrivo sovente.

Perchè mi piace? Perchè la sua scrittura consente di "staccare" ed evadere, ridere e sorridere, però non in modo frivolo.
L'umorismo e le situazioni esagerate vissute dalle protagoniste, infatti, nascondono sempre, a mio parere, una satira feroce della società attuale, con le sue manie, le sue contraddizioni, le sue mode e i suoi problemi, che siano lo sfrenato consumismo, l'incapacità di intrattenere relazioni durature soddisfacenti, le difficoltà lavorative, i disturbi alimentari o il conflitto intergenerazionale, l'ossessione per il "naturale" e "biologico" ecc.
La scrittura fluida e ironica consente dunque di riflettere, se lo si desidera, e lascia un certo retrogusto amaro, senza però mai deprimere, perchè a trionfare, alla fine, sono sempre l'intraprendenza, l'autenticità e l'amore.

Nel primo di questi romanzi, una ragazza di campagna che vuole diventare una londinese doc in carriera nel mondo del marketing, racconta la sua difficile vita in un ufficio di serpi velenose, capi isterici, appartamenti condivisi, difficioltà economiche e  pendolarismo "da battaglia", fino alla svolta obbligata: il ritorno nel verde del Somerset e un'idea imprenditoriale da sviluppare con successo, tenendo presente quello che piace ai "cittadini".
Ovvero, come ci diciamo sempre anche io e l'Alpmarito osservando i turisti della montagna: avere l'illusione di essere a contatto con la natura ed una vita semplice, rigorosamente "bio", senza rinunciare davvero a nessun dei "comfort" della città, dalla connessione wi-fi alle docce calde, dalla pulizia al cibo preferito. Il tutto sentendosi parte di una élite privilegiata.
Le disavventure della protagonista la porteranno, in realtà, al successo ed all'amore ma solo grazie alla sua intraprendenza e tenacia (e questo non è banale).

Il secondo romanzo invece, prende spunto da una visita medica di routine, affrontata da una coppia proprio nel giorno del loro anniversario di matrimonio.
Il verdetto è più che positivo: spettano loro altri 68 anni di buona salute, tenuto conto delle statistiche.
Fantastico! O no?!? 
Di colpo la prospettiva appare noiosa a Dan e Sylvie, genitori di due gemelle, lavoratori e coppia consolidata, che decidono di correre ai ripari inventandosi delle "sorprese" reciproche per vivacizzare la vita matrimoniale.
Peccato che, rompendo gli equilibri, saranno loro a restare sorpresi (e non in positivo), da incomprensioni e segreti a lungo taciuti.
Servirà aprire davvero gli occhi, andando oltre le immagini idealizzate dei familiari e del coniuge, costruite nel tempo, per ritrovare unità ed un rapporto davvero autentico.

Buone letture!!!

Con questo post partecipo all'appuntamento del venerdi del libro di Home Made Mamma.



 

venerdì 11 dicembre 2015

Leggendo...e non solo.

Lo scorso venerdì, presa da questioni lavorative urgenti, ho saltato l'appuntamento con il Venerdì del libro.
Eppure ho letto, eh. Cosa?
"Storia del nuovo cognome" di Elena Ferrante, edizioni e/o 2012, pag. 470.
Si tratta del secondo volume del ciclo iniziato con il romanzo "Amica geniale": Elena Greco e Lila Cerruto, le due amiche d'infanzia conosciute nel primo libro, stanno crescendo.
Lila si è sposata a sedici anni ma il suo rapporto matrimoniale e' iniziato fin da subito con il piede sbagliato e non fa che procedere nella tempesta, mentre lei cerca conforto e amore presso altre persone ed altri luoghi.
Elena, invece, è immersa nella realtà degli studi universitari, di un vecchio amore e di nuove relazioni.
Il rapporto tra loro si fa più distante ma senza mai interrompersi del tutto, in un continuo susseguirsi di ambivalenti sentimenti di amore ed odio.
Devo ammettere che, anche se rimane una tristezza e cupezza di fondo che fatico a digerire, questo secondo romanzo mi ha catturato più del primo, dando ragione alle amiche blogger che mi avevano consigliato di proseguire nella lettura della serie.
Ora non mi resta che cercare il terzo volume ma, per farlo, attenderò dopo Natale: il clima del libro non  si addice alle feste e poi in biblioteca c'è la lista d'attesa per averlo!!!
In contemporanea, ho letto anche
"Affari d'oro" di Madeleine Wickham, ossia Sophie Kinsella, ed. Mondadori 2015, pag. 273.
Un romanzo rosa che si legge tutto d'un fiato, divertendo e facendo nel contempo riflettere sulla difficoltà dei rapporti di coppia, l'influenza dei problemi economici sui sentimenti, l'apparenza e la ricerca continua della felicità che ognuno di noi porta avanti nella quotidianità, magari accorgendosi, alla fine, che in fondo era già in suo possesso, bastava accorgersene.
Anche se non mi è piaciuto quanto altri titoli della stessa autrice (ad esempio: "Fermate gli sposi", "A che gioco giochiamo?", "Dov'è finita Audrey?" oppure " La compagna di scuola"), con questo romanzo la Wickham non mi ha comunque deluso.
Una lettura di evasione certo, ma non per questo banale o scontata, anzi!
E poi...insieme al ricciolino d'oro, costretti a casa da tosse e catarro,ci siamo guardati un bel film del 2014.
In questi giorni nelle sale cinematografiche e' in programma il seguito della storia e, quando eravamo bambini io e mio marito, andava in onda il cartone animato, che però, non mi pare avesse molto in comune con la trama del film.

Si tratta di "Belle & Sebastien" , ambientato sulle Alpi francesi durante la seconda guerra mondiale, ed e' la storia dell'amicizia tra un bimbo che sa guardare oltre le apparenze, un cane enorme dal pelo lungo come una pecora, ingiustamente accusato di essere un mostro ed un padre putativo burbero e con il vizio della bottiglia ma sinceramente amorevole.
Il tutto arricchito da scenari montani incantevoli e dalla volontà dei protagonisti di aiutare gli ebrei in fuga.
Il ricciolino biondo non ha compreso molto del film, però lo ha guardato volentieri e con attenzione e si è innamorato del cagnolone!
Poi, ovviamente, abbiamo visto anche i film- cartoni delle tartarughe ninja (niente Peppa e Masha, questa volta), numeri 2 e 3, ma su di essi non c'è molto da scrivere!

Qualcuno ha letto il romanzo da cui è tratto il film? Dite che vale la pena di leggerlo? Un po' di curiosità mi è sorta!!!

venerdì 25 settembre 2015

"Dov'è finita Audrey?"

"Dov'è finita Audrey ?" di Sophie Kinsella, ed. Mondadori, Euro 16, pag. 285
Un romanzo ironico e divertente, in pieno stile Kinsella, che indaga con delicatezza il rapporto madre -figli e il problema della difficoltà di crescere, dei disturbi adolescenziali e dei suoi risvolti, per fortuna nel caso di specie non così tragici.
Al centro del romanzo vi è un fatto di bullismo femminile solo accennato, mai descritto, a seguito del quale Audrey, ragazzina intelligente ma timida,cade in depressione.
La sua imperfetta ma magnifica famiglia farà di tutto per aiutarla ma la svolta arriverà solo quando un amico del fratello particolarmente sensibile e divertente riuscirà ad avvicinarla, dandole un buon motivo per uscire dal suo guscio.
Intorno ad Audrey si muovono una madre nevrotica, ansiosa ma mossa da tutto l'amore che solo una madre sa dare e che ha rinunciato ad un buon lavoro per stare vicino alla figlia, senza mai farglielo pesare, un fratello dipendente dai videogiochi che non riesce a far comprendere ai genitori il suo mondo, un padre un po' assente che cerca di non contrariare la moglie, le ex compagne di scuola ed una terapeuta.
Da questo mix nasce un romanzo che fa sorridere e cattura, portando a riflettere su temi importanti.
Mi è piaciuto molto e, devo ammettere, mi sono immedesimata ora nella mamma ora nella figlia, a seconda delle situazioni, segno di quanto l'età e la maternità mi abbiano cambiata!!!
"Il problema con la mamma e' che non conosce le cose di cui parla. Non lo dico come critica. È che gli adulti sono così. Sono ignoranti, ma hanno il potere. È una cosa da pazzi. I genitori hanno il controllo su tutta la tecnologia della casa e sulle ore passate davanti ad uno schermo e sui social network, poi però se il loro computer ha qualcosa che non va diventano come bambini e chiedono: "Cos'è successo al mio documento?", "Non riesco ad andare su Facebook", "Come si caricano le foto? Doppio clic come? Che vuol dire?".
E siamo noi a dover sistemare le cose." Pag. 137
"Ma sono stufa di questo dannato grafico che va su e giù" ho detto, frustrata. "Lo sai no, due passi avanti, uno indietro. È così doloroso.È così lento.È come giocare all'infinito al Gioco dell'oca."
La mamma mi ha guardata come se non sapesse se ridere o piangere e poi mi ha detto:"Ma Audry, questa è la vita. Abbiamo tutti un grafico che va così. Io per prima. Un po' si sale, un po' si scende. È la vita." Pag. 265
Ecco quindi a voi il mio consiglio di lettura per questo Venerdì del Libro.

venerdì 10 luglio 2015

Un simpatico pop - up ed un effervescente romanzo rosa

È di nuovo venerdì, un caldo venerdì di luglio e ovviamente un venerdì del libro.
E allora, per rilassarsi un po', cosa c'è di meglio di un bellissimo pop- up da sfogliare con il piccoletto o i piccoletto di casa, magari tra un tuffo e l'altro, e un romanzo ironico e leggero da divorare in giardino o nelle lunghe serate (se poi, come me, d'estate faticate a dormire, almeno passerete le ore piacevolmente) ?
Il mio ricciolino biondo adora da sempre la Pimpa e l'Armandone e, al Salone internazionale del Libro di Torino, questo è stato uno dei primi libri che ha scelto.
È davvero bello, colorato e pieno di sorprese, anche se non ha una vera e propria storia.
Nella copertina, c'è una ruota che permette di cambiare i colori dei fiori e dei pallini della cagnolina, nelle altre pagine, linguette da tirare, anche per far fare surf a Pimpa, e ufo da far volare!
Come tutti i pop- up e' un po' delicato ma per mio figlio, ormai tre anni e mezzo, va già bene e gli piace molto!
Unico difetto: non proprio economico.
Per le mamme, invece, consiglio un altro romanzo di una autrice che mi diverte molto, senza scadere mai nel volgare o nel banale: Sophie Kinsella.

"Sai tenere un segreto ?" di Sophie Kinsella, pag. 322, ed. Mondadori

Ovviamente non si tratta di una lettura impegnata o impegnativa, però la protagonista, Emma, e' una tale pasticciona e le situazioni in cui si viene a trovare a causa della sua incapacità di mantenere il silenzio sono così assurde da strappare il sorriso.
E poi non manca l'uomo di turno, ovviamente pure ricco e buono come il pane, anche se sulla sua bellezza poco e' detto, con la relativa storia d'amore.
Una perfetta lettura estiva.

venerdì 10 ottobre 2014

"La compagna di scuola"

" La compagna di scuola" di Madeleine Wickham, alias Sophie Kinsella, pag. 285, Modadori
Questo venerdì del libro una recensione veloce e all'ultimo, ma non volevo mancare!
Un romanzo rosa per passare piacevoli ore di sfago, con tutti gli ingredienti per un bel libro leggero: amore, amicizia, personaggi femminili dai tratti molto enfatizzati ma non del tutto inverosimili, tradimenti, sensi di colpa, maternità, lavoro, problemi familiari (tra parenti assenti e suocere fin troppo presenti) protagoniste simpatiche e, soprattutto, un lieto fine assicurato, anche se dal sapore dolce e amaro.
C'è persino, descritto in modo egregio, il senso di solitudine e di malinconia del post partum, quel sentirsi insieme tremendamente felici e tremendamente escluse dal mondo sociale e lavorativo abituale, così, all'improvviso, con la difficoltà di chiedere aiuto e ammettere le proprie debolezze.
E poi i dialoghi, sempre fulminanti e veloci, come i film americani ma con humor un po' inglese.
Ciò che mi piace di più dei romanzi di questa autrice.
In sintesi, non un capolavoro ma un romanzo rosa molto piacevole.

venerdì 7 marzo 2014

"Per dieci minuti" vs "Fermate gli sposi"

Chiara Gamberale "Per dieci minuti" vs Sophie Kinsella "Fermate gli sposi".

No, scherzo, questa non è una sfida ( però il titolo attira eh?)
E' che sono stata un po' assente dal blog: il funerale di una persona cara, l 'aggravarsi della malattia di un'altra, il lavoro che per fortuna c'è ma sempre tutto insieme, casini vari, malanni di stagione per me ed il nano, carnevale ecc. ecc.
Però ho letto molto e molto bene.
E allora ecco due dei romanzi che mi hanno accompagnato negli ultimi giorni.

Belle le copertine, di entrambi.

Accattivanti, ecco.
Idem per i titoli.
A leggerli, poi, entrambi i romanzi lasciano un senso di leggerezza, di evasione (e io ne ho bisogno in questo periodo), non scevro da riflessioni.
Forse perché se vuoi pensare, puoi farlo prendendo spunto da qualunque cosa, qualunque parola, qualunque libro.
Nel libro della Gamberale, poi, io ho trovato alcune piccole perle di saggezza.

Pensieri che c'erano anche nella mia testa ma non avrei saputo esprimere così chiaramente, con due parole.
Volete un esempio?
Eccolo.

"Una minore intensità di aspirazioni senza dubbio permette una maggiore coincidenza con la propria vita.
Certo. Certo che è così.
Ma il punto e': come?
Come si fa?
Dovevo accettare, quietamente, che Mio Marito negli ultimi tempi fosse sempre stanco, sempre distratto? ...se non mi macerassi con la nostalgia per Vicarello e per la Mia Rubrica, coinciderei di più con la mia vita? Ed e quella cosa, che chiamano felicità? O è' il modo per rinunciarci a prescindere, alla felicità? Dunque dobbiamo scegliere? Tutti?"

"Improvvisamente mi domando se, a furia di confrontarmi con le infinite variazioni che la vita consente allo stare insieme, non abbia perso di vita dei fondamentali che ledono tutte uguali, le famiglie.
per esempio tollerarsi,
Rassegnarsi all'odore delle rispettive cacche.
Dare per scontato che gli altri sono la nostra grande occasione, certo: ma sono anche la nostra più infinita fonte di guai, la nostra disperazione, una tremenda rottura di palle.
...come se non fosse diritto di tutti, ogni tanto, essere fastidiosi. Puzzolenti. Logorroici, Muti. Un po' stronzi.Insopportabili.
"Forse Mio Marito e io non ce lo aspettavamo", penso a voce alta.
"Che cosa?" Mi domanda Claudia.
"Che l'altro esistesse a prescindere da noi, Che non fosse esclusivamente a nostra disposizione."

E poi riflessioni sui libri ed i lettori, come queste:
" Chi sono dunque, i lettori?
Sono senz'altro persone molto diverse fra loro.
Anche le uniche due che, in dieci minuti, hanno comprato lo stesso libro, a vederle hanno davvero poco, pochissimo in comune:....
Siamo diversi, appunto. Molto diversi fra noi. Leggiamo per noia, per curiosità, per scappare dalla vita che facciamo. Per guardarla in faccia, per sapere, per dimenticare, per addomesticare i mostri fra la testa e il cuore, per liberarli.
Non ci somigliamo per niente anche se teniamo in mano, amiamo, detestiamo, e se per Natale regaleremo a chi ci è più caro, lo stesso libro.
Non ci somigliamo per niente.
Fatalmente, e' proprio per questo che, si: non c'è dubbio.
Esistiamo
.....Uguali solo a noi stessi, con la speranza di affidare a un'altra storia, la nostra. per perderla, per ritrovarla.
Per rimediare, in qualche modo, all'esistenza."

Non è forse vero? Non è capitato anche a voi di sentire affinità con una persona e poi scoprire che avete gusti agli antipodi in fatto di libri o di musica? O viceversa? E vi chiedete come sia possibile? A me spesso.
Forse, però, la frase che più racchiude il senso del libro e' questa:
"Semplicemente, fra tutti quei benedetti - maledetti fenomeni che bucano la cortina dell'indifferenza generale e la forzano fino a schiuderla nell'immaginario collettivo, capita che qualcuno ci passi sopra la testa, ci strisci sotto i piedi.
E che non ci raggiunga. perché stavamo pensando ad altro, perché stavamo bevendo un caffè, perché eravamo nel posto giusto al momento sbagliato, nel posto sbagliato al momento giusto.
Capita.
...
perché in effetti il meglio della vita sta in tutte quelle esperienze interessanti che ancora ci aspettano: con il gioco dei dieci minuti lo sto imparando.
Dunque sta anche nei libri che tutti hanno letto, ma che per qualche imprecisato motivo noi ancora no."

Perché, come mi ricorda sempre mia nonna: quando si chiude una porta, si apre un portone.
E dal dolore si può imparare, molto, se si è disposti a rimettersi in gioco.
C'è tutto questo nel romanzo della Gamberale, però scritto in modo lieve, pagine che scivolano via veloci e piacevoli.
E devo ringraziare verdeacqua, perché se non avessi letto la sua recensione (in questo post : verdeacqua: di strizzacervelli, altalene e cambiamenti cercati ), questo libro non lo avrei mai cercato perché mi sembrava semplicemente "troppo di moda" e invece...

Lieve, piacevole e scorrevole anche il romanzo della Kinsella, che in più fa ridere e sorridere, con quelle strambe situazioni, così surreali da sembrare credibili, che sono la caratteristica di questa autrice.
Può una donna di trent'anni delusa dal fidanzato gettarsi tra le braccia di un ex e decidere di sposarsi così, su due piedi?
Quando si conosce veramente qualcuno? Quanto c'è di vero nei nostri ricordi?
Quanto è giusto intromettersi nella vita degli amici e dei parenti, anche se a fin di bene?
Quanto di noi proiettiamo sugli altri, anziché vederli per quel che sono?
Si possono rivivere certi momenti, certe sensazioni, certe emozioni del passato?
Io credo di no e forse è questo che li rende così magici, la loro irrimediabile irripetibilità.
Che cosa ne pensano i protagonisti di questo romanzo, però, non ve lo dico.

Leggeteli, tutti e due, e rilassatevi!!!
P.s. Secondo me sono proprio lettura giuste per la primavera imminente.


Con questo post partecipo all'iniziativa del Venerdi’ del libro: Un colpo all’altezza del cuore | di Home Made Mamma.

venerdì 4 ottobre 2013

A che gioco giochiamo?

Questa settimana avrei voluto scrivere del saggio di Loredana Lipperini, Di mamme c'è n'è più d'una, che ho letteralmente divorato, ma non ci sono riuscita.
Troppe impressioni e riflessioni che hanno bisogno di sedimentare e pochissimo tempo a disposizione in questi giorni impegnativi, sotto molti punti di vista.
Quindi, vi parlo del romanzo che ho letto tra la Lipperini ed un'altra saggio (ancora sul mio comodino).

"A che gioco giochiamo?"  di Madeleine Wickham, alias Sophie Kinsella




 Dalla Kinsella ti aspetti un libro leggero, ben scritto ma di evasione ed era per questo che lo aveva scelto tra due letture più impegnative.
E invece questo breve romanzo (250 pagine circa) mi ha stupito.
Si ritrovano i personaggi, femminili ma anche maschili, per una volta, dalla personalità esagerata e un po' irreale che, secondo me, caratterizzano tutti i libri dell'autrice ma, come ne La regina della casa, colei che più sembra frivola e volgare alla fine dimostra una personalità sfaccettata e non priva di senso morale.
Perché il romanzo e' tutto incentrato sugli inganni dell'apparenza, sull'invidia sociale, sulla percezione che i personaggi hanno della loro vita e del loro status e come, invece, li vedono amici e familiari.
Ed alla fine, vince l'amore sincero, la vita familiare e professionale non perfetta (e quale e' davvero tale?) che però si regge su sentimenti autentici, al di la' della grandezza della casa, del numero di
camere degli ospiti, delle marche occhieggianti dai guardaroba, dei modelli di auto e della forma fisica.
I protagonisti, tre coppie di coniugi "amici", più una coppia formata da padre e figlia, si incontrano per un weekend di tennis nella casa di Patrik e Caroline.
Tra recite organizzate dai figli, partite a tennis, aperitivi e barbecue, ospiti e padroni di casa parlano e si fanno battute, non sempre felici di essere insieme.
Ed alla fine gli equilibri si rompono e ciascuno si svela per ciò che è, inaspettatamente, scoprendo che l'apparenza, certe volte, inganna e l'erba del vicino e' sempre più bella, ma solo fino a che non ti ci sei seduto sopra.

Un libro non impegnativo ma ben riuscito, scritto bene, non eccellente ma neppure banale. Non correrei a comprarlo in libreria ma, se ne avete l'opportunità, leggetelo e riflettete.
Ne uscirete un po' più contente della vostra vita e dei vostri amici!
Questo post partecipa all'iniziativa del Venerdì del libro di HomeMadeMamma
(http://www.homemademamma.com/2013/10/04/venerdi-del-libro-open/ che ringrazio una volta di più per questa bellissima idea.