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venerdì 17 aprile 2015

"Come sopravvivere...ai capricci." Ovvero trucchi, consigli e suggerimenti per contrastare pianti isterici e inopportune richieste!

"Come sopravvivere ...ai capricci. 99 consigli per risolvere il problema e non perdere la calma" di Michelle Kennedy, Fabbri Editore, 2006, Euro 9,00, pag. 127.


Il manuale pratico (e tascabile) di una americana madre con una certa esperienza personale (quattro figli), scrittrice e giornalista, con tanti consigli, trucchi e suggerimenti per affrontare i capricci dei figli nella vita quotidiana.
Tanti i capitoli, divisi per situazioni e con indicazione, per ogni suggerimento  dell'età del bimbo in cui  potrebbe applicarsi (2-4 anni, dai 3 anni in su, 3-6 anni, 2-6 anni).


Il più utile e originale, a mio parere, e' quello di "entrate in scena", buttandosi a terra, scalciando e rotolando come il bambino stesso, fingendo di piangere istericamente, battendo i pugni sul pavimento.
In teoria il bimbo, soprattutto se piccolo, dovrebbe rimanere talmente spiazzato da interrompere immediatamente il capriccio e calmarsi. Se più grande, poi gli si può spiegare che quello che ha visto lui è ciò che vediamo anche noi quando lui fa i capricci.
In pratica, con una mia amica ha funzionato.
Con il mio ricciolino, no.
La prima volta, ha iniziato a piangere ancora più forte e si è anche spaventato.
La seconda,  si è bloccato e mi ha apostrofato con un: "Mamma, ma sei matta? ", poi mi ha ignorato e ha ricominciato a piangere.
Ad ogni modo, direi che è meglio provare ad utilizzare questa strategia solo dentro casa, onde evitare di essere internate in manicomio (o case di accoglienza sostitutive) o subire un TSO !!!


Altro consiglio, che ho trovato utile, e' stato di rispondere piagnucolando come il bimbo, se lo fa lui per troppo tempo, facendogli notare quanto è fastidioso e quanto impedisca di comunicare efficacemente.
E poi, ricordarsi che noi siamo l'esempio che seguiranno i nostri figli e quindi per primi dobbiamo parlare senza alzare troppo la voce  ed evitando vocaboli da scaricatore di porto (mi vogliano scusare gli scaricatori di porto), nonché ponendo in essere comportamenti civili ed educati (non gettare le cartacce per terra, indossare le cinture, salutare cortesemente, ringraziare ecc.).
Insomma, non possiamo pretendere che siano migliori di noi!!!


Alcuni suggerimenti mi sono parsi banali e scontati (forse perché ormai sono quasi due anni che ho a che fare con i capricci) , altri invece mi hanno fatto riflettere e mi sono piaciuti o li sto utilizzando come spunto per trovare le strategie più adatte a mio figlio.

Ovviamente, anche per l'autrice, come per quasi tutte le mamme, una delle soluzioni migliori e' cercare di evitare, per quanto possibile, le situazioni a rischio e tenere conto dell'età e del carattere di nostro figlio nel programmare gli impegni quotidiani.

Inoltre, l'autrice non manca mai di sottolineare che, a parte fronteggiare "l'emergenza" del capriccio, poi è necessario interrogarsi sulle sue motivazioni, per escludere che alla base ci sia un problema reale, come il sonno, la fame, la paura ecc.

Dunque, questo è il mio consiglio per il venerdì del libro di questa settimana.





mercoledì 22 ottobre 2014

Una mamma di m.

E' così che mi sento, da un pò di giorni a questa parte.
Il nano è in modalità "capricci a raffica" e "lagne continue".

Tutto è una lotta, dal mangiare (farlo stare seduto composto a tavola...un miraggio) al vestirsi, al lavarsi, all'andare a dormire e a qualunque altra attività gli si chieda di compiere.

E io sono sempre più stremata e nervosa.
Perchè si comporta così solo quando ci sono io, a volte quando c'è l'Alpmarito, comunque mai se è solo con nonni/maestre/zie.

Io cerco di ragionare con lui, tento con le moine e poi con il contenimento fisico, con abbracci rifiutati e infine perdo la pazienza, urlo, qualche volta faccio pure partire uno scapaccione, ricatto a tutto spiano, sequestro giochi, metto in punizione e, quando proprio sono stremata, mi chiudo nel silenzio.
Poi certo, passata la tempesta, tento di recuperare e capire con coccole e abbracci ma non basta.
Dopo un pò, si ricomincia.

Sono nervosa, certo.
Anzi, siamo nervosi, io e l'Alpmarito.
E pure stanchi

Non c'è yoga e corsa che tengano.

Forse sono solo  le preoccupazioni economiche e pratiche legate alla casa in ristrutturazione ed al lavoro (che quando c'è è troppo, quando non c'è, vai in crisi perchè vedi nero, perchè essere liberi professionisti in questo senso è uno schifo al quadrato).

Forse è che non passa giorno che non giunga una notizia nefasta: persone che muoiono, anche giovani, troppo giovani, persone che si ammalano gravemente, persone che si separano, persone grette e meschine che iniziano battaglie contro chi sta già soffrendo abbastanza.

Persino la nostra gatta è ammalata e le sto facendo punture di antibiotico e l'aereosol, tutte le mattine.

Forse è solo che ho perso la mia amica e vedo il mio amico combattere contro dolore e cattiveria e non sono ancora riuscita a buttare fuori tutta la rabbia e la tristezza che ho dentro.
Forse è solo che è più forte di me: non riesco a trovare una fede che non ho mai avuto, nè a rassegnarmi a non avere risposte e non trovare giustizia.
Ci provo, perchè mi aiuterebbe, ma nulla.
Quanto invidio chi riesce a mentire a se stesso.

Forse è solo che ha ragione lui: la vita è troppo breve per perdere anche solo un minuto a fare qualcosa che non ci piace, se non è strettamente indispensabile e necessario.

Ci penso, ci rifletto e mi rigiro questa consapevolezza nello stomaco.
E mi sento ancora più di m. perchè il tempo che passo con la mia famiglia è rovinato da capricci, stanchezza e nervosismo, tanto che finisco per desiderare che sia notte o che vada alla scuola materna, per poi stare male tutto il giorno perchè non sono con lui.

Mi sforzo di sorridere.
Guardo le fotografie, che rappresentano sempre momenti felici (per fortuna) e cerco di cacciare fuori tutto il resto.
Però non è facile.
Da domani solo post positivi per un pò, giuro.


giovedì 19 settembre 2013

Capricciosa routine

Casa tra le montagne.
Ore 06.00: suona la sveglia dell'Alpmarito, che si alza, si veste e scappa via.
Ore 06.30/06.45, dipende dai giorni: suona la mia sveglia.
Mi alzo, faccio i miei addominali, scaldo il mio bicchiere d'acqua e metto su la caffettiera, già pronta dalla mattina prima.
Faccende di casa varie.
Ore 07.00/07.15: si sveglia il nano.
Io: "Nano, buongiorno!!Hai dormito bene?"
Nano: "No!!"
Io: "Su dai, nano, vieni a fare colazione con la mamma?"
Nano: "NO!!NO VOIO!"
Io: "Beh, io inizio a bere il caffè, quando vuoi vieni eh?"
Nano: "NO!"
MI dirigo in zona cucina (chiamarla stanza è troppo, visto il nostro quasi open space).
Dopo un pò, arriva stropicciandosi gli occhietti.
Io: "Eccoti! Allora, vuoi fare colazione?"
Nano: "NO!!!"
Io:"Preferisci i biscotti, il muffin, il pane al cioccolato o i wafer?"
Nano: "No voio niente"
Io:"Un pò d'acqua, almeno?" (Con il latte ho rinunciato da tempo).
Nano: "NO!!!"
Immancabilmente, mentre io finisco caffè e biscotti, lui decide di sedersi e sbaffarsi un muffin/biscotto/panino (purchè sia l'unica cosa che NON ho messo in tavola).
Io:"Mentre tu mangi vado a vestirmi, nano, ok?"
Nano: "NO!"
Vado comunque e intanto sono le 7.30/7.45 e sono già in ritardo.
Io: "Hai finito? Dobbiamo vestirci e lavarci i dentini"
Nano: "No finito io"
Dopo un pò, tra una faccenda e l'altra: "Su nano, andiamo a vestirci e lavarci"
Nano: "IO NO VOIO"
Io: "Mettiamo questa maglietta e questi pantaloni?"
Nano: "No, io non piace"
Io: "Vuoi scegliere tu, allora?"
Nano: "NO!!"
E via così, fino a che, sfinita, non fingo di andarmene uscendo in balcone e chiudendo la porta.
Pianti disperati e finalmente, se va bene alle 7.45, se va male alle 8.00, è vestito.
Restando scarpe e giacca, infine fatti indossare a forza, dopo altri svariati NO!

Ora mi chiedo: dove c...o sbaglio???!!
Va bene affermare la propria identità però così mi pare un pò troppo, o no???

mercoledì 28 agosto 2013

Portogallo + 17 e rientro

Venerdì scorso, ultimo giorno di vacanza, l'ho trascorso in spiaggia, con un nano insolitamente svogliato e cappriccioso, con l'Oceano insolitamente calmo e il sole caldo.
Però avevo la febbre e la tonsillite, di nuovo, e come capita in questi casi, più io stavo male e chiedevo al nano di avere pazienza e fare almeno un sonnellino pomeridiano da un'ora, più lui stava sveglio e non collaborava. E poi sveglia all'alba, anzi prima, attese infinite all'aeroporto, febbre e fatica.
In compenso, venerdì ho avuto il privilegio di vedere il mercato del pesce di quel paesino un po' diroccato ma tanto suggestivo che è Apulia e sono rimasta incantata dalla scena di ordinaria quotidianità.
E, contrariamente a quanto temevo, non ho avuto alcun problema ne' a prendere i voli da sola con nano, passeggino e bagagli, ne' con la Ryanair e le sue restrizioni in tema di dimensioni e peso dei bagagli (e' vero, però, che a bordo ti tempestano di proposte di vendita e che la loro bilancia aggiunge un chilo o due sul peso!!). Al ritorno il nano ha persino dormito tutto il volo, sdraiato nel sedile accanto, visto che l'aereo non era pieno e nessuno si è accorto che lui non avrebbe avuto diritto al posto a sedere....lo so, e' un po' da italiani però sono questioni di sopravvivenza (non mia o del nano, ma del mio braccio anchilosato, eh).
Ora non resta che passare al setaccio le 1400 foto scattate (e non è un numero a caso)!!!!!
Prima di Natale, magari...

venerdì 16 agosto 2013

Santuario di Sameira e Zoo di Maia, oltre a qualche amara riflessione

Come probabilmente avrete capito dai miei post precedenti, il Portogallo mi sta piacendo molto mentre non riesco ad apprezzare i Portoghesi, almeno quelli con cui ho avuto a che fare sino ad ora io.
Le persone gentili si contano sulle dita di una mano soltanto, tutti gli altri cercano di approfittare del mio / nostro essere straniera/i, a nessuno viene in mente di darmi una mano anche solo ad aprire una porta o fare le scale con il passeggino e tutti tentano di fregarti sui prezzi.
Non parliamo poi delle forze dell'ordine, arroganti e prepotenti (250 euro di multa, da pagarsi subito, sul posto - non li avevamo, perciò ci hanno scortato a due bancomat diversi per prelevare il totale- sotto minaccia di una notte in stazione e il nano non si sa dove- solo per aver sbagliato strada, imboccando per 10 metri una strada a senso unico, peraltro non segnalata da dove eravamo noi, subito abbandonata), mentre i portoghesi guidano come folli, agli 80 all'ora in città e ai 160 in autostrada (anche se poi si fermano se devi attraversare, purché sulle striscia, fuori ti stenderebbero).
A parte questo oggi, di nuovo soli, io ed il nano siamo andati a fare una veloce visita al  

santuario di Sameiro, sulla collina sopra Braga, a circa 5 km. 



Come il suo vicino gemello Bom de Jesus, di cui ho già parlato, anche questo santuario si caratterizza per la lunghissima ed enorme scalinata attraverso cui, volendo, ci si giunge e per la magnifica vista sulla città sottostante e le colline dei dintorni.


Questa mattina, poi, causa cielo coperto, pioggerellina leggera e nebbia fitta (per la cronaca, siamo passati dai 40 gradi di ieri ai 15 di questa mattina, per poi risalire a 28 ora, di sera), io ho trovato la visita ed il panorama particolarmente suggestivo, con questa cupola chiara che a mala pena emergeva dal grigio latte del cielo e la facciata scura che spiccava nel vapore acqueo....è piaciuta molto anche al nano!



Per il resto, una successione di enormi spianate con cappellette, lumicini ed una riproduzione della grotta di Lourdes, più innumerevoli statue (decisamente grandi)...per un'atea come me, niente altro che simboli un po' pacchiani e megalomani, ma queste sono opinioni personali.



Il resto della giornata, sino alle sette, l'abbiamo piacevolmente trascorso allo zoo di Maia,
cittadina a circa 50 km da Braga e 13 da Porto, per far divertire il nano e...anche la sua mamma!
Niente male, davvero: piccolino e non molto curato nei dintorni, probabilmente perché è in fase di realizzazione un ampliamento, però certamente meritevole di nota per genitori con bimbi al seguito (ingresso, 7 euro per gli adulti, gratis sotto i tre anni, poi mi sembra 3 euro, compresi 0,50 centesimi di sconto sul l'acquisto di un gelato a scelta). Anche gli habitat degli animali mi sembravano ben fatti e lo spazio non eccessivamente ridotto (per quanto possibile in uno zoo).
Molto carino lo spettacolo del leone marino ( alle tre, alle quattro e trenta ed alle 18), bellissimi i due orsi Bruni, le innumerevoli specie di lemori presenti, i porcospini, i canguri, il coccodrillo e le tartarughe marine, nonché i pappagalli verdi...e poi ci sono tre zebre, tre leoni, linci, geki, un rettilario, tartarughe, uccelli, pavoni, gru, caprette nane, cavalli nani, una tigre bianca ed una giovane tigre "normale" nata li due anni fa, galline, oche, piranha e pesciolini multicolori, anatre e un gattopardo...insomma, non c'è di che annoiarsi!

All'interno del parco, anche un'area giochi e tanti tavolini in pietra per le merende, angoli freschi, panchine e un bar (un toast, 2 euro, per dire).
Mi è venuto male al dito a forza di fotografare!!! E questa volta, anche qualche scatto con l'ipad...


Naturalmente, non tutto è filato liscio: il nano ha avuto un'attacco di diarrea e ho esaurito in un'ora i due ricambi completi che mi ero portata, perciò ha girato tutto il pomeriggio in maglietta e pannolino, fra gli sguardi di compatimento che mi lanciavano le altre mamme...per fortuna non faceva freddo, nonostante l'assenza di sole, almeno non per i nostri standard (i loro bambini erano tutto con la maglia e spesso le scarpe chiuse, io in canotta e infradito, il nano l'ho già detto).
E poi alla fine ha anche fatto una delle sue sceneggiate "napoletane" come le chiamano da noi, con pianti e urla e rotolamenti per terra, stile tragedia greca, fra gli sguardi, alcuni costernati ed altri indifferenti, delle mamme portoghesi (e di quelle francesi in vacanza).
Quando capita, mi imbarazzo un po' e, soprattutto, mi domando cosa ho sbagliato, a maggior ragione quando accade dopo una intera giornata dedicata a lui e pensata per svagarlo e divertirlo...forse e' solo stanchezza, visto che poi è crollato, però non so...ultimamente ha anche preso l'abitudine di darmi calci e spinte e di dirmi brutta mamma, così, senza preavviso e neppure dopo una sgridata, salvo poi abbracciarmi e darmi i bacini per consolarmi se mi vede giù per il suo comportamento o se fingo che mi abbia fatto male.
Non so cosa pensare...stiamo entrando nella fase dei terribili due o è un'altra fase ancora o non è proprio normale?????