venerdì 23 novembre 2018

Le letture di Mamma Avvocato: "Disperata & felice. Diario segreto di una mamma"


"Disperata & felice. Diario segreto di una mamma" di Julia Elle

Un libriccino comodo nel formato tascabile (da leggere in coda o mentre si attende che i figli escano da scuola o, ancora, sul divano mentre si allatta ecc.), in cui ogni mamma può almeno in parte rispecchiarsi, poichè racconta lo sconvolgimento che la maternità porta nella vita di ogni donna e le difficoltà quotidiane, pur nella grande gioia che i figli regalano.



L'autrice è una cantante e, a mio parere, brava yotuber. Nei suoi video racconta infatti i piccoli drammi e le contraddizioni delle mamme.
In questo libro, invece, si mette a nudo, descrivendo se stessa e la sua vita prima della maternità, la sua storia d'amore, l'avvento dei figli, il fallimento del suo rapporto di coppia e la sua nuova quotidianità di bismamma, prendendo in giro la sua "io" di un tempo con ironia ed onestà e ammettendo il rivoluzionario cambiamento subito dal suo stile di vita.
Certo, non è una mamma proprio come le altre, dal momento che afferma di spendere più di 800,00 Euro per una visita dal pediatra che osanna, almeno una volta all'anno, e certamente ha un lavoro (perchè senza dubbio di lavoro si tratta) inusuale, ma è pur sempre una mamma ed una donna come me, come voi, per giunta come alcune, sola.
e questo rende di certo tutto più complicato, sia da un punto di vista pratico che emotivo.



Una lettura di evasione, con un costo di copertina forse eccessivo rispetto ai contenuti, che ho apprezzato meno di altri libri sulla maternità pubblicati negli ultimi anni, se non altro per averlo letto dopo, ma di certo godibile.

Con questo post partecipo al venerdì del libro di Home Made Mamma.



mercoledì 21 novembre 2018

Tra svezzamento "tradizionale" e "auto svezzamento": la mia esperienza con il primogenito ed i gemelli

Premessa: questo post non costituisce e non vuole costituire un consiglio medico o nutrizionale, che peraltro non potrei fornire, non avendone le competenze. Si tratta unicamente del racconto di una esperienza personale. Rivolgetevi al pediatra per ogni vostro dubbio o per consigli.

La fase dello svezzamento è molto temuta dalle mamme, sia al primo figlio che ai successivi, anche se, per quanto mi riguarda, per ragioni in parte diverse.


In primo luogo, lo svezzamento costituisce un primo "allontanamento" del bebè dalla mamma, sia quando il bimbo è allattato al seno, sia quando beve dal biberon latte artificiale o materno.
E non sempre mamma e bambino sono pronti ad affrontare questa tappa, anche se lo svezzamento è sempre un percorso graduale, che non esclude allattamento o biberon complementari.

Per questo, sarebbe meglio aspettare che i bambini dimostrino interesse per il cibo, più che attenersi solo a tabelle o indicazioni del pediatra (queste ultime comunque imprescindibili).

Al primo figlio, per me l'idea dello svezzamento evocava scenari apocalittici di soffocamento, ustioni, dimagrimento ma rappresentava anche il primo passo verso pasti condivisi in famiglia, uscite facilitate da casa anche durante l'orario dei pasti ed una maggiore autonomia del ricciolino.
Solo che non immaginavo quanto sarebbe stato lungo il cammino, nè che cullarlo in braccio dandogli il biberon mi sarebbe mancato tantissimo e tanto meno sapevo quanto il mio adorabile mangione avrebbe sporcato ad ogni pasto, dallo svezzamento in poi (e no, non mica ancora finita con questo aspetto).
Con i gemelli, memore di ciò e molto meno in ansia per la sopravvivenza dei bambini, avrei aspettato ben oltre i sei mesi, se Orsetto non avesse avuto un arresto di crescita e non avesse continuato a rigurgitare e soffrire di reflusso ad ogni poppata, senza che nulla potessero appositi sciroppi o latte con formulazioni specifiche.

A quattro mesi il primo mio figlio scalpitava per assaggiare e i biberon strapieni, sembravano non bastare a saziarlo.
Perciò ho iniziato con frutta omogeneizzata a merenda, in aggiunta al latte, per poi ottenere il via libera della pediatra con i primi brodini vegetali a pranzo ancora prima del sesto mese.
L'idea era quella di procedere come da tabella fornitami, iniziando con il brodo, proseguendo con creme di riso, cereali senza glutine ecc., poi introdurre la prima carne omogeneizzata nei brodi, poi il pesce ecc. ecc., passare le verdure ed infine arrivare ai pezzetti di cibo, introducendo un alimento alla volta per almeno 15 giorni prima di proseguire e tenendo lontani dalla tavola alcuni alimenti fino a dopo i due anni o, alcuni, all'anno.
Insomma, lo "svezzamento tradizionale" (che poi tanto tradizionale forse non è).

Inutile dire che pur con tutti i miei sforzi, di regole ne ho rispettate poche, sentendomi ogni volta maledettamente in colpa.

Ho introdotto un alimento per volta, questo sì, osservando eventuali reazioni allergiche o difficioltà digestive, vista la familiarità con allergie anche alimentari e ho anche sottoposto il ricciolino ha specifiche analisi consigliate dallo specialista, scoprendo in effetti che dovevo introdurre con molta cautela alcuni alimenti (sotto il controllo di allergologa e pediatra).
Anche sul sale e i dolci sono stata molto attenta: niente zuccheri, neanche succhi di frutta, e niente sale aggiunto agli alimenti, fino a dopo i due anni.
Quanto al sale, ancora oggi ne usiamo poco, mentre per gli zuccheri ho ceduto con il tempo ma concedo con parsimonia.

Però ho anche scoperto presto che brodini e creme non facevano per mio figlio: lui voleva cibi di

consistenza più solida, voleva masticare pur non avendo denti! Altrimenti piuttosto non mangiava.
Così io e mio marito ci siamo ridotti quasi subito a mangiare pasta scotta e riso stracotto, carne super cotta e ridotta a pezzettini o passate di verdure "corpose", verdure bollitea pezzi e pesce al vapore, il tutto senza sale, per mangiare con lui.
Solo che, per arrivarci, siamo passati attraverso rifiuti del cibo e, per quel che mi riguarda, preoccupazioni e frustrazione.
Niente di drammatico ma comunque non piacevole.

A ripensarci ora, mi sembra che il percorso fino ad un pasto come quello degli adulti o simile, con il ricciolino sia stato straordinariamente breve, complice anche l'asilo nido e l'imitazione dei bimbi più grandi.
L'Alpmarito, invece, lo ricorda come una lunga faticaccia (LUI!!!!), segno che forse io ho semplicemente rimosso.

Con i gemelli, memore di tale esperienza frustrante, ho deciso di studiarmi per tempo l'affascinante teoria dell'autosvezzamento, leggendo anche uno dei libri che viene considerato la pietra miliare di questo approccio: 
"Io mi svezzo da solo. Dialoghi sullo svezzamento" del pediatra Lucio Piermarini.

Un inno alla spontaneità, alla fiducia nel proprio bambino e nelle sue capacità.
Uno stimolo ad attendere i tempi del bambino ed a mangiare insieme in modo (più) sano per tutti, controllando e correggendo le abitudini alimentari di tutta la famiglia.
Un invito a bandire le paranoie sul fatto che il bambino "non mangi abbastanza" perchè le quantità ci sembrano ridotte rispetto a quelle di un adulto o di un coetaneo.

In questo, io ho l'esempio in casa:
Principessa mangia come non ci fosse un domani ad ogni occasione ma da dopo l'anno rifiuta completamente il latte.
Orsetto spilucca quantitativi sempre inferiori rispetto alla sorella e solo se è cibo di suo gradimento (con gusti che variano dalla sera alla mattina), però in compenso integra con mega biberon a colazione e prima di andare a dormire, ancora adesso che ha 17 mesi.

Insomma, poche semplici regole (ad esempio banditi zucchero e sale aggiunto fino all'anno o anche ai due anni) e spazio ai bambini.
Infatti la filosofia di base, per quel che ho capito io, è che non ci sono alimenti di per sè da bandire fino a momenti predefiniti dello sviluppo perchè altrimenti aumenterebbe il rischio di reazioni allergiche (anche se è sempre preferibile introdurre un alimento nuovo per volta per alcuni giorni  permonitorare eventuali reazioni), poiché non ci sarebbero evidenze scientifiche che lo giustifichino.
Ne' è necessario attenersi a quantitativi predefiniti o a tabelle standard di alimenti, perché le esigenze di ciascun bambino sono diverse e variabili ed è il bambino a dover esprimere i suoi bisogni nutrizionali (ovviamente in modo non verbale), non l'adulto.
Dunque bisogna lasciare che sia il bambino a chiedere cibo e ad assaggiare ed i genitori devono assecondarlo in qualunque occasione, senza insistere se invece smette o non vuole.
L'esempio, ovvero lo stare a tavola con i genitori, è fondamentale.
L'allattamento può proseguire fino a che vogliono mamma e bambino.

Riguardo a quando iniziare, Piermarini suggerisce di aspettare i sei mesi circa e comunque quando il  bambino è incuriosito e dimostra di voler assaggiare il cibo degli adulti e purchè sia pronto per alimenti solidi.
Secondo le varie indicazioni trovate sui libri e confermate dalla pediatra, è arrivato il momento se il bimbo:
1 - sa stare seduto sul seggiolone con la testa e la schiena dritta e non ciondola a destra o sinistra o in avanti;
2 - sa afferrare i pezzetti di alimenti con le mani e cerca di portarseli alla bocca (anche se magari non centra spesso il bersaglio!);
3 - sa deglutire  e non si limita a sputare il cibo o a spingero in fuori con la lingua come se succhiasse.
 Naturalmente, è opportuno sentire prima il parere del pediatra di riferimento.

Detto così suona facile e liberatorio ma, secondo il mio parere, non lo è del tutto.

Perché?  
- lasciare che il bambino decida cosa mangiare e quando è pronto a farlo, significa offrirli una discreta varietà di pietanze sane ad ogni pasto, tra cui possa scegliere e con cui possa sperimentare, stimolando il proprio gusto ed appetito ed abituandosi alle diverse consistenze ed ai diversi sapori.
In altre parole, significa doversi assumere una maggiore responsabilità educativa, scegliendo da soli e con consapevolezza cosa portare in tavola e quando;

- significa anche cucinare, dedicando tempo ed attenzione alla spesa ed alla preparazione dei pasti, rendendoli adatti ai bambini, come consistenza e salubrità, anzichè comprare pastine, creme pronte, omogeneizzati, merende ecc.
Con il rischio, peraltro, di cadere nell'errore di pensare che ciò che è preparato inc asa sia per forza più sano, anche se compriamo materie prime di dubbia origine;

- richiede la collaborazione della cerchia familiare, della baby sitter o del nido che si occupa del bambino al posto dei genitori o con i genitori e che deve adottare lo stesso approccio.
E non è sempre facile. Spesso sono i parenti, educati allo svezzamento "tradizionale" ad opporre più resistenza, mentre paradossalmente il nido, se ha la cucina interna e flessibilità organizzativa, può aiutare.

Il mio primo dubbio, perciò, ha riguardato questi aspetti:
1) come fare a mettere in tavola abbastanza varietà per lasciare che sia il bambino a guidare? E' davvero possibile farlo? Quanto e cosa offrire?
2) dove trovare il tempo e le energie per fare la spesa di prodotti freschi spesso e cucinare tutto o quasi in casa ?
3) al nido o dai nonni come sarebbe andata ?

Ho quindi optato per una via di mezzo tra lo svezzamento tradizionale e l'autosvezzamento, decidendo con il papà di mettere sempre i bimbi a tavola nel seggiolone con noi e lasciare che chiedessero e assaggiassero praticamente di tutto, ridotto a pezzettini ma non passato.
Proporre piatti il più simile possibile ai nostri il prima possibile, osservando le reazioni e naturalmente, sforzandoci di migliorare di nuovo le nostre abitudini a tavola: meno sale, cibi più freschi possibili, mmeno alimenti precotti, preparazioni semplici (ma in questo eravamo già abituati), tanta frutta e verdura ad ogni pasto, ricerca della varietà.

Nello stesso tempo, però, davamo anche da mangiare ai bambini le creme e gli omegeniezzati già pronti, nonchè i vari omogeneizzati di frutta, evitando sempre quelli al formaggio o di verdure, facili da sostituire con preparazioni casalinghe, salvo casi particolari.
Per poi passare a frutta a pezzi, micro bocconi di carne e pesce e pastasciutta appena spuntati i primi dentini o comunque rinforzate le gengive e visto che riuscivano a deglutirli.
Anche perchè portarsi le pappine nelle gite in montagna di questa estate o in spiaggia, non sarebbe stato affatto comodo!!!
Al nido, abbiamo lasciato praticamente carta bianca alle maestre, fidandoci di loro e della cucina.

Sicuramente, però, a me non mi è ancora passata l'ansia del "non mangia abbastanza" ,quando si parla di Orsetto, perchè oggettivamente fatica a prendere peso pur crescendo in salute e il confronto con quanto mangia sua sorella viene inevitabile, cosicchè finisco per insistere sempre troppo, con lui.
E quando salta quasi il pasto perchè non c'è nulla che gli piaccia, mi preoccupo seppur meno di quanto  facessi con il primogenito e meno dei primi mesi di svezzamento.
D'altra parte, nessuno è perfetto, no?!?

Insomma, una applicazione non rigida (e con qualche errore) ci è sembrato un discreto compromesso tra praticità ed autonomia, organizzazione e spontaneità.
L'unica soluzione,d'altronde,  che mi è sembrata praticabile con tre figli, di cui due gemelli da svezzare insieme!

Per dare un'idea dei tempi: entrambi i gemelli hanno iniziato ad assaggiare la frutta, mentre noi mangiavamo, pochi giorni dopo i quattro mesi, semplicemnete succiando spicchi di mela e banane.
Orsetto ha iniziato con la crema di riso (i brodi vegetali non li ho proprio considerati, con i gemelli!) a cinque mesi e mezzo, Principessa non è stata pronta (e non c'erano particolari problemi come con Orsetto per spingerla) fino ai sei mesi e mezzo.
D'altro canto, i primi dentini le sono spuntati quasi due mesi dopo il fratello e con il latte di mamma prima e le aggiunte dopo, cresceva molto bene.
Dagli 11 mesi e mezzo, Principessa mangia da sola con le mani e le posatine (queste ultime senza tanta efficacia) nel piatto e beve dal bicchiere con il beccuccio ma, se aiutata, anche da quello normale.
Non ha mai particolarmente gradito i passati e le creme, come il ricciolino.
Orsetto  è arrivato a mangiare da solo con le manine e bere dal bicchiere con beccuccio a 13 mesi ma al nido, fino ad un mesetto fa, preferiva ancora vellutate, passate o comunque cibo quasi liquido, rifiutando i pezzetti ed i bocconi. Non disdegna comunque il biberon mattino e sera.

Quanto al disastro in cucina, a tavola ed addosso ai bambini ad ogni pasto.....stendiamo un velo pietoso!!!




lunedì 19 novembre 2018

Il Museo della Vite e del Vino, in Valle d'Aosta, con i bambini

In una domenica di piogga e buio, per non scordare il lato bello dell'autunno, noi abbiamo deciso di visitare il Museo della Vite e del Vino di Donnas (AO).

Spesso i musei che si hanno vicino a casa sono proprio quelli che meno si frequentano, che si danno per scontati.
Ed invece possono regalare piacevoli ed inaspettate sorprese, come è stato per noi in questo caso!

Si tratta, infatti, di un museo piccolo, a Donnas (AO), ovvero alle porte della Valle d'Aosta, a poco più di 300 mt s.l.m., sito nelle cantine dell'asilo comunale, ristrutturate nel 2003.


Il museo è relativamente recente ed è nato per celebrare una delle grandi risorse e, nello stesso tempo, delle attività tradizionali del territorio: la viticoltura, praticata già dal 1200 a.c., forse a seguito della colonizzazione dei romani.







Primo vino valdostano a ottenere la denominazione di origine controllata, il "Vallée d’Aoste Donnas DOC" , che prende il nome proprio dal Comune principale da cui provengono le sue uve (coltivate anche nei paesi confinanti), è infatti un vino rosso rubino importante, talvolta  definitoil fratello montano del Barolo”.
Per chi se ne intende, è prodotto con prevalenza di uve Picotendro (min. 85%), ovvero Nebbiolo.



Le sale del museo, con una splendida volta in mattoni rossi, porta alla scoperta delle fasi di coltivazione delle viti e di produzione dell'uva, con video, gigantografie ed una esposizione di attrezzi agricoli tradizionali, molti ancora di uso comune, di botti e "macchine", tra cui un bellissimo (aggettivo scelto dall'Alpmarito ingegnere e dal ricciolino) torchio in legno a leva del 1800, proveniente dalla vicina Pont Saint Martin.



  Inoltre è ricostruito un pergolato in legno tradizionale, poichè l'uva in Valle d'Aosta non è disposta su filari ma su pergolati, per catturare tutto il calore possibile, in terrazzamenti per sfruttare il poco terreno disponibile sui pendii ripidi e in prossimità dei muri di pietra di sostegno dei terrazzamenti, che peraltro al tramonto restuituiscono all'uva il calore accumulato durante il giorno.




Soddisfatte le curiosità di adulti, ragazzi e ragazzini con la visita, ci si può dedicare ai bambini con una zona a loro interamente dedicata, dotata anche di video illustrativi creati ad hoc sulla storia della viticoltura, delle fasi e mezzi di lavorazione del vino, proiezione di cartoni a tema, una grande lavagna, nonchè fogli e colori per esprimere creatività ed, infine, una "botte" morbida piena di palline colorate e pouf a forma di tronchi di legno.






Con i bambini piccoli, attenzione all'esposizione di bottiglie  all'ingresso del museo...sono ad altezza giusta per essere toccate e quindi potreste trovarvi a doverle ripagare senza neppure aver potute sorseggiare il vino!


INFORMAZIONI UTILI

L'ingresso  è gratuito ed è gestito dai ragazzi e dai volontari dell'Associazione di Promozione Sociale "I Monelli dell'Arte", che fanno anche da ciceroni.
E' aperto tutte le domeniche, da dicembre a ottobre mattina (dalle 10,00) e pomeriggio, a novembre solo il pomeriggio, nonchè in occasione di particolari manifestazioni e durante le festività.
Info e orari, anche per le visite nei giorni feriali,  qui
 Il museo è facilmente accessibile perchè sito al piano terra dinnanzi alla strada statale 26 della Valle d'Aosta e di fianco ad un parcheggio pubblico gratuito coperto.  

N. B. Si può visitarer con il passeggino e la sedia a rotelle, poichè disposto tutto su un piano e di larghezza congrua e dotato di rampe.
Particolari da non sottovalutare se si viaggia con due gemelli ancora piccoli, come noi!
I servizi igienici sono ampi e puliti.


Da visitare nelle vicinanze:

L'Ecomuseo della latteria turnaria di Treby, sempre a Donnas (AO), ed il Forte di Bard, con il suo Museo delle Alpi e le sue mostre temporane (anche qui ) sito a pochi chilometri da Donnas e, volendo, raggiungibile anche a piedi lungo l'antica via romana.

venerdì 16 novembre 2018

Le letture di Mamma Avvocato: "Olga di carta. Il viaggio straordinario" e "Jum fatto di buio"

"Olga di carta. Il viaggio straordinario"  

 e

"Jum fatto di buio. Olga di carta"

di Elisabetta Gnone

Due romanzi editi da Salani che ho letto in due momenti diversi e nell'ordine inverso rispetto a quando sono stati ideati (presumo) e che, stando ad Internet, sono consigliati per ragazzi di 9 - 11 anni.

Io li ho regalati, infatti, a due ragazzine e, prima di farlo, li ho letti.
Mi sono piaciuti, tantissimo.

Si tratta di due storie molto delicate, poetiche, che affrontano temi forti, quale l'accettazione di sè e delle proprie peculiarità, anche fisiche, il bullismo, i lutti in famiglia e la paura dell'ignoto, e lo fanno attraverso un'altra storia, quella che la piccola Olga Papel, una bambina minuta e orfana di entrambi i genitori, racconta ai suoi concittadini.

Perchè Olga Papel è dotata di una straordinaria empatia e racconta storie così strambe ma nello stesso tempo così ben narrate e ricche di straordinari particolari e dettagli, che sembrano vere. O forse lo sono davvero? I suoi concittadini se lò domandano.

Importa davvero? No, perchè le sue storie incantano e guariscono grandi e piccini, rispondono a bisogni precisi e consentono una sorta di catarsi liberatoria nei suoi amici ed ascoltatori.

Intorno a lei, si muovono i suoi amici, Mimma  e Bruco, sua nonna, il cane Valdo, gli altri bambini del paese, il barbiere (che poi è una lei), i genitori di Bruco, il parroco, il maestro, la vecchietta sola e un pò stravagante, il barcaiolo, la "straniera" che ormai vive lì da una vita, l'osservatore di stelle ecc.
Personaggi a cui è facile affezzionarsi, perchè ispirano tenerezza, come Olga ed i suoi amici.

Così, pagina dopo pagina, ci si immerge in un mondo ovattato eppure vivido, in cui Olga racconta e nel contempo vive la sua quotidianità ed i protagonisti delle sue storie, Olga di carta nel primo romanzo, Jum fatto di buio, nel secondo, insegnano ad affrontare il mondo, la tristezza e la paura.

Una lettura ancora prematura per il ricciolino ma che conto di proporgli fra un paio d'anni  e poi ancora, perchè i livelli di lettura di questi libri mi sembrano molteplici.

"Olga di carta. Un viaggio straordinario"  è impreziosito da alcune illustrazioni perfettamente in stile con la storia che racconta.



Peraltro, l'autrice è già nota nella letteratura per ragazzi perchè ideatrice e scrittrice della serie Fairy Oak e del fumetto W.I.T.C.H., nonchè direttrice responsabile per la Walt Disney di riviste femminili e prescolari (un tipo di riviste di cui non ho particolare stima, per quel poco che ho avuto modo di sfogliarle).
 
Io, non avendo figlie appartenenti a  quel target di lettori, non conosco serie e fumetti ma mi pare di capire, ad un primo sguardo, che questi romanzi sono diversi.
Sicuramente meno "commerciali" e ma certamente un pò "magici".


Con questo post, partecipo all'appuntamento del venerdì del libro ideato da Home Made Mamma - Paola.

mercoledì 14 novembre 2018

Ultimamente ... autunno 2018

Ultimamente sono stata da sola tre ore, DA SOLA TRE ORE.
Sono andata la vicino Forte di Bard, a godermi con calma e senza ressa la mostra di fotografie in bianco e nero del maestro Henry Cartier - Bresson, "Paysages".
Sono salita a piedi, perdendomi nel paesaggio, e poi mi sono soffermata quanto e quando volevo su ogni magnifica opera esposta.




E mi sono innamorata una volta di più dell'artre della fotografia, che secondo me sa raccogliere in uno scatto più di mille parole e trasmettere emozioni quanto un bel quadro.
La mia preferita tra le opere eposte, eccola.

Foto Henry Cartier Bresson tratta dal web
 Ultimamente siamo finalmente riusciti ad andare in montagna con degli amici con cui tentavano di combinare dalla primavera.
Ed è stato un trionfo di colori, chiacchere e cielo blu.

Ultimamente i piccoli giocano insieme senza picchiarsi o piangere per 1 minuto o due. Qualche volta. Il fratellone ogni tanto perde la pazienza e li sgrida, il più delle volte, però, è davvero affettuoso.



  Ultimamente, una domenica, io ed il ricciolino abbiamo impastato tre teglie di pizza, due con farina 00 ed una con farina integrale.
Poi le abbiamo lasciate crescere e ce le siamo gustate a pranzo, con il piacere di mangiare cibo preparato al 100% in casa (e di sapere di non doverlo fare sempre!)



Ultimamente è finita la stagione ciclistica del ricciolino, culminata nella caccia la tesoro in bici e nell'aperitivo in sede. 
Sono finite le gare ed i montagi e smontaggi del portabici. Una bella fatica in meno ma, considerando quanto piaceva e serviva da sfogo al ricciolino, un pò mi manca (solo un po').

Utilmamente abbiamo festeggiato diversi compleanni, a partire da quello di mia nonna e mia nipote, 80 anni esatti di differenza, passando per quello di amichetti del ricciolino e per i sette anni di quest'ultimo.
Emozioni, divertimento e fatiche, insieme.



Ultimamente alla scuola primaria hanno celebrato la giornata dell' orto in condotta vendendo ai genitori e nonni dei bambini i prodotti dell'orto della scuola, in cui i piccoli alunni vanno ogni tanto ad aiutare nel corso dell'anno scolastico.
Ovviamente sono arrivata tardi e mi è toccato solo un quarto di zucca.
L'Alpmarito, però, ne ha tirato fuori un delicato risotto alla zucca e dunque è stato un successo.

Ultimamente ci sono state le prime riunioni alla scuola primaria ed al nido ed a breve ci sarà il primo colloquio con le maestre del ricciolino. E tutto sembra più fluido che lo scorso anno.

Ultimamente abbiamo festeggiato San Michele nel paese dello zio, perchè così si è sempre fatto. 


Ne abbiamo approfittato per far volare l'elicottero telecomandato, goderci gli anziani della famiglia (vi vogliamo bene! - E prima che tu me lo chieda, mamma, non mi riferisco a te, tranquilla!) e cogliere a tradimento... gli ultimi frutti dell'autunno, se così si può dire!

Il limone colto dalla pianta dello zio da avide manine!


Ultimamente è già iniziato il conto alla rovescia per la ripresa della stagione di sci di fondo ed io non so ancora quanto e se riuscirò a mettere gli sci ai piedi e quanta paura avrò. Sci di fondo, si intende. Con la discesa per il momento ho dovuto chiudere ma è solo un arrivederci perchè io guardo le cime innevate e già sogno di sfrecciare giù dalle piste.
Un sacrificio dovuto agli impegni imposti dalla maternità, ma che ho promesso a me stessa sarà solo temporaneo.
Intanto  ci sono ancora i fiori, no?


Ultimamente, in una domenica di pioggia, abbiamo visitato il Museo della Vite e del Vino di Donnas, praticamente il museo di casa.
Che però non avevamo mai visto ed a torto.
Ve ne parlerò, perchè merita.



Ultimamente, alla sagra dell'uva, il ricciolino e la Principessa hanno partecipato al laboratorio del pane e impastato con decine di altri bambini e due panettiere, una pagnotta a ciascuno, che poi ci siamo mangiati a cena. 
Gnam!
(Orsetto ? Ha dormito tutto il tempo)
Per ingannare l'attesa durante la cottura ci siamo sparati due o tre giri con il trenino aperto per il paese. E vi dico solo che il trenino non ha ammortizzatori e viaggia a velocità fin troppo sostenuta. Forse per questo piace tanto ai bambini, i miei compresi!





 



Ultimamente siamo stati ad un paio di letture animate per bambini nella biblioteca del paese ed al ricciolino e alla piccola Principessa sono piaciute molto. Orsetto se ne è infischiato, preferendo esplorare l'ambiente.


Ultimamente abbiamo festeggiato Halloween, accompagnando il ricciolino, vestito da guerriero, ad un giro per il paese organizzato dall'oratorio, dietro sue insistenti richieste.
Santino o scherzetto, questo il titolo, se non sbaglio, si è rivelata una caccia ai dolcetti con tappe agiografiche dedicate ai Santi ritenuti più importanti, sotto il diluvio universale.
Il ricciolino (che ci è andato da solo), ne è tornato molto provato e ha decretato : " Che fortuna che voi non mi obbligate a seguire catechismo!".
Comunque si è anche divertito e a me fa piacere che abbia partecipato perchè, seppur io sia atea, apprezzo molto l'impegno e la voglia di fare edn organizzare dell'oratorio locale, forse unico ente che si sforza di organizzare sempre appuntamenti per i bambini.


Ultimamente ho comprato l'abbonamento per il teatro dei bambini della mia città, che lo scorso anno tanto ci era piaciuto.
Ed in fondo è stata un'ottima scusa per trascorrere un pomeriggio con la mia amica del cuore, sole, a fare la coda, chiaccherare e berci un caffè senza interruzioni infantili (parlano anche dei figli, ovviamente, perchè siamo pur sempre mamme italiche!!!) 

Ultimamente ci siamo ammalati, a turno, tutti e cinque da settembre ad oggi. 
Io, Orsetto e l'Alpmarito pure due volte.
E ne ho già piene le p... dell'umidità e degli sbalzi di temperature, sappiatelo.

Ultimamente ha riaperto la palestra di arrampicata. Finora, però, io sono riuscita ad andarci solo due sere, con i tre al seguito, ovviamente. Consideriamolo come un inizio, va.

 
Ultimamente, ma proprio ultimamente ultimamente,  per la settimana di "Nati per leggere", sono stata al nido dei gemelli a leggere qualche libriccino ai piccoli. 
Non è facile coinvolgere bimbi dell'età dei miei e anche qualcuno più grandicello però è stato comunque bello, molto molto bello.Vedere l'angolo biblioteca morbidoso creato per i momenti di lettura al nido, osservare i bimbi maneggiare i libri, vederne qualcuno attento ad ascoltare e pronto ad interagire... piccole gioie della vita.

Ultimamente è già tutto un chiedere la letterina per Babbo Natale, postare tutorial di addobbi, programmare cene e pranzi natalizi e prenatalizi, pensare ai regali dei grandi ecc.
E no, a novembre no, non ce la posso fare quest'anno!!!

Ultimamente in casa si discute troppo, perchè crescere tre figli e tenere insieme anche la casa ed il lavoro è davvero dura. E noi speriamo di farcela.

Ultimamente...basta, perchè se siete arrivati a leggere fino qui, vi meritate un sentito ringraziamento, non altre parole!






lunedì 12 novembre 2018

Cosa vedere a Torino con i bambini (anche quando piove)

Torino è una grande città ma è facile da visitare, grazie alle sue strade a scacchiera
Il centro storico, davvero ampio e signorile, è caratterizzato da gallerie pedonali, che consentono di passare da una grande piazza all'altra praticamente senza bagnarsi.
Piazza Castello

Piazza San Carlo con il suo storico Caffé Torino


Imperdibili Piazza Castello, Piazza Vittorio Emanuele e Piazza San Carlo.
Le pasticcerie/bar del centro, poi, sono fantastiche.
La città conta inoltre molti bei parchi, veri e propri polmoni verdi, in cui passeggiare, andare in bici, correre e far giocare i bambini.
Ancora Piazza Castello

Piazza San Carlo

In primis, il Parco del Valentino, il secondo più grande di Torino, con i suoi  421.000 metri quadrati sulla riva sinistra del Po.


Ci sono un laghetto, fiori, ampi viali, parchi giohi, bar e chioschetti si può visitare il Castello del Valentino, oggi sede della facoltà di Architettura del Politecnico di Torino e  patrimonio dell'Unesco (qui le info per visite interne).

Il Castello sede della facoltà di Architettura

Soprattutto, c'è il Borgo Medioevale del Valentino, creato nel 1884, in occasione dell'Esposizione Generale Italiana, con l'intento di offrire uno scorcio dei borghi medioevali del Piemonte e della Valle d'Aosta.
Si può visitare la Rocca (a pagamento) o anche solo passeggiare, gratuitamente, nel pittoresco borgo.
Tra l'altro, vengono organizzate manifestazioni ed eventi, anche per bambini, in tutte le stagioni dell'anno.
Scorci del Borgo del Valentino, nel Parco del Valentino e sulle rive del Po

Se poi siete disposti ad allontanarvi dalla città vera e propria, non potete perdervi la grandiosa Reggia di Venaria Reale, con o senza i suoi fantastici giardini.





La Reeggia sorge proprio ad una estremità del Parco della Mandria, il più grande di Torino, o meglio, una riserva naturale  che si estende per circa 6540 ettari  tra i Comuni di Venaria Reale e Druento (TO), ad ingresso gratuito e meta ideale per passeggiate o biciclettate nel verde, anche con i passeggini, e pic nic (ci sono anche aree attrezzate), non solo estivi!!!

All'interno, anche il Castello, visitabile a pagamento.

Il Castello della Venaria Reale
Restando in città, non si può perdere il trasporto sulla storica tranvia Sassi - Superga (costi e orari qui), che conduce dal quartiere Sassi, a Nord-Est di Torino al colle di Superga (mt. 672 sul l.m.) ed alla Basilica di Superga, fatta edificare dai reali di casa Savoia nel 1700 e progettato dal noto Filippo Juvarra, che domina dall'alto Torino ed è un'altro dei suoi simboli.

La cremagliera piacerà molto ai bambini e la Basilica, con tanto di convento retrostante con alloggi reali, agli adulti.
Molto particolare, per bimbi non facilmente impressionabili, la cripta, che ospita le salme di alcuni dei reali di Casa Savoia.

Molto caratteristico anche il Museo Nazionale della Montagna Duca degli Abruzzi, sulla collina di Torino, lateralmente rispetto al Monte dei Cappuccini ed alla sua Chiesa (con una cupola che merita di essere vista).
Torino, infatti, è posta ai piedi della Alpi e dominata dai monti. 
E' una città di illustri alpinisti ed ha ospitato le Olimpiadi Invernali del febbraio 2006.
Non si può quindi prescindere da questo aspetto (e quiesto museo) per conoscerla ed apprezzarla.
Qui il sito del museo, che era piaciuto molto al ricciolino quando era ancora un nanerottolo di pochi anni.
Se volete godere della magnifica visita che si gode dalla terrazza del museo, su Torino e, soprattutto, le montagne che la circondano, andateci con il sereno!

E quando piove o fa molto freddo?

E' l'occasione per visistare uno degli altri numerosi musei adatti ai bambini della città.

Il Museo Nazionale dell'Auto di Torino, ovvero il MAuto, ad esempio, nei pressi del Lingotto.
D'altro canto, dove, se non nella città della FIAT,  poteva esserci questo gioiello di museo!!!


Si tratta di una esposizione di 200 automobili originali di diverse marche, filmati storici e indicazioni sulle evoluzioni della tecnica e gli avvenimenti storici che hanno segnato le varie epoche.
C'è spazio anche per ricostruzioni di arredi a tema auto, per la formula 1 ed i progetti del futuro, video d'epoca e una zona dedicata ai motori ed alla loro evoluzione nel tempo.



Oppure il Museo del Cinema, con la storia della fotografia e delle prime tecniche di ripresa cinematografiche ma anche installazioni, ricostruzioni dei set di celebri film, simulatori e costumi di scena.


Inoltre il Museo si trova sotto il simbolo di Torino: la Mole Antonelliana!

Ovviamente merita anche salire sulla Mole, utilizzando l'ascensore che si prende dall'atrio al piano terra (biglietto a parte rispetto al Museo del Cinema) e che è molto panoramico, poichè è un parallelepipedo interamente vetrato che sale nel centro del salone, verso la cupola.
Da astenersi chi soffre di vertigini!!!

Vista su Piazza Vittorio ed il Po dalla cima della Mole

E poi c'è l'INFINI*TO, il Museo dell'Astronomia e dello Spazio, con il planetario, a Pino Torinese, sulla collina di Torino, a circa 10 km dal centro.
Una struttura è che tutte le installazioni sono moderne e interattive, con tanti "giochi" ed "esperimenti" che consentono di "toccare con mano" le nozioni spiegate, peraltro in modo abbastanza chiaro, dai cartelli esplicativi, rendendo più semplice comprendere sia agli adulti che ai bambini.
Il planetario offre spettacoli adatti a bambini (secondo me, adatto almeno dai 3/4 anni, poichè si sta al buio e seduti per una mezz'ora), sui segni zodiacali, il sistema solare e le costellazioni.



Merita una visita anche l'istruttivo MAcA, il Museo A come Ambiente, nei pressi del Parco Dora, parco postindustriale di 456.000 m² , dove fino agli anni novanta sorgevano i grandi stabilimenti produttivi della Fiat e della Michelin.
Il museo si articola su tre piani, dedicati ad energia, rifiuti ed acqua, con installazioni da provare, laboratori per bambini, pannelli esplicativi e rappresentazioni efficaci.





Con riserva, posso consigliare anche il Castello di Rivoli ed al suo Museo di Arte Contemporanea.
 Con riserva perchè, come ho raccontato qui, noi siamo incappati in una mostra decisamente non adatta ai bambini.
Altri utenti, però, hanno avuto esperienze più positive e l'esterno e l'ubicazione sono molto pittoreschi.

Il Castello di Rivoli

Noi non abbiamo ancora visitato il Museo Egizio, recentemente restaurato, e dobbiamo tornare all'Armeria Reale, al Palazzo Reale ed in altri musei che abbiamo esplorato prima dell'arrivo dei figli e dunque, decisamente, con un'altra ottica.
So per certo, però, che non ci deluderanno.

La galleria commerciale del Lingotto può essere una buona tappa per lo shopping al chiuso, se le gallerie del centro non vi sono bastate, per poi fermarsi a mangiare alla vicina Eataly.
Tanto il Lingotto, quanto Eataly, peraltro, si prestano ad essere vistati insieme al MAuto, poichè raggiungibili a piedi.


Che dite, avete abbastanza spunti per un weekend a Torino, con il sole o con la pioggia???