venerdì 14 febbraio 2020

È per questo che i figli si ammalano

È per questo che i figli si ammalano.

Per ricordarci quanto bisogno abbiamo, loro delle coccole,noi delle loro braccine strette intorno al collo.
Per costringerci a fermarci e perderci a guardare i loro occhi lucidi di febbre e pieni di amore.
Per spazzar via ogni altra preoccupazione che non sia in primis per la loro salute.
Per farci ridimensionare le aspettative, riprogrammare le giornate e rinviare il rinviabile,
constatando che sì,si può.
E a recuperare ci penseremo poi, ché è vero che a tutto c'è rimedio,quando c'è la salute,come ci diceva la nonna.


È per questo che i figli si ammalano.
Per ricordarci l'importanza dei piccoli gesti di cura, il potere nutriente di una minestrina, il valore di un abbraccio, il piacere dei grattini sul pancino,l'avvolgente della copertina sul divano, l'ipnosi sonnacchiosa indotta da una maratona di cartoni.
Per farci eccheggiare, nei gesti e nella mente, l'eco delle raccomandazioni materne.
Per rammentare quanto sia indispensabile per guarire, l'amore.

È per questo che i figli si ammalano.
Per fare tornare unico, anche solo per una manciata di ore, il figlio che non lo è più.
Per fare assaporare l'esclusiva a chi non l'ha mai provata.
Per avere il privilegio di ascoltare la sua vicina un po'incerta eppur squillante, nel silenzio delle ore normalmente dedicate al lavoro.
Per indurci a tenere stretta la sua manina nella  nostra,n accorgendoci di quanto sia già cresciuta.
Per indurci a vegliare il loro sonno, come quando erano neonati, accarezzando i capelli sudati ed il visetto arrossato, sospirando ad ogni colpo di tosse.

È per questo che i figli si ammalano.
Per darci una buona scusa per acquistare un pacchetto di figurine,un giochino inutile, un giornalino, anche se diseducativi.
Per spingerci ad offrire una caramella,anche prima dei pasti, anche con i denti appena lavati.
Per vederli cresciuti, dopo, di qua che centimetro, come saggezza popolare vuole.

È per questo che i figli si ammalano.
Per mostrarci quanto sono forti e non farci dimenticare quanto sono ancora piccoli, e fragili.
Per amarli ancora di più, mentre il mondo corre dietro i vetri della cameretta.

Perché non c'è amore come il loro per noi, innamorato più innamorato di noi per loro.
Anche se è San Valentino.

giovedì 13 febbraio 2020

Come organizzare vestiti, materiale scolastico e armadi con Stikets

Qualche giorno fa, dopo aver completato l'iscrizione on line dei gemelli, Orsetto e Principessa, alla scuola materna o scuola dell'infanzia, come si chiama ora (non sto a scrivervi con quanta emozione e con quale miscuglio di sentimenti ambivalenti!), ho iniziato a pensare a preparare il loro "corredo". 

L'esperienza del nido con tre figli e quella con il ricciolino, sia a scuola che durante le attività sportive, mi ha insegnato che vanno applicate etichette personalizzate su tutti i vestiti ed oggetti personali perchè altrimenti, se non spariscono per sempre (nel nostro caso, prima o poi ogni singolo calzino, canottier, federa, asciugamano a e maglietta è tornato a casa), a volte non si trovano per mesi, presi per sbaglio da altri nonni o genitori, dispersi  in mezzo ai giochi o alla biancheria della scuola ecc.

Ho già usato e continuo ad usare le etichette personalizzate adesive e termoadesive per oggetti e vestiti, che avevo provato per la prima volta un paio di anni fa, però per questo nuovo ciclo scolastico "formato doppio", ho pensato di provare un sistema più rapido e pratico.
Considerate, infatti, che con i gemelli devo apporre etichette personalizzate sul doppio dei corredi per la scuola e dei cambi di vestiti, senza dimenticare l'abbigliamento del ricciolino (soprattutto per i centri estivi, le gite e le gare con il pulmino con la squadra di mountain bike e di sci di fondo) ed il materiale scolastico di ricambio, quaderni in primis, che altrimenti si potrebbe perdere o essere scambiato con quello dei compagni.


Così ho pensato di provare un timbro personalizzato.
Quello proposto da Stikets è adatto sia agli indumenti che agli oggetti e si può personalizzare sia nel testo che nel simbolo, scegliendo tra due fomati (rettangolare e rotondo).

Un consiglio pratico: se come me avete più figli e volete economizzare oppure comunque pensate di dover etichettare e personalizzare oggetti e vestiti per tutto il ciclo scolastico e per le attività sportive, vi conviene di personalizzare il vostro timbro con un soggetto non troppo infantile, adatto alla crescita, e usare il cognome anzichè il nome, così da poter usare lo stesso timbro personalizzato su vestiti e quaderni di tutti ed ottimizzare tempo e spesa.

Ordinato il 4 febbraio a mezzogiorno, la mattina del 7 febbraio il pacco con il timbro personalizzato era già alla mia porta!
Non ho resistito e l'ho aperto subito, cominciando a timbrare biancheria, felpe, magliette...



Il timbro è molto simile a quello che uso in ufficio, dunque non ho avuto difficoltà ad inserire l'inchiostro. In ogni caso, la scatolina in cui è contenuto riporta le istruzioni illustrate.



Sui vestiti, si è rivelato un sistema di etichettatura pratico e rapidissimo, con ottima resa (più di quanto immaginassi), a patto di stendere con accuratezza i vestiti o l'etichetta prima dell'applicazione e di non lasciarlo usare ai bambini (io ad un certo punto ho ceduto un paio di volte ..ahimè..).
Con i vestiti più scuri, ho "timbrato" le etichette con la taglia o le istruzioni di lavaggio, con gli altri direttamente il tessuto.
Ho potuto "timbrare" anche libri e quaderni di scuola del ricciolino ed i jeans!


Poi, siccome sono come San Tommaso, prima di scriverne qui sul blog, ho voluto "testare" la tenuta del timbro, che è garantita per 60 lavaggi a 30°.
Peccato che io avessi memorizzato il contrario e abbia provato a lavare a 60°!
Ecco il risultato (no, non stiro i vestiti dei figli, tranne le camicie, quindi portate pazienza per la stropicciatura..): invariato. Timbro promosso!
p.s. Voi però non fate come me e tenetevi sui 30°/40°, non si sa mai... altrimenti, male che vada, ritimbrate!


p.s. Sul sito Stikets vengono vendute anche le cartucce di inchiostro di ricambio, così da usare il timbro all'infinito.

Già che ero sul negozio on line per l'ordine, ho preso anche una toppa dei pirati ricamata, per provarla sui jeans del piccoletto di casa, che segue le orme del fratellone quanto a rapidità e destrezza nel bucare i pantaloni, e le etichette di lavagna adesive per cucina / mobili/ scatole, per provare a fare ordine negli armadi e nei pensili.

La toppa termoadesiva è arrivata imbustata con le istruzioni per il fissaggio illustrate e persino il foglio di carta forno da usare sotto il ferro da stiro.
Colori brillanti, ben rifinita e facile da applicare, la sera stessa l'avevo già usata, con soddisfazione di Orsetto, che ha potuto rimettersi i suoi jeans, "come il mio papà".
Inoltre il prezzo della toppa (2,95 Euro) - c'è anche la versione femminile, ovvero la piratessa - è inferiore a quello che pago di solito acquistando in merceria (qui le toppe rettangolari piccole costano almeno 4 euro l'una e, purtroppo, non c'è molta scelta di soggetti per bambini, a meno di non guardarle a catalogo ed ordinarle con anticipo..).

Mi sono trovata bene anche con le etichette di lavagna adesive, perchè si può scrivere sia con i pennarelli a gesso liquido, sia con i classici gessetti che già usano i bambini per disegnare, che avevo già in casa.



Se siete interessati a provare il timbro personalizzato o altri prodotti Stikets, sappiate che potete utilizzare un codice sconto (del 10%),  dedicato a voi che mi leggete:

MAVVOC10 

valido fino a fine febbraio.
 
Io l'ho già usato, questa mattina stessa, per acquistare altre toppe termoadesive, ricamate e non (tra l'altro, dopo la prima toppa inserita nel carrello, le altre vengono scontate di 0,50 centesimi l'una, quindi diventano ancora più convenienti e la spedizione è gratuita dai 10,00 Euro), a mie esclusive spese.

*Post sponsorizzato

venerdì 7 febbraio 2020

Le letture di Mamma Avvocato: "Gustavo senza coccole" di Alberto Pellai

Le letture di Mamma Avvocato: "Gustavo senza coccole" di Albero Pellai



"Gustavo senza coccole", di Alberto Pellai (Ed. Erickson 2012, pag. 59)
è una storia per grandi e bambini.
"Una storia per imparare ad amare e a sentirsi amati", come indica il sottotitolo.
Una storia che risponde all'interrogativo: "Si puo' diventare grandi senza sapere cosa sono il sapore, l'odore e il suono delle coccole?"
Una domanda da un milione di dollari, come scrive l'autore, che è medico, psicoterapeuta dell'età evolutiva, nonchè padre di quattro figli.
Una domanda che tutti i genitori, almeno una volta nella vita, dovrebbero porsi.
I bambini, invece, forse non ne hanno bisogno o, per lo meno, i miei non hanno avuto dubbi: NO!



Gustavo è un bambino cresciuto senza coccole, senza nessuna coccola, da nessuno.
La sua tipica giornata viene descritta in modo semplice, sintetica e simpatica, portando i piccoli e grandi lettori a comprendere come sia diversa, la vita senza coccole.
Triste, fino a far perdere l'appetito anche ad un bambino, nonostante i mille manicaretti tutti i giorni a disposizione.
Triste, fino a fargli perdere interesse anche per una intera stanza piena di bei giochi tutti per lui.
Triste, sbagliato, solo, pur essendo perfettamente "curato", "accudito".
Per fortuna, pero', una stella cadente aiuterà Gustavo a cambiare la realtà, per un giorno solo.
Basterà per far comprendere l'importanza delle coccole ai suoi genitori?!?


La storia è arricchita da un cd audio con canzoncina introduttiva, la lettura della storia e, infine, un commento dell'autore sull'importanza educativa dei gesti di coccola e della fondamentale differenza tra "curare" o "accudire" e "coccolare".
Credetemi, pero', la storia è di per sè esaustiva e istruttiva, se vi metterete in ascolto con il cuore, oltre che con le orecchie.
Al ricciolino, poi, è piaciuta moltissimo.
"Si puo' diventare grandi senza ricevere le coccole? Senza sentire il piacere di un grattino sulla pelle, il brivido di bacini e morsichini sulle guance e sulla schiena? Senza essere chiamati con un milione di parole che vengono utilizzate alposto del tuo nome?
Ecco il mio consiglio per questo venerdi' del libro, il bell'appuntamento dedicato alla lettura ideato da Paola.
Da leggere, rileggere e tenere ben a mente.

martedì 4 febbraio 2020

Perchè mi sveglio presto al mattino, pur non credendo al "Miracle Morning"

Tutti voi, immagino, sapete dell'esistenza di una teoria, descritta nel libro "The Miracle Morning" secondo cui, in estrema sintesi, alzandosi molto presto al mattino per dedicarsi ad una routine fissa, si può cambiare la propria vita, rivoluzionandola in meglio per raggiungere il "successo" e/o, in una versione meno materialistica, la felicità.

Ebbene, io a questa teoria, adesso come adesso, non ci credo.
Ciò nonostante, mi alzo un'ora prima al mattino (anzi, spesso solo 45 minuti prima) da ormai più di un anno, forse due, estate ed inverno.
Mi alzo, mi approprio del bagno, mi bevo un bicchiere d'acqua calda, pratico una mezz'ora di yoga, leggo qualche notizia on line o un paio di post dki persone che mi piace seguire o un capitolo di un libro.
Insomma, mi dedico a me.



In teoria.
Perchè la pratica accade più spesso che inizio, ma vengo spesso interrotta da bimbi che si svegliano, vogliono il latte o devono essere accompagnati in bagno o cercano coccole o dal marito che mi chiede qualcosa ecc. Oppure mi ricordo che non ho ancora steso la lavatrice che aspetta dalla sera prima e non riesco a resistere alla tentazione di farlo subito.
Quindi in pratica l'ora per me diventa spesso un'ora inframmezzata da distrazioni ed interruzioni o, anche, si riduce a 10/20/30 minuti.
E ho il forte sospetto che non capiti solo a me o, perlomeno, sia un problema comune tra i genitori (è così, vero????)

In ogni caso, questi minuti mattutini in solitudine (o quasi), per me sono preziosissimi, anche nel weekend, e li difendo in ogni modo.
Perchè sono gli unici che riesco a concedermi davvero serenamente.
Senza neppure sensi di colpa, che mi prendono se mi dedico tempo durante il resto della giornata, anzichè lavorare, occuparmi dei figli, della casa, della spesa ecc. 
Senza contare che se usassi la pausa pranzo per yoga ecc. dovrei cambiarmi i vestiti più volte nell'arco della giornata, mentre la mattina ottimizzo.

Potrei dedicarmi tempo alla sera, dopo aver letto a messo i figli?
Sì ma sarebbe difficile, molto più difficile.
Perchè spesso uno dei figli vuole la mia presenza in camera per addormentarsi e, a quel punto, mi addormento pure io.
Perchè la tentazione di accendere la TV e sprecare i minuti preziosi a guardare pezzi di film o programmi che comunque non avrei la voglia/la forza di seguire fino alla fine, sarebbe troppo grande.
Perchè se non c'è silenzio a volte i bambini non si addormentano ed è molto difficile agire in silenzio (ed al buio).
Perchè la voglia di srotolare il tappetino la sera è minore, a causa della stanchezza.
Perchè per addormentarmi ho bisogno di leggere un pò e non ho abbastanza tempo per dedicarmi sia allo yoga che alla lettura, se non voglio addormentarmi troppo tardi ecc.

Inoltre, se "tempo per voi" significa tempo per un'attività fisica, anche blanda, è meglio la mattina, dal momento che:
- non si disturba la digestione;
- muoversi aiuta a svegliare il metabolismo e la mente;
- non interferisce con la capacità di prendere sonno.

Certo, per alzarsi prima al mattino ci vuole forza di volontà e determinazione, è vero.
Ma per fare attività fisica alla sera, no? Per me sì.
E comunque il senso di soddisfazione che si prova a scoprire che sono solo le sette del mattino ma hai già fatto molto, è impagabile.

Quindi, ricapitolando questi minuti mattutini in solitudine (o quasi), per me sono preziosissimi, anche nel weekend, e li difendo in ogni modo.
Credo che sia una abitudine buona e giusta, che vi consiglio.
Eppure non credo nella teoria del "miracle morning".
Perchè l'ora o i 45 minuti in cui vi alzate prima del resto del vostro mondo, al mattino, non sono la perla magica che vi regalerà il sorriso, non sono una spinta al cambiamento, se il cambiamento non è già in voi, non sono risolutivi del problema della cronica "mancanza di tempo per fare tutto" che ci afflligge (anche perchè per alzarsi prima bisogna andare a letto prima la sera, non ridurre le ore di sonno totali!)i, perchè spesso non saranno neppure momenti in solitudine ed indisturbati, perchè richiedono costanza e forza di volontà nell'alzarsi e instaurare una routine, per dare giovamento ecc.

Eppure io vi consiglio di ritagliarvi questi momenti e di provare a farlo al mattino e per più giorni di seguito, perchè vi darà soddisfazione.
Se poi li userete per una pratica costante (di yoga, ma anche di meditazione, di ginnastica, di scrittura creativa, di cucito ecc.), vedrete quanti risultati si èpossono ottenere dedicando un tempo limitato ad un'attività ma tutti i giorni, con costanza.


venerdì 31 gennaio 2020

Le letture di Mamma Avvocato: i libri dell'anno 2019, qualche consiglio

Come lo scorso anno e quello precedente, approfitto di questo venerdì del libro (iniziativa di Paola a cui mi piace sempre partecipare e che devo ringraziare per i preziosi suggerimenti di lettura che ne ho tratto) per stilare la mia personale classifica dei

LIBRI LETTI NEL 2019

da cui spero possiate prendere spunto per buone letture, se volete!

Una premessa: ho letto nel complesso, 50 libri.
A questi vanno ad aggiungersi le letture serali con il ricciolino e le letture per i bambini perciò...perdonatemi se dovesse sembrarvi che manchi qualche buon titolo di cui ho già parlato in occasione degli scorsi venerdì del libro.
  • Il premio “trama più divertente ed originale”: "Divino amore", perchè Stefania Bertola non mi delude mai

  • il merito per "il libro più dissacrante” quest'anno va a "Casi Umani" di Selvaggia Lucarelli
  • Il riconoscimento "storia più stramba"(o la sua variante "autore più pazzo") va a Guido Tortorella, con "La paura della coccinella".  

  • il premio “interesse storico”  quest'anno mi mette in difficoltà, poichè ho tratto insegnamento e imparato a guardare al passato con occhi più conapevoli grazie a più di un romanzo. 
Difficile scegliere, dunque, ma direi:  "Il coro femminile di Chilbury" di Jennifer Ryan e  "Il sogno della macchina da cucire" di Bianca Pitzorno, di cui però ho apprezzato anche "La bambinaia francesce".




         Soprattutto, però, "Il pane sotto la neve" di Vanessa Navicelli.

La storia di una famiglia contadina prima e durante l'avvento del fascismo. Una storia di amore, affetto, fatiche, gioie familiari e dolori. Intenso, vero, forte. Unico difetto: ho pianto troppo, alla fine. Ci sono stata troppo male e questo, devo ammetterlo, se mi ha fatto comprendere quanto mi sia piaciuto e sia ben scritto, mi scoraggia dalla tentazione di leggere il secondo romanzo della saga.
  • il riconoscimento speciale nella categoria "il trionfo dei sentimenti"a "Dentro soffia il vento" di  Francesca Diotallevi e, decisamente più leggero ma sempre rincuorante sulla forza dell'amore a "Un'estate d'amore" di Katie Fforde;
  •  
  • il premio “nostalgia e commozione portatemi via” a Federica Bosco, con "Non perdiamoci di vista"  ma anche a "Semplicemente perfetto" di  Jostein Gaarder,
  • coppa “romanzo classico da non perdere” per "Il paese delle maree" di Amitav Ghosh, che non è un classico, per ora, ma dovrebbe diventarlo e, se amate l'India o vorreste conoscerla, non potete non leggere;
  • il riconoscimento “in apparenza banale ed invece profondo”  a "Lena e la tempesta" di Alessia Gazzola, per il tema difficile trattato

  • medaglia “libri sulla maternità”  va di nuovo a Maddalena Capra Lebout, con "O virgola 6" . E' un racconto forte, che forse vi farà piangere ma se non lo avete letto, dovete farlo.
  • tra i libri “leggeri eppure che meritano”, i romanzi di Alessia Gazzola, in questo caso "Sindrome da cuore in sospeso"  e "Il ladro gentiluomo", entrambi dedicati al medico legale Alice Allevi, ma anche il primo di una diversa serie, "Questione di Costanza". 

  • Infine, il premio “non so in che categoria collocarlo ma vale la pena leggerlo” spetta a "November Road" di Lou Berney

  •  tra saggi e manuali, "Morgana" di Michele Murgia e Chiara Tagliaferri, una raccolta delle storie di donne che hanno cambiato, in qualche modo, nel loro piccolo o in grande, il mondo e la condizione femminile;


  • "libri per bambini/ragazzi", Sophie Kinsella in versione per bambini, con le simpatiche storie di "Io e Fata Mammetta" 

    per la categoria "rilettura che merita", un libro per bambini che è anche un classico dell'infanzia, la raccolta dei racconti di Bianca Pitzorno "Le magie di Lavinia & C."
  • premio "miglior biografia/autobiografia", meritato da Alex Zanardi, per "Volevo solo pedalare"

  • la medaglia all' inquietudine a "Mia è la vendetta" di Edward Bunker



    infine, premio "il romanzo dell'anno", senz'altra specificazione perchè è di interesse storico, racconta della guerra  ma racchiude molto di più, tra storie d'amore, di coraggio, lealtà e sacrificio, importanza dell'amicizia e luci ed ombre del rapporto genitori/figli, per "Gli ultimi giorni dei nostri padri" di Joel Dicker



mercoledì 22 gennaio 2020

Ultimamente, nell'ultimo mese

Ultimamente è periodicamente, spesso, neve.
Non tanto quella caduta, considerata la lunga finestra di bel tempo,  quanto quella su cui sciare, camminare, trascinare bimbi e bob.

Neve ad Aosta

Il sempre magnifico Monte Rosa visto da Gressoney

Ultimamente abbiamo affrontato il vortice delle cene e dei pranzi natalizi, scartato pacchetti e pacchettini, consegnato doni, stipato in casa una montagna di nuovi giochi, superato le feste più o meno decentemente.


Ci siamo riuniti intorno alla tavola ed agli alberi decorati con i parenti dell'uno e quelli dell'altro, siamo stati in famiglia e con gli amici di sempre.
Mai quanto avremmo voluto, più di quel che avremmo immaginato di riuscire.


Ultimamente sono passati pure Capodanno e l'Epifania e io non ho preparato alcun elenco, neppure mentale, di buoi propositi e/o auguri e va bene così.
 
Ancor più ultimamente, abbiamo persino decorato tronchetti natalizi e preparato i biscotti per Babbo Natale e la Befana.







Ultimamente è montagna, amici, famiglia e tanti, troppi mal di pancia per il lavoro, chè quasi me lo sono scordato, perchè ho scelto questa professione.




Ultimamente, ma neppure più tanto, siamo stati al teatro dei bambini, con un bellissimo spettacolo di Natale, e a breve ci ritorneremo.
Ultimamente siamo stati anche a letture animate e teatri delle marionette in biblioteca.


Ultimamente abbiamo iscritto Orsetto e Principessa alla scuola dell'infanzia, per settembre ed io ho avuto il solito, immancabile, tuffo al cuore.


Ultimamente anche loro muovono i primi passi sugli sci e poi, per la maggior parte del tempo, si fanno portare o gustano cioccolate calde, come è giusto che sia a 2 anni.


Ultimamente ho installato l'amaca da antigravity in casa: ora non resta che trovare il tempo per usarla, come per suonare il pianoforte.



A proposito di musica, ultimamente il corso di gioco musica che Orsetto e Principessa seguono una volta a settimana, con me, piace loro sempre di più ed è un piacere vederli canticchiare, ballare e scoprire gli strumenti musicali e le sonorità dei giochi.

Ultimamente il ricciolino è lanciatissimo sugli sci e i due allenamenti a settimana sono diventati un appuntamento quasi irrinunciabile.




Ultimamente abbiamo cucinato, mangiato, sciato, visto presepi, cucinato, mangiato, sciato, frequentato amici e così via, a ripetizione.






Ultimamente siamo tornati più volte a trovare il nostro amico, ancora ricoverato, prima in ospedale e poi in un centro di riabilitazione ed in ogni occasione abbiamo riscontrato incoraggianti e significativi progressi.
E ogni volta, immancabilmente, ne siamo usciti più saggi, più attent, più ridimensionati nei nostri pensieri.
 Nonchè pieni di speranza, per lui.




Ultimamente leggo molto ma mi pare di aver meno voglia di scriverne.
Ultimamente andiamo in palestra di arrampicata, come sempre, e Orsetto si è fatto portare da Babbo Natale le scarpette del suo numero giusto e non la smette di salire e scendere, mentre Principessa si cimanta ma preferisce il salterino.



Ultimamente mi domando se alla gente non farebbe bene avere ogni tanto qualche problema, per capire quando non è ha ed evitare che se ne crei di inesistenti.

Ultimamente abbiamo iniziato i preparativi per Carnevale perchè, chi mi conosce e/o segue lo sa, è una festa che prendiamo molto seriamente....il che è un po' un ossimoro, non vi pare ?

Presepe di Montestrutto, Settimo Vittone (TO), a tema Carnevale di Ivrea

Ultimamente, a voi come va?