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venerdì 1 marzo 2019

Le letture di Mamma Avvocato: "C'era una volta una casa di ringhiera" , "Casi umani", "come se tu non fossi femmina"

Negli ultimi tempi, dopo il racconto lungo di Maddalena Capra Lebout, ho letto altri due libri di autrici donne che mi sono piaciuti, uno che non mi è spiaciuto ma senza convincermi del tutto ed uno che non consiglierei.

Questo è dunque un venerdi' del libro tutto al femminile !



Il primo,
"C'era una volta una casa di ringhiera" di Annamaria Pizzinato (pag. 149) 

non è un romanzo ma una sorta di autobiografia dell'infanzia dell'autrice, cresciuta negli anni '60 nella periferia di Milano, in un appartamento facente parte di "una casa di ringhiera".




E' il racconto di un modo di vivere la propria casa, la propria famiglia ed il proprio quartiere sicuramente molto diverso dalla realtà della mia generazione nella cittadina dove sono cresciuta io.
Mentre leggevo, mi immergevo in quel mondo e mi sembrava di sentire la voce di mia nonna (ed è nonna anche l'autrice) che mi narrava episodi della sua infanzia, mi spiegava come trascorreva le sue giornate da bambina e la vita nel suo paesello.


Una sorta di piccolo memoriale, dunque, non scevro da valutazioni sull'educazione dei bambini e sui valori di ieri e di oggi, scritto senza "peli sulla lingua".
Una lettura breve, semplice e scorrevole ma curata, che consiglio a tutte le mamme e donne, anche per non dare per scontate tante piccole conquiste femminili e riflettere sul nostro attuale stile educativo.

Devo ammettere che mi piacerebbe che anche mia nonna e mia mamma prendessero carta e penna (non me la vedo a scrivere al pc!) e  raccontassero la loro infanzia nello stesso modo: intimo ma anche con uno sguardo aperto ai riti, alle consuetudini familiari, alle abitudini ed ai rapporti interpersonali dell'intero quartiere/paese in una epoca ormai passata.


Annamaria Pizzinato, con il nome di "Wondernonna" ha scritto anche racconti per bambini e parla di sè e dei suoi adorati nipoti nel suo blog,  purtroppo ultimamentepoco aggiornato.


Il secondo, anche se non in ordine di lettura, è

 "Casi Umani" di Selvaggia Lucarelli, Ed. Rizzoli, 2018, pag. 221.


Come in "Dieci piccoli infami", che avevo apprezzato molto, in questo libro Selvaggia Lucarelli racconta le sue (dis)avventure, anzichè con persone che a vario titolo le avevano rovinato la vita, con una serie di aspiranti "fidanzati", tratteggiando una casistita tragico-comica di uomini che è sicuramente meglio perdere che trovare.

Non divertente quanto "Dieci piccoli infami", forse anche perchè ne ricalca lo stile e l'impostazione, ma comunque una piacevole lettura di evasione.
Difficile, pero', credere che uomini cosi' esistano davvero e, soprattutto, che li abbia incontrati tutti lei.
Se è vero, si è guadagnata la mia compassione a vita.

Lo stile, schietto, esagerato, ironico, è lo stesso che avevo trovato in "Che ci importa del mondo".

Il terzo,

"Come se tu non fossi femmina"di Annalisa Manfreda, ed. Mondadori, 2018, pag. 163


L'autrice è sicuramente una donna intelligente, con cui scambierei volentieri due chiacchere o anche di piu', su condizione femminile, lavoro, vita con i figli, educazione ecc.
Dal libro traspare il suo amore per i viaggi e vorrei saperne molto di piu' su suo trekking in Nepal con famiglia.
Gli insegnamenti che vorrebbe trasmettere alle sue figlie sono, per me, al 90% condivisibili.
Cio' che mi ha lasciata perplessa, è pero' la mancanza di un filo conduttore, di una "storia" che tenga insieme gli insegnamenti stessi, dal momento che il viaggio con le sue figlie è appena accennato, un mero pretesto abbozzato per condividere le riflessioni dell'autrice che, secondo me, in questo modo perdono di incisività.
Insomma, lo consiglio per il contenuto ma non per la scrittura.


Il quarto, infine, 

"Mamme coraggiose per figli ribelli" di Giada Sundas, ed. Garzanti, 2018, pag. 173


Mi piace come scrive l'autrice, che secondo me ha proprio talento e trovo che ci si possa immedesimare, da mamma, nelle sue parole, eppure il suo secondo libro mi è sembrato troppo simile al primo, "Le mamme ribelli non hanno paura" (di cui ho scritto qui) e a tanti altri scritti sulla maternità e quindi non mi ha coinvolto piu' di tanto, pur facendomi sorridere.
 
Con questo post, non sponsorizzato, partecipo all'appuntamento ideato da Paola, il venerdi' del libro.

giovedì 3 gennaio 2019

TAG: I miei film di Natale

Qualche giorno fa sono stata nominata da Maris, del blog "Cara Lilli.." per il TAG: I miei film di Natale preferiti 

 
Le regole del tag sono le seguenti:

1) elencare i film che ci stanno più a cuore fino a un massimo di cinque film per categoria. Le categorie sono due: film calssici/ romantici e film comici;

2) passare ad avvisare Mariella quando sarà pubblicato il post lasciando un commento sul suo blog, qui;

3) taggare almeno altri tre blogger.

Ecco allora le mie scelte di film.
Ci sarebbero anche altri grandi classici (come "Una poltrona per due", "The family man" ecc.) ma, siccome li ha già menzionati Maris , io  ho deciso di concentrarmi su altri!

COMMEDIE


1) Nightmare before Christmas
Alzi la mano chi non lo ha visto! Può piacere o fare schifo ma non lascia indifferenti, secondo me.


2) Babbo Natale cercasi

La protagonista mi fa sempre impazzire dalle risate. Brava, bravissima e credibile Babbo Natale. D'altro canto, è quello vero, no?

3) Il Grinch, versione 2000 con Jim Carrey
Non ha bisogno di presentazioni.
Il nuovo, appena uscito al cinema, me lo sono perso.



4) ELF
 Sciocco, sì, ma divertente!


CLASSICI / ROMANTICI
 
1) Blizzard 
Che Natale sarebbe senza Blizzard?


 2) Jack Frost 
Bello e commovente, da bambina mi faceva persino un pò paura, poi alla fine mi veniva da piangere. Lo vedo e rivedo sempre volentieri. 




3) Miracolo sulla 34° strada.
Se penso ad un film sul Natale, è il primo che mi viene in mente, sempre. Intramontabile e delicato.





4) Il piccolo Lord
 Un classico, uno dei miei film preferiti in assoluto fin da bambina. Imperdibile a Natale.

5) Santa Claus
Tipico film sentimentale americano, è un compendio dello spirito natalizio. Se non è un classico del Natale questo...

 ***
E ora, sul finire delle feste, ecco tre blogger a cui "passo la palla", pregandoli, se e quando decideranno di giocare, di lasciarmi nei commenti il link al loro post.

1) Maria Elena, di Mamma Piky
3) Aline, "Fatti di frasi.

Attendo con curiosità le vostre scelte e ringrazio Maris per avermi invitata a partecipare!

Buon proseguimento di feste e, se potete, vacanze, a tutti!!!


venerdì 7 dicembre 2018

Matteo Bussola e Lucrezia Sarnari: le letture di Mamma Avvocato

Per l'appuntamento con il venerdì del libro di oggi, vorrei consigliare due libri di autori italiani già noti alla rete:

Matteo Bussola, con "La vita fino a te", 
ed. Einaudi Stile Libero Extra, 2018, pag. 197


 e 
Lucrezia Sarnari, la blogger di "C'era una vodka", con "Dieci cose che avevo dimenticato",
ed. Rizzoli, giugno 2018, pag. 299



Ho preso al volo in biblioteca il libro di Bussola dopo aver letto ed apprezzato molto "Notti in bianco e baci a colazione" (di cui ho scritto qui).

Lo stile è lo stesso: frammenti di vita e di annedoti, riflessioni e pensieri sparsi, questa volta non solo su figli e amore paterno ma sull'amore in generale tra uomo e donna ma anche sulla vita, gli amici, la società.
Non un romanzo, dunque, ma una raccolta di brevi brani.
Ho riso, mi sono intenerita, divertita e persino un pò commossa.
La delicatezza delle riflessioni e descrizioni e l'acume dello sguardo dell'autore, che coglie particolari divertenti e scorsi di grande umanità in situazioni ordinarie e apparentemente di poco conto, è ciò che caratterizza questo libro, a mio parere.

Dunque, seppur non quanto con "Notti in bianco e baci a colazione",  ho apprezzato molto anche "La vita fino a te".

***

L'autrice di "Dieci cose che avevo dimenticato", Lucrezia Sarnari, è invece mamma, blogger, giornalista e donna.
Il suo è un romanzo d'amore e di crescita, molto femminile, come stile e come contenuti.


Le protagoniste sono due donne, due sorelle diverse per carattere, scelte di vita e gusti, accumunate da un'infanzia trascorsa insieme alla nonna in Umbria, a cucinare dolci per la pasticceria di famiglia e poi divise dalle proprie scelte di carriera.
Si ritrovano in Umbria per prendere una decisione difficile e dovranno fare i conti con il loro rapporto, con i legami familiari ma anche, soprattutto, con le proprie scelte setimentali e professionali, rivedendo la propria scala di priorità.

La figura maschile predominante, invece, è piuttosto negativa, seppur funzionale alla crescita delle sorelle.

Io, che non avevo mai seguito con assiduità il suo blog, ho scoperto una brava scrittrice di romanzo rosa, con quel tocco di introspezione che non guasta, stile scorrevole e poca frivolezza.
Una lettura piacevole, per ore di svago gradevole e qualche riflessione su di noi, la nostra vita e il percorso che abbiamo intrapreso.
Perchè chiederci se siamo felici, forse, non guasta mai.

Unica critica: un pò troppi i passaggi in cui le due protagoniste affermano di aver raggiunto una nuova consapevolezza, perchè alla lunga rischiano di diventare ripetitivi e poco credibili, dal momento che la storia si articola in una manciata di giorni.

venerdì 23 novembre 2018

Le letture di Mamma Avvocato: "Disperata & felice. Diario segreto di una mamma"


"Disperata & felice. Diario segreto di una mamma" di Julia Elle

Un libriccino comodo nel formato tascabile (da leggere in coda o mentre si attende che i figli escano da scuola o, ancora, sul divano mentre si allatta ecc.), in cui ogni mamma può almeno in parte rispecchiarsi, poichè racconta lo sconvolgimento che la maternità porta nella vita di ogni donna e le difficoltà quotidiane, pur nella grande gioia che i figli regalano.



L'autrice è una cantante e, a mio parere, brava yotuber. Nei suoi video racconta infatti i piccoli drammi e le contraddizioni delle mamme.
In questo libro, invece, si mette a nudo, descrivendo se stessa e la sua vita prima della maternità, la sua storia d'amore, l'avvento dei figli, il fallimento del suo rapporto di coppia e la sua nuova quotidianità di bismamma, prendendo in giro la sua "io" di un tempo con ironia ed onestà e ammettendo il rivoluzionario cambiamento subito dal suo stile di vita.
Certo, non è una mamma proprio come le altre, dal momento che afferma di spendere più di 800,00 Euro per una visita dal pediatra che osanna, almeno una volta all'anno, e certamente ha un lavoro (perchè senza dubbio di lavoro si tratta) inusuale, ma è pur sempre una mamma ed una donna come me, come voi, per giunta come alcune, sola.
e questo rende di certo tutto più complicato, sia da un punto di vista pratico che emotivo.



Una lettura di evasione, con un costo di copertina forse eccessivo rispetto ai contenuti, che ho apprezzato meno di altri libri sulla maternità pubblicati negli ultimi anni, se non altro per averlo letto dopo, ma di certo godibile.

Con questo post partecipo al venerdì del libro di Home Made Mamma.



giovedì 9 agosto 2018

#Top5summer2018

Anche quest'anno, con molto piacere, partecipo al gioco dell'estate di Elisabetta grafica.

Di che cosa si tratta? Si tratta di scegliere una canzone, un luogo ed un motto o frase che rappresentino per te, questa estate 2018.
Ecco le semplici regole di Elisabetta, con le sue parole:

#top5summer 2018 

1) scegli la colonna sonora della tua estate: una sola traccia, quella che metteresti a palla in auto per partire in vacanza!
Può essere la tua canzone preferita, quella che ti dà un senso di libertà, quella energizzante che ascolteresti per andare a correre, quella che alzi a tutto volume quando per caso la trovi alla radio nel tragitto di ritorno da lavoro o che canti a squarciagola aspettando il semaforo verde, quella che non ti fa rimanere ferma quando la ascolti, quella che ti fa assaporare l'estate, anche senza vacanze.
Non importa che sia nuova, di tanto tempo fa, di autori conosciuti o non... a te la scelta!
2) proponi un luogo del cuore da visitare, un posto che hai già visto, che ti ispira, che ti piace e che non vedi l'ora di rivedere. Può essere un luogo di villeggiatura ma, ancor meglio, una bellezza nascosta della tua città o nelle tue vicinanze, un itinerario nella tua zona, dietro l'angolo.
3) una frase, un motto (in inglese le chiamano "quots"), un pensiero che ti senti tuo e che sussurreresti all'orecchio di una persona cara per farla sorridere della vita.
4) invita almeno un'altra persona a giocare insieme a noi! (e avvisala!) Poi se vorrai invitarne di più, io sarò ben contenta! Non c'è un limite!!!! :)
Se questa persona, per qualsiasi motivo, non accetta l'invito e non prosegue, fa nulla, non mi offendo... ognuno fa quello che può!
Se invece non sei stata nominata e vuoi partecipare comunque, fatti avanti tu!
Insomma, su questo punto sono abbastanza elastica! :D
5) condividi sul tuo blog (se ne hai uno) e sui social questa iniziativa con #top5summer
e, se ti fa piacere e ancora non lo sei, diventa mia follower!

Ecco le mie scelte!

1) LA COLONNA SONORA

"BYE BYE" di Annalisa

Non è il mio genere musicale preferito, nè tanto meno una cantante che di solito mi piaccia (anche se trovo abbia una bella voce), però questa canzone, ascoltata tante volte in radio, mi cattura sempre e mi fa venire voglia di cantare e ...ancheggiare! 

In realtà se penso alla mia estate il ritmo che mi viene in mento è più quello di Alvaro Soler con "La Cintura" ma quest'anno più che mai avrei voglia di dire a tutto e tutti "bye bye", anche se solo per qualche giorno...peccato non si possa!

2) UN LUOGO

Anche in questo caso, molti dubbi, perchè di luoghi del cuore ne ho in mente almeno tre.

Dovendo scegliere: TALLORNO e FONDO, in Valchiusella (TO).


Il ponte in pietra di Fondo, visto da entrambi ilati

Fondo è una frazione del Comune di Traversella, posta alla fine della strada asfaltata della Valchiusella, una verde vallata montana che parte da Lessolo, nei pressi di Ivrea.

E' la vallata in cui è nato e cresciuto mio nonno materno, in cui ho trascorso molte estati in compagnia dei miei nonni. A Fondo giocavamo a creare dighe nelle guie del torrente e andavamo a fare il bagno, con altri turisti e con i bimbi del luogo. Improvvisavamo pic nic, aspettando il ritorno del nonno da pesca per piccole escursioni, spesso sino a Tallorno, 1240 mt s.l.m.,  un pugno di case in pietra sulle rive del torrente. 

 


Il bello è che ora ci giunge una strada (solo per chi vi ha le case) ma, a parte questo e lo spopolamento dei paesini di montagna (salvo l'orda dei turisti nelle domeniche di luglio e agosto), Fondo, Tallorno e, in generale, la Valchiusella, hanno mantenuto la loro anima selvaggia e un pò chiusa.


 

Lì, io respiro aria di infanzia e di casa, ricordando mio nonno e i miei giochi da bambina.

3) UNA FRASE

Nessun dubbio, questa volta: "Si vis pacem, para bellum".

Non perchè mi rappresenti o mi piaccia particolarmente, ma perchè  a casa, tra scampoli di lavoro, faccende domestiche, tre figli, l'Alpmarito che vuole sempre andare in gita in montagna e gli imprevisti, è ciò che devo fare per sopravvivere!

4) NOMINE

- Maria Elena, ovvero Mamma Piky;
- Maris, del blog Cara Lilli;
- Trasparelena.



A voi le vostre scelte!



lunedì 18 giugno 2018

Il Museo delle Alpi e l'amicizia che da virtuale diventa reale

delle tante mostre ed eventi che ha ospitato e ospita, del suo essere una straordinaria fortezza da cui si gode di una splendida vista e della sua scenografica presenza che domina la bassa Valle D'Aosta, ho già scritto.



Così come ho scritto del suo essere diventato un polo museale importante, che attrae migliaia di 

 e turisti ogni anno.
Non credo di aver mai spiegato, però, che una delle esposizioni che contiene in via permanente è il Museo delle Alpi.
Un museo che consente un viaggio virtuale nel cuore delle 
Alpi, con uno sguardo che spazia dal paesaggio, alla fauna, alle spiegazioni geologiche, alla storia dell'alpinismo, alla etnografia.
Gli spazi espositivi comprendono abiti e costumi, ambientazioni, oggetti di uso quotidiano del passato, illustrazioni, video, fotografie e, ovviamente, scritti didascalici, nonché un separato percorso dedicato a bambini (non piccolissimi con i gemelli, direi dai 5/6 anni) e ragazzi, pensato per far loro provare la sensazione di salire 
in montagna in cordata ("Le Alpi dei ragazzi").




Un museo che si può visitare in un'ora/un'ora e mezza con i bambini più piccoli, ma anche dedicando più di due ore se si ha la pazienza di leggere e guardare per intero i video e che, a mio parere, costituisce davvero un tassello irrinunciabile di un viaggio in Valle D'Aosta (oltre che una meta perfetta per le giornate di brutto tempo).


Parimenti suggestiva è la passeggiate nel borgo di Bard e la salita pedonale al Forte, lungo la vecchia carrozzabile, sia per il panorama di cui si gode, sia per l'aria fresca, sia per il vecchio bivacco "Giuseppe Lampugnani", che dopo anni (dal 1939 al 2011) di onorato servizio sul Bianco, a 3860 mt di quota, è stato pensionato ed installato su una delle lastre di roccia su cui è costruito il Forte (da poco, nei pressi del bivacco, hanno anche aggiunto un paio di tavoli in legno per una zona pic nic nel verde sotto le mura).

Se poi la visita avviene in compagnia di amici speciali, tanto meglio!
Noi, ormai troppe settimane fa, ci siamo stati nuovamente con una blogger che seguo da tempo e con cui sentivo un feeling che la nostra conoscenza dal vivo ha confermato: Elisabetta e la sua bella famiglia!

I nostri bimbi grandi si sono trovati e hanno iniziato a chiacchierare ed esplorare il museo senza particolari timidezze ma tutti e tre i bimbi (forse dovrei dire cinque, visto che i gemelli non si sono certo lamentati!) si sono divertiti un mondo soprattutto nel tragitto di salita e discesa dal Forte.
Si', perché abbiamo beccato un vero diluvio, con il classico vento freddo e forte della zona. 
Purtroppo un paio degli ascensori panoramici sono stati messi fuori uso dall'acqua (il che non è accettabile - detto per inciso- stante le risorse umane ed economiche di cui dispone il Forte, che dunque dovrebbe saper gestire queste avversità con una pronta riparazione) e quindi ci è toccato scendere a piedi, con il passeggino gemellare.
Ci siamo raffreddati ed inzuppati fino al midollo ma la merenda a casa spero abbia un po' ristorato i nostri ospiti e, soprattutto, "l'avventura" ha estasiato i bambini, quasi quasi felici della "tempesta"!

Ecco, è stata una di quelle giornate in cui ti accorgi che le amicizie virtuali possono essere potentissime e che il web è uno strumento di incontro formidabile...a cui far seguire un abbraccio dal "vivo"!
Come al solito, ho innondato di parole www.elisabettagrafica.blogspot.itElisabetta e suo marito e non sono stata una perfetta padrona di casa, perché troppo presa dalla conversazione....spero però che lei abbia capito che sono stata felicissima della loro visita e che la porta di casa nostra è sempre aperta.

Grazie Elisabetta per la giornata che avete reso felice nonostante il brutto tempo!!!

P.s. Non ho foto del nostro incontro e della visita al museo, perché eravamo tutti troppo impegnati a conoscerci, chiacchierare e...bagnarci!

Le immagini che vedete, dunque, sono state scattate in altre occasioni.

lunedì 19 febbraio 2018

Premio Audry Hepburn : LA PAISIBLE AWARD

Da tanto tempo non mi capitava di ricevere un "premio", ovvero un riconoscimento, dal mondo del web e dei blogger.
Grazie a Maris, padrona di casa di caralilli, ho ricevuto di nuovo questo onore.
Onore si', perchè il mio non è altro che un piccolo diario virtuale senza ambizioni commerciali o letterarie ma se scrivo, è indubbiamente anche per il piacere di essere letta.
Dunque sapere che una cara amica virtuale ha pensato ai miei post e ha deciso di assegnarmi questo riconoscimento, mi rende orgogliosa, anzi, doppiamente orgogliosa.

Non capita tutti i giorni, infatti, di essere associata al talento di Audry Hepburn !
Grande attrice, bellissima donna, artista carismatica e, confesso che non lo sapevo, persino pittrice.
Suo è infatti il dipinto simbolo del premio, ideato da Mariella, in occasione  del venticinquesimo anniversario della scomparsa della Hepburn, ammirata da Mariella (e tutti noi) per: "Il suo stile, la sua grazia, la sua intelligenza, la sua versatilità, il suo amore incondizionato per gli altri, soprattutto per i bambini ".


 La paisible award  - Premio Audrey Hepburn 

                        

Grazie Maris per aver pensato a me!

Se ho ben compreso, il premio deve essere "passato" ad altri cinque blog, se lo si vuole.
Ecco allora le mie nomination (non si offendano gli esclusi, pero'):
Maddalena Capra Lebout, con il suo "Pensieri Rotondi"

Dedicato a tutte voi, donne!
 


giovedì 24 agosto 2017

Vorrei ma non posto....#top5summer2017

Anche quest'anno, come l'anno scorso, desidero partecipare alla simpatica idea dell'amica blogger Elisabetta e scegliere alcuni elementi che più rappresentano questa mia estate.
Lo scorso anno si trattava di individuare le cinque canzoni "tormentone", ora di scegliere una canzone, un libro ed una ricetta poiché, come scrive Elisabetta, musica, cibo e buone letture sono gli ingredienti giusti per piacevoli giornate.
Ecco la mia #top5summer


1- La canzone : "Occidentali's karma" di Francesco Gabbani
In questo caso è una scelta facile, non perché non me ne piaccia più d'una ma perché, se penso al brano che ho sentito di più in questi ultimi mesi e che mi sono ritrovata, mio malgrado, a canticchiare spesso, la risposta è una sola.
Ci tengo a precisare, però, che non è ne' il mio genere musicale preferito, ne' il mio cantante preferito ne' una canzone che definirei "bella".
Orecchiabile e simpatica, al massimo.
Si da il caso, comunque, che piaccia tantissimo al ricciolino (pensare che lo cresco a pane, rock e musica  classica, sigh!) e che bimbi e mamme dell'ultimo anno di materna l'abbiamo scelta per modificarne le parole, adattando il testo alla realtà scolastica, per cantarla alla recita di fine anno.
Così mi è toccato imparare sia la versione originale che quella modificata (molto più divertente!) e pure cantarla in pubblico!
D'altro canto, l'alternativa sarebbe stata "Andiamo a comandare" di Fabio Rovazzi!

2- Il libro: "Pensieri rotondi" di Maddalena Capra Lebout
Non ho dubbi in proposito perché è una raccolta di pensieri estemporanei sulla maternità, alcuni già pubblicati sul blog di Maddalena, altri inediti, pieni di poesia e  sincerità, che commuovono, colpiscono dritti al cuore e parlano a tutte le mamme del mondo.
Ed è il libro (e prima di lui, il blog) che mi sta facendo compagnia questa estate, in cui il mio centro del mondo sono proprio i miei figli, quello grande e quelli appena nati.


3- La ricetta: piadine speck e stracchino
Sì, lo so: è banale e sanno farla tutti, non serve nessuna vera e propria ricetta.
Tuttavia è il piatto che  questa estate sta salvando le nostre cene o pranzi quando siamo nelle curve con i gemelli e poi al ricciolino piace tantissimo, quindi non potevo inserire in questa top5summer niente di diverso.
P
Ingredienti: piadine pronte, speck tagliato fine (o cotto, se preferite), stracchino, qualche foglia di insalata verde, una padella antiaderente larga e dal bordo sottile, olio extravergine di oliva.
Procedimento: (in realtà se ne occupa sempre l'Alpmarito ma direi che è così) spalmate generosamente di stracchino una metà della piadina, disponetevi sopra un paio di foglie di insalata e poi le fettine di speck che volete, chiudete a libro, ungete con un po' d'olio la padella e friggete finché la piadina non acquisterà un colore dorato.
Servite e mangiatela ben calda!

Se volete partecipare anche voi, qui trovate le istruzioni, in realtà semplicissime e riassumibili con un "scegliete, scrivete e condividete!"

4- Nomine 
Io da parte mia invito a partecipare:

- Maddalena, dello blog sopra citato "Pensieri rotondi", poiché nonostante sia una sua affezionata lettrice, non ho idea di che musica ascolti e di cosa le piaccia leggere e vorrei conoscerla meglio.
- Maria Elena, ovvero Mamma piky, perché ha sempre proposte di lettura che mi sorprendono e aspetto ogni suo nuovo post  con desiderio di leggerla
-Maris, del blog Cara Lilli e 
-Stefania,
 perché sono certa che mi daranno degli ottimi spunti.


domenica 5 febbraio 2017

Una domenica a Milano: tra "The art of the brick", una passeggiata in centro e una merenda tra "blogger"

Domenica scorsa, in quello che avrebbe dovuto essere l'ultimo giorno di apertura (poi spostata al 5 febbraio), siamo finalmente riusciti ad andare a Milano a visitare la mostra "The Art Of The Brick" di Nathan Sawaya.

Alle dieci, all'apertura, avevamo già i biglietti (dal prezzo tutt'altro che basso), grazie alla nostra amica, milanese di nascita e valdostana d'adozione (;-), che alle nove e mezza era già sul posto!
Cosi' non abbiamo fatto coda, che invece era lunghetta quando siamo usciti.

Tre adulti e quattro bambini, siamo rimasti una buona ora e mezza, riuscendo a gustarci le opere nonostante l'affollamento di visitatori, anche se io sarei rimasta tranquillamente mezza giornata...bellissima!!!

Mi sono piaciute le sculture, vere e proprie opere d'arte in mattoncini Lego, dai molteplici temi.


Mi è piaciuta la filosofia dell'artista, ex avvocato, ben condensata in alcune sue "affermazioni" e nella descrizione di alcune opere.

La capacità di descrivere l'animo, la creatività ed il potere del pensiero umano, scegliendo di esprimersi con un mezzo semplice, per molti versi "povero" e comune, come i mattoncini di uno dei giocattoli piu' diffusi al mondo negli ultimi anni.


La chiara consapevolezza che la cultura, l'apprendimento e il gusto artistico possano essere trasmessi anche in modi non convenzionali, magari proprio con opere di Lego che aiutino a imparare la geografia o il sistema solare o avvicinino all'arte classica e moderna.

La sezione della mostra dedicata alle riproduzioni di grandi capolavori in questo senso è emblematica, oltre che splendida.
Peccato che nelle nostre scuole, troppo spesso non ci sia spazio per "metodi alternativi" di insegnamento, come se apprendere dovesse sempre far rima con "faticare" e "annoiarsi".



E non si tratta solo di sculture, come verrebbe da pensare considerando la tridimensionalità dei mattoncini ma anche di ritratti e riproduzioni di dipinti.

L'artista, pero', a mio parere emerge ancor di piu' dalla sezione dedicata alle costruzioni Lego con cui Nathan Sawaya da corpo ai propri incubi.


L'opera preferita del ricciolino? Io avrei detto lo scheletro di dinosauro gigante, simile in tutto e per tutto a quelli dei musei di storia naturale, invece....è stata questa!

(dovrei pormi qualche domanda sulla sua serenità?!?)

La mia preferita?

Non poteva che essere questa, con il "motto" che la accompagnava.


Molto interessante anche l'ultima sezione della mostra, dedicata ad immagini surreali di una società americana in preda alla solitudine ed all'artifizio, con gigantografie di cartoline modificate per inserirvi un oggetto in Lego, esposto insieme (non so se la foto rende ma è davvero impressionante e suggestivo).


Al termine del percorso espositivo, lo shop (con prezzi folli) ma anche tavoloni con pezzi di Lego e Lego Duplo in cui lasciar "creare" i nostri piccoli artisti, ovviamente super apprezzato da tutti i bambini !


La nostra giornata è proseguita con una puntatina nella moderna Piazza Gaia Aulenti, che la nostra amica era curiosa di vedere come fosse venuta dopo i lavori del 2012....e poi dritti in Piazza del Duomo.


I nostri bimbi, cosi' colorati e scalmanati rispetto alla media delle persone e dei bambini in giro (quasi tutti in tinte austere e camminanti ubbidienti vicini ai genitori), spiccavano nella folla...


Dopo qualche disguido e ritardo per la difficoltà di trovare un posto in cui farli mangiare a prezzi abbordabili in centro (ovviamente loro puntavano al Mc Donald's che pero' era strapieno), i bambini si sono divertiti a scorrazzare per i cortili del Castello Sforzesco, dove io ho potuto finalmente conoscere un'altra blogger che leggo sempre, Deborah, ovvero Mamma al Cubo, ed il suo secondogenito.

Per la merenda si è aggiunta anche Francesca, di Patato Friendly, con la sua famiglia e...ci siamo gustati un caffè e dei dolcetti con vista sul Duomo....questa volta trovando posto da Mc Donald's !

Per me è sempre emozionante poter chiaccherare viso a viso con persone che leggo e con cui dialogo di solito solo da dietro uno schermo, anche perchè, pur apprezzando l'opportunità del web e dei blog, preferisco gli incontri "reali" (pure se mi viene da parlare ininterrottamente per coprire la mia timidezza e quindi forse sembro logorroica!).

Insomma, una super domenica di cui sono stata molto soddisfatta (un po' meno l'Alpmarito, che pur apprezzando la mostra e la compagnia, odia le grandi città, la folla ed il traffico e dunque minaccia sempre di avermi accompagnato "per l'ultima volta").