mercoledì 18 aprile 2018

Gemelli? il valzer dei commenti

Sono mamma di due gemelli da poco più di nove mesi eppure già dalla gravidanza sono stata destinataria di commenti e domande di ogni tipo.
Non che non capiti alle altre donne incinte e neomamme ma, facendo il raffronto con la mia precedente maternità singola, mi sono accorta che, più figli si hanno (anche in successione, non per forza gemelli), più si è bersaglio della curiosità altrui.

Non parlo di parole gentili o domande ingenue, che con il senno di poi appaiano prive di senso anche a chi le pronuncia ma sono un modo gentile per attaccare bottone o dimostrare interessamento.
Anche io scherzavo con chi aveva un maschio ed una femmina, dicendo cose tipo: “Che bello, ora hai la coppietta!”, per poi pentirmi della mia affermazione priva di senso.
Oppure l’immancabile: “E’ bravo? Dorme di notte?” , per il quale non esiste risposta intelligente o ragionevole. 
Non mi risulta, infatti, che nascano neonati di indole “cattiva” che, per far dispetto ai genitori, mangiano troppo o troppo poco o li svegliano di notte e, soprattutto, con i bambini non c’e’ una routine del sommo duratura.
Questo tipo di commenti, comunque, mi pare innocuo.
Altri, invece, mi hanno infastidito, soprattutto perché ricevuti più volte.
Eccone una rassegna.

Durante la gravidanza:
-“Aspetti dei gemelli? Ah povera te! Anche una mia amica li ha avuti ed è distrutta, poverina, e’ una faticaccia!”
Della serie, grazie tante per l’incoraggiamento!
-“Aspetti dei gemelli? Meno male che non è successo a me, non sarei sopravvissuta/ sarei disperata!”
Eh quindi? Mors tua vita mea?!?
-“Gemelli? Dovrai fare il cesareo e ovviamente nasceranno prematuri e spesso hanno dei problemi perché troppo piccoli e….”
Riversare le tue ansie su qualcun altro, no, vero?!?
Comunque tranquilla, parto vaginale e bambini sani, seppur piccoli.
-“Gemelli? Oh povera, allora non potrai allattare!”
Magari neanche ci tengo e non mi pare una tragedia e comunque, chi la detto, scusa?
-“I gemelli proprio non mi piacciano.” 
Così, detto in modo perentorio e con faccia un po’ schifata.
Tranquilla, non sono mica tuoi/non sei tu ad aspettarli!
Commento ricevuto identico, da altra persona, anche dopo la nascita dei bambini, guardandoli.
-“Gemelli? Ma sei pronta? Perché sarà terribile, faticosissimo, non potrai più lavorare, uscire da sola, andare in bagno e costeranno tantissimo e…” altre 
previsioni catastrofiche del tipo.
Eh, in effetti è dura e la vita cambia, rispetto ad un solo figlio. 
Però non c’e’ bisogno di terrorizzarmi prima del tempo ne’ ci si può preparare alla vita da mamma di gemelli quindi…lasciami vivere serenamente inconsapevole! Perché vuoi farmi stare in ansia già prima?!?
-“Gemelli? Non è possibile, la pancia e’ troppo piccola. Sei sicura?” 
Hai ragione, meglio che cambi ginecologo. Mi faccio seguire da te?
-E il suo contrario (si sa, le dimensioni sono relative): “Gemelli? Ah ecco, con quella panciona per forza!”
In pratica mi stai dando della balena!? Grazie, eh!

Dopo la nascita.
-Guardando il passeggino doppio: “Ma sono fratelli?” 
Alla mia risposta affermativa, le varianti: “Ah, ma allora sono gemelli! Però non è possibile, mica sono uguali!” ; oppure l’ancor più arguto: “Ma sono entrambi suoi?”
Roba che non sai se spararle o sparire.
-“Che bello, dei gemelli!”, poi, un secondo dopo averli guardati bene, con il viso deluso: “Ah, sono diversi. Allora non sono gemelli, solo fratelli nati insieme!
Se lo dice lei…!
-“Gemelli? Ma avete fatto qualche cura?”
O la variante più scaltra, che però sotto intende lo stesso interrogativo: -“Gemelli? Ma avevate già gemelli in famiglia?”
Chiesto da perfetto sconosciuti o semplici conoscenti (perché se si trattasse di amici o parenti prossimi, non ci vedrei nulla di male).
Farsi i fatti propri? Ti aspetti davvero una risposta?
Un po' come se io ti chiedessi in che posizione hai concepito tuo figlio, quanto ci hai impiegato, con che frequenza avevi rapporti ecc., dopo averti incontrato per caso per strada o averti salutato qualche volta in giro.
Non è una questione un tantino personale?
Che poi ho capito, da queste simpatiche conversazioni, che chi lo chiede vuole solo una conferma che:
1.La gemellarita’ non è una malattia infettiva e dunque non toccherà anche a lui/ lei o ai propri figli (ovviamente partendo dal presupposto che sia un male);
2.avere due gemelli non è naturale. Perché la norma è un figlio solo per volta e le “povere sfigate” (secondo gli interlocutori, ovvio) che hanno gemelli se la sono cercata.
Beh, tranquilli, non è una malattia, non è infettiva e può essere sia una circostanza del tutto “spontanea”, anche se in famiglia non ci sono prossimi precedenti di gemelli (una prima volta dovrà ben esserci), sia frutto di stimolazioni ormonali.
Detto questo, non si capisce il motivo per cui dovrebbe importare a qualcuno o fare la differenza!!!
-“Per fortuna almeno una è femmina e non ti farà dannare/ rimarrà con te/ ti aiuterà”
E via con gli stereotipi, i pregiudizi e le preferenze di genere!
-“Gemelli? Va be’, dai, almeno in una volta sola ti sei tolta il pensiero!”
Scusa, il pensiero di cosa?!? Se ti riferisci al parto, ancora possa capire, altrimenti proprio no. 
E poi, detto così, suona come una specie di “contentino” di fronte ad una disgrazia. Ecco no, lasciamo perdere.
-“Gemelli? Allora non hai partorito naturalmente!”
Invece sì, ma anche se non fosse stato così, che cosa cambierebbe?
Ho per caso vinto qualcosa?!?
“Gemelli? Allora non hai allattato.”
Se lo dici tu…
Gemelli? Sarà dura ma almeno si faranno compagnia!”
Togliete “almeno” per favore, allora sì che accoglierò il commento con un sorriso!
-“Gemelli? Era il mio incubo, quando ho scoperto di essere incinta!” Oppure: - - “Gemelli? Ecco perché non voglio correre rischi con una seconda gravidanza!”
Sempre della serie: gemelli=disgrazia; mors tua vita mea.

E poi il terribile:
“Il lato positivo di avere dei gemelli è che almeno poi ti passa del tutto la voglia di avere altri figli”.
Commento mortificante, misogino e cattivello, oltre che falso.
Ho forse chiesto a te di mantenere i miei figli? Sto compiendo un crimine, mettendo al mondo dei bambini?
E soprattutto, cosa ti importa quanti figli ho o desidero?

La chicca, frutto di ignoranza pura: “Gemelli? Sono nati prematuri? Perché sai, i gemelli prematuri hanno tutti dei problemi mentali o di sviluppo!”

Alla mia rassicurazione circa lo stato di salute ottimo dei bambini e la spiegazione che la prematurita’ non comporta affatto automaticamente problemi: “Ah, adesso ti sembra così, ma non è detto, chissà quando cresceranno!”
Me ne sono andata prima di insultarla.

Infine, un commento che, ripetuto in più occasioni da una stessa persona, un giorno mi ha fatto proprio sbottare: “ Poverina, tre figli e due gemelli! E hai anche un lavoro! Sai che mi fai proprio pena, povera figliola, meno male che mia figlia non ha avuto gemelli e neanche io! È quasi una disgrazia. E adesso è nulla, vedrai come sarà difficile quando cresceranno!”
La terza volta che si è espressa in questo modo, le ho risposto che la sua esperienza, evidentemente negativa, non era affatto la regola.
Ora mi lascia in pace!

Che dite, bastano? Diciamo che con questo post mi sono un po’ sfogata di tutti i commenti discutibili che ho dovuto ascoltare!
So bene che, dal punto di vista di chi incontra una donna incinta o una neomamma, non è facile pensare a qualche parola o domanda intelligente.
Pero’ credo che a volte sarebbe meglio limitarsi ad apprezzamenti o congratulazioni, se ci si sente di farli, oppure ad un semplice ma efficace sorriso.



giovedì 5 aprile 2018

Nove mesi. Con voi tre.

Nove mesi

Sono già passati più di nove mesi, dalla vostra nascita prematura.

Nove mesi. Quasi non ci credo. E non perché siano volati, no. 
Perché sono sopravvissuta e voi, voi siete cresciuti così tanto che, come tutte le mamme, me ne stupisco ogni giorno.

Sono stato nove mesi sempre, costantemente, impegnativi.
A giorni, difficili, anzi difficilissimi. 
Perché  ai vostri bisogni ed alla stanchezza cronica, si sono sommati altri problemi, incidenti ed imprevisti.

Comunque siamo ancora qui e so che, se non scriverò ora, nero su bianco, qualche parola per voi, finirà che il tempo cancellerà i ricordi e sbiadirà i sentimenti. 
Allora scrivo.



Tu, piccola principessa mia, sei un vulcano di energia.
Nonostante il divario di peso e altezza con tuo fratello non abbia mai superato, rispettivamente, i 500 gr ed il centimetro e mezzo, sembri più grande.
Le tue espressioni, le tue scoperte e i tuoi movimenti.. sei sempre stata un passo avanti.
In genere, tuo fratello arriva a fare quel che fai tu quindici giorni dopo.
Poi ci riesce benissimo, a volte anche meglio.
Tu, però, nel frattempo sei già passata ad altro, con la tua sete di conquiste, e quindi non te ne importa nulla.
Sei buffa è tenerissima, quando sorridi agli altri e poi nascondi il viso sul mio petto o quello del tuo papà.
Sei sempre allegra ma riservi a noi ed ai parenti stretti, oltre che alle tue maestre, sorrisi, balbettii e risate, mentre sei più seria, attenta e diffidente con estranei o conoscenti.
Tuo fratello maggiore riesce a farti ridere di gusto come nessun altro, semplicemente avvicinandosi a te e guardandoti.
Con lui, hai imparato a fare le pernacchie e vi divertite un mondo!
A lui, riservi sguardi di ammirazione sconfinata.
La tua maestra ti ha subito definita “fedele” negli affetti ed ha colto nel segno.
Quando arriva la sera, sei tutta “ma ma ma ma ma..” e ti attacchi a me o al papà, senza che si possa uscire dalla stanza senza di te che gattoni dietro e protesti appena mi allontano , gridando a gran voce e con tono imperioso: “me me me me me..”!
Mangi di gusto, tanto, e sei molto golosa…tutta tua madre! 
Vuoi assaggiare qualunque cibo transiti sulla nostra tavola e pure ciò che cibo non è.
Batti le manine sul vassoio del seggiolone e muovi sempre i piedini, continuando a ripetere “me me me..”, non appena il cucchiaio si dirige verso la bocca di tuo fratello, anziché verso la tua.
Non hai ancora neppure un dentino, eppure mastichi pane, biscotti e pezzetti di pasta a volontà e non ti basta mai.
Decisamente, la pazienza non è il tuo forte, però sei molto autonoma nel gioco e di una curiosità insaziabile.
Non c’e’ nulla che abbia in mano tuo fratello che tu non voglia strappargli via, ciuccio compreso, per poi accantonarlo appena lo hai conquistato.

Lui a volte sopporta e ti sorride pure, lasciandoti fare e prendendolo come un gioco. Altre volte scoppia a piangere o urlare, finché qualcuno non arriva a ristabilire i ruoli e ridargli il ciuccio. Talvolta, adesso, si ribella e tu lo guardi stupita dalla reazione.
Inutile specificare che sei bellissima, la più bella bambina del mondo, per noi.
Di solito sei accomodante, però si capisce già che sei hai deciso, non c’e’ verso di distrarti e farti cambiare idea.
Di giorno i tuoi sonnellini  sono pochi e brevi, però la notte te la fai quasi sempre di filata e, se perdi il ciuccio, o stai senza o te lo rimetti da sola, senza proteste.
Insomma, sei proprio una donnina!



Tu, mio piccolo orsetto, sembri Ciccio bello, un bambolotto pelato biondo e dagli occhi azzurro ghiaccio, ma per nulla freddi.
Il tuo, è un sorriso che conquista tutti, al primo colpo.
E tu sei furbo, lo usi come un’esca: sorridi e ti prendono in braccio. 
Se proprio non funziona, lanci strilli acuti e piangi con la faccina raggrinzita e il labbro inferiore in giù, perfetta rappresentazione della disperazione infantile.
E ti prendono in braccio.
Immediatamente le lacrime cessano e sorridi di nuovo, in modo dolcissimo.
Perché tu sei un coccolo. 
Aperto e socievole, stai in braccio a tutti, purché ti guardino, e adori essere circondato da gente.
In braccio puoi stare tranquillo per ore, soddisfatto e felice.
Solo in braccio però. Guai a metterti giù!!!
Non so se sia carattere o il retaggio della TIN, comunque sei un bambino ad altissimo contatto.
Non ti interessa essere circondato da giochi e assaggiare e toccare tutto, come fa invece tua sorella. 
Tu prendi in mano un oggetto e lo osservi e assaggi a lungo, concentratissimo.
Solo quando hai carpito tutti i suoi segreti, passi ad altro.
Raramente ti ribelli quando tua sorella, mossa dalla curiosità, ti sottrae giochi o ciuccio. Più spesso lo prendi come un gioco o piangi finché non veniamo a salvarti!
Sei tenace, tanto che quando hai deciso di metterti in piedi, ci hai provato per un giorno intero, fino a riuscirci. 
Idem per scavalcare il primo scalino o altre piccole conquiste.
In questo periodo sorridi facendo la linguetta a tutti!
Il latte, che pure hai sempre faticato a digerire, ti piace sempre tantissimo e vivresti di quello. O di yogurt. 
Il biberon lo afferri con due mani e te lo tieni saldamente in bocca, fino a che non lo hai finito e anche oltre. Guai a mostrartelo se non è il momento…grida assicurate finché non arriva alla tua bocca…e che sia bello pieno!

Tu, che hai già tre dentini, ami soprattutto latte e pappine…scommetto che, potesse accorgersene, tua sorella ti darebbe dello sciocchino per questo, lei che vorrebbe tutti cibi da masticare.
Dormi molto e spesso, ma da qualche mese, ormai, non per una notte intera che sia una, svegliandoti spesso con pianti e urla, finché non ti ridiamo il ciuccio e facciamo due carezze.
E niente, speriamo che sia solo una fase ormai quasi terminata!

Siete gemelli ma diversi, non solo caratterialmente.
Tu, principessa, hai i miei capelli castani e gli occhi verde-nocciola miei e di tuo fratello grande, con manine più magre e dita lunghe.
Tu, orsetto, gli occhi di tuo padre e i capelli biondi di tuo fratello grande, anche se per ora pochissimi, come era lui. Le manine robuste e forti.
Il visetto tondo tondo è uguale a quello che aveva tuo fratello, però il sorriso di quest’ultimo è quello di tua sorella.
Vendendovi tutti e tre, non c’e dubbio sul fatto che siate fratelli!

Entrambi gattonate bene e vi tirate in piedi, arrivando in ogni angolo della casa e sotto ogni tavolo.
Al punto che vostro padre, contrario a box e “recinti” di plastica, dopo un pomeriggio con voi, ha parzialmente capitolato ed è corso a comprare e montare un cancellato sulla scala!

Quanto a te, ricciolino, hai affrontato gli ultimi nove mesi con molto coraggio e tantissima pazienza.
Con i tuoi fratellini, a parte protestare, a ragione, quando ti strappano i capelli, non perdi mai la calma. 
Sei più bravo di me, che dopo mezz’ora di pianti doppi ininterrotti, la perdo spesso.
Con loro sei dolcissimo e disponibile e mi aiuti quando sono sola.
C’e’  qualche capriccio e atto di disobbedienza in più del solito, ma meno di quanto ci aspettassimo, visto i molteplici cambiamenti a cui hai dovuto far fronte.
Sei cresciuto e i tuoi ragionamenti, sempre molto giudiziosi ed intelligenti, a volte sembrano quelli di un adulto.
A meno che non ti si chieda di fare i compiti a casa, che proprio non digerisci.
Poi basta giocare o farti stare in compagnia di un amichetto e torni un bambino super esuberante, come è giusto che sia.
I tuoi riccioli biondi sono sempre folti e belli, l’allegria ed il sorriso non ti mancano, il fisico magrissimo e nervoso, non ti fermi mai ma ami ancora, per fortuna, le nostre coccole, le storie della buona notte e stare nel lettone a chiacchierare.
Continui a non bere latte, mai, e a colazione bevi acqua naturale, insieme a pane e Nutella o torta al cioccolato o biscotti tipo Pan di stelle.
Il mio giudizio è di parte, d’accordo, ma sono davvero certa che tu sia il miglior fratello maggiore che loro potessero desiderare!