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giovedì 6 settembre 2018

Parole d'ordine: organizzazione, prevenzione e etichette !


* Post sponsorizzato

Parole d'ordine: organizzazione, prevenzione e....etichette!

Già, perchè quando sei mamma di tre figli, con un marito molto impegnato (o molto latitante su alcuni aspetti pratici) , sia che lavori anche fuori casa che no, per sopravvivere non si può fare che altro: organizzare, prevenire e contrassegnare tutto.


Ricordo ancora i pomeriggi di pioggia poco prima dell'inizio della scuola, quando con mia madre (anche lei con tre figli, con un marito molto latitante su alcuni aspetti pratici e lavoratrice anche fuori casa)  si andava ad acquistare il corredo scolastico, i libri e ci si sedeva al tavolo di cucina, con rotoli di carta trasparente per foderare libri e quaderni ed etichette di carta ritagliate e compilate a mano !!!

Altro che copertine pronte e etichette adesive o etichette termoadesive per i vestiti dei bambini , rimovibili e permanenti!!!
I nomi mia madre o mia nonna li ricamavano a punto croce su asciugamani, federe e lenzuola per gli asili oppure con la macchina da cucire.

Oggi? Quando si ha tempo, si ricama, altrimenti si crea in altro modo, utilizzando etichette personalizzabili che arrivano direttamente a casa e si possono usare per oggetti, vestiti e corredo scolastico.

Io ho provato ad usare le etichette quest'anno per la prima volta, proprio perchè con tre figli, di cui il primo che entra in seconda elementare e due al nido, che sono stati promossi tra i medi e dunque devono portare anche spazzolino e bicchiere, oltreb ai consueti cambi di vestiti, non sapevo più come fare tutto.


Io ed il ricciolino (a cui cerco in ogni modo di infondere un pò di entusiasmo per l'inizio della scuola) in pochi minuti, sul sito https://www.stickerkid.it, abbiamo scelto il pacchetto che più ci conveniva (MISTO, con 154 etichette adesive di tre dimensioni per oggetti e superficie e termoadesive permanenti per i tessili), tra quelli disponibili (pacchetto risparmio, pacchetto scuola, pacchetto asilo e nido, pack campo estivo e sport).




Abbiamo deciso caratteri, dimensioni delle scritte, i colori di sfondo e carattere ed i disegni decorativi, che per altro possono essere diversi per ogni tipo di etichette (consentendo così più ampia personalizzazione), inserito i dati e...click, a posto!
Tra l'altro, esistono vari formati, da quelli perfetti per matite e penne a quelli tondi o a semicerchio adatti anche alle scarpine, ai classici rettangoli.



 Cinque giorni dopo la busta con le etichette stickerkid era già a casa mia corredata di chiare istruzioni d'uso.
Direttamente dalla Svizzera, più precisamente Ginevra.
Via all'operazione etichettamento!!!

Perchè l'inverno arriva quando meno te lo aspetti!



 La precisione e qualità di cui si vantano sempre gli svizzeri (e che tanto decanta mio marito) è stata confermata, per quanto mi riguarda: super soddisfatti!


Perchè?
Stickerkid, oltre garantire che le sue etichette sono testate per essere "sicure al 100% e delicate con la pelle dei bambini perché stampate con inchiostri senza solventi", afferma che resistono a tutto: acqua, lavastoviglie, sterilizzatore e naturalmente al trascorrere del tempo.

Sul tempo, non posso ancora pronunciarmi ma sul resto, siccome sono come San Tommaso e se non vedo non credo, posso assicurarvi che le ho testate davvero:
per adesso, quelle nelle scarpine dei bambini hanno resistito a due mesi di sudore (poi si sono bucate le scarpe, non le etichette), pioggie, camminate in montagna, sabbia, acqua di mare e lavaggi,


quella sulla bicicletta e la borraccia ad allenamenti nel fango, pioggia e lavaggi ripetuti,

La bicicletta, ovvero il bene più prezioso del ricciolino nonchè oggetto che si è premurato di etichettare per primo!!! 

Altro che quaderni e penne per la scuola... 

 

le etichette stickerkid sui portamerende hanno superato la prova lavastoviglie,



quelle sui peluche per la nanna (che noi chiamiamo doudou) hanno retto a stropicciamenti, lavaggi a mano ed in lavatrice, trascinamento per terra e "ciucciate"!

Quelle sui vestiti, alla lavatrice (fino a 60 °).

Consigli pratici da mamma?
1) Se avete più figli e non sapete di quante etichette avete bisogno per ciascuno o ve ne servono  di diverso tipo per tutti, potete inserire il cognome, anzichè il nome, in etichetta. 
In questo modo sarete certi di usare tutte le etichette e non sprecarle.
Tra l'altro, in questo modo potrete passare da figlio a figlio vestiti ed oggetti senza che l'etichetta diventi obsoleta;
 2) se dovete etichettare vestiti o tessili che pensate di "passare" successivamente a parenti o amici, nel pacchetto per scuola ed asilo sono comprese anche etichette termoadesive rimovibili  (riscaldandoli con con il ferro da stiro e la carta forno, dunque non vanno via al primo lavaggio o stiraggio, tranquilli), idea molto intelligente.

P.S. I prezzi? Competitivi. Ad oggi si va dagli 8 Euro per 60 etichette da matite e penne o 20 per asilo e nido con addirittura possibilità di personalizzarli con foto, ai 54,90 per 234 adesivi super resistenti del pack più grande.

Adesso mi piacerebbe provare anche i braccialetti identificativi e, soprattutto gli adesivi murali o per camerette, visto che dobbiamo sistemare quella dei gemellini!

E voi, avete preparato tutto l'occorrente per il back to school ? (Pare vada di moda dirlo in inglese).

Trovate stickerkid anche su FB, @stickerkid.italian


mercoledì 24 maggio 2017

Recita di fine anno: riflessioni di una mamma in equilibrio sul filo.

Nella scuola materna del ricciolino vige una tradizione: la recita di fine anno scolastico è quasi interamente organizzate e svolta dai bambini dell'ultimo anno e dai loro genitori.

In pratica, le maestre preparano comunque una canzoncina o un siparietto da far fare ai bimbi tutti insieme, poi siedono con i piccoli ed i medi e lasciano lo spazio ai "grandoni" ed ai loro genitori, che devono intrattenere la platea per una mezz'ora abbondante almeno.
Infine, tornano in scena le maestre che consegnano i diplomini ai bimbi e si termina con il rinfresco (ciascuno porta qualcosa).

Ora. I pro.
La recita è certamente un momento molto emozionante per i genitori che vi assistono.
E' formativa per i bambini, perchè consente loro di imparare a organizzarsi e fare gruppo, provare a superare blocchi e timidezze, mostrare ai genitori il loro gruppo di compagni.
Inoltre in genere si tratta di piccole scene da imparare e canzoncine e balletti divertenti, dunque è anche un gioco diverso dal solito.

Le maestre, poi, nella nostra scuola sono un vulcano di iniziative, attività e fantasia.
Creano, organizzano, fanno. Tanto, sempre. L'ho già scritto e raccontato (qui, qui e qui, ad esempio, senza dimenticare il Carnevale dei Piccoli).
Quindi, lasciare la recita di fine anno scolastico, a differenza di quella di Natale, in mano ai genitori dell'ultimo anno è anche un modo per ripagarle della fatica fatta e far sentire i "grandoni" protagonisti.
Infine, è un modo per socializzare tra genitori, anche se è un peccato che avvenga alla fine dell'ultimo anno.
Il tutto per dire che capisco l'importanza di questo evento e il motivo di questa tradizione.
Però.

Le criticità ci sono:
Innanzi tutto, bisogna trovarsi, parlarsi e farsi venire una idea originale.
Quest'anno ci è andata bene. Una delle mamme è una maestra delle elementari con molta fantasia che aveva già pensato ad una buona idea ed è bastato seguirla ed appoggiarla. Cosa che io ho fatto subito.
Trovarsi, è un'altra storia: deve essere di pomeriggio dopo la scuola, ovviamente, poichè si usufruisce dei locali della scuola stessa e per rispettare gli orari lavorativi. 
Solo che non tutti escono alle 17 dall'ufficio e possono essere alle 17.30 alle prove.
Non deve essere troppo tardi, dunque non oltre le 18,00 e non dopo cena, altrimenti c'è il problema dei bambini stanchi, di eventuali fratellini/sorelline e del lavoro il giorno dopo.
Ogni giorno della settimana c'è qualcuno che ha una attività sportiva e ricreativa, dunque bisogna turnare i giorni per far partecipare ora l'uno ora l'altro.
Insomma, vi lascio immaginare.

Trovata l'idea e organizzati gli incontri, l'impegno si fa ancor maggiore. 
Perchè di tempo libero, non è che ce ne sia tanto, no?
Un mese e mezzo di incontri settimanali in aggiunta alla vita quotidiana non sono una passeggiata.
Soprattutto se ci metti alcuni genitori.

Va bene, organizziamo la recita e facciamo le prove con i bimbi.
Ma perchè, ditemi, perchè inventarsi ogni volta qualcosa di più, dalla maglietta tutti uguali da dipingere a casa, al disegno da portare, alla registrazione di una intervista, alla foto di gruppo gigante (di cui ho il sospetto che le maestre abbiano le p....e piene) ecc. ecc.
Perchè complicarsi la vita???

A me sembra, a volte, che per alcune mamme questa storia della recita sia troppo importante. Una missione. 
Eppure, se ci pensate, chi di noi ricorda qualcosa di specifico degli anni della materna? Io qualcosa ma non certo le recite o se avevamo la maglietta tutti uguali l'ultimo anno!
E il giudizio di chi guarderà, perchè dovrebbe interessarci? Io davvero non capisco.
Non comprendo dove trovino, queste madri, la voglia ed il tempo di dipingere a casa magliette, scrivere testi per la recita, ordinare foto ecc. ecc.
E perchè non pensare che magari altri genitori hanno impegni lavorativi o familiari più importanti o danno meno peso a queste cose e non hanno voglia di sbattersi così tanto?

Io apprezzo il lavoro altrui, comunque.
Dunque, dopo aver provato a protestare e scoperto che ero in minoranza, mi sono adeguata.
E faccio tutto quel che devo fare, comprese tutte le prove. Ringraziando che ci sono mamme con più voglia e tempo o spirito di sacrificio di me che fanno il grosso del lavoro.

Qui, però, spunta l'altra criticità: i genitori che non vengono MAI o vengono una sola volta e poi protestano perchè si sentono esclusi, perchè i loro figli quel giorno saranno a scuola (e loro a vederli) ma non sono preparati, non hanno fatto nulla, non hanno la maglietta o simili.
Perchè LORO sono impegnatissimi.
Perchè LORO hanno altro da fare.
Perchè LORO non ci tengono (ma i loro figli sì e non è giusto escluderli, mamme cattive che non siete altro, dicono).
Perchè LORO, sai, vanno sempre di fretta.
Perchè LORO non sanno la lingua italiana, le mogli non guidano/non escono senza marito, non è nella loro tradizione culturale/religiosa.

E a me questa cosa fa incavolare. Di brutto.
Soprattutto se si tratta di stranieri che si dice dovremmo integrare.
Soprattutto se qualcuna delle mamme (non io, per fortuna), si fa in quattro per incontrarli, parlare, spiegare, lasciare loro bigliettini con data e ora degli incontri, proporre soluzioni.
Soprattutto se si tratta di genitori che fanno gli insegnanti o i dipendenti pubblici, magari part-time, ed alle cinque, cari miei, sono a casa da un pezzo.
Soprattutto se hanno schiere di nonni a disposizione e mentre noi facciamo gli incontri loro vanno in palestra.

Non te ne frega niente o non puoi davvero?
Va bene. Capisco.
Anche all'Alpmarito non frega nulla e mica lo crocifiggo per questo.
Non venire, non fare. Non è un problema, davvero.

PERO'
NON CRITICARE, non fiatare, non protestare, non presentarti il giorno della recita imponendo la tua presenza, non dire alle maestre che ti hanno escluso, per questo o quel motivo o addirittura per razzismo.Non farlo.

E poi, vogliamo parlare della scarsa coerenza?
"Ho preparato il video ma alcuni bimbi non ci sono. Meglio non proiettarlo, allora, non vorrei che si sentissero esclusi", dice qualche mamma.
"E no, dico io. Noi siamo venute e ci siamo sbattute, ora il video lo proiettiamo e ce ne freghiamo, Punto. Altrimenti non ci vengo io, alla recita."
Un minuto dopo, all'ultimo incontro pre prova generale: "Però a pensarci le magliette tutti uguali almeno per i bambini, DEVONO esserci!" incalza una mamma.
"Sìììì!", approva la maggioranza.
"Scusate, ma prima non discutevate che è brutto escludere i bimbi i cui genitori non si sono mai presentati, per non far pagare loro le colpe dei grandi?"
"Come si sentiranno quel giorno, senza maglietta?" dico io.
Poichè certamente salteranno all'occhio.
"Oh bè, pazienza, facciamole lo stesso" , concludono.

Perfetto, coerente e ragionevole.
Come l'atteggiamento di chi parla di integrazione ed uguaglianza e accoglienza religiosa e poi commenta che sono sempre gli stranieri a non venire!!!

Infine: perchè "genitori dell'ultimo anno" si traduce sempre in "mamme dei bambini dell'ultimo anno"?
I papà, infatti, si scoprono tutti sommersi dal lavoro, si offrono come baby sitter per i fratellini/sorelline o si inventano cuochi di famiglia che devono stare a casa a preparare la cena. Tutto, pur di non partecipare attivamente. 
Alpmarito compreso.
Il quale, però, probabilmente alla fine sarà quello che canterà e reciterà al fianco del ricciolino visto che la prossima eco me l'hanno fissata giusto quel giorno. Anche se le prove le ho fatte io.
Non so se ridere o piangere.





mercoledì 4 gennaio 2017

L'anno che verrà ed il Natale che è trascorso

L'anno che verrà, il 2017, sarà ricco di cambiamenti.

Sarà l'anno del trasloco, perchè la casa nuova, pur essendo tutt'altro che finita, inizia a mostrare il volto di una casa vera e per la primavera contiamo di farla diventare il nostro nuovo nido.
Un trasloco, un cambio di residenza, che segnerà anche cambiamenti di abitudini, poichè se i chilometri di distanza saranno pochi, Regione e Comune saranno altri.
Non vi nascondo che non vedo l'ora, pur temendo il trasloco in sè e iniziando a provare nostalgia per queste quattro mura che ci ospitano ormai da anni e ci hanno visto diventar famiglia.

La nostra accoglienza a Babbo Natale ed alle sue renne

Sarà l'anno della fine della scuola materna e dell'inizio delle elementari per il ricciolino (e, detto tra noi, ancora non ho capito quando e come dovro' iscriverlo).
Un cambiamento importantissimo per lui ma anche per noi, già lo so.
A fine anno scolastico versero' molte lacrime, è un dato certo, ma non prima di aver partecipato alla temuta recita dei genitori dei bambini "grandoni".

In tutto questo, vorrei che fosse anche l'anno dello yoga.
Ho dedicato alcuni anni della mia vita alla danza, altri alla scherma, al pianoforte, allo sci,alla corsa, allo scialpinismo, all'arrampicata. Quest'anno vorrei riuscire a praticare con costanza quasi quotidiana piu' lezioni (purtroppo solo on line) di yoga.

Ho abbandonato elenchi e buoni propositi ormai da anni. O meglio, li ho spostati a settembre.
Se penso all'anno che verrà, pero', le parole chiave che mi vengono in mente sono:
sfoltire e semplificare.
Vorrei alleggerire spazi, vita, impegni, rapporti personali, sfrondare, liberare, semplificare.
Ancora non so come e neppure perchè, pero' è quel che sento.

E poi vorrei imparare a "lasciar andare", lasciarmi scorrere addosso dolori, rancori, arrabbiature, nervosismo e stress. Riuscire a contenere la mia risposta emotiva agli avvenimenti, vicini e lontani, ed alle discussioni.
Perchè se no, alla fine, perdo serenità e fiducia senza guadagnare nulla.

Se proprio dovessi esprimere un proposito, sarebbe quello di trascorrere piu' tempo con le persone che amo e farlo senza ansie, senza la sensazione di rubare momenti ad altro e senza l'occhio all'orologio. E già non mi pare poco.

Intanto, riguardo le foto di questo Natale e penso che in fondo è andato tutto come doveva andare.

La recita di Natale della scuola è stata emozionante, anche perchè quest'anno il ricciolino ha superato la sua timidezza e cantato tutte le canzoni dall'inizio alla fine.
Inoltre, il messaggio che le maestre hanno voluto dare è stato davvero bello e natalizio.


E poi ci sono stati tanti pranzi e cene con i familiari, di un ramo e dell'altro, con le solite tavole imbandite.




Il ricciolino e tutti gli altri bimbi della famiglia erano allegri, felici, eccitati, come era giusto che fossero e Babbo Natale li ha abbondantemente accontentati.


Noi di qualche gioco rumoroso avremmo volentieri fatto a meno, ma tant'è.
L'atmosfera, la magia dell'attesa ed il piacere di stare insieme erano quelli giusti e questo  è cio' che contava.



Ora non resta che prepararsi al ritorno alla normalità, non prima di aver trascorso ancora qualche pomeriggio, sera o pranzo con gli amici.
Perchè i giorni non bastano mai per poter incontrare tutti e ogni anno cerchiamo di fare il possibile, lieti di essere circondati da tanti amici.

Quanto al capodanno, è stato anche quello sereno ed in compagnia, ma breve, perchè il ricciolino era stremato dalla stanchezza e noi pure.

Buon 2017
con l'augurio che questa canzone, cantata dai bambini alla recita e tanto piaciuta al ricciolino, dipinga la realtà, disegnando un mondo senza terrorismo.

Video dello Zecchino d'Oro


martedì 29 novembre 2016

Tra i colori dell'autunno, a cercare pitture rupestri sulle tracce dell'artista ladruncola della scuola!

Quanto le maestre della scuola dell'infanzia di mio figlio siano brave nell'inventarsi sempre nuovi modi di intrattenere ed insegnare ai bambini, l'ho già detto. Così come ho già detto che li portano fuori ogni volta che possono, anche solo per semplici passeggiate sul territorio.

Ebbene.
Quest'anno si sono inventate una nuova avventura, per insegnare l'arte ai bambini.

Una mattina, a scuola, i piccoli non hanno più trovato astucci, matite e pennarelli colorati. Spariti tutti. In cambio, solo piccoli indizi che gli hanno coinvolti in una caccia al tesoro alla riceca di una spiegazione, attraverso l'arte primitiva (pittura rupestre, scrittura con i materiali naturali, dai mattoni alle foglie, alle buste del thè, al carbone ecc.), fino alla pittura moderna.



Uno dei disegni primitivi trovati dai bambini nei boschi!

Uno dei mezzi utilizzati per coinvolgere i piccoli è stato portare i bimbi in passeggiata in un boschetto nelle vicinanze, appositamente "attrezzato".
Nei giorni successivi, i bambini hanno disegnato e raccontato su grandi cartelloni le loro scoperte e formulato ipotesi.
Poi hanno provato a disegnare con le foglie, le bustine del thè, succhi di frutti, il carbone, il legno, i mattoni, le pietre sbriciolate, le piume ecc.
Infine, sono stati in gita all'"Archeoparco" di Bard (AO).
Solo pochi giorni fa, l'artista ladruncola si è finalmente palesata, riportando ai bimbi i loro colori (con enorme sollievo del ricciolino, che temeva di non rivedere il suo adorato astuccio dell'Uomo Ragno) e  donando in cambio dei dipinti.

Il ricciolino è stato così entusiasta della camminata con la scuola che ha voluto a tutti i costi portare anche mia madre prima e noi dopo.
Abbiamo quindi approfittato delle domeniche senza pioggia per godere dei colori dell'autunno, prima del rapido arrivo dell'inverno.

Il ricciolino, munito di "nappa" da lui stesso disegnata, ha fatto da guida e da cicerone, pieno di orgoglio.




La nostra piccola guida ci ha mostrato ogni singola macchia di colore, spiegandoci anche dove mettere i piedi per non scivolare sulle foglie e come aprire i ricci con i piedini...




Io e mia madre abbiamo avuto l'occasione di scoprire un pezzetto di natura in mezzo al paese ...



 ...il ricciolino ha potuto mostrarci le sue capacità di orientamento e trasmetterci un pò del suo "vissuto" a scuola, di solito così difficile da fargli raccontare.


La natura ci ha allietato con i suoi colori, così belli quanto effimeri.

La seconda volta, c'era anche l'Alpmarito e il ricciolino ne ha approfittato per fare un pò di boulder sulle rocce.



Io, invece, ho semplicemente camminato e fotografato....




...felice di poter uscire di casa a piedi e ritrovarmi nel verde e grata alle maestre per la splendida idea!


E voi, siete andati a passeggio nei boschi o nei parchi, a raccoglier foglie o castagne?
Nelle scuole dell'infanzia o primarie dei vostri bimbi, le maestre si inventano storie creative per insegnare? Portanto in giro i bambini o svolgono solo attività in classe? Raccontatemi, sono curiosa!

giovedì 27 ottobre 2016

La scuola "giusta": noi siamo stati fortunati

Un paio di giorni fa, ascoltando l'ennesima brutta notizia di educatrici arrestate per maltrattamenti ai bimbi a scuola, mi è venuto spontaneo pensare alla materna frequentata dal ricciolino biondo, per quello che sarà il suo ultimo anno, visto che ormai è tra i "grandoni".

Non che sia possibile un confronto con quella realtà, essendo scontato che nella quasi totalità delle scuole dell'infanzia e dei nidi non accada nulla di simile, ovviamente.


Però ogni tanto mi raccontano particolari di altre scuole materne dove, ad esempio, le maestre non accompagnano i bimbi in bagno, non puliscono loro il sederino, non li cambiano di abiti se si sono bagnati o sporcati (e non parlo dei bimbi di cinque anni ma anche di quelli di tre), non tagliano gli alimenti ai pasti, impongono ai genitori di mandare i figli senza scarpe con i lacci, senza gonne, senza maglie o pantaloni con bottoni, senza collant ecc ecc., per fare meno fatica ed in più non lasciano entrare i genitori nelle aule per prendere o portare i piccoli (non ho capito perché, mi auguro sia una questione di igiene).
Tutte richieste e rifiuti che sarebbero state impensabili nella scuola che io ed i miei fratelli abbiamo frequentato anni fa e, fortunatamente, anche in quella del ricciolino e che vengono motivati con la scusa che le maestre sono educatrici laureate, non assistenti o bidelli.

Proprio la scorsa settimana c'è stata la seconda riunione con le insegnanti dall'inizio dell'anno, con la spiegazione di quello che sarà il "tema dell'anno", le informazioni sulla programmazione ed i progetti che cercheranno di attuare e l'elezione dei rappresentanti di classe.
La riunione per me è stata anche l'occasione per poter parlare, prima, con le maestre di mio figlio.

In questi due anni e una manciata di giorni, non sempre mi sono trovata in sintonia con tutte loro o ho capito il loro approccio educativo.
Spesso il primo ed il secondo anno il ricciolino è tornato a casa con vari graffi e lividi, a volte causati da compagni/e di scuola, altre dalla sua irruenza nel gioco.
Talvolta, però, mi sono scontrata con le maestre perchè non era possibile capire chi fosse il responsabile e cosa fosse accaduto oppure mi veniva riferito che non sapevano nulla perchè non avevano visto o che "ciò che succede a scuola, lo risolviamo noi a scuola".
Io ho sempre ritenuto che i genitori abbiano il diritto di sapere e che l'azione aggressiva andasse punita, la reazione del bambino che si difende, invece, no.
A meno di non essere davvero eccessiva, si intende.
E ho sempre pensato che, mentre una o due sviste siano normali, visto che i bimbi sono tanti e le maestre poche, non fosse però ammissibile non accorgersi di nulla più volte.

In questo, non ho mai trovato l'appoggio delle educatrici, che puniscono chi inizia e chi reagisce allo stesso modo e, addirittura, a volta soltanto il secondo, perchè sono intervenute tardi e dunque non hanno visto l'intera scena e la violenza "è sbagliata a prescindere" (che è anche vero, però io non credo sia sia corretto, nè per la vittima nè per l'aggressore, porgere sempre l'altra guancia).

Una situazione che mio figlio percepisce come ingiusta quanto noi genitori, come ha detto più volte.

E' successo che, di fronte a questa "strategia" delle maestre, il ricciolino abbia iniziato a chiudersi con loro, a non chiedere il loro aiuto, reputato inutile e/o addirittura controproducente, scegliendo piuttosto di difendersi da solo e poi subire la sgridata o il momento di "time out" con frustrazione.
E' successo che dallo scorso anno il ricciolino che mai prima, era stato aggressivo e mai lo è stato al centro estivo, con i cuginetti o nello sport, abbia spinto intenzionalmente due bimbi senza motivo e adesso, stufo di subire, reagisca quando viene spinto o graffiato da altri.

E questo non mi è piaciuto per nulla e a nulla è valso parlarne con le educatrici.
Almeno fino all'ultimo colloquio, forse. Ma questo me lo dirà il tempo.

E' tuttavia questo l'unico appunto che mi sentirei di muovere alle maestre, fino ad oggi.
Certo, ci sono altre piccole scelte che io non farei (come non fare lavare loro di denti dopo pranzo, un pomeriggio a settimana dopo la merenda far vedere un cartone animato, dispensare caramelle come premi in alcune occasioni, la recita di fine anno che devono organizzare e fare le mamme dei bambini "grandoni" - !?!?- ecc.), però si tratta di questioni di poco conto che so che non influiranno nè sulla salute nè sulla educazione del ricciolino e che, secondo me, rientrano nel giusto ambito di libertà di organizzazione della didattica e del proprio lavoro che spetta alle maestre.

Anzi.
Penso sia importante che i bambini imparino fin da piccoli che viviamo in una società con un complesso di regole e norme che possono anche non piacerci ma che dobbiamo rispettare.
Che comprendano che persone diverse hanno approcci diverse, compiono scelte educative diverse e non sempre in sintonia, che tuttavia vanno accettati.
Che capiscano che non sempre si può scegliere, che ci sono tanti sistemi e ambienti a cui bisogna adeguarsi, pur guardando a tutte le regole con spirito critico.
Penso sia importante imparare a confrontare e giudicare ma anche guardare le cose da altri punti di vista, mettersi nei panni degli altri, ascoltare le motivazioni e rispettare anche ciò che non si condivide, quando è necessario.

Dunque, sono stata fortunata. Siamo stati fortunati.
Magari restano ferme sulle loro posizioni, però con le maestre del ricciolino si può parlare quando e quanto si vuole, senza prendere appuntamenti, senza formalismi, senza problemi.
Il ricciolino ed i suoi compagni entrano ed escono da scuola contenti.
La mattina posso accompagnare mio figlio in classe, come gli altri genitori, posso osservare l'interazione dei bambini tra loro e con le maestre, vedo l'affetto e l'attenzione con cui queste ultime liaccolgono, anche quando hanno altri 18 bambini scalmanati da guardare, tra cui alcuni piccolissimi in lacrime perchè la mamma è appena andata via.
Arrivando fuori orario, si può rimanere basiti dalla confusione ma, in realtà, basta una parola per capire che le maestre hanno la situazione sotto controllo ed è un caos produttivo.

L'entusiasmo, l'allegria e la voglia di fare si respira sempre.
I progetti sono tanti, le uscite sul territorio a costo zero altrettante, i lavoretti e le iniziative infiniti.
Ed io, di questo, sono molto grata alle maestre.

Perchè non mi è difficile immaginare che per loro non sia facile arrivare la mattina con il sorriso e tenerselo tutto il giorno, lasciando fuori dalla scuola preoccupazioni, ansie o dolori. 
Perchè le risorse sono sempre poche e le istituzioni concedono sempre con difficoltà ed estrema parsimonia.
Perchè i bimbi sono tanti e loro poche e quando una maestra è malata il primo giorno di assenza non viene neppure sostituita (misura introdotta dalla c.d. "buona scuola" di cui ancora non mi capacito).
E se non è facile guardare uno o due figli, figuriamoci tenerne sotto controllo 15/18 contemporaneamente.
Perchè non si tirano mai indietro. Sbucciano la frutta, consolano, abbracciano, sgridano, insegnano, puliscono i sederini, piantano fiori e/o verdure in giardino, fanno pulizie extra, aiutano le mamme nel momento del distacco o a far affrontare altre tappe di crescita ai bimbi.
Perchè il loro lavoro è importante e si vede che lo fanno con impegno.
Anche se sono umane e qualche volta, ai miei occhi, sbagliano.

Dunque sì, non sono d'accordo con loro su un aspetto, ma per tutto il resto e nel complesso, io mi sento fortunata di averle trovate e non posso che pensare all'angoscia ed alla preoccupazioneche, in questo stesso momento, stanno provando genitori di bimbi meno fortunati di me.