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martedì 22 ottobre 2019

Allo ZOOM di Torino con i bambini

Lo ZOOM di Torino, che in realtà si trova quasi a Pinerolo, è uno zoo nato per far conoscere gli animali e sensibilizzare piccoli e grandi sull'importanza di conservare, preservare e proteggere,  ed è stato aperto ormai 10 anni fa.


Noi, pur non abitando lontanissimi (a comunque a circa un'ora di strada), non ci eravamo ancora decisi a visitarlo, perchè in generale io e l'Alpmarito non siamo favorevoli a mantenere animali non domestici in cattività e ci mette un po' di tristezza vederli rinchiusi.

Tuttavia, consapevoli che ormai animali nati in cattività esistono e,purtroppo, non possono essere reinseriti in sicurezza in natura (anche perchè per legge non è piu' consentito catturare animali liberi per esporli in parchi o circhi) e che questi parchi sono le uniche occasioni che abbiamo per mostrare certe specie ai bambini e, si spera, insegnare loro a preservare la natura e proteggere i suoi abitanti, alla fine ci siamo decisi e, in una giornata settimanale molto calda di agosto, siamo partiti, attrezzati con frutta, acqua e panini per la pausa pic nic.


La prima impressione non è stata positiva: prezzo elevato (ma a posteriori, seconod noi giustificato dalla quantità di personale e dal tipo di cure che richedono gli animali presenti), parcheggio a pagamento in pieno sole (3 Euro), servizi igienici angusti, non adatti ai bambini e poco puliti (i fasciatoi ci sono ma lo stato di igiene a è tale che non li userei e, comunque, la maggior parte dei servizi sono in container piccoli, in cui si fatica ad entrare e uscire, figurarsi se bisogna portarci un bambino piccolo !)
Inoltre, purtroppo, alcuni visitatori (quasi tutti adulti) si spostavano dalla zona piscina alla zona animali in costume e ciabatte oppure giravano a torso nudo sudati, senza alcun senso della decenza e della educazione.


Poi, pero', ci siamo dedicati con entusiasmo alla visita e abbiamo seguito TUTTI, ma proprio TUTTI, i 9 appuntamenti in programma, consistenti in spiegazioni dei biologi o comunque dello staff, su habitat e abitudini dei singoli animali.



In particolare: la presentazione di gibboni, tartarughe, pinguini del Sud Africa, ippopotami, rinoceronti, tigri, lemuri, gli animali del Serengeti e il volo dei rapaci.


Alla biglietteria ci hanno consegnato una mappa con l'indicazione degli orari delle attività previste  nella giornata (alcune una sola volta per giornata, altre due), distanziate da un quarto d'ora o mezz'ora di tempo utile per raggiungere la tappa successiva, con eventuale pausa bagno o spuntino e/o domande di approfondimento allo staff.
Il tutto ben organizzato e con personale gentile e, ci è sembrato, preparato.


Peraltro gli animali non vengono costretti ad esibirsi ma, semplicemente, si muovono in autonomia e vengono semplicemente attirati, per quanto possibile, al momento delle spiegazioni, con l'offerta di uno spuntino.
Molta attenzione è data alle informazioni relative al rischio di estinzione delle specie, ai progetti di reinserimento in natura di nuovi esemplari e/o di protezione degli esistenti, il che ha reso la visita molto istruttiva, non solo per quanto concernente l'apprendimento di curiostà sugli animali.

Nota negativa e contraddittoria: plastica usa e getta ancora utilizzata in tutti i punti ristoro e bidoni di differenziata solo per la plastica.

Consiglio, quindi, di non limitarsi a guardare, ma di ascoltare con attenzione: altrimenti diventa quasi un semplice zoo e non quello che vorrebbe essere, ovvero un parco di svago ma anche di conoscenza per sensibilizzare e diffondere la consapevolezza della necessità di proteggere attivamente habitat e esseri viventi.



 I bambini hanno apprezzato molto sia gli animali, che li hanno incuriositi e stupiti, sia il tranquillo ed ombreggiato parco giochi a tema "Arca di Noè" e la zona delle grandi yurte ( tende mongole); il ricciolino, in piu', ha imparato qualche nozione e si è posto alcune importante domande sulla condotta degli uomini ed il pericolo che corrono molte specie viventi.
C'è anche una piccola fattoria con animali piu' comuni che si possono accarezzare, con la giusta attenzione.
Anche noi adulti abbiamo imparato molto.
Imperdibile il volo dei rapaci nella grande arena. 


Io sono rimasta affascinata dalle sinuose ed eleganti giraffe e dalla simpatica famiglia di gibboni (che hanno il 90% del DNA uguale al nostro!!!) - padre, madre, piccolo di circa tre anni e altro piccolo di circa un anno - e impressionata dagli ippopotami.


L'Alpmarito è rimasto tantissimo ad ammirare i rinoceronti bianchi, il suo animale preferito che per la prima volta ha potuto vedere dal vivo; al ricciolino sono piaciuti tantissimo i rapaci in volo, le tigri, i gibboni ed i lemuri; 

La famiglia di Gibboni
Orsetto si è innamorato di tigri e pinguini del Sudafrica ma anche delle acrobazie di arrampicata dei piccoli gibboni; 
Principessa ha avuto un po'di timore dei lemuri e ammirato tartarughe "giganti", che le ricordavano quelle di terra degli zii, pinguini e, soprattutto, le giraffe.
 Il suo doudou, che ha chiamato "Coco' ", è infatti una giraffina e lei ha riconosciuto subito le "sorelle di Coco'"!!! 

Il doudou Coco' e sua "sorella" vivente!
 Insomma, una bellissima visita e giornata, seppure in una giornata troppo calda.

Il parco dispone anche di due spiagge bianche con tante sdraio ed ombrelloni a disposizione e piscine, con una zona di acqua bassa per i piccoli ma non a parte. Si accede con apposito braccialetto consegnato alla biglietteria, a fronte del pagamento di un sovrapprezzo sul prezzo d'ingresso.
Noi abbiamo preferito evitare, seppur fosse invitante, perchè usufruendo anche della piscina non saremmo riusciti a vedere tutti gli animali con calma e ascoltare tutte le spiegazioni, pur essendo entrati in apertura alle dieci ed usciti alle 18, quasi alla chiusura (in settimana prevista per le 19).

Una parte del parco giochi "Arca di Noé"
Info utili
Il parcheggio è a pagamento e subito dinnanzi all'ingresso del parco. I bagni tanti anche se non particolarmente puliti e davvero angusti. I punti ristoro sono numerosi, seppur non proprio economici (2,5 Euro per un ghiacciolo biologico - l'unico disponibile) ma non mancano neppure tante panchine disseminate lungo il percorso e una vera e propria aria pic - nic ombreggiata.
Non ci sono fontane ma si possono riempire le borracce ai rubinetti dei servizi igienici.
Tutto il parco si puo' girare tranquillamente con il passeggino ma poi per vedere da vicino gli animali è necessario prendere in braccio o a spalle i piu' piccoli perchè staccionate e muretti sono alti.


Prezzi, orari e altre informazioni sul sito ufficiale di Zoom Torino.

*POST NON SPONSORIZZATO

mercoledì 2 ottobre 2019

Alla fabbrica e museo del cioccolato con i bambini: la Chocolat Alprose, in Ticino

Alzi la mano l'adulto o il bambino a cui non piace la cioccolata.
Ce ne sono?
A cui non piaccia nessun tipo o marca di cioccolata?
E' possibile?
Si può non andarci pazzi, si può consumare con moderazione, si può riservarla alle occasioni speciali o preferire il gusto salato, però ogni tanto un pezzo di cioccolata o una tazza di cioccolata calda, piace a tutti, no?

E non vuoi visitare CICCOLANDIA o SCHOKOLAND ?

Ebbene, in Canton Ticino (Svizzera) una mattina ho portato i bambini a visitare la CHOCOLAT ALPROSE, la fabbrica di cioccolata della Alprose che si trova a Caslano, sul lago di Lugano.


Si tratta di uno STABILIMENTO PRODUTTIVO in cui, tramite una passerella interna sospesa, si può osservare con calma il processo di creazione del cioccolato, di formazione di tavolette e cioccolatini e l'imballaggio completo del prodotto, leggendo i pannelli esplicativi e guardando, se necessario, i video proiettati negli schermi posti sulla passerella.
Devo dire però che ciò che si puo' osservare dal vivo rende da solo il processo produttivo e di imballaggio facilmente comprensibile anche ai bambini.
All'interno dello stabilimento non si può fotografare ma all'esterno e nell'annesso piccolo museo e spaccio di prodotti, sì. 

Il viaggio nel mondo del cioccolato infatti, per i bambini inizia già all'esterno della struttura, perchè davanti all'ingresso si trovano tre mucche pezzate rosse a grandezza naturale, che hanno subito incuriosito i miei figli.
Poi, passando sotto un piccolo portico carico d'uva, si arriva all'ingresso, dove si trova sia il NEGOZIO, ove è possibile acquistare tutti i prodotti della Alprose, 


comprese confezioni regalo per adulti e bambini, a prezzi competitivi (sia per la Svizzera, che per l'Italia, anche se per gli svizzeri sono proprio prezzi molto bassi, per noi solo ragionevoli).
Accanto, vi è la biglietteria per la visita a stabilimento e museo (5 franchi adulti, 2 franchi bambini dai 7 ai 16 anni, gratuito bambini fino ai sei anni compiuti).


Ad accogliere chi entra, una cascata di cioccolato liquido e un assaggio su un grissino, offerto a grandi e piccini. 


Il MUSEO è costituito da una grande sala con alle pareti la storia del cioccolato, dalla scoperta delle fave di cacao alla creazione del c.d. "cioccolato bianco", nonchè alla fondazione della Chocolat Alprose (1957, per gli amanti delle date), nonchè una parete interattiva


da "toccare" per scoprire le aree di coltivazione del cacao, di importazione delle materie prime necessarie a produrre il cioccolato, di esportazione del prodotto finito, il ciclo produttivo, gli ingredienti ecc.


In centro, macchinari antichi e moderni e, protette da teche, servizi di porcellana e argento per la cioccolata calda.

Infine, contenitori dove annusare le fave di cacao e la frutta secca


La chicca? Gli assaggi liberi dei vari tipi di cioccolato, in contenitori posti nel negozio, così da poter scegliere i propri gusti preferiti.


Il museo è piccolo ma molto interessante e alla portata dei bambini, lo spaccio conveniente, la visita allo stabilimento istruttiva e anche divertente: i miei figli hanno apprezzato soprattutto l'impacchettamento, con tutti quei nastri su cui scorrevano i cioccolatini "nudi" per poi essere avvolti nell'alluminio o nela carta, ripassare sul nastro per lo strato di carta colorata, essere trasportati su "nastri ascensori" e poi mischiati per creare i sacchetti misti, ecc.
Insomma, ne vale la pena, anche come soluzione per un paio d'ore diverse dal solito quando fuori piove o fa freddo.


Attenzione, però: il negozio è aperto anche quando lo stabilimento è chiuso, ovvero il sabato e la domenica, pero' in quel caso non potete visitarlo ed è davvero un peccato.
Quindi abbiate cura di andarci dal lunedi' al venerdì, in orari lavorativi (09.00 - 17.00) e non il weekend o i giorni festivi, se volete visitare il luogo e non solo acquistare cioccolato.

Info utili
Davanti alla fabbrica vi è un'area per il parcheggio dei visitatori, gratuito.
All'ingresso dell'area negozio vi sono i servizi, che noi abbiamo trovato puliti, ed un distributore automatico di bevande. Con il passeggino si può girare la stanza museo e lo spaccio, non la passerella, perchè vi si accede con una rampa di scale.
Però si tratta di una passerella breve, perciò se potete tenere il bimbo in braccio un quarto d'ora, non ci sono ostacoli ad andare con i bimbi piccoli.

Nei dintorni 
In Ticino vi consiglio anche una gita alla cascata Piumogna, a Faido. E' il luogo perfetto per brevi escursioni nella natura, una pausa rinfrescante vicino al torrente, pic nic o anche solo una sosta al grande e bello parco giochi che si trova proprio a fianco della cascata.

* Post NON sponsorizzato

martedì 24 settembre 2019

Il Sacrario Militare di Redipuglia, in Friuli Venezia Giulia, con i bambini

Viaggiare con i bambini, per me, ha tante finalità: divertirsi, stare insieme, condividere e cooperare, rilassarsi, conoscere luoghi, animali e civiltà, imparare ad apprezzare natura e arte.
Per questo, a mio parere ogni viaggio dovrebbe comprendere sia svago che occasioni di crescita, tanto per adulti e che per piccini.
Ben vengano a tal proposito, musei, castelli, luoghi di culto, mostre.

In Friuli Venezia Giulia, si trova un luogo speciale, in cui sono stata più volte da bambina con la mia famiglia, tornata da ragazza con mio marito e infine, con i miei figli.
Speciale perchè aiuta a comprendere la storia, a ricordare che la guerra è morte, per qualunque ragione sia combattuta, anche se ci sono motivi che sembrano piu' validi di altri.
Perchè alla fine, cio' che rimane, sono padri, figli, fratelli, amici, cugini, sorelle, madri, figlie, amiche, cugine, nonni e nonne, senza piu' un futuro da vivere. 

E' un luogo chiaro e luminoso, non triste in sè ma per quel che rappresenta e che invita alla saggezza, alla riflessione e, per chi crede, alla preghiera.

Il Sacrario Militare di Redipuglia (provincia di Gorizia)



Il nome Redipuglia sembra veniredallo sloveno e significherebbe "terra di mezzo", poichè "Redipuglia" si trova sul Carso, precisamente sul versante occidentale del monte Sei Busi.
E' il piu' grande sacrario militare italiano, che sorge nei luoghi in cui, durante la Prima Guerra Mondiale, si svolsero le violentissime battaglie lungo il fiume Isonzo. 
Si tratta di un ossario, inaugurato nel settembre del 1938 dopo dieci anni di lavori, su Colle Sant'Elia, un colle poco elevato ma che all'epoca  fu molto conteso perché consentiva di dominare per un ampio raggio l'accesso ad ovest del tavolato carsico, al posto del precedente ossario, voluto dal generale Giuseppe Paolini per ricordare il Carso e i soldati caduti durante la prima guerra mondiale.


Vi riposano, in un monumento che ricorda uno schieramento militare, ben 100.187 vittime, di cui 39.857 caduti identificati, disposti su ventidue gradoni e 60.330 caduti ignoti, in due due grandi tombe comuni ai lati della cappella somitale, con alla base la tomba del Duca d'Aosta Emanuele Filiberto, Comandante della III Armata e ai lati le tombe dei suoi generali, raggiungibili mediante la Via Eroica.


Di fronte, dall'altro lato della strada, si erge il primo Cimitero di Guerra dell III^ Armata sul Colle Sant'Elia, ovvero una sorta di museo all'aperto noto come Parco della Rimembranza, circondato da cipressi.

Sono visitabili anche la cappella, il piccolo museo retrostante, la Via Eroica e le trincee (il Sacrario invece, seppur visibile dall'esterno e impressionante nella sua maestosità, non è accessibile per restauri, che dovrebbero terminare ad ottobre 2019). 



L'unica donna sepolta nel sacrario è Margherita Kaiser Parodi, nota anche come la crocerossina di Redipuglia, un'infermiera italiana volontaria che prestò servizio durante la prima guerra mondiale nnell'ospedale di Cividale del Friuli e morì nell'epidemia di spagnola che seguì la guerra, a soli 21 anni.



Info utili
La visita è totalmente gratuita, l'area è dotata di un ampio parcheggio libero e davanti al Sacrario si trova un bar ristorante con negozio di souvenir e i bagni pubblici.
Essendo un monumento a gradoni e, per quanto riguarda trincee e Via Eroica, a scalini sterrati, non è accessibile con il passeggino. 


Info turistiche e orari di apertura su questo sito.

Nei dintorni
La splendida Trieste, con i suoi numerosi musei, anche per bambini (dai treni, agli animali), il faro della Vittoria ed il tram di Opicina, ed il mare, naturalmente!

E naturalmente ci sono il mare (qui, i mie dieci motivi per scegliere Grado con i bambini), Grado, l'Isola di Barbana e la Grotta Gigante di Sgonico.

martedì 21 maggio 2019

Andar per castelli, con un po' di mistero: il castello di Roppolo ed il suo "murato vivo", sul lago di Viverone.

Nei fine settimana di mezza stagione, quando il clima non permette di fare escursioni in montagna d'estate o di andare a sciare d'inverno, io e l'Alpmarito visitiamo musei, mostre o...castelli! 
Il Canavese e la Valle d'Aosta, infatti, sono terra di castelli...una piccola Loira nostrana, anche se si tratta di manieri decisamente piu' piccoli di quelli francesi !



Il Castello di Roppolo (provincia di Biella), a lungo destinato a ristorante privato e scenario per cerimonie, è stato recentemente acquistato dall'imprenditore francese Patrick Saletta amante dell'arte che un anno fa lo ha riaperto quasi interamente al pubblico.


Si trova sulla verde collina che domina il lago e, sia dalle balconate del giardino che dalle finestre del castello, si gode di una splendida vista sulla Serra, ovvero l'anfiteatro morenico di Ivrea, e su Viverone.


Il maniero, nel suo nucleo originario risalente alla fine del IX secolo ma nella sua attuale conformazione dal 1200, è stato ammobiliato con pezzi piemontesi e non, adatti all'epoca e cercando di rispettare le destinazioni originarie delle stanze, oltre a armi medioevali e quadri di gran pregio della collezione privata del proprietario.


La nostra guida, peraltro, era molto brava ed è riuscita a catturare anche l'attenzione del ricciolino, in tutta l'ora e trenta circa di percorso.


In compenso, tenere a bada Orsetto e Principessa perchè non toccassero nulla e non disturbassero gli altri visitatori è stato decisamente impegnativo.
Fortunamente hanno potuto sfogarsi all'aperto.......inseguendo la piccola mascotte del castello: il gatto della proprietà !



Una chicca della visita, che piacerà moltissimo ai bambini amanti di misteri & storie cavalleresche un po' macrabe, ma anche ai romantici, è conservata nella cripta delle cantine, insieme ai vini della Serra: lo scheletro del povero Bernardo di Mazzè, nobile rapito e murato vivo nel castello nel 1450 dal rivale in amore, Ludovico di Valperga, che avrebbe voluto sottrargli la moglie, Maddalena, che invece aveva continuato a piangerlo e respingere, ignara, il suo assassino.
Solo nel 1800, infatti, durante lavori di ristrutturazione di una parete della torre, fu trovato lo scheletro di Bernardo in una stanza segreto, con addosso la sua armatura.
Ovviamente, pare che di notte il suo fantasma si aggiri ancora, tormentato, nel castello.


Info pratiche
Trovate orari e prezzi sul sito ufficiale.
All'interno del castello non è consentito scattare fotografie e le visite sono solo guidate (ma ne vale la pena).
Trattandosi di un classico castello con scale e pavimenti pregiati, non è possibile usare il passeggino.
Nel cortile interno vi sono i servizi igienici.
La biglietteria comprende un piccolo shop, comprensivo di libri e giocattoli per bambini a tema dame e cavalieri.
Proprio sotto il castello si trova un ampio parcheggio sterrato libero. Altri posti auto si trovano nel vialetto di accesso al castello.



Da Roppolo, in dieci minuti si puo' raggiungere il lungo lago di Viverone per una passeggiata all'aria aperta e per una merenda in uno dei tantissimi bar e ristoranti (tra i bar, io vi consiglio "Il Porticciolo", con dehor esterno, spiaggetta sul lago, scivolo e accessibilità comoda a passeggini ed animali).

Nei dintorni 
Altri castelli? 
Se i castelli vi piacciono, nei dintorni trovate anche quello di Montalto Dora e di Ivrea (oltre a molti altri di cui non ho ancora avuto modo di scrivere, tra cui meritano il Castello di Masino e quello di Agliè).
Se invece volete rimanere nella provincia di Biella, potete affiancare la visita al castello di Roppolo con quello alla città di Biella e/o al simpatico ed adatto ai bambini, museo del Falso e dell'Inganno, il Falseum, oppure andare a trovare gli asinelli nel Rifugio degli Asinelli a Sala biellese o farvi una passeggiata nel Ricetto di Candelo o, ancor meglio, un pic nic nel parco della Burcina.
Altrimenti, andate a Viverone a passeggiare lungo il lago o a fare un giro in battello!

Altri castelli più lontani: sul blog trovate il Castello Savoia in Val di Gressoney, il Castello di Pralormo, ove si svolge ogni anno la manifestazione legata alle splendide fioriture dei tulipani, il Castello del Valentino, a Torino e, sempre nei dintorni di Torino, la splendida Reggia di Venaria ed il Castello della Mandria.
E questo per fermarsi al Piemonte!

mercoledì 8 maggio 2019

Il Future Park, laboratorio interattivo per bambini delle Officine Grandi Riparazioni di Torino

Il c.d. "ponte del 25 Aprile" è stato funestato dalla pioggia insistente. E siccome un intera giornata con i bambini chiusa in casa è fattibile ma due sono già troppe, ci è toccato industriarci per trovare delle alternative.



Ispirata da un post su facebook di Agnieszka, del'Onlus "La casa di sabbia" (se non la conoscete, vi consiglio di approfondire), che vi ha portato i suoi due bimbi, ho scelto come meta con i bambini le Officine Grandi Riparazioni di Torino (anche dette OGR), in Corso Castelfidardo 22.

Si tratta di un ex sito industriale nel centro di Torino (zona del quartiere "Spina") che oggi ospita un caffè, un ristorante, mostre, sala concerti ed esposizioni temporanee.
Il luogo è interessante da visitare già solo per la sua architettura peculiare (ex officina di riparazione dei treni, come si intuisce dal nome), riconvertita per un uso ricreativo.


Per i bambini, in particolare, offre un cortile che si presta a giochi e corse all'aperto...



e una mostra interattiva al Binario 3, il Future Park, ovvero, come si può leggere sul sito officiale delle OGR: "il primo spazio permanente in Europa dedicato a teamLab, il collettivo di sviluppatori giapponesi che da sedici anni porta avanti una ricerca che integra arte e tecnologia e che il grande pubblico ha conosciuto per lo straordinario successo delle loro installazioni al Padiglione Giappone a Expo2015".



Per 60 minuti, i bambini entrano in un grande salone con i genitori e possono divertirsi a giocare con palloni leggeri e morbidi che cambiano colore ad ogni tocco e sollecitazione (in due "arene", una per i più grandi ed una per i più piccolini, adatta da quando sanno camminare con sicurezza).


E poi possono colorare e disegnare su appositi fogli bianchi già predisposti con sagome di animali marini, per lo sfondo acquario, e auto, case, aerei ed elicotteri, per lo sfondo cittadino.
Sono a disposizione tavoloni rotondi con matite, pastelli e pennarelli colorati.
Due "animatori", dotati di rispettivi scanner, acquisiscono i disegni dei bambini e li proiettano su due maxi schermi, dove prendono in parte vita.

Gli aerei possono sparare se toccati e combattono il drago che periodicamente appare sullo schermo, le macchine accellerano al tocco, alcuni animali marini muovono la coda e si può dar loro da mangiare...


Soprattutto, però, i bambini riconoscono i propri disegni sui maxi schermi e questo ha entusiasmato sia i miei piccoli Orsetto e Principessa, nonostante non abbiano ancora due anni, che sono stati conquistati anche dai palloni colorati, sia il Ricciolino, felice soprattutto per la "battaglia aerea" che ha ingaggiato con il drago (disegnando da solo e proiettando sullo schermo più veicoli che tutti i bambini presenti messi insieme!).


Insomma, una esperienza diversa e divertente, per un pomeriggio (un'ora dentro, un pò di attesa, un caffè ed uno spuntinvo al bar ed una corsa in cortile, sugli scivoli "naturali", possono riempire anche tre ore di tempo incerto) all'insegna dell'innovazione e del divertimento dei bambini.


Info utili e nota critica
Il prezzo del biglietto per me è l'unico aspetto negativo.
Noi siamo stati in un giorno di festa e c'era il ridotto per tutti a 5 Euro, però se avessimo dovuto pagare il prezzo pieno (16 Euro adulto e 9 bambino, con pacchetti per 1 adulto + 1 bambino a 15 e 2 bambini + 1 adulto a 21 ), due adulti e tre bambini, sarebbe stato eccessivo, a mio parere.
Consiglio pertanto di approfittare di giornate o domeniche con particolari sconti, se la famiglia è numerosa.
Nel Future Park si entra a gruppi ogni 60 minuti: conviene quindi informarsi subito all'arrivo di quanto ci sia da aspettare e comprare i biglietti con l'ora prescelta, prima di dedicarsi alla merenda o alla esplorazione del luogo.
Trovate tutte le informazioni e i contatti sul sito internet delle OGR di Torino (molto moderno ma a mio parere non proprio immediato) o telefonando in loco.
All'interno della struttura vi è un ampio bar che serve anche da mangiare in un lungo tavolone con 90 coperti, un ristorante, un'area relax con wi-fii, ampi corridoi e servizi igienici che quando siamo andati noi erano ben puliti.
Molti parcheggi nelle vicinanze, a pagamento durante la settimana.

Ovviamente, se intendete visitare Torino con e senza bambini, dovete sapere che c'è solo l'imbarazzo della scelta.
E se piove? Qui trovate raccolti una serie di luoghi perfetti da vedere con i bambini,  "testati" personalmente, anche quando il tempo non è clemente.