venerdì 2 dicembre 2016

Un sottomarino in paese: le letture del ricciolino biondo.

Questo venerdì voglio parlarvi di un libro per bambini davvero speciale.

"Un sottomarino in paese" di Vanessa Navicelli




Speciale per il tema: la guerra e la pace. Non è facile trovare libri per bambini che sappiano affrontare con delicatezza ed in modo adatto ai piccoli l'argomento "guerra", facendo comprendere il dolore, l'isolamento e la distruzione che essa comporta per tutti, anziani, adulti e bambini, uomini e donne.
Però tranquilli: non è una storia truce, cupa o "pesante", al contrario è divertente, surreale e allegra.

Speciale per l'originalità: la fiaba ha una trama molto particolare, semplice ma allo stesso tempo efficace.
Una mattina, nel centro di un paesino, gli abitanti trovano un sottomarino da guerra.
Tra l'altro, in un paese che non è neppure vicino al mare, bensì su una bella collina.
(Io mi sono immaginata il sottomarino sulla piazza principale di Pont Saint Martin (AO), in faccia al Ponte Romano del diavolo!)
Un sottomarino vero, con dentro un capitano, pronto dichiarare loro la guerra....a suon di pasticcini!
Giorno per giorno, però, coinvolgendolo con pretesti in attività piacevoli e conviviali, i paesani sapranno far comprendere al soldato che vivere in pace è molto meglio che vivere in guerra.
Fino all'epilogo finale, che non vi svelo, per non rovinare il piacere della lettura!


Speciale per l'autrice: Vanessa Navicelli è una giovane donna, piacentina d'origine ma trapiantata a Pavia, che ha vinto molti premi letterari e che si descrive, sul suo sito (e anche nella presentazione sul libro) così:
"Amo la neve (specie mentre scende), l’opera lirica (Verdi come nessun altro), il buio e il silenzio del teatro (quando sta per aprirsi il sipario), e il mare a settembre.
Quando devo riflettere faccio bolle di sapone; di notte.
Mi ricarico col sole primaverile e con la neve. Le altre condizioni atmosferiche hanno su di me un effetto devastante (sonnolenza, irritabilità, istinti assassini…)."

Dice dei suoi libri e racconti:

"Quando scrivo, cerco di tenere presente quattro cose: la semplicità, l’empatia, l’umorismo, la voglia vera di raccontare una storia.
Credo nella gentilezza. E nell’umorismo. (Forse è umoristico credere nella gentilezza…)
Frank Capra diceva: “Con humour e affetto si favoriscono, a mio avviso, i buoni istinti. Sono un tonico per il mondo intero.” Lo sottoscrivo.
Io sono convinta che dal bene nasce il bene. E mi piace raccontarlo."


Dopo aver letto "Un sottomarino in paese", confermo che è davvero così.
Trovate Vanessa anche su facebook e gli altri canali social.


Speciale per le illustrazioni: dei disegni dai tratti espressivi e incantevoli, che fanno immergere nell'atmosfera della storia e che la scrittrice e l'illustratore hanno curato e controllato nei minimi dettagli.



La storia si articola in dieci capitoli (per un totale di 42 pagine di fiaba), dunque si può leggere tranquillamente "a puntate" (cosa che agevola i genitori ed i bimbi alle prese con le prime letture autonome).

Il libro, disponibile sia in ebook che in cartaceo, è indicato dai 6 anni ai cento (perchè invecchiando si torna bambini e si apprezzano i piccoli piaceri della vita, come una bella fiaba), però secondo me è adatto anche ai quattro/cinquenni.

Il ricciolino, infatti, lo ha apprezzato molto sia quest'anno, come lettura della buona notte, un capitolo a sera,sia a maggio, quando Vanessa Navicelli ha collaborato con le scuole del nostro paesino ai piedi della Valle d'Aosta (ed in molte altre località), per spiegare con il suo libro ai bambini quanto siano brutte le guerre.
Tra l'altro, in quella occasione il suo libro, scelto dall'Assessorato all'Educazione ed alla Cultura della Valle d'Aosta, ha dato il via a laboratori in 30 scuole materne e primarie della regione, culminate con una mostra proprio a Pont Saint Martin (AO), in biblioteca.

I bambini della scuola materna di mio figlio, dopo la lettura con le maestre, hanno realizzato grandi cartelloni in cui hanno liberamente spiegato, con i loro disegni, prima l'orrore della guerra e poi la bellezza della pace.
Devo dire che si è trattato di attività che, almeno nel caso del ricciolino, hanno lasciato il segno, dal momento che ancora oggi, pur giocando ai pirati, disegnando cannoni e creando pistole e coltelli con il cartoncino, spiega sempre che si tratta di proiettili fatti di dolcetti o di "bombe d'acqua" e di ferite finte, perchè "combattere" gli piace solo come gioco!


Se volete saperne di più, questo è il booktrailer del libro

In più, è disponibile anche la versione in lingua inglese, magari per i genitori che tengono all'insegnamento precoce della lingua straniera ai loro bambini (in questo caso l'inglese) o per gli expat che devono fare esercitare con l'inglese i loro bimbi quando sono in vacanza in Italia.
Peccato manchi ancora la traduzione in francese ma chissà...forse un giorno!
Quella in spagnolo, invece, è già work in progress.



Con questo consiglio di lettura, con il quale spero di avervi dato anche un buon suggerimento per un dono di Natale, partecipo all'appuntamento del Venerdì del Libro di Home Made Mamma.



mercoledì 30 novembre 2016

Blog Generation: la mia opinione e un saggio per saperne di più.

Prendo spunto da un saggio che ho finito da poco di leggere per affrontare un argomento che in questo periodo mi ha fatto molto riflettere: il senso ed il valore dei blog.

BLOG Generation" di Giuseppe Granieri, ed. Laterza, 2005, Euro 10,00, pag. 169

Ho letto questo libro per cercare di capire qualcosa di più sul mondo dei blog, in cui bazzico ormai da un po' di anni.
In realtà, ho subito scoperto trattarsi non di un manuale ma di un saggio, una specie di piccolo trattato sociologico sul ruolo dei blog e dei motori di ricerca.
Seppur rivolto ad un pubblico che conosce Internet ed i blog, e' una lettura molto scorrevole ed interessante, che consente di capire l'importante collocazione che ormai i blog hanno assunto nella società e, soprattutto, nella comunicazione.
Lo sguardo è rivolto soprattutto agli Stati Uniti, considerando che il fenomeno dei blog negli USA e' esploso prima e con numeri maggiori che nella "vecchia" Europa. Tuttavia, quasi tutte le considerazioni dell'autore si applicano anche ai weblog nostrani.
Particolarmente interessante l'analisi dei rapporti politica-blog e mondo dei mass media-blog, in cui si mette in luce il timore e la diffidenza che molti giornalisti dei media tradizionali mostrano nei confronti dei blog, senza coglierne le potenzialità (tanto da cercare di denigrarli pubblicamente con dichiarazioni discutibili, come è avvenuto anche recentemente in una trasmissione televisiva, in cui, se anche c'era del vero nella sostanza, c'è stato comunque un errore nei modi) nonché le differenze tra giornali e siti web di informazione e blog, in primis la citazione delle fonti che spesso nei primi manca, la maggiore trasparenza dei secondi ed il modo in cui i blogger esprimono le proprie opinioni mettendoci la faccia, senza nascondersi dietro un'imparzialità e una professionalità talvolta solo apparente.
E poi il fatto che il web ed i motori di ricerca consentano quella memoria storica di fatti, episodi e dichiarazioni a cui attingere per ricostruire vicende o opinioni che i giornali da soli non hanno o addirittura ignorano e che costituisce un potentissimo strumento nelle mani di blogger e lettori di ogni genere che abbiano voglia di documentarsi ed esprimersi su qualunque tema. 
Uno strumento che ha consentito spesso di smascherare le ipocrisie di politici, imprenditori, giornalisti e personaggi dello spettacolo.
Cio' che io personalmente ho trovato più illuminante è la parte dedicata a descrivere le regole che i blog si sono auto imposti ed il concetto di autorevolezza sul web.
Infatti, malgrado per certi versi si tratti di un piccolo mondo a se', le dinamiche descritte nel libro si producono anche tra i blog di mamme, di viaggi, di hobby creativi o di bibliofili che frequento e leggo, con qualche eccezione.
Non mancano infatti i blogger scorretti, che tendono a copiare i post altrui o quelli che, ignari del senso stesso di scambio e condivisione della blogsfera, tendono a chiudersi in modo autoreferenziale, senza mai citare fonti di ispirazione o altri blog e senza mai commentare altri "diari virtuali", ergendosi su un piedistallo che, però, stando all'autore del saggio, e' destinato a crollare presto.
"Per la logica stessa che governa le relazioni tra i blogger, ciascun individuo, scrivendo degli argomenti che gli interessano e leggendo ciò che attira la sua attenzione, finisce per frequentare più o meno assiduamente un numero variabile di piccoli mondi. E in ognuno di questi assume il ruolo che le sue conoscenze, le sue idee, la sua capacità di espressione e la sua visione dell'ambiente gli consentono, ottenendo una reputazione più o meno maggiore." Pag. 64
Al di fuori della Rete, i gruppi, le piccole comunità, i piccoli mondi di cui parlavamo prima, tendono ad associarsi sulla base di interessi in comune e di affinità, e spesso sono abbastanza omogenei anche come modo di pensare e come comportamenti. Gli individui in contatto con ambienti differenti, come i fortunati che vivono nell'universo a relazione multipla del Web, hanno dunque maggior familiarità con modi di pensare diversi e con comportamenti differenti, il che gli offre maggiori possibilità di selezionale e sintetizzare alternative.
Gli individui connessi con gruppi diversi mediano la comunicazione tra vari piccoli mondi, questa mediazione è un capitale sociale che porta con se un vantaggio competitivo. In cui i mediatori possono elaborare progetti che integrano le diverse maniere di pensare o di comportarsi. Persone abituate a lavorare in due o più gruppi, a differenza di chi lavora in uno solo, sono più capaci di comprendere come convinzioni e pratiche di un gruppo possano creare valore nell'altro (e sanno cometradurle nel linguaggio dell'altro gruppo). Sanno creare analogie, mentre spesso la mentalità di chi vive in un unico gruppo è abbastanza renitente a comprendere le differenze. Per dirla con Burt, "Non e creatività che viene dal profondo dell'abilita intellettuale. E' creatività che viene da un modello di import- export". Per sua natura dunque, quando c'è qualcosa che merita, la blogsfera lo fa emergere: e' un sistema in cui il valore totale è superiore alla somma delle parti.
Il Web, oggi, è una palestra per le idee." Pag. 65
Ciò che io ho imparato ad apprezzare, scrivendo e frequentando altre/i blogger, è perfettamente riassunto nel passo sovra riportato.
Stimoli continui provenienti da persone diverse, con hobby ed interessi differenti ma nello stesso con una affinità di fondo con il mio modo di pensare, la possibilità di confronti civili con persone che vivono realtà familiari, di coppia, lavorative e geografiche lontane dalle mie, dalle quali apprendere, oppure molto simili, in cui trovare un eco e un appoggio nel momento del bisogno.
E poi la possibilità di approfondire la conoscenza senza costrutti sociali rigidi, con tempi magari dilatati ma sempre congeniali a ciascuno, adatto ad una vita spesso frenetica ma non per questo necessariamente fatta di rapporti superficiale.
Infine, la scoperta di tanti talenti, di tante persone a loro modo eccezionali ed una maggiore apertura mentale e curiosità.
Non poco, a mio parere!
Ciò non toglie, ovviamente, che i rapporti personali del mondo "fisico" tradizionale abbiano molti altri vantaggi e pregi.
"Unendo la capacità cognitiva di milioni di persone ad un potentissimo strumento di connessione, (la Rete) ha realizzato un modello che incrocia la libertà del dibattito tipica dello spirito ateniese con la valutazione individuale dell'auctoritas latina. I sistemi di filtro consentono di accedere alle opinioni di individui che non vivono nel nostro stesso spazio fisico e di avere un confronto comunque diretto. La memoria della Rete e le logiche di costruzione distribuita della reputazione, ci permettono di stabilire rapporti di fiducia spesso più saldi di quelli che si riescono a costruire in una taverna o una piazza, perché il mondo reale ha solo la profondità della parola detta e non quella della ricerca nella conoscenza collettiva e, soprattutto, non tiene traccia della storia intellettuale dei nostri interlocutori. Infine, il ruolo degli esperti, che sul Web fanno da hub cognitivi lavvode ad Atene spiegavano il mondo alla gente." Pag. 147
In una realtà moderna in cui, come spiega l'autore all'inizio del saggio, non conosciamo quasi più niente direttamente perché ci troviamo costantemente alle prese con problemi e notizie sempre più complessi, che coinvolgono un numero crescente di paesi e persone connesse tra loro, laddove noi abbiamo un'esperienza diretta, in prima persona o per racconto altrui, di un numero assai limitato di fatti; in una realtà moderna in cui e' sempre più facile manipolare l'opinione pubblica e distorcere le informazioni, forse i weblog sono uno dei pochi aiuti che abbiamo a disposizione.

E voi, cosa ne pensate?

martedì 29 novembre 2016

Tra i colori dell'autunno, a cercare pitture rupestri sulle tracce dell'artista ladruncola della scuola!

Quanto le maestre della scuola dell'infanzia di mio figlio siano brave nell'inventarsi sempre nuovi modi di intrattenere ed insegnare ai bambini, l'ho già detto. Così come ho già detto che li portano fuori ogni volta che possono, anche solo per semplici passeggiate sul territorio.

Ebbene.
Quest'anno si sono inventate una nuova avventura, per insegnare l'arte ai bambini.

Una mattina, a scuola, i piccoli non hanno più trovato astucci, matite e pennarelli colorati. Spariti tutti. In cambio, solo piccoli indizi che gli hanno coinvolti in una caccia al tesoro alla riceca di una spiegazione, attraverso l'arte primitiva (pittura rupestre, scrittura con i materiali naturali, dai mattoni alle foglie, alle buste del thè, al carbone ecc.), fino alla pittura moderna.



Uno dei disegni primitivi trovati dai bambini nei boschi!

Uno dei mezzi utilizzati per coinvolgere i piccoli è stato portare i bimbi in passeggiata in un boschetto nelle vicinanze, appositamente "attrezzato".
Nei giorni successivi, i bambini hanno disegnato e raccontato su grandi cartelloni le loro scoperte e formulato ipotesi.
Poi hanno provato a disegnare con le foglie, le bustine del thè, succhi di frutti, il carbone, il legno, i mattoni, le pietre sbriciolate, le piume ecc.
Infine, sono stati in gita all'"Archeoparco" di Bard (AO).
Solo pochi giorni fa, l'artista ladruncola si è finalmente palesata, riportando ai bimbi i loro colori (con enorme sollievo del ricciolino, che temeva di non rivedere il suo adorato astuccio dell'Uomo Ragno) e  donando in cambio dei dipinti.

Il ricciolino è stato così entusiasta della camminata con la scuola che ha voluto a tutti i costi portare anche mia madre prima e noi dopo.
Abbiamo quindi approfittato delle domeniche senza pioggia per godere dei colori dell'autunno, prima del rapido arrivo dell'inverno.

Il ricciolino, munito di "nappa" da lui stesso disegnata, ha fatto da guida e da cicerone, pieno di orgoglio.




La nostra piccola guida ci ha mostrato ogni singola macchia di colore, spiegandoci anche dove mettere i piedi per non scivolare sulle foglie e come aprire i ricci con i piedini...




Io e mia madre abbiamo avuto l'occasione di scoprire un pezzetto di natura in mezzo al paese ...



 ...il ricciolino ha potuto mostrarci le sue capacità di orientamento e trasmetterci un pò del suo "vissuto" a scuola, di solito così difficile da fargli raccontare.


La natura ci ha allietato con i suoi colori, così belli quanto effimeri.

La seconda volta, c'era anche l'Alpmarito e il ricciolino ne ha approfittato per fare un pò di boulder sulle rocce.



Io, invece, ho semplicemente camminato e fotografato....




...felice di poter uscire di casa a piedi e ritrovarmi nel verde e grata alle maestre per la splendida idea!


E voi, siete andati a passeggio nei boschi o nei parchi, a raccoglier foglie o castagne?
Nelle scuole dell'infanzia o primarie dei vostri bimbi, le maestre si inventano storie creative per insegnare? Portanto in giro i bambini o svolgono solo attività in classe? Raccontatemi, sono curiosa!

lunedì 28 novembre 2016

Le letture del ricciolino biondo: trattori giganti e storie del mondo di Ondablu

Oggi è lunedì, non venerdì.
E io ho a disposizione dieci minuti netti.
Però io a parlare di libri, per adulti o bambini, su questo blog, ci tengo troppo e aver saltato l'ultimo appuntamento con il venerdì del libro mi è dispiaciuto molto.
Motivo per cui, abbiate pazienza, ma questa settimana parlerò di libri sia oggi che venerdì!!!

Libri per bambini, due recenti letture del ricciolino biondo scovate in biblioteca.

"Il librone dei trattori giganti", ed. Usborne, euro 12,00




Un libro che ha bisogno di poche presentazioni, come d'altronde tutti i libroni giganti della Usborne.
E' composto da grandi pagine ripiegate con illustrazioni fedeli di tanti modelli di trattori (compresi gli spazzaneve) e macchine argicole del presente e del passato, dai colori vivaci, in cartonato robusto.


E' ricco di informazioni ma di tipo semplice, adatte a bambini anche piccoli (direi dai tre anni), che soddisferanno anche i cinquenni.


Difficile che possa non piacere,  agli appassionati di motori e non solo!

***

"Nel magico mondo di Ondablu" 

di Alberto Melis, con illustrazioni di Sandra Bersanetti,

 della collana "Le Incantastorie", ed. Deagostini



Una raccolta di favole sul mare, introdotte da un bel preambolo in rima, brevi ma davvero carine, ideali come letture della buonanotte (una sola o due tre, lo deciderete voi).

Mi hanno incantato sia le storielle, tutte utili ad insegnare ai bambini semplici lezioni e originali, sia le illustrazioni, davvero fiabesche.


 

Accompagnato dal CD con una voce narrante maschile piacevole e la sigla,  per quando non avete voglia o tempo di leggere o per i viaggi in auto!

Non ci resta che andare in biblioteca e trovare altri volumi della collana.

mercoledì 23 novembre 2016

Caccia al tesoro per bambini di 4-6 anni (con pdf scaricabili)

Quest'anno, per la festa del ricciolino biondo e del suo amichetto, ho pensato di organizzare una caccia al tesoro.

Per me era la prima volta, dunque non ero ben certa nè di come strutturarla nè del fatto che sarebbe piaciuta ai bambini.
Per fortuna, invece, è stata apprezzata (non tutti i bimbi hanno voluto partecipare al gioco ma la maggioranza sì e ne è rimasta soddisfatta).
Per questo, ho pensato di scriverne, per aiutare altri genitori in cerca di ispirazione.


Nel mio caso gli invitati bambini erano davvero tanti e con età diverse.
Escludendo i più piccoli, andavano prevalentemente dai 4 ai 6 anni, a cui si aggiungevano cinque bambini dagli 8 ai 13 anni.
Ho quindi pensato di strutturare il gioco per la fascia d'età prevalente, a cui appartenevano anche i due festeggiati, e chiedere ai bimbi grandi di aiutare i piccolini a leggere e interpretare la mappa. E così è andata.

PREPARAZIONE E ORGANIZZAZIONE

Ho preparato il gioco in questo modo:

- due squadre;
- sette bigliettini-prova (pensando che con troppi, avrei corso il rischio di annoiare i più piccoli) per squadra, con giochi-prova diversi ma dello stesso tipo, anche se consegnati in ordine differente;
- sette bigliettini-indizio per squadra;
- due mappe (identici);
- matite colorate (da far usare per i giochi)

Preparati i bigliettini (per fare quelli "indizio", dovrete pensare in anticipo a dove nascondere le prove), piegateli e numerateli, usando due colori diversi per le due squadre.
Io ho indicato con 1, 2, 3 ecc. i bigliettini - prova e con 1bis, 2bis ecc. i bigliettini-indizio, per non sbagliarmi.

Poi nascondete i bigliettini -prova in sette posti diversi, seguendo l'ordine dei bigliettini-indizio.
Per ultima nascondete la mappa.

SVOLGIMENTO
Al momento di giocare, 
- create le squadre (che è stata la parte più difficile),
-consegnate il bigliettino - prova n. 1 ad ogni squadra,
- superata la prova, consegnate a ciascuna squadra il bigliettino- indizio n. 1bis, da seguire per trovare il secondo bigliettino-prova e così via, fino all'ultimo bigliettino-inidizio, che ha condotto i bmabini non ad un'altra prova, ma ad una mappa.

In pratica, ad ogni prova superata veniva consegnato un indizio sul luogo in cui era nascosta la prova successiva e così via, fino alla mappa.

Le prove erano molto semplici: figure da disegnare, quiz su colori e forme, trova l'intruso, contare le figure, indovinelli sui cartoni animati e "prove di abilità" (capriole, saltelli su una gamba sola).

I bigliettini-indizi, invece, vanno ovviamente personalizzati in base al luogo dove nasconderete i biglietti prova.

Ecco, infine, la mappa trovata dai bambini nell'ultimo nascondiglio...disegnata a mano!



Molto artigianale e tutt'altro che perfetta ma comunque efficace.
Il percorso da far compiere ai bambini prevedeva degli "esercizi" (come da indicazioni sulla mappa) che sono piaciuti molto e hanno movimentato la festa....

Il salto della cavallina

 ...portando infine i bimbi a trovare il tesoro: in due posti diversi per le due squadre, che si sono mosse separatamente, ma uguale per tutti !
Cosa? Barrette di cioccolato kinder, sempre apprezzate, per la gioia dei genitori salutisti.

Che dite, vi piace? Se avete suggerimenti per il prossimo anno, scrivetemeli e non me li perderò!

Se vi interessa, qui trovate, in formato pdf da scaricare gratuitamente,

i bigliettini-prova 





ed i bigliettini indizi





martedì 22 novembre 2016

Open space: prima e dopo un figlio

C'è stato un periodo in cui l'open space andava molto di moda.
Non so se sia ancora così, poichè per fortuna da tre anni a questa parte abbiamo smesso di visitare appartamenti.
In ogni caso, non lo avrei più preso in considerazione.

Perchè?
Perchè ci vivo.
Con un figlio.

In origine erano cucina, corridoio, camera da letto e salottino, senza porte, aperti.
La scelta nasceva dalla volontà di mantenere il bell'impatto estetico del tetto in legno (eh sì, open space in mansarda!), non sacrificare spazi già ridotti con l'ingombro dei muri e, in ultimo ma non per importanza, non litigare con i padroni di casa, restii al cambiamento.
Poi si è aggiunto un salotto/ingresso, per fortuna separato dal resto della casa da una porta.
Ovviamente a vetri. Non vorrai mica che si faccia un passo avanti decisivo, vero?!?

Comunque noi eravamo in due e ci stavamo bene.

 Poi è arrivato il ricciolino e ciò che sembra un vantaggio, è diventato un difetto!




ANTE FIGLIO
- Nessun tipo di isolamento acustico. 
Chiaccherate mentre uno cucinava e l'altro riordinava, dialoghi mai interrotti, la sensazione di sentirsi ed essere vicini sempre, anche mentre uno leggeva e l'altro si guardava un film.
Romantico e rassicurante.

- Nessun tipo di isolamento visivo.
Sembrava di respirare, l'aria, la luce e noi circolavamo liberamente.
Sempre a portata di vista, sempre insieme.
Romantico ed accogliente, come un nido.

- Nessuna barriera, a parte la porta del bagno.
Il profumo della moka, l'odore invitante della pasta alla carbonara sul fuoco, il sentore di cavolo bollito ecc. ecc. fungevano da richiamo a tavola, senza tanti drammi.
L'unico problema si creava quando era necessario, per qualche motivo, isolare la gatta (perchè bagnata, perchè malata, perchè ancora non usava la lettiera ecc.): eravamo costretti a confinarla in bagno, con l'ovvia conseguenza dei suoi miagoli disperati!
Quasi sempre romantico.

POST FIGLIO
- Nessun tipo di isolamento acustico. 
Se uno dei due o il pargolo vuole/deve dormire, non ci si può fare una doccia, accendere la tv o ascoltare musica. 
Inutile svegliarsi prima per riordinare, impensabile fare le pulizie di casa di sera. 
Per far dormire il bambino, bisogna stare fermi, immobili, possibilmente al buio.
Se la sveglia per uno di noi suona prestissimo (e con l'Alpmarito è uno strazio settimanale), anche l'altro è buttato giù dal letto dai rumori della vestizione e degli spostamenti in casa. Non resta che pregare che il piccolo della famiglia sia ancora in fase rem, altrimenti son dolori.
Impossibile non sentire i risvegli o la tosse del pupo.
Impossibile non sentire i movimenti della gatta, la lavastoviglie, la lavatrice, il traffico della statale che scorre sotto di noi, la pioggia che batte sul terro.
Perchè, nel nostro caso, ci sono ben due aggravantI: il pavimento in legno e, trattandosi di mansarda, i lucernari.
Il pavimento non lo cambierei (a parte in cucina, da cui sarà per sempre bandito), però è indubbio che scricchioli ad ogni passo. Quanto ai lucernari, sono una delle cause dei miei episodi di insonnia, tra luce e pioggia.
Un incubo.

- Nessun tipo di isolamento visivo
Gli ospiti vedono tutto, ma proprio tutto.
Se c'è un ospite ed  il bambino deve dormire, magari perchè malaticcio o perchè si è fatto troppo tardi, è durissima farlo addormentare.
Non puoi nascondere disordine o stendini in una camera, chiudendoti la porta alle spalle.
Non puoi ignorare il disordine che solo un figlio sa creare. Ti tocca riordinare.
Per non parlare dei giochi sparsi in tutta la casa, perchè il povero bambino in fondo non ha una cameretta tutta sua dove giocare, ma solo qualche metro quadro, prima adibito a salottino, ora sufficiente appena per letto, armadio e comodino. 
Vi lascio immaginare le difficoltà a lasciarsi andare a momenti di tenerezza coniugale, quando il pargolo è in casa (che dorma o meno, sembra sentire e vedere tutto).
Nessuna privacy, nessun romanticismo, addio ordine.

- Nessuna barriera, a parte la porta del bagno.
Il bagno è diventato il nostro rifugio, fino a quando il ricciolino non è riuscito a restarci chiuso dentro, da solo.
Giochi, odori e bambino circolano impunemente e liberamente per tutta la casa.
E pure il gatto.
Nessun luogo è più sicuro, figuriamoci romantico.

Quindi, mi smentisca pure qualcunque lettrice/lettore o architetto, ma se state pensando ad un open space e avete dei figli o pensate di averne in futuro, ripensateci. 
Davvero, ripensateci.

E voi, cosa ne pensate? Ci siete passati e condividete oppure no?




lunedì 21 novembre 2016

Cinque anni


CINQUE ANNI

Cinque anni, che a viverli giorno per giorno mi sembrano tantissimo ma poi, ad ogni ricorrenza, mi guardo indietro e sono volati via in un soffio.

Ti ho fatto gli auguri, ti ho stretto, abbracciato, festeggiato e sbacciucchiato.

Poi è stata, semplicemente, festa. 

Tantissimi amici, giochi, torte, cioccolatini, regali, patatine, chiacchere, caccia la tesoro, tiro alla fune, divertimento.
 


A noi hai chiesto gli scarponcini nuovi da montagna, perchè quelli che avevi dopo due anni stavano un pò stretti in discesa.
Li hai scelto con orgoglio tu, in negozio.
Come quelli di mamma e papà.
Poi li hai indossati in casa tutta la sera e per andare a scuola la settimana dopo.
Li avresti voluti anche oggi, al posto degli stivali da pioggia, perchè ti piacciono. Perchè tu sei così.

Già cinque anni.
Io stento ancora a crederci.