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venerdì 24 maggio 2019

Le letture del ricciolino biondo: Vampiretto

Dopo un anno e mezzo di scuola primaria e faticose ed obbligate letture ad alta voce, il ricciolino negli ultimi mesi è partito spedito con le letture autonome.

Non ha abbandonato il rito della lettura della buona notte con mamma o papà, però ora si siede anche da solo su letto o divano e legge i suoi romanzi.
La svolta parrebbe derivare proprio dallo sforzo profuso (anche da me e le insegnanti) per fargli fare esercizio: ora, infatti, legge bene ad alta voce e senza fatica in mente, così riesce a gustarsi le storie e si è appassionato ai mondi immaginari ed alle mille vite offerte dalle pagine dei libri.

Immaginate il mio sollievo e la mia soddisfazione.



C'è solo un piccolo particolare: oltre che cavalieri e pirati, lo attraggono anche vampiri, zombi e fantasmi, con i quali, lo confesso, io ed il papà abbiamo poco familiarità.
Così ci è venuta in aiuto la nostra bibliotecaria di fiducia che ci ha aiutato a scovare i titoli giusti, come
la serie di "Vampiretto" di Angela Sommer -Bodenburg


Si tratta di libri non recenti, dal comodo formato tascabile, che consiglierei dai 6 anni, abbastanza lunghi da appassionare lettori più esigenti dei piccioni ma non tanto da tediare o non riuscire a concluderli, neppure se letti autonomamente, in cui sono protagonisti un bambino, Anton, e un Vampiretto, Rudiger, che vivono molte avventure insieme, stringendo una singolare amicizia.
Attorno alle due figure principali ruotano le rispettive famiglie ed, in particolare, i genitori di Anton e la sorellina di Rudiger, Anna La Sdentata (che beve ancora il latte perché non ha i denti per succhiare il sangue).




Ogni libro conduce il lettore in una storia che può essere letta anche singolarmente ed è proprio il carattere avventuroso delle vicende che ha conquistato il ricciolino, nonché il divertimento di situazioni surreali che vengono a crearsi nella convivenza tra un vampiro ed un umano.
I genitori di Anton, che pensano che egli si inventi storie anche se lui, in realtà, racconta praticamente sempre la verità sulle sue scorribande notturne e le sue frequentazioni; la famiglia di vampiri di Rudiger, che non concepisce il mancato "dissanguamento" di Anton da parte di Rudiger, il guardiano del cimitero, che da la caccia a Rudiger ed ai suoi parenti e non ne cava nulla perché Anton lo aiuta, la tenera Anna, che si innamora del bambino ma, chissà perché, non riesce a convincerlo a farsi dissanguare per poter vivere per sempre con lei ecc.


Nulla di macabro e violento ma tante risate, avventure e, stando a quando riferisce il ricciolino, qualche brivido di paura al pensiero di lasciare le finestre aperte di notte o costeggiare un cimitero al calar del buio.....

La serie ha tanti titoli, noi siamo arrivati al quinto ma abbiamo già prenotato i successivi.
Uso il plurale perché si tratta di storie che piacciono anche a me, che ne posso cogliere l'ironia e le contraddizioni, che invece ancora sfuggono al ricciolino.

Lo scorso fine settimana il ricciolino ha anche visto in dvd un cartone intitolato "Vampiretto", con una trama diversa da quella dei libri letti sino ad ora ma molti punti di contatto, sia nei protagonisti che nel filo conduttore della vicenda, e gli è piaciuto molto.
Credo che sia ispirato alla serie, anche se non direttamente tratto dalla stessa.

Con questo post, partecipo all'appuntamento con il venerdì del libro ideato da Home Made Mamma.


venerdì 10 maggio 2019

Le letture di Mamma Avvocato: La bambinaia francese

E' venerdi' ed io non posso non consigliare un libro per il conseuto appuntamento ideato da Paola.

Dopo aver gustato, su consiglio di Nadia e Mimma, "Il sogno della macchina da cucire" (qui il mio parere)  scoprendo una Bianca Pitzorno che non mi aspettavo (dal momento che la conoscevo "solo" per i suoi romanzi per bambini-ragazzi), ho deciso di cercare qualcosa d'altro di questa scrittrice ed ho trovato:

"La bambinaia francese" di Bianca Pitzorno,  

pag. 495, Mondadori, 2004


Come   "Il sogono della macchina da cucire" anche questo è un romanzo ambientato nel passato, in particolare nella Francia del 1830.

Due lotte fanno da sfondo e filo conduttore della vicenda:  la lotta per l'abolizione della schiavitu' e quella per l'emancipazione femminile.

I protagonisti ed, in generale, anche tutto gli altri personaggi positivi, infatti, sono persone diverse per origini ed estrazioni sociali (una ballerina, la povera figlia di una vedova cucitrice, un ragazzo schiavo cubano, un anziano nobile francese, ragazzi/e figli della nobiltà parigina ecc.), ma uniti nella visione progressista ed ugualitaria dell'essere umano.

Portano avanti le loro idee "moderne" nei modi possibili, aiutandosi gli uni con gli altri in nome degli ideali della Repubblica francese, scontrandosi contro gli antiabolizionisti e la nobiltà ancorata ai propri privilegi ma anche, o forse soprattutto, contro la diseguaglianza tra uomini e donne.

La piccola Sophie, bambina povera ma istruita per volontà del padre, tipografo rivoluzionario, morto durante i moti rivoluzionari, viene accolta e salvata dalla famosa e ricca ballerina Céline Varens, benefattrice anche dello schiavo Toussaint, che a loro volta aiuteranno la figlioletta. 

La trama è incalzante e coinvolgente, grazie alla narrazione esterna che si alternata alle voci dei protagonisti, che raccontano e si descrivano in lunghi scambi epistolari.

I richiami alla letteratura inglese delle sorelle Brönte e della Austen e a quella francese dell'epoca illuminista (Roussou, Hugo ecc.) sono numerosi, talvolta "rivisti" (accade, ad esempio, a Jane Eyre) e catapultano il lettore indietro nel tempo.

Un romanzo sulla forza dell'uguaglianza, della libertà e della solidarietà, ricco di romanticismo e idealismo, che si adatta a diversi livelli di lettura, da adulto e da ragazzino.

Una lettura di evasione di sapore ottocentesco per nulla scontata.

Insomma, consigliato!

venerdì 26 aprile 2019

Il ricettario di Giulio Coniglio e 100% yoga des petits: le letture del ricciolino biondo.

In biblioteca abbiamo scovato due manuali per bambini davvero carini: coloratissimi, ben fatti ed abbastanza robusti, in cartonato non spesso ma plastificato.



Il primo è una raccolta di ricette di dolci (se non erro, ben 34), divisi in quattro sezioni: "Ricette da fiaba", "Ricette golose" "Ricette burlone"e  "Ricette natalizie" ed elencate nell'indice finale.
Comprende dolci insoliti per le ricorrenze piu' importanti dell'anno ed altri ispirati alle favole o "divertenti",peraltro quasi tutti con la frutta.

"Le dolci ricette di Giulio Coniglio" di Elisabetta Costa, 

ed. Franco Cosimo Panini



I disegni sono molto belli, le spiegazioni sembrano chiare anche se si tratta, a prima vista, di dolci non banali e il risultato finale sembra strepitoso.
Non abbiamo ancora testato in cucina le ricette, pero', proprio perchè per me la presenza di frutta complica le cose e ce ne è mancato il tempo.

I personaggi illustrati sono gli stessi dei libretti di Giulio Coniglio, molto apprezzati di solito dai bambini.


Io lo consiglierei dai 7-8 anni, con l'aiuto di un adulto, ovviamente, almeno per i primi esperimenti culinari.

*****

Il secondo manuale è invece dedicato ad una delle mie passioni: lo yoga.

"100% Yoga des petits" di Elisabeth Jouanne e Ilya Green, 

ed.  Bayard Jeunesse




E' rivolto principalmente ai bambini della scuola dell'infanzia, dai 3-4 anni in su, ed a genitori ed insegnanti che vogliano avvicinare i piccoli alla pratica di asana (posizioni) e rilassamento, con 45 posizioni, di cui alcune sequenze semplici.
Le spiegazioni sono adatte ai bambini, efficaci e divertenti.
Noi ne abbiamo già provata qualcuna, coinvolgendo anche Orsetto e Principessa (a modo loro).

Il formato permette di tenerlo aperto come un calendario da scrivania, per leggerlo comodamente mentre si pratica, le figure sono coloratissime e ben fatte ed è allegato un cd con cui l'autrice, insegnante di scuola materna e maestra di scuola, illustra le sequenze guidando un piccolo alunno per volta.


La mia edizione è in lingua francese ma i testi sono semplici e le raffigurazioni significative.



Se siete in cerca di altri manuali di yoga per bambini, in passato ho scritto la mia opionione su "Giochiamo allo yoga" di Claudia Porta, "Yoga per mamma e bambino" e "Yoganimo" (in francese ma disponibile anche in italiano).
Per lo yoga in gravidanza, invece,io ho trovato molto utile il manuale: "Yoga per la gravidanza e la nascita".


Con questo post partecipo al consueto appuntamento del venerdi' del libro di Home Made Mamma.

venerdì 12 aprile 2019

Le letture dei gemelli: Pimpa e storie cartonate di animali

Al nido di Orsetto e Principessa, per il progetto "Nati per leggere", ogni settimana hanno una mattinata dedicato alla lettura ad alta voce, al termine della quale i bambini scelgono un libro della biblioteca interna del nido da portare a casa, in una apposita cartellina con il loro nome e simbolo distintivo, per leggerlo con i genitori tutta la settimana e riportarlo alla successiva.

Capita che loro scelgano libri che già abbiamo e che amano, riconoscendoli, oppure che per settimane portino a casa lo stesso libro o diverse storie dello stesso personaggio. Il ricciolino era un affezionato della Pimpa, ad esempio.
Altre volte, per noi sono scoperte.


Tra gli altri, hanno avuto molto successo un libretto cartonato proprio della Pimpa, molto semplice, che fa giocare i bambini all'amato gioco del nascondino o "cucù", adatto secondo me già dai 18 mesi, con i consueti testi basici e colori brillanti e vivaci




e poi questo cartonato con due storielle di animali, una giraffa e due topoline gemelle, nel nostro caso in lingua francese (ma la collana esiste anche in italiano), brevi ma carine, con belle illustrazioni delicate.


Io mi sono commossa leggendo la seconda storia, perché descrive in poche parole una particolarità dei figli gemelli, ovvero la difficoltà di doversi dividere le attenzioni della mamma, aspettando il proprio turno e non potendo averne mai l'esclusiva a lungo, ma anche il divertimento e la sicurezza derivante dall'avere sempre un compagno di gioco e di vita accanto.
Un testo semplice ma pieno di poesia in questa sua semplicità, adatto ai bimbi dai due anni circa, come indicato anche sul libro.


Con questo post partecipo all'appuntamento con il venerdì del libro di Home Made Mamma.

venerdì 5 aprile 2019

Le letture di Mamma Avvocato: "La scomparsa di Stephanie Mailer"

Ed è di nuovo venerdì....quindi di cosa scrivo? Di libri, naturalmente!

 "La scomparsa di Stephanie Mailer" di Joel Dicker


Io ed i bambini abbiamo patito molto il cambio dell'ora e, faticando ad addormentarci, abbiamo dedicato più spazio del solito alla lettura serale.
Dopo aver sfogliato con Orsetto e Principessa i loro libretti e aver letto ad alta voce uno o due capitoli del libro sul comodino del Ricciolino, ogni sera mi dedicavo al mio e devo ammettere che mi ha rubato molte ore di sonno perchè mi ha tenuta incollata alle pagine.

Il primo centinaio di pagine, a dire il vero, ho faticato ad ingranare con la lettura perchè i personaggi introdotti erano molti e il ritmo della narrazione più lento.
Poi, però, ho cominciato a divorarlo in ogni momento libero, finendolo una sera tardi, perchè non potevo dormire prima di aver scoperto il nome del responsabile dell'atroce delitto con cui inizia la narrazione.

Un nome che, per quanto io non sia una grande esperta di gialli (si contano sulle dita di una mano le volte in cui ho intuito il nome dell'assassino prima che fosse svelato dall'autore), mi ha decisamente colta di sorpresa.

Non posso aggiungere altro, per non "spoilerare".

Sappiate, però, che anche le tranquille cittadine degli Hamptons, meta turistica dei benestanti newyorkesi (nota anche a noi europei grazie agli innumerevoli film, serie e romanzi che vi sono stati ambientati), dove "tutti conoscono tutti", si possono nascondere segreti e delitti.


Come i precedenti romanzi di Joel Dicker,  "La verità sul caso Harry Quebert" e "Il libro dei Baltimore" (che condivide con questo l'ambientazione negli Hamptons), di cui ho già scritto, non mancano i riferimenti agli scrittori ed alla loro vena creativa e il ritmo incalzante è lo stesso, cosicchè la sua corposità (in questo caso, 700 pagine) passa inosservata e si arriva in fretta, purtroppo, al punto finale.

Con questo post partecipo al consueto appuntamento con il venerdì del libro di Home Made Mamma.

venerdì 22 marzo 2019

Le letture di Mamma Avvocato: Bianca Pitzorno e Andy McNab

Per il consueto appuntamento con i libri del venerdì, ideato da Paola, oggi consiglio due romanzi totalmente differenti tra loro:

"Il sogno della macchina da cucire" di Bianca Pitzorno

ed. Sonzogno, 2018, pag. 229



Di questo libro hanno già scritto, peraltro in modo completo, "Datemiunam" e Mimma, a cui devo il merito di questa mia lettura.

Conoscevo già la scrittrice ma non pensavo avesse pubblicato anche romanzi per adulti: io, infatti, l'ho amata quando ero bambina per "Principessa Laurentina" .

Questo romanzo, ben scritto e scorrevole, rappresenta uno spaccato della vita delle sarte e sartine in Italia (e probabilmente non solo), prima delle due guerre mondiali e dell'avvento della moda
prȇt-à-porter e del consumismo, anche nell'abbigliamento.
Il racconto della vita della protagonista, narrato in prima persona, e dei personaggi che vi ruotano intorno, è infatti esemplare della condizione femminile del ceto medio-basso, dalle semplici inservienti al servizio di famiglie borghesi o nobili, alle artigiane, ma anche della limitata libertà di cui godevano le donne nubili, per quanto ricche.
Poche erano le donne, più forti e coraggiose della media, in grado di sfidare le convenzioni e le regole sociali, il più delle volte grazie ad una famiglia di provenienza decisa ad appoggiarle (ma non è il caso della protagonista).
Eppure, nel romanzo, si scorge il germe del cambiamento, dell'emancipazione femminile e del suo lungo cammino, ancora non completo.
Un bel libro, in cui trovano spazio l'amore, l'importanza dei legami familiari, la solidarietà e la determinazione, ma anche la cattiveria e l'invidia, di uomini e donne.

Io l'ho prestato anche a mia madre ed a mia nonna ed è piaciuto molto ad entrambe.

***

"Medaglia la valore" di Andy McNab

2018, Longanesi, pag. 393

 

Di tutt'altro genere ed argomento, invece, è il libro di  Andy Mc Nab, 
uno dei miei scrittori preferiti di thriller.




Il nome è in realtà solo uno pseudonimo, utilizzato per motivi di sicurezza, poichè l'autore dal 1984 al 1993 ha fatto parte del SAS - Special Air Service, il reparto d’elite dell’esercito britannico e, nei suoi romanzi di spionaggio, emergono le avventure vissute e le missioni eseguite.
Forse per tale motivo tutti i romanzi della serie che ha come protagonista Nick Stone, un ex agente SAS, questo compreso (ultimo uscito in italiano) sono così realistici.
C'è tanta azione, intrigo ed adrenalina, per gli amanti del genere "thriller" e/o militare, è sicuramente un libro che merita di esserre letto. 
Il protagonista, poi, è un personaggio a tutto tondo, complesso e non certo perfetto ma molto coerente.
Io ho letto tutti i suoi libri tradotti in italiano (e sono tanti!), tranne il penultimo, che i sono perso ed ho appena ordinato, ed è uno dei pochi scrittori i cui romanzi mettono d'accordo i miei gusti e quelli dell'Alpmarito.

Qui trovate il mio parere su "Controllo a distanza" , qui su "Ora zero", qui su "Punto di contatto" e al di fuori della serie dedicata a Nick Stone, ho scritto de "Il ragazzo soldato".

 

 





venerdì 1 marzo 2019

Le letture di Mamma Avvocato: "C'era una volta una casa di ringhiera" , "Casi umani", "come se tu non fossi femmina"

Negli ultimi tempi, dopo il racconto lungo di Maddalena Capra Lebout, ho letto altri due libri di autrici donne che mi sono piaciuti, uno che non mi è spiaciuto ma senza convincermi del tutto ed uno che non consiglierei.

Questo è dunque un venerdi' del libro tutto al femminile !



Il primo,
"C'era una volta una casa di ringhiera" di Annamaria Pizzinato (pag. 149) 

non è un romanzo ma una sorta di autobiografia dell'infanzia dell'autrice, cresciuta negli anni '60 nella periferia di Milano, in un appartamento facente parte di "una casa di ringhiera".




E' il racconto di un modo di vivere la propria casa, la propria famiglia ed il proprio quartiere sicuramente molto diverso dalla realtà della mia generazione nella cittadina dove sono cresciuta io.
Mentre leggevo, mi immergevo in quel mondo e mi sembrava di sentire la voce di mia nonna (ed è nonna anche l'autrice) che mi narrava episodi della sua infanzia, mi spiegava come trascorreva le sue giornate da bambina e la vita nel suo paesello.


Una sorta di piccolo memoriale, dunque, non scevro da valutazioni sull'educazione dei bambini e sui valori di ieri e di oggi, scritto senza "peli sulla lingua".
Una lettura breve, semplice e scorrevole ma curata, che consiglio a tutte le mamme e donne, anche per non dare per scontate tante piccole conquiste femminili e riflettere sul nostro attuale stile educativo.

Devo ammettere che mi piacerebbe che anche mia nonna e mia mamma prendessero carta e penna (non me la vedo a scrivere al pc!) e  raccontassero la loro infanzia nello stesso modo: intimo ma anche con uno sguardo aperto ai riti, alle consuetudini familiari, alle abitudini ed ai rapporti interpersonali dell'intero quartiere/paese in una epoca ormai passata.


Annamaria Pizzinato, con il nome di "Wondernonna" ha scritto anche racconti per bambini e parla di sè e dei suoi adorati nipoti nel suo blog,  purtroppo ultimamentepoco aggiornato.


Il secondo, anche se non in ordine di lettura, è

 "Casi Umani" di Selvaggia Lucarelli, Ed. Rizzoli, 2018, pag. 221.


Come in "Dieci piccoli infami", che avevo apprezzato molto, in questo libro Selvaggia Lucarelli racconta le sue (dis)avventure, anzichè con persone che a vario titolo le avevano rovinato la vita, con una serie di aspiranti "fidanzati", tratteggiando una casistita tragico-comica di uomini che è sicuramente meglio perdere che trovare.

Non divertente quanto "Dieci piccoli infami", forse anche perchè ne ricalca lo stile e l'impostazione, ma comunque una piacevole lettura di evasione.
Difficile, pero', credere che uomini cosi' esistano davvero e, soprattutto, che li abbia incontrati tutti lei.
Se è vero, si è guadagnata la mia compassione a vita.

Lo stile, schietto, esagerato, ironico, è lo stesso che avevo trovato in "Che ci importa del mondo".

Il terzo,

"Come se tu non fossi femmina"di Annalisa Manfreda, ed. Mondadori, 2018, pag. 163


L'autrice è sicuramente una donna intelligente, con cui scambierei volentieri due chiacchere o anche di piu', su condizione femminile, lavoro, vita con i figli, educazione ecc.
Dal libro traspare il suo amore per i viaggi e vorrei saperne molto di piu' su suo trekking in Nepal con famiglia.
Gli insegnamenti che vorrebbe trasmettere alle sue figlie sono, per me, al 90% condivisibili.
Cio' che mi ha lasciata perplessa, è pero' la mancanza di un filo conduttore, di una "storia" che tenga insieme gli insegnamenti stessi, dal momento che il viaggio con le sue figlie è appena accennato, un mero pretesto abbozzato per condividere le riflessioni dell'autrice che, secondo me, in questo modo perdono di incisività.
Insomma, lo consiglio per il contenuto ma non per la scrittura.


Il quarto, infine, 

"Mamme coraggiose per figli ribelli" di Giada Sundas, ed. Garzanti, 2018, pag. 173


Mi piace come scrive l'autrice, che secondo me ha proprio talento e trovo che ci si possa immedesimare, da mamma, nelle sue parole, eppure il suo secondo libro mi è sembrato troppo simile al primo, "Le mamme ribelli non hanno paura" (di cui ho scritto qui) e a tanti altri scritti sulla maternità e quindi non mi ha coinvolto piu' di tanto, pur facendomi sorridere.
 
Con questo post, non sponsorizzato, partecipo all'appuntamento ideato da Paola, il venerdi' del libro.

venerdì 15 febbraio 2019

Le letture del ricciolino biondo: "Pirati delle nevi" e "Mortina"

Pirati e cavalieri, supereroi , bimbi monelli e bimbe intrepide...sono tanti i personaggi che piacciono al ricciolino ma, ultimamente, i pirati sono tra i più gettonati.
Non è facile scovare storie che possano appassionarlo sempre, anche la sera quando la tentazione di restare a guardare i cartoni è forte e la stanchezza per la giornata a scuola si fa sentire, così la sfida è girare per le biblioteche e le librerie e lasciarsi ispirare da titoli, personaggi o disegni accattivanti.


Considerando che viviamo ai piedi delle Alpi e non siamo proprio marinai provetti (neppure marinai e basta, a dire il vero), è un pò strano leggere tante storie di pirati eppure...abbiamo scoperto che esiste chi si è inventato addirittura una avventurosa storia di pirati delle nevi e corsari dei ghiacci.


Sì, avete capito bene.
I protagonisti di questo libro illustrato della serie "Il battello a vapore" sono pirati ma nevigano, anzichè navigare, sui pendii montani, con velieri da neve ("Valanga" e "Tempesta" ) anzichè galeoni dei mari e sono, pensate un pò, animali di montagna: Capitan Gip, il gipeto, il suo secondo Camilla, un camoscio, lo stambecco Testadura, il capitano dei loro nemici, il lupo Testadura, la marmotta, la volpe ecc.

"Pirati delle nevi" di Tommaso Lanciani,

ed. Piemme



Invece che con mostri marini, i pirati montanari devono combattere con draghi delle nevi e si trovano alla taverna del vecchio Hibou (ovvero il gufo), in una valle sperduta, anzichè nelle osterie dei porti, si divertono con discese in derapata e godono degli spruzzi di neve e ghiaccio sollevati dalla loro nave con i pattini....


Tuttavia lo spirito avventuroso, la ricerca del tesoro e la sempre eterna lotta tra i buoni (pirati, certo, ma generosi e leali), ed i cattivi (scorretti, malvagi e traditori), sono gli stessi che nelle storie tradizionali ma l'ambientazione montana rende la lettura ancora più curiosa e divertente, anche per i genitori.

Un libro che ci è piaciuto molto, nato da un'ispirazione che l'autore, Tommaso Lanciani, scrive di aver avuto proprio in Valle d'Aosta, nella bella Val di Rhemes, che noi frequentiamo, conosciamo e amiamo.
Insomma, non potevamo farcelo scappare e di sicuro non ci ha delusi!



La storia, consigliata dai sette anni, è perfetta da questa età per le letture autonome ma può essere apprezzata anche prima se letta ad alta voce.

***



"Mortina. Una storia che ti farà morire dal ridere" di Barbara Cantini, 

ed Mondadori

Mortina, invece, è la piccola zombie protagonista di una storia di Halloween  (ma anche di altri due libri che abbiamo già ordinato) che ho cercato dopo aver letto il post di  Mamma Piky.
La protagonista è davvero simpatica, con illustrazioni e didascalie divertenti tutte da leggere e un racconto pieno di ottimismo e fantasia, seppur semplice.


La piccola zombie si diverte molto a giocare a Villa Decadente, dove vive di nascosto con la zia Dipartita e un cagnolino zombie, però avrebbe voglia di stare con bimbi suoi coetanei.
La zia ha vietato ogni contatto, temendo una pessima accoglienza per gli zombi da parte degli abitanti del villaggio.
Mortina non si perde d'animo e elabora un'idea: quale occasione migliore della festa dei morti per mischiarsi con i bambini veri?

Unico appunto del ricciolino: "Non è vero che fa tanto ridere, io ho riso una sola volta. Però mi è piaciuto!"


Anche in questo caso, una lettura adatta dai 5/6 anni in poi, a mio parere.

Con questi consigli di lettura per bambini, partecipo al consueto appuntamento del venerdì del libro di Paola.



venerdì 8 febbraio 2019

Le letture di Mamma Avvocato: "0 virgola 6" di Maddalena Capra Lebout

Due sere fa ho iniziato un libro. 
Due sere fa ho finito quello stesso libro.
Questo:  

"0 virgola 6" di Maddalena Capra Lebout



Non è lungo, una cinquantina di pagine, ma si legge così, di getto. 
Non si riesce proprio a farne a meno.
E' successo a me, che leggo tanto ma in genere alle 22,30 sono già nel mondo dei sogni; è successo
ad altre lettrici e sono certa che succederà anche a voi, se lo prenderete in mano. 

Perchè è avvincente? 
No, "avvincente" non è la definizione adatta.
E' perchè è un racconto di cuore che parla al cuore del lettore, soprattutto se genitore, soprattutto se mamma.
Quando un racconto è così vivo, immediato, sincero, crudo, 
come è questo, 
quando è come una cronaca in diretta di ciò che sta vivendo la scrittrice, 
come questo, 
non si può che leggere, ascoltare, essere partecipi, sino alla fine.

Trovo difficile parlarne in questo spazio, perchè la verità è che mi ha colpito come un pugno nello stomaco.
Ho pianto, durante la lettura e dopo la lettura. Ho dormito male.
Non perchè non meritasse, ma perchè è emotivamente forte o, almeno, lo è stato per me.
Perchè è intimo. Perchè è senza fronzoli.
Su di me, ha avuto un effetto quasi catartico, sicuramente empatico, nonostante io abbia vissuto situazioni diverse.
Insomma, io ho pianto. E il giorno dopo l'ho riletto.
Perchè merita.

E' un racconto che non lascia indifferenti, che ti costringe a fare i conti con i tuoi sentimenti, con i desideri, le paure, i sogni, le speranze, i dolori: di genitore, di madre, soprattutto.
Che ti porta a farti domande, che è triste ma nello stesso tempo non lo è affatto, è anche un inno alla vita.

La verità è che non posso scrivere di più, perchè rischierei di impedirvi di "sentire", mentre leggete. E sarebbew un peccato.
Se conoscete Maddalena avete letto qualcuno dei suoi post, però, sono certa che potrete immaginare  lo stile di questo lungo racconto.
Capace di trasmettere emozioni, a volte un pò enigmatico, sempre poetico, mai edulcorato.
Perche Maddalena è una che sa dare voce alla maternità ed al suo lato zuccheroso, all'umanita sognante e sentimentale ma anche i pensieri scomodi, quelli controcorrente, quelli che a volte non osiamo confessare neppure a noi stessi.
E lo fa bene, che parli di maternità o di altri aspetti  della vita, a tutto tondo.

Se invece ancora non conoscete Maddalena ed il suo blog "Pensieri rotondi", dopo aver letto questo racconto, andrete a cercarlo. Di sicuro.

"Sui social la parata dei bilanci. Dei propositi. Non l'ho mai amata, siamo quello che siamo. Siamo quello che decidiamo di essere. Ma non perchè qualcuno ha tratteggiato un confine immaginario da varcare. E siamo, più ancora, quello che diventiamo quando la vita ci dà il LA e noi eravamo in silenzio. Quando ci toglie la voce, e noi cantavamo."

E questo è il mio consiglio di lettura per questo venerdì del libro.

Post non sponsorizzato.


ATTENZIONE: i commenti sul blog sono nuovamente funzionanti
Purtroppo la prossima chiusura di G+ ha comportato la cancellazione di gran parte dei commenti lasciati sui post precedenti. Alcuni li sto recuperando e li reinserirò con il tempo, per altri sarà impossibile ma li ho letti tutti e praticamente a tutti ho sempre risposto, dunque sappiate che non sono andati sprecati.Anzi, riceverli mi ha fatto immensamente piacere. 
Perchè è anche per essi che scrivo.
Sperando di leggere ancora il vostro parere nei commenti, vi invito a lasciarli nuovamente anche in coda ai post, se volete.
Grazie.


venerdì 1 febbraio 2019

"La tristezza ha il sonno leggero": le letture di Mamma Avvocato

"LA TRISTEZZA HA IL SONNO LEGGERO" di Lorenzo Marone



"La prima cosa che direi a un figlio, una volta adulto, sarebbe: "Fai il possibile perché ciò che ti piace non diventi un passatempo da coltivare solo nel fine settimana. È la via più diretta per trasformasi in un infelice." 
Quello che avrebbe dovuto dirmi Mario.
A volte chi si preoccupa per te può fare molti più danni di chi a stento si accorge della tua presenza." Pag. 81 di 379.

Dall'autore di "La tentazione di essere felici" e "Magari domani resto", di cui ho scritto qui e qui, un altro bel romanzo, anche se forse non all'altezza dei precedenti, per il mio personale gusto.

O meglio, scorrevole e ricco di spunti di riflessione, sentimenti ed introspezione, come i precedenti, però con un protagonista con cui non sono riuscita ad entrare in sintonia e che mi è rimasto un pò antipatico.
Il romanzo è incentrato sui rapporti genitori - figli, con figure di madri o troppo ingombranti (quella di Erri, il protagonista) o assenti (quella di Arianna) e padri a loro modo amorevoli ma abbastanza mediocri.
E' la storia di un uomo che pur avendo superato da un pezzo i trent'anni non è ancora stato in grado di superare il trauma della separazione dei genitori e che subisce gli eventi, senza mai avere il coraggio di scegliere, anche in amore, tranne nel finale.
Un uomo che, va detto, si trova a fare i conti con due famiglie difficili, ricomposte, con fratellastri e sorellastra e anche una sorella che tale non è ma è quella con cui c'è un legame più forte.

Da un lato, il libro sembra suggerire la possibilità di moltiplicare l'amore in più famiglie, creando legami forti anche dopo separazioni e nuovi matrimoni, dall'altro, a giudicare dalle figure di figli descritte, nega che si possa avere una crescita "normale" in simili situazioni, forse non a torto.
Certo è che mentre le protagoniste femminili prendono in mano la loro vita, magari con scelte sbagliate ma sempre agendo, quelli maschili tendono a dimostrarsi incapaci di reagire efficacemente.

Uno specchio della realtà? Spero di no!

"Pensavo a quando un domani ti innamorerai. A chi porterai a casa. In fondo siamo tutti estranei prima di conoscersi. Anche io e Erri lo siamo stati. Innamorarsi è il più grande atto di fiducia che ci possa essere fra due estranei. Pensa questo ogni volta che ti troverai in difficoltà nell'entrate in una stanza piena di gente sconociusta, o al cinema, se ti scoprirai di fianco a chi non conosci, pensa che la vita ti sta solo donando una nuova possibilità di trovare qualcuno di speciale." Pag. 157 di 379.

I continui salti temporali della narrazione mi hanno un pò destabilizzato, tuttavia il romanzo mi è piaciuto, quasi quanto i precedenti dell'autore, con lo stesso riconoscibile stile.

"Da più parti sento spesso dire che non bisogna vere rimpianti, che chi vive ancorato al passato non ha speranze nel futuro, in realtà credo che chi non ha rimpianti non ha mai avuto sogni. Ed è la mancanza di sogni a precludere un bel futuro. ... La verità è che tra la speranza è il rimpianto passa un soffio. E in quel soffio trascorriamo gran parte della nostra vita." Pag. 305 di 379.

Ecco il mio consiglio di lettura per questo venerdì del libro, l'appuntamento ideato da Paola.

domenica 27 gennaio 2019

Il coro femminile di Chilbury: le letture di Mamma Avvocato

Dopo i bei libri letti nel 2018, il 2019 è iniziato bene, con un romanzo storico al femminile che mi è piaciuto molto e voglio consigliare per questo venerdì del libro, molto in ritardo, visto che è già domenica!

"IL CORO FEMMINILE DI CHILBURY" di Jennifer Ryan



La vicenda è ambientata in un paesino del Kent, Inghilterra, durante la seconda guerra mondiale.
Tutti gli uomini abili alle armi sono al fronte e quelli rimanenti, insieme alle donne, lavorano per l'industria bellica, nella logistica o prestano aiuto in campo medico.

La paura dell'invasione, l'eventualità che la situazione possa precipitare da un momento all'altro ed i giovani possano non tornare vivi dal fronte, produce cambiamenti significativi nella mentalità degli abitanti, in primis le donne.
Infatti, da angeli del focolare, esse si trovano a dovere anche lavorare fuori casa e gestire faccende normalmente appannaggio degli uomini, acquistando consapevolezza delle proprie capacità e del proprio valore e, in molte, apprezzando anche l'inaspettata possibilità di esercitare un mestiere e godere di maggior indipendenza.
Non solo: i costumi si fanno più rilassati e, comunque, le storie d'amore sfociano in matrimoni rapidi, per godere di una vita che sembra appesa ad un filo.
Cambiamenti che sentono e vivono le donne di Chilbury, cantanti nel coro misto del paese che non si arrendono alla sua chiusura quando gli uomini partono o muoiono e decidono di dare vita al primo coro femminile del paese ed addirittura di gareggiare in una competizione coristica.
Nella musica ed in una insegnante anticonformista, trovano forza ed unità, orgoglio e conforto.
Le loro vicende personali si intrecciano, creando uno spaccato di vita quotidiana non privo di intrighi e drammi, che cattura il lettore.
Ci sono relazioni amorose, violenze domestiche, gelosie fraterne, omosessualità, maternità, sacrificio, arte, interessi economici e determinazione, in un romanzo in cui sono i personaggi femminili ad emergere, mentre gli uomini sembrano in buona parte sconcertati e incapaci di fronteggiare i cambiamenti, se non combattendo al fronte.

Consigliato, soprattutto alle donne.

venerdì 18 gennaio 2019

Le letture del ricciolino biondo: " LOTTA Combinaguai sa fare tutto" di Astrid Lindgren

" LOTTA Combinaguai sa fare tutto" di Astrid Lindgren

Immagino che tutti conosciate la simpaticissima Pippi Calzelunghe e la scrittrice che l'ha inventata, Astrid Lindgren.

Forse, però, non sapete che ha scritto molti romanzi e racconti per bambini, tra cui le avventure di Lotta, un'altra piccola protagonista femminile dal carattere forte e volitivo, buona ma biricchina.

Questo bel libro, con illustrazioni vivaci, è stato pubblicato da Mondadori solo  recentemente ma le tre storie che contiene risalgono al 1977 e sono godibilissime.

 

A me ed al ricciolino sono piaciute molto. 

Lotta è la minore di tre figli e vive in Svezia, tra il verde d'estate e la neve d'invernp, con i suoi genitori.

E' convinta di saper fare tutto, soprattutto quello che fanno la sorella ed il fratello maggiori e, per dimostrarlo, correrà qualche rischio. La fortuna però la assiste, insieme ad una buona dose di inventiva e quindi riuscirà sempre nei suoi intenti, più o meno!

Ecco dunque il mio consiglio di lettura per genitori e bambini, con cui partecipo al consueto appuntamento con il venerdì del libro ideato da Paola.

venerdì 11 gennaio 2019

I libri del 2018: la mia personale (ed un pò stramba) classifica

Il 2018 è giunto al termine ed oggi è venerdì, giorno della settimana dedicato al consueto appuntamento con i libri, grazie alla rubrica del venerdì del libro ideata da Paola (a cui partecipo con questo post).

Questa volta, però, non voglio scrivere di un libro solo ma, come già fatto nel 2017, consigliarvi qualche piacevole lettura tramite una persona classifica dei miei libri preferiti del 2018.
Pronti? 

Iniziamo con il dire che quest'anno mi sono fermata ad un totale di 38 libri, contro i 50 dello scorso anno.
Va detto, però, che oltre ai miei, ho letto innumerevoli libri per bambini piccolissimi tutte le sere e romanzi e serie per bambini al ricciolino, giorno dopo giorno. 
Lo spazio dedicato alle letture personali si è dunque un pò ridotto, ma non senza lati positivi, perchè anche in quell'ambito ho scovato molte chicche letterarie.

Ed allora, riprendendo in parte le categorie dello scorso anno:
  • Il premio “trama più divertente ed originale” rimane saldamente a John Niven, con "Invidia il prossimo tuo" che però si merita il podio anche come "romanzo più dissacrante”;
  • Il riconoscimento "autore più pazzo" (si fa per dire, ovviamente) va a Nicolai Luilin, con "Il marchio ribelle";
  • il premio “interesse storico” lo assegno a “Viaggio nel passato" di Teresa Rolla, per l'ambito locale ed al saggio "Ancora dalla parte delle bambine" di Loredana Lipperini per l'ambito nazionale (e non sollo), a pari merito con la raccolta "Perfino catone scriveva ricette" di Eva Cantarella;
  • "miglior thriller" a "L'effetto Susan" di Peter Hoeg, ma come miglior "legal thriller" rimane incontrastato "L'informatore" di Jhon Grisham;
  • l miglior romanzo (senza altra specificazione) è stato "Il libro dei Baltimore" di Joel Dicker;
  • il premio "libri per bambini/ragazzi belli anche per gli adulti" va senza dubbio a "Ollie ed i giocattoli dimenticati" di William Joyce, che per me è davvero splendido, ma anche "Olga di carta. Jum fatto di buio" di Elisabetta Gnone, è stata una scoperta piacevolissima;
  • il premio “commozione portami via” va ad Agnes Brown mammadi Brendan O'Carrol;
  • il riconoscimento speciale nella categoria "il trionfo dei sentimenti" se lo contendono "Le tre del mattino" del sempre magistrale Gianrico Carofiglio, e "Da dove la vita è perfetta" di Silvia Avallone;
  • coppa “romanzo classico da non perdere” senza dubbio ad “I tre moschiettieri” di Alexander Dumas;
  • medaglia “libri sulla maternità/paternità”  a “La vita fino a te” di Matteo Bussola;
  • tra i libri “leggeri eppure che meritano” vincono “Dieci piccoli infami" di Selvaggia Lucarelli, "Ragione e sentimento" di Stefania Bertola e "Sorprendimi!" di Sophie Kinsella;
  • la "medaglia all'ottimismo" va tutta all'atleta Bebe Vio, con "Se sembra impossibile, allora si può fare" ;
  • il premio “non so in che categoria collocarlo ma vale la pena leggerlo” spetta a Il consolatore di Jostein Gaarder;
  • per "miglior biografia/autobiografia" non ho dubbi: "Born to run" di Bruce Springsteen, veramente imperdibile per chi ama la musica;
  • la medaglia all' inquietudine va invece a "La distanza tra le stelle" di Lily Brooks - Dalton
  • il podio per la "rilettura che ci voleva" quest'anno va assegnata al breve e divertente romanzo "Il mistero dell'uomo barbuto. Come fu' che Babbo Natale sposò la Befana" di Andrea Vitali, ancora una volta piaciuto anche al ricciolino.
Tra i saggi e manuali, il posto d’onore a: Mamme con la partita IVA" di Valentina Simeoni, di cui non ho ancora scritto (ma mi sono ripormessa di farlo presto).
E poi "La biologia delle credenze" di Bruce H.Lipton, ed. Macro Ed., 2007: un testo a metà tra il medico e lo spirituale che è stato una folgorazione e mi ha profondamente colpita.


Infine, bocciato senza appello, per me, "Tre volte te" di Federico Moccia.
P.S. Di molti dei libri sovra menzionati, ho parlato su questo diario virtuale in occasione del venerdì del libro: se vi interessa, potete trovare i relativi post usando il campo per la ricerca a lato pagina o usando le "etichette".


Quanto a voi, quali sono state le vostre migliori letture del 2018? Quali le sorpresa e quali le delusioni? Aspetto i vostri commenti, se vi va!

venerdì 21 dicembre 2018

Le letture di Mamma Avvocato: "Perfino Catone scriveva ricette. I greci, i romani e noi" di Eva Cantarella

La storia greca e romana mi hanno sempre affascinato, così come la lingua greca e latina.
Non per nulla ho scelto di frequentare il liceo classico e, se potessi tornare indietro nel tempo, lo rifarei.

Quando trovo libri divulgativi su greci e romani (per i saggi non ho la concentrazione necessaria), dunque, mi ci butto a capofitto.

"Perfino Catone scriveva ricette. I greci, i romani e noi" di Eva Cantarelli

pag. 208

Questo libro abbastanza recente (ed. Feltrinelli, febbraio 2017), in particolare, è una raccolta, divisa per argomenti, di brevi aneddoti sulla vita quotidiana di greci e romani che esplora aspetti normalmente trascurati del passato, in grado però di stimolare e soddisfare la nostra curiosità di uomini del secondo millennio!

Dalle ricette, al galateo a tavola, al carnevale, ai processi per adulterio e stregoneria, alle cure di bellezza, alle abitudini sessuali, alle pratiche religiosi, al vestiario e molto altro.
Un libro da leggere anche nei ritagli di tempo, per imparare e per capire che anche se sembra cambiato molto, certe dinamiche restano immutate o hanno radici lontane che è bene conoscere.

Con questo consiglio di lettura, partecipo al venerdì del libro di Home Made Mamma.

venerdì 14 dicembre 2018

"Ollie ed i giocattoli dimenticati": le letture del ricciolino biondo e di mamma avvocato

"Ollie ed i giocattoli dimenticati" di William Joyce,

ed. Rizzoli, febbario 2018, Euro 18, pag. 294



Ho preso questo libro in biblioteca con l'intenzione di leggerlo la sera ad alta voce al ricciolino.
Invece, essendo lui preso dagli ultimi volumi della serie della "Scuola dei pirati", ho finito per leggerlo da sola.
Ed ho fatto bene perchè mi è piaciuto moltissimo.
E' tenero, delicato,  forte.

La voce narrante è quella di un pupazzo, Ollie, un coniglietto/orsetto fatto a mano da una mamma mentre aspetta la nascita del suo bambino, con un campanellino per cuoricino.


Non un pupazzo qualunque, però, ma un doudou, uno di quei pupazzi destinati a diventare il compagno di vita dell'infanzia di un bambino, in grado di accompagnarlo dalla culla.
Insomma, "UN PREFERITO".
Ed Ollie diventa subito il preferito di Billy, il bimbo a cui capisce di appartenere, tornando con lui a casa dall'ospedale, scoprendo il mondo, imparando a mangiare, parlare, vivere "Grandi Venture".


Ollie rispetta il "Codice dei Giocattoli" ed è pronto a prendersi cura del bimbo a cui appartiene ad ogni costo, come gli ha chiesto la mamma di Billy donandolo al suo bambino.
Anche Billy, però, è sinceramente affezionato a lui, come solo chi ha avuto, nell'infanzia, una bambola o un pupazzo preferito può capire.

Così, quando Ollie viene rapito dai cattivissimi Grinfi, per essere portato dal loro malvagio Zozo, un ex clown arrabbiato con i bambini ed i loro "preferiti" per motivi che scoprirete leggendo il libro, Billy scappa di casa nella notte per andare a cercarlo.
E così affronta davvero una "Grande Ventura" molto "illegale" (ovvero contraria alle regole dei genitori), nella Fiera Oscura, in un mondo che è quello reale ma è anche della fantasia, dove i giocattoli hanno sentimenti e parole e anche gli oggetti gettati in una discarica possono lottare per sconfiggere i malvagi, ricordando con nostalgia i bei tempi in cui erano utili.



Un racconto bellissimo, che narra con linguaggio infantile il mondo di un bambino visto dal punto di vista, alquanto verosimile, del bimbo stesso e del suo piccolo compagno di avventure, insegnando con tenerezza e dolcezza la forza dei sentimenti dei bambini, l'importanza di prendersi cura reciprocamente gli uni degli altri, il senso della cura di sè ma anche degli oggetti che ci circondano e dell'ambiente.
Un libro sulla potenza del legame tra bambini e giocattoli preferiti, sull'importanza dell'immaginazione  ma anche dei ricordi d'infanzia, nello sviluppo e nellacrescita.

Non so se per il clima natalizio o perchè con la seconda maternità sono definitivamente diventata ultra emotiva ma io, leggendolo, non ho potuto che ricordare con tanto affetto la mia bambola preferita, ricevuta alla nascita e ancora con me, e il doudou del ricciolino, nel suo letto ancora ora, nonchè pensare con amore ai piccoli draghetto e giraffa che stanno accompagnando la prima infanzia dei gemelli.

 Se anche voi, nell'infanzia, avete avuto un giocattolo preferito o lo hanno i vostri figli (e voglio sperare che sia così), questo libro vi piacerà.
Se non lo avete, invece, ne capirete l'importanza.


Le numerose illustrazioni sono dello stesso scrittore, uno dei cofondatori della società di animazione Moonbot Studios, il cui sito io sono andata a sbirciare appena terminata la lettura della storia.

Con questo post partecipo al consueto appuntamento con il venerdì del libro di Home Made Mamma.