Visualizzazione post con etichetta riciclo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta riciclo. Mostra tutti i post

lunedì 23 gennaio 2017

Il magico potere del riordino: il mio parere non proprio positivo

"Il magico potere del riordino" di Marie Kondo

 
 
Ebbene sì, alla fine sono caduta anche io nella trappola della lettura di questo manuale di pseudopsicologia e "cura della casa".
Un pò perchè il mio proposito per l'anno nuovo è: "lasciar andare", "semplificare", 
un pò perchè dopo averne lette di cotte e di crude in merito (ad esempio qui da Olga, qui da Mamma al cubo, qui per un punto di vista critico davvero intelligente), ha prevalso la curiosità, 
un pò perchè era in bella mostra in biblioteca...fatto sta che l'ho letto. 
Con un pò di fatica, ma sono riuscita a finirlo.
Perchè fatica?

Perchè i concetti di base del libro sono essenzialmente solo tre:
1 - buttare e poi riordinare tutto in una volta, seguendo una precisa sequenza di oggetti (a partire dai vestiti);
2 - buttare ciò che, preso in mano non trasmette emozioni positive, fregandosene di utilità, valore economico o stato di conservazione;
3 - piegare e collocare in verticale tutto ciò che può essere piegato e collocato in verticale, vestiti e calze compresi.
Ah, dimenticavo: ringraziare e salutare gli oggetti che buttate prima di farlo (il che sembra ridicolo ma in fondo ha un suo perchè, non ultimo quello di attenutare il senso di colpa per il fatto che ve ne state liberando).
Terminate le operazioni, dovreste sentirvi leggeri, liberi e pervarsi da un nuovo senso di consapevolezza di ciò che per voi è davvero importante.
Ora, io non nego che un riordino e decluttering così radicale possa far sentire bene, anzi, a me capita anche solo buttando qualche oggetto superfluo di troppo.
Certo, che spesso al disordine ed al sovraffollamento fisico corrisponda quello mentale, mi pare un concetto abbastanza elementare ed affermato in psicologia e dunque non una trovata particolarmente geniale, ma ripeterlo non può far male.
Ciò che trovo assurdo è il fatto che ciò che poteva essere spiegato perfettamente in una pagina (o anche cinque o sei volendo includere i consigli per ogni categoria di oggetto e la storia dell'infanzia - a mio parere triste - della scrittrice) è ripetuto, e badate bene, non diluito, ripetuto, per 200.
Ecco perchè ho faticato a finirlo.

In più vi è la descrizione dell'infanzia della scrittrice, che ho trovato francamente deprimente.
Non è triste l'infanzia di una che passa le giornate a scegliere cosa e come riordinare e buttare e leggere riviste sul riordino per casalinghe, che peraltro io in edicola non ho mai visto (saranno una prerogativa della stampa giapponese?) !
Uscire, leggere un romanzo, giocare con la casa di bambole, inviatare le amichette, pratica re uno sport, no?

Comunque, a parte il concetto di fondo, di liberarsi dal superfluo - intendendolo in senso soggettivo e non oggettivo - per sentirsi meglio e più liberi, in casa e nella vita, assolutamente condivisibile, 
mi sono sembrate discutibili molte altre affermazioni.
 Ad esempio:

- non dubito che sia successo davvero ai suoi clienti, ma sinceramente che da una casa di due stanze più cucina possano uscire dai 45 ai 60 sacconi della spazzatura in una giornata di riordino mi sembra non straordinario, bensì inquietante.
Delle due l'una: o sono sacchetti piccoli piccoli, del tipo di quelli che ti danno in farmacia, o prima la casa era una discarica.
Perchè va bene un pò di vestiti superflui, va bene qualche oggetto ingombrante, d'accordo al volume di libri e documenti da buttare ma......45 sacchi?!?
Il che mi si collega ad un'altra circostanza inquietante;

- pare che dopo il riordino molti clienti della Kondo siano riusciti a vedere nuovamente il pavimento.
Ecco, non so voi, ma io se entrassi in una casa in cui non si vede neppure più il pavimento tanto è ingombra (fatto salvo un trasloco o lavori in corso), chiamerei il 118 per chiedere un TSO.
No, perchè è da ricovero, altro che terapia del decluttering e dubito che la Kondo possa guarire siffatte manie di accumulo;

- si parla sempre e solo di "buttare" e di sacchi di "spazzatura".
La quintessenza del consumismo e dello spreco.
Noi qui tutti/e a farci paranoie sui pannolini lavabili, i detersivi ecologici, le temperature da tenere in casa per il risparmio energetico, le lampadine apposite, i filtri per il diesel, i prodotti fatti in casa, le buste di plastica che inquinano, la possibilità di acquistare i prodotti sfusi dai dispenser ed evitare le confezioni ecc.
Tutti (giustamente) a pensare, almeno ogni tanto, a riciclare, regalare, dare in beneficienza, riutilizzare ecc.
Tutti alle prese con la raccolta differenziata.
E la Kondo cosa fa? Dice di "buttare". Sacco della spazzatura, discarica e via.
Inoltre, non temete: secondo l'autrice non sentirete mai la mancanza di ciò che avete cestinato ma, se anche fosse, che problema c'è? Uscite a fare compere! Certo, la disponibilitò economica non la mette la Kondo, eh!
Ora, io non so se in Giappone abbiano introdotto la raccolta differenziata nè cosa se ne facciano dei loro rifiuti, però francamente l'anima contadina che è in me (ed oserei dire, in ogni piemontese), si ribella. E pure la mia anima ecologia. Che già non è eccessivamente sviluppata, eh.
Però non ce la faccio a leggere per 200 pagine, senza batter ciglio, di buttare oggetti e vestiti in buono stato e magari pure funzionali ed utili, solo perchè "non trasmettono emozioni".
Capisco quelli che oggettivamente non ti stanno più bene ma si parla anche di abiti appena acquistati, ancora con l'etichetta!
Suggerire almeno di donarli, di regalarli in beneficienza o ad un amica (o di sequestrare la carta di credito allla cliente)? Un pò di responsabilità sociale/ecologica, suvvia!

- Ed infine, la chicca. Buttare i libri, strappare le pagine: per me è sacrilegio.
Non esistono le biblioteche, in Giappone? O è la Kondo a non averci pensato? 



A parte ciò, forse frutto di differenze sociali tra il nostro vecchio continente ed il Giappone, qualche spunto utile c'è.
Io, ad esempio, ho provato il metodo della piegatura delle magliette e dei pantaloni "in verticale", usando scatole di cartone da imballaggio opportunamente ridotte, poichè dovevo metterli in un armadio senza cassetti.
Posso assicurarvi che lo spazio occupato è identico (a meno di non buttare due terzi del guardaroba prima, come suggerisce la Kondo), però c'è l'indubbio vantaggio che si riesce a vederli meglio a colpo d'occhio e a tirare fuori una sola maglietta senza stropicciare, come accadeva prima, l'intera pila.
Il che, per l'armadio di mio figlio, è stata una rivoluzione.
Prima ogni mattina, pur cercando di fare attenzione (quella di un bambino di cinque anni, si intende), stropicciava quattro magliette per prenderne una, salvo poi accorgersi che non era quella che avrebbe voluto e ricominciare da capo; ora l'armadio è più ordinato, i vestiti meno stropiacciati e lui più felice perchè non subisce rimproveri.
Io non ho questo problema, per cui l'esperimento si è fermato lì.

E poi devo ammettere che leggere questo libro mi ha fatto venire una fortissima voglia di svuotare e riordinare, per liberarmi di oggetti che non intendo più conservare.
Segno che la ripetizione ossessiva del concetto ha un certo potere persuasivo!

In sintesi, non vi consiglio di comprarlo, nè di leggerlo per intero, direi piuttosto che è preferibile la lettura di un sunto della tesi della kondo on line o prenderlo in prestito in biblioteca e sfogliarlo saltando qui e là!
E voi, lo avete letto?
Cosa ne pensate?





mercoledì 20 maggio 2015

Il veliero dipinto..ovvero come divertirsi quando fuori piove

Ormai sei mesi fa, al suo compleanno il mio ricciolino ha ricevuto un regalo che, lì, per lì, non aveva molto considerato,
all'apparenza poco interessante rispetto ad altri giochi prontamente utilizzabili, libri e magliette.
Io l'ho tenuto da parte per un pomeriggio di noia o brutto tempo e qualche giorno fa l'ho ripescato dall'armadio....


...scoprendo che è stato un ottimo regalo !!!  Ecologico, compatto (fino a che è confezionato), creativo, divertente, perfetto da fare anche in casa con mamma e papà (non a caso, lo ha scelto una mamma maestra di scuola elementare con due figli piccoli).


Un veliero, che ovviamente a casa nostra è diventato subito una nave pirata, tutto di cartone spesso, da assemblare in poche mosse ome da istruzioni sul retro del foglio di accompagnamento e dipingere con tempere o acquarelli.
Noi abbiamo scelto gli acquarelli regalatici come gesto di saluto dall'educatrice del nido, a settembre (io, madre degenere, non ritenendolo ancora pronto per queste attività e temendo disastri, li avevo nascosti !!!)

La prima volta ci siamo cimentati tutti e tre, famiglia la completo, la seconda solo io ed il nano e, in entrambe, un'ora/un'ora e mezza è volata....e non è ancora finito!!!





Il teschio è opera dell'Alpmarito

 Naturalmente prima di iniziare ho alzato il tappeto e steso per terra una tovaglia cerata, poi ho infilato al nano un grembiule plasticato per la pittura e predisposto le ciotoline con l'acqua (usando le basi delle uova di Pasqua, avete presente?)

E poi ci siamo dati all'arte....anche se è evidente che non siamo pittori nati!
Comunque, a noi il risultato è piaciuto.

Una volta asciugato, il ricciolino si è divertito a inventare storie e giocare ancora...




Nonostante alla materna usino ancora le dita per pitturare, io ho pensato di fargli usare i pennelli, pensando potesse essere utile a sviluppare la manualità, e devo dire che sono rimasta sorpresa delle sue capacità di tenere in mano il pennello e utilizzarlo.


E voi, conoscevate questo tipo di "gioco" ?
Vi piace?

Onestamenet non so neppure dove lo abbia comperato ma  lo terrò presente per eventuali feste di compleanno.

lunedì 19 maggio 2014

Creatività e riciclo - parte seconda

La scorsa settimana vi avevo raccontato del nostro primo approccio ai colori a dita e della bella iniziativa del nido del nano, per insegnare a non sprecare e a ricreare (http://www.mammavvocato.blogspot.it/2014/05/creativita-e-riciclo.html).
Qualche sera fa abbiamo fatto il bis, dedicandoci a creare originali cornici con materiale di recupero e devo ammettere che io ci ho preso gusto, tanto da riuscire a realizzarne due, ovviamente secondo le indicazioni e preferenze del nano che, tra una corsa con gli amichetto e l'altra, si è divertito ad incollare sassolini, a scegliere le foto, ritagliare il cartoncino e decidere sagome e piccoli ornamenti.
Ed ecco il risultato di tanta fatica!
Anche il retro vuole la sua parte, no?
(Il foglio bianco serve solo a coprire la foto, che in questo caso ho incollato direttamente sul cartone)
Vi piacciono? Quale preferite?
La seconda, visto il suo peso specifico (si capisce che il nano adora i sassolini, vero?!), dovremo appenderla, magari vicino alla porta di ingresso, per dare il benvenuto ad amici e visitatori!
La mia ammirazione per l'entusiasmo, la passione, l'amore per i bimbi, la creatività e la pazienza delle maestre (o educatrici, come si dice adesso), cresce di pari passo con queste iniziative e con la scoperta dei meravigliosi "lavoretti" che eseguono con i "loro bimbi", come questo:

Un bel lupo nero, per esorcizzare le paure dei bambini giocando con favole e travestimenti...
Che dite, mi dona eh?
Inutile aggiungere che, da quando hanno dato avvio al "progetto lupo", il nano ha due amichetti immaginari lupacchiotti, "ma buoni però", battezzati "Tommy e Jelly"!
P.s. Voi lo sapevate quanti oggetti e decorazioni si possono creare e aggiustare con la colla a caldo?? Io no ed e' stata una rivelazione!

mercoledì 7 maggio 2014

Creatività e riciclo

Sono giorni intensi, lavorativamente e non solo. Passano così in fretta che sembrano scivolarmi tra le dita. Faccio, lavoro, brigo e disbrigo, in casa e fuori, senza sosta.
Però a volte ciò che stanca e impegna diverte pure, in qualche caso anche inaspettatamente.
Così sabato, vinta la mia riluttanza per i giochi anche solo vagamente "artistici" e potenzialmente idonei a sporcare, complice una pioggerellina insistente e fastidiosa ed un nano eccitato, ho preso spunto da Mamma Orsa Curiosona (http://mammaorsacuriosona.blogspot.it/2014/04/esperimento-con-i-colori-dita.html) e tirato giù dallo scaffale la valigetta dei colori a dita che il nano ha ricevuto lo scorso compleanno da un amichetto (notare che sono passati solo sette mesi, eh!).
Arrotolato il tappeto, spostato divano e poltrona, steso una tovaglia cerata sul pavimento, aperto un bel foglio di carta,spessa e grande,appositamente comprato in un raptus di amore materno, .... ci siamo lanciati!
All'inizio il nano era titubante di me a sporcarsi mani e piedi (anche se al nido già usano questi colori) e in più mi guardava perplesso mentre cercavo di capire dove mettere i colori per mischiarli, se e quanta acqua aggiungere ecc....dopo un po' si è deciso e mi ha allegramente mostrato come si faceva, forse pensando di avere una mamma un po' tonto linea..
Dopo cinque minuti il nano era mezzo nudo e mezzo colorato e io...pure!
Contro ogni mia aspettativa ci siamo divertiti tantissimo e il colore e' venuto via subito con una rapida doccia mentre la nostra "opera d'arte a quattro mani" e' rimasta a fare bella mostra di se' in camera da letto!

Un successone!
Precisazione: il gioco ha tenuto impegnato il nano giusto mezz'ora, non credete chissà che, in compenso un'altra mezz'ora e' trascorsa tra preparazione, doccia e lavaggio degli "strumenti"...mettetelo in conto se intendete provare. A proposito, sapete che un solo foglio grande costa 0,80 Euro? Sono rimasta basita, mi sembra tantissimo in proporzione e considerato quanto ne devono usare negli asili o simili!)
Mi è sembrato di tornare bambina, anzi, di più, visto che da bambina non ho mai fatto niente del genere, che io ricordi. Spero che potremo presto replicare, magari in giardino, sotto un bel sole e con i cuginetti.
E poi al nido hanno avviato una sorta di laboratorio di riciclo serale, in tre incontri, per genitori e bimbi, a cui ho deciso di partecipare, ad essere sincera, non tanto perché mi interessasse o avessi voglia di dedicarmi al bricolage tra le 20.00 e le 22.00 dopo una giornata di lavoro e con il nano stanco, ma perché le maestre parevano entusiaste, si erano dedicate al progetto con impegno e meritavano di essere ricompensate.
In più, il fine, ossia insegnare ai bimbi a non sprecare e a riutilizzare con fantasia, e' a dir poco meritevole.
Il risultato? Stanchezza, notte quasi insonne causa eccitazione successiva del nano e orari sballati ma, soprattutto, allegria, risate, creatività, chiacchiere, divertimento, giochi e.....queste!


Che ve ne pare?
Certo, il lavoro di fino e' un'altra cosa eh, ma in fondo mi consolo pensando che, purtroppo e per fortuna, non è il mio mestiere e abbiamo usato veramente di tutto.
E la prossima settimana...scuola di "cornici riciclate".