venerdì 4 novembre 2016

"Non è la fine del mondo" e "L'istinto del lupo": le letture di Mamma Avvocato

Alessia Gazzola, "Non e' la fine del mondo"

ed. Feltrinelli, euro 15,00, pag. 218

"Un libro non è solo un libro.Un libro è un intero universo di sentimenti.E se non lo è, non è che un volume vuoto, inutile e nessuno se ne ricorderà. Per questo ogni scrittore è tanto suscettibile quando si tratta di critiche.Le critiche sono sempre personali." Pag. 185

Alessia Gazzola è un'attrice che conoscevo ed apprezzavo già, grazie alla serie che ha per protagonista Alice Allevi, il simpatico medico legale dei tre romanzi di cui ho già parlato, "Una lunga estate crudele", "Le ossa delle principesse" ed "Un segreto non è per sempre".

Questo libro, estraneo alla serie, mi è piaciuto se è possibile ancora di più.

Leggero, divertente e romantico, narra la storia di Emma, tenace stagista trentenne in una agenzia di produzioni cinematografiche, alle prese con cambiamenti lavorativi, un eccentrico scrittore giapponese, segreti di famiglia e un amore quasi impossibile.

Nulla di particolarmente originale nella trama ma una storia che fa sognare e trascorrere piacevolmente ore di lettura e di quiete, con il sorriso sulle labbra.

Insomma, tutto quello che si può chiedere ad un buon romanzo rosa!

"Eh, già...A cinquantanove anni non ho ancora imparato ad accettare che un dono, qualunque dono, anche quello che appare più grande, anche l'esaudirsi di un sogno...ogni dono toglie qualcosa. E ti va bene se non paghi un prezzo che solo alla fine si rivela troppo alto." Pag. 187

***

"L'istinto del Lupo" di Massimo Lugli

ed. Newton Compton Editori, 2008, pag. 334

Nulla a che vedere con il romanzo della Gazzola per la mia seconda lettura della settimana.

Altro genere, anche se non saprei bene come etichettarlo, altro stile, crudo e diretto, altro protagonista, altra storia.

Lapo e' appena quindicenne quando conosce, per caso, un barbone molto originale, Tamoa, e si avvicina alla vita di strada.

Lui, che viene da una famiglia benestante e colta; lui, a cui non manca nulla tranne una famiglia serena ma che, comunque, è amato e seguito. Lui, che va bene a scuola, non manca di intelligenza e ha davanti a se' un futuro roseo. Lui, inspiegabilmente, trova nella strada e tra i suoi abitanti "nascosti", tra l'umanità che vive ai margini della società, il senso della sua vita.

Una discesa estrema, da una casa confortevole ad un giaciglio di fortuna sul marciapiede, da vittima di bullismo a persona in grado non solo di difendersi ma anche di attaccare.

Una storia a mio parere originale ma anche verosimile, come il linguaggio utilizzato dall'autore, non a caso un noto giornalista di cronaca nera della capitale.

Sicuramente un romanzo che consiglio ma solo per stomaco forti, abituati a thriller e gialli che non mancano di dettagli splatter.

Ho già prenotato il seguito, che in realtà l'autore aveva scritto per primo, e non vedo l'ora di leggerlo.

"Capii una cosa: chi ha una casa, un lavoro e una famiglia, una vita organizzata, le rate da pagare, scuola dei figli e tutto il resto ha paura di chi non ha niente, al tempo stesso, lo invidia. Qualcuno reagisce con la rabbia, molti cercano di fartisi amico. Il motivo non lo so, è roba da strizza cervelli, ma non c'è altra ragione che spieghi perché, tutte le sere, mi ritrovavo con almeno dieci, quindici carte nel bicchiere." Pag. 312


Con questo post partecipo all'appuntamento del "Venerdì del libro" di Paola.