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giovedì 12 settembre 2019

Escursioni con il passeggino, Valle del Lys: da Gressoney La Trinité (AO), loc. Staffal, a Sant'Anna, Alpe Sitte.

Escursioni con il passeggino, Valle del Lys: da Gressoney La Trinité (AO), loc. Staffal, a Sant'Anna e Alpe Sitte.
 

La candida chiesetta dedicata a Sant'Anna, posta a 2127 metri di altitudine, si trova su un pianoro verde sotto il colle Bettaforca, denominato Alpe Sitte, ed è dominato dalle cime del Rothorn e del Piccolo Rothorn e dalla splendida vista sul massiccio del Monte Rosa.

Oltre alla chiesa, vi sono roccioni su cui fare un pic nic o giocare ad arrampicare, una bella scultura in legno ed un alpeggio con, d'estate, le mucche al pascolo.



Due sono i sentieri che conducono alla chiesetta: il primo (di cui ho scritto qui), parte dal piccolo e bel borgo di Biel, 1792 mt, a Gressoney La Trinité, posto su una collinetta posta a sinistra della strada, appena prima di giungere a Staffal.


Le case di Biel
Il sentiero, indicato con il n. 9, è ripido ma breve, con la prima parte nel boschetto e la seconda senza riparo dal sole ma con il panorama per ornamento. 

Particolare esterno di una delle case di Biel
Non presenta difficoltà particolari e circa a metà salita attraversa il torrente, ove è possibile bere.

Alla partenza, si trova la cascata di Biel, ove refrigerarsi d'estate e scalare sul ghiaccio di inverno.
Questo sentiero, pero', non è percorribile con il passeggino da trekking, a differenza del secondo.


La cascata di Biel

Il secondo parte dall'abitato di Staffal, 1843 mt, frazione di Gressoney La Trinité, imboccando la strada sterrata ben segnalata che inizia nei pressi dell'Hotel Momboso, ove termina la strada sfaltata e si trova un ampio piazzale per parcheggiare.

La sterrata, con il segnavia n. 8, in inverno è una facile pista da sci e sale ad ampi tornanti, prima ombreggiata e poi al sole, svelando la vista sul massiccio del Monte Rosa e la vallata sottostante, in un'ora/un'ora e mezza, porta al pianoro di Sant'Anna, ove si trova l'arrivo della funivia che parte da Staffal e la partenza di quella che conduce al Colle Bettaforca, punto di partenza privilegiato per la salita al rifugio Quintino Sella ed al ghiacciaio.

La sterrata che da Staffal conduce all'Alpe Sitte ed alla chiesetta di Sant'Anna

Volendo, la sterrata prosegue lungo il tracciato dell'invernale pista da sci anche dopo Sant'Anna, passando per il Bar Ristoro Sitten e arrivando al colle Bettaforca, ove si trova un altro bar.
Il paesaggio, tuttavia, salendo si fa piu' brullo e, a mio parere, meno attraente.
Dal colle Bettaforca, che costituisce lo spartiacque tra la Valle del Lys e la Val dÂyas, volendo si puo' discendere verso Champoluc.


Un altro ristoro, costruito da pochi anni, si trova proprio al crocevia delle funivie a Sant'Anna dove, da qualche anno, a ferragosto, si svolge un minuscolo mercatino di artigianato locale.
Quest'anno, per ferragosto, avevano anche posizionato uno scivolo gonfiabile ed erano presenti alcuni vigili del fuoco per mostrare la loro camionetta e far spegnere un finto incendio ai bambini presenti!


Il bello del luogo, in cui soffia sempre un po' di vento, è tuttavia il paesaggio, il panorama e la semplicità della breve camminata, che è anche punto di partenza per la salita al Ruthorn.

La cappella all'inizio della sterrata Staffal - Alpe Sitte
Se i bambini sono sullo zaino o camminano autonomamente, una buona idea è compiere l'escursione circolare, salendo da Biel per ammirare anche la cascata e scendendo dalla sterrata di Staffal, o viceversa !

Il dislivello positivo, infatti, è comunque inferiore ai 400 mt.
A Staffal si trovano anche bar, un bel parco giochi e, passato il ponte stradale, una fontana d'acqua pubblica (presente anche a Biel, all'inizio del borgo).
 E dopo l'escursione? Una birra fresca è perfetta, no?


*Post non sponsorizzato

lunedì 9 settembre 2019

E' stata un'estate strana, eppure è stata estate. Riassunto dell'estate 2019

L'estate 2019 è stata strana.
Astronomicamente parlando, in realtà, non è neppure ancora finita ma metereologicamente il giro di boa verso l'autunno ormai c'è stato e non si torna indietro.
E poi questa settimana ricomincia la scuola elementare e ci si avvia a riprendere la routine delle attività sportive e degli impegni fissi.
Ci sarà ancora tempo e modo di organizzare escursioni in montagna e gite fuori porta, di gustare gelati e forse di indossare i sandali, di fare tardi e improvvisare ma, via via, sempre meno.

Nel frattempo, posso tirare le fila di questa estate, che è stata strana, ma non solo.
Faticosa, perchè non ho potuto contare neppure sull'aiuto saltuario dei suoceri e di mia madre, come invece accadeva in passato: i primi sono stati praticamente sempre via, nel periodo in cui ne avrei avuto bisogno e prima, a giugno, ancora lavoravano; la seconda ha avuto un infortunio abbastanza serio e solo ora sta riprendendo a guidare, per brevi tratti, e a muoversi autonomamente. figurarsi quindi tenere i bambini,anche solo per qualche ora.


Giugno è stato senza dubbio il mese piu' difficile, tra i consueti impegni di fine anno scolastico, l'avvio delle gare di ciclismo del ricciolino, i primi giorni di infortunio di mia madre, gli strascischi del mio schock anafilattico e le feste varie di fine anno, l'Alpmarito sempre impegnato, non solo in settimana ma anche di sabato, ed il caldo torrido.
Mi sono sentita spesso sola e sopraffatta e il mio compleanno è passato senza quasi lasciare traccia, eccetto gli affettuosi messaggi di auguri di amici, conoscenti e parenti e un bel disegno del ricciolino.



Comunque siamo sopravvissuti e luglio è proseguito abbastanza solitario e torrido, sembrandomi infinito , anche perchè dopo c'è stata la chiusura del nido per 18 lunghissimi giorni di agosto e, finalmente, l'unica settimana di vacanza con l'Alpmarito, trascorsa in montagna, perchè di metterci in viaggio a ferragosto non avevamo proprio voglia e la forza di portare i bambini al mare non c'era.

Infine il nido ha riaperto e ci siamo ritagliati qualche giorno per accompagnare l'Alpmarito in Ticino dove lavora e, mentre lui era impegnato, esplorare un pezzetto di Svizzera.

A parte il caldo assurdo e le zanzare, a parte la fatica di essere spesso completamente da sola ad impegnare le lunghe giornate estive dei bambini e, nel frattempo, tenere in piedi un minimo di attività lavorativa e gestire la casa, a parte la preoccupazione per la salute di mia madre e mia nonna, a parte tutto questo (che comunque non è stato poco), è stata lo stesso ed indubbiamente ESTATE:


- siamo stati abbastanza spesso, anche solo per qualche ora pomeridiana, al lago Sirio, a fare il bagno, giocare in piscina e pasticciare in sabbiera.
I piccoli si sono goduti molto di piu' l'ambiente e la libertà di muoversi e stare fuori, essendo piu' grandi e consapevoli dello scorso anno e seppur abbia avuto solo pochi minuti di tregua, gestirli è stato piu' facile del previsto.


Il ricciolino, poi, ha preso qualche lezione di nuoto ed è migliorato tanto sia nel galleggiamento che nella sicurezza in acqua, scoprendo il piacere dei tuffi dai trampolini, dello scivolo d'acqua e delle nuotate per brevi tratti senza alcun ausilio;





-  siamo  andati a fare molte escursioni in montagna e, qualche volta, ad arrampicare. Sulle cime di casa nostra, tra Piemonte e Valle d'Aosta. La maggior parte ancora a bassa quota e con il passeggino/carrettino, tutte semplici e "sudate", perchè Orsetto e Principessa sono in quella età di mezzo in cui non vogliono piu' stare tanto seduti ma neppure riescono ancora a camminare a lungo.
Pero' avevamo bisogno di montagna e camminate ed è stato bello;

- siamo stati a feste e grigliate di compleanno, abbiamo mangiato torte e pasticcini con nonni e zii ad ogni possibile ricorrenza, cogliendo le piccole occasioni per stare insieme ad amici e parenti;

- abbiamo accompagnato il ricciolino alle sue gare di MTB, girando per Valle d'Aosta e Piemonte, facendo il tifo per lui, intrattenendo i piccoli e chiaccherando con gli altri genitori;



- abbiamo dormito una notte in tenda tutti e cinque, per fare le "prove tecniche" di campeggio con tre figli ed è andata tutto sommato bene;

- siamo andati allo Zoom di Torino, alla Napoleonica al Forte di Bard, al Parco Avventura, al Lago di Viverone e a visitare un po' di Ticino;



- abbiamo cambiato auto e testato il nuovo acquisto macinando qualche chilometro in giro;

- siamo riusciti a passare qualche giornata e serata con gli amici, seppure molto meno di quanto avremmo voluto, e persino ad organizzare una scampagnata con alcuni compagni di classe del ricciolino e rispettive famiglie;

- mai come quest'anno abbiamo girato tanti parchi giochi diversi, in zona e non, tanto che sto pensando ad una serie di post a tema per il blog;


- il ricciolino è salito per la prima volta ad un rifugio ad alta quota, con il papà ed il nonno;


- Principessa ha tagliato per la prima volta i capelli e tolto definitivamente il pannolino, anche di notte e durante i sonnellini pomeridiani. Orsetto si sta avvicinando a piccoli passi a toglierlo di giorno ma senza fretta;

- abbiamo messo i piedi a bagno in torrenti gelati e ameni laghetti alpini;


- io ho scoperto l'antigravity yoga e me ne sono innamorata (ma questo, se mi seguite, ormai lo sapete).



- abbiamo mangiato torte, gelati, polenta concia, costine e tantissimi panini, raccolto e gustato moltissimi mirtilli, more e fragoline di bosco, concedendoci spesso una birra gelata a fine gita, come in ogni estate che si rispetti.

E quindi è stata un'estate strana, questa estate 2019, eppure è stata vissuta e forse, è solo questo quel che conta.

E la vostra estate 2019, come è stata?



mercoledì 4 settembre 2019

Val d'Ayas, il Ru Courtod nelle 14 gallerie dal Col de Joux (AO) a Barmasc, con i bambini (o la MTB)

Nel mio ultimo post vi ho raccontato una parte dell'escursione che costeggia il Ru Courtod, in Val d'Ayas e spiegato brevemente nascita e funzioni dei ru.
In particolare, vi ho descritto e mostrato il tratto che da Barmasc conduce alle sorgenti del Ru Courtod, attraverso boschi, pascoli e alpeggi.

Oggi, invece, voglio scrivere del primo tratto del Ru Courtod o Ru Courtaud,
dal Col de Joux , metri 1640, nel Comune di Saint – Vincent (AO), a Barmasc, mt. 1898 metri


L'escursione, grazie ad un dislivello positivo di soli 248 metri, è quasi in piano, salvo la breve ma ripida salita che conduce al pozzo piezometrico ed alla centrale dell'acqua.

Una camminata facile e adatta anche ai bambini e molto apprezzata dai bikers, adulti e bambini (ma con un po' di esperienza) in MTB. 


Il primo tratto è percorribile comodamente con passeggino da trekking o con il nostro carrello doppio da bici.
La passeggiata comincia su una stradina sterrata


 che conduce, in circa 30 minuti con i bambini piccoli,
 alla prima delle 14 gallerie, tutte di diversa lunghezza, da pochi metri a quasi 300 metri, che poi si susseguono a breve distanza l'una dalle altre.
Il buio e il fresco delle gallerie rendono il percorso entusiasmante e avventuroso pr i bambini, soprattutto se coinvolti come piccoli esploratori, con torcia o pila frontale.





Lungo il percorso sono disseminate panchine in legno per la sosta,  punti panoramici e, talvolta deviazioni esterne alle gallerie, una EE, le altre facili.
Punti panoramici
Alcune gallerie possono essere aggirate con passaggi esterni, alcuni semplici altri piu' impegnativi





Una delle deviazioni esterne








Finite le gallerie, tutte percorribili con il passeggino da trekking, si prosegue sulla sterrata che diventa sassosa e scomoda per il passeggino ma ancora fattibile fino all'attraversamento del ruscello 



La strada sterrata si fa più sconnessa


e all'ultima salita sotto il pozzo piezometrico dell'acquedotto, dove vi sono altre due panchine per soste, una subito prima del tornante e una sul tornante a destra.
 
La svolta sotto il pozzo piezometrico, ove la strada sterrata si trasforma nel sentiero



Il sentiero verso la centrale dell'acqua

Qui la strada diventa un ripido sentiero che in 15 minuti conduce sopra la presa dell'acquedotto, alla centrale, e quindi non è percorribile con il passeggino.

Dalla centrale, in cinque minuti in discesa sul sentiero con accesso un po' nascosto proprio a destra dietro l'edificio, si giunge in un piacevole boschetto a intercettare con un ponticello di legno e poi costeggiare il ru, finalmente allo scoperto ma nel primo tratto, fin quasi a Barmasc, prosciugato.
Il ponticello nella discesa dalla centrale al rou courtod scoperto

L'ultimo tratto del rou courtod, ora allo scoperto
La discesa verso il ru, tuttavia, si puo' fare con il passeggino utilizzando la strada sterrata anzichè imboccare il sentiero.

Consiglio pertanto, se possibile, di portare a mano il passeggino chiuso, se possibile, ed in braccio i bambini piccoli per il tratto in salita/discesa, se si vuole arrivare fino al Pian delle Signore a Barmasc o oltre, alle sorgenti.


Anche solo percorrere le 14 gallerie in andata e ritorno, comunque, merita l'escursione ! 

Vista verso il lago di Brusson


Piccoli escursionisti e speleologi !!!
 I punti forti dell'escursione sono certamente le gallerie, avventurose per i bambini ed inusuali, l'assenza di difficoltà particolari, la percorribilità in passeggino da trekking e/o in MTB e la vista a tratti sul fondo valle e sulle montagne.




I contro: il ru Courtod fino quasi a Barmasc non si vede, essendo stato interrato e poi, nel primo tratto, è praticamente prosciugato. Diversa la seconda tratta del percorso, da Barmasc alle sorgenti.
Inoltre, non ci risulta ci siano navette o bus che possano portare da Barmasc al Col de Joux (arrivano solo o a Champoluc o Brusson), evitando cosi' il ritorno.


Quanto ai tempi di percorrenza, noi abbiamo impiegato un totale 3 ore con i bambini di due anni che hanno a tratti camminato e giocato e la sosta per il pranzo al sacco, idem al ritorno.
Dunque con bimbi piu' grandi considerate dimezzati i tempi.

Dislivello: Col de Joux, metri. 1640, nel Comune di Saint – Vincent (AO), Barmasc, mt. 1898 metri, dunque + 248 metri.



INFO UTILI
Per raggiungere il Col de Joux, si consiglia l'uscita Chatillon-Saint Vincent dell'autostrada Torino - Aosta. Proseguire poi per il Saint - Vincent e seguire le indicazioni per Col de Joux, strada abbastanza tortuosa ma molto panoramica.
Al Col de Joux la partenza dell'escursione è ben segnalata. E' disponibile un'ampia area parcheggio libera. Nelle vicinanze si trova anche il lagetto di Pallu'.
La presenza di turisti è notevole, sia per il laghetto sia per la facilità dell'escursione.
ATTENZIONE: non ci sono fonti di acqua fino a Barmasc, salvo una cascatella nelle vicinanze del pozzzo piezometrico, percio' munitevi di borracce piene alla partenza.
Solo a Barmasc, scendendo dal Ru Courtod, si trovano bar e fontana. 
Indispensabili torce o frontalini, meglio uno per ciascuno, e abbigliamento adeguato per il fresco e l'umidità che caratterizza le gallerie. 

*POST NON SPONSORIZZATO