venerdì 21 ottobre 2016

"Notti in bianco e baci a colazione": le letture di Mamma Avvocato

"Notti in bianco, baci a colazione" di Matteo Bussola

 ed. Einaudi, 2016, Stile Libero Extra, Euro 17,00, pag. 169

 

Ho letto questo libro, che vorrei consigliare oggi per l'appuntamento con il venerdì del libro di Paola, dopo aver letto questo post entusiasta di Maria Elena.

Io non posso che confermare il suo giudizio positivo e dirvi che è piaciuto tantissimo anche a me.

Non si tratta di un romanzo ma di una raccolta di riflessioni, pensieri, episodi di vita e dialoghi con le figlie raccontati dall'autore, Matteo Bussola, architetto, fumettista e padre di tre bambine piccole.
Alcuni racconti sono esilaranti, come quelli riguardanti i dialoghi con operatori telefonici, altri commoventi, altri ancora ironici e divertenti, altri poetici e profondi.
Tutti, però, parlano al cuore dei genitori e, in una certa misura, tutti i genitori si possono riconoscere nel senso del libro.

Non solo e' ben scritto e coinvolgente ma ha anche un valore aggiunto: sono quasi sempre, infatti, le madri a raccontare la genitorialita', a descrivere le emozioni e sensazioni della maternità. Pochi sono i libri che, come questo, consentono di cogliere il punto di visto paterno della genitorialita'.
Questo, secondo me, rende "Notti in bianco e baci a colazione" ancor più interessante (tra l'altro, la copertina è bellissima).

Io l'ho letto in pochi giorni e poi riletto con più calma, per assaporarlo.

Unica nota negativa è che, se siete donne e mamme, dopo averlo letto forse vi verrà voglia di chiedere a vostro marito se ha anche lui pensieri simili a quelli espressi dall'autore.
E non è detto che sia una buona idea!


"Gibran in una nota poesia diceva che i genitori sono come l'arco dal quale, come frecce viventi, i figli vengono lanciati in avanti.
La cosa che Gibran non ha detto è che ogni figlio è una freccia a due punte. Quando la scocchi, la prima punta si allontana veloce da te, seguendo la propria traiettoria in un futuro che non ti appartiene. La seconda, invece, viene scagliata all'indietro e si conficca per sempre nel tuo petto di genitore, per ricordarti che resterai arciere anche senza frecce, e che quel dolore che sentivi incombere come un presagio fin dal suo primo giorno, ora è qui per non andarsene mai più e scandirà il resto della tua vita.
Ogni padre e ogni madre sono accumunati da una ferita che non si rimargina.
Quella ferita è più forte perfino dell'amore che li ha uniti e li unisce. E' ciò che li ha trasformati da amanti in arcieri, da complici in reduci. E quella punta di freccia inestraibile è ciò che permetterà per sempre ai loro cuori, nonostante tutto, di continuare a battere come fossero uno." Pag. 169