sabato 22 agosto 2020

In Ticino con i bambini: il Ponte dei Salti in Val Verzasca

Il Ticino è laghi, zoo, splendidi parchi giochi (come Cioss Prato), cascate, musei golosi, parchi divertimenti ma anche montagne, belle montagne con alcuni percorsi molto adatti alle famiglie ed i bambini, come la passeggiata che collega Lavertezza a Brione Verzasca, 
in Val Verzasca.




Il luogo è giustamente famoso per il Ponte dei Salti, uno scenografico ponte a doppio arco che si erge su splendide guie di acqua cristallina create dal torrente.



Molti ragazzi (e persino bambini, aiuto!!!!!) si tuffavano dalle rocce e dal ponte. Temerari davvero.




Tutta la passeggiata che costeggia l'acqua e che in totale si sviluppa per piu' di 5, 5 km, merita di essere percorsa perchè regala scorsi panoramici inaspettati..



spiaggette che invitano al relax ed a rinfrescare i piedi....





...persino opere d'arte (un tratto del sentiero, da Lavertezza a Ganne, prende infatti il nome di "sentiero per l'arte" e comprende installazioni artistiche molto particolari) ...














 panchine giganti e curiosi "lettini" prendisole in legno...


nonchè 11 piste da gioco per le bocce, che faranno la felicità di ogni bambino!






Il percorso, denominato "Boccia al bosco", è infatti composto da piste create con materiali naturali, con giochi insegnosi come mulinelli ad acqua, carrucole, ponti, salti e tunnel, e bocce di legno a disposizione ad ogni postazione (con tanto di disinfettante e invito a igienizzare le mani ad ogni utilizzo), per lanciarsi nel divertimento e rendere piu' allegra la camminata.


Inutile aggiungere che i nostri bimbi, il grande specialmente, si sono divertiti molto e per una volta non hanno protestato per la scarpinata.




Non mancano tavoli da pic nic, diversi parcheggi per le auto (a pagamento) dall'altro lato del torrente, lungo la strada di salita della Val Verzasca) e persino punti ristoro (a Lavertezza, Motta e Ganne, se non erro).

Noi abbiamo percorso il tratto da Lavertezza a Ganne, praticamente in piano e con un sentiero ampio e agevole, non percorribile pero' con i passeggini.



N.B. Sebbene siano molti i punti lungo il torrente adatti ad una sosta e ad un bagno, molti cartelli invitano a tener conto del pericolo di esondazioni o aumento improvviso della portata del corso d'acqua. Non sottovalutate mai il rischio, ahimè sempre concreto.

Per esperienza personale, attenzione anche alle zecche.
Io ne ho beccata una e, in generale, ci avevano avvisato che ci sono.


Insomma, una escursione facile, molto suggestiva per le guie e il ponte dei salti e divertente per i bambini.
Magari pero' da fare in autunno o in primavera, visto che a giugno era già affollata (non oso immaginare come sia ora).
E per altre escursioni con i bambini in Ticino....attendete con fiducia, scrivero' presto.

lunedì 10 agosto 2020

Escursione in val di Champorcher con i bambini: da Outre L'Eve a Chardonney, per il Lac Vercoche

Una delle nostre ultime escursioni è stata una camminata in Valle di Champorcher, in una zona poco frequentata ma magnifica, che ci ha regalato grandi soddisfazioni... e una bella scarpinata!


Innanzi tutto per i meravigliosi paesaggi, tra bosco, prati, alpeggi, ruscelli da attraversare e con cui giocare e rinfrescarci, e poi ancora cascatelle e ripidi pendii..




Siamo partiti da Outre L'Eve, mt.1230, che si ragggiunge svoltando a sinistra a metà circa della SS che sale da Hone a Champorcher, all'altezza di Mellier e, imboccato il sentiero segnavia n. 4, dopo poco (15 minuti), con una salita poco ripida su una bella mulattiera,  abbiamo incontrato l'alpeggio di Porte, indicato come "Tendzon", a 1346 mt.




Invece di girare a destra, come avevamo fatto con degli amici qualche autunno fa, in direzione Champorcher sul sentiero segnavia 4H/2, abbiamo proseguito dritti sul n. 4 fino all'alpeggio di Montaz, con i suoi due asinelli (organizzano passeggiate a dorso d'asino a pagamento, tra l'altra) e poi ancora, all'alpeggio e pianoro successivo (Ourty, 1525 mt)

 
Alpe Montaz
Da li', tra il sentiero di destra e sinistra abbiamo scelto a caso il sentiero di destra, seguendo il segnavia n. 4F, direzione Vercoche (a sinistra, si andava invece al Lac de Chilet).



Superato il primo capriccio di Orsetto, che ci è valso lo sguardo di disapprovazione di una coppia di giovani escursionisti (chiaramente senza figli) e una piu' ripida salita in un altro bosco, siamo sbucati su un vasto pianoro, attraversato dal torrente Vercoche.

Alpe Vercoche

Sosta per giocare con l'acqua, riposare e, naturalmente, mangiare, all'altezza di alcuni alpeggi (questi vuoti) a circa 1880 mt, all'Alpe Vercoche.

Pianoro e Alpe Vercoche

 Poi, dopo che una coppia nelle vicinanze ci ha sconsigliato di proseguire perchè a loro dire la salita era troppo dura per i bambini  e comunque non saremmo mai riusciti a fare il giro dall'altra parte, abbiamo proseguito in direzione del lago, con l'idea di tentare un giro circolare, prima su un sentiero bucolico tra prati e alberi in riva al torrente, quasi pianeggiante,


poi per il ripido tratto di salita finale, fino ai 2230 mt della fine del pendio, in cui Orsetto ha dato il meglio di sè come piccolo alpinista e Principessa e il ricciolino il peggio, tempestandoci di lamenti.



Un'ora di fuoco che pero' ci ha portati dinanzi ad uno splendido lago, incastonato in una conca tra le montagne: il Lac de Vercoche, mt. 2216. 





In un luogo solitario (dal bivio sopra l'alpeggio degli asinelli al Lac Vercoche abbiamo incontrato tre persone di numero) e selvaggio, ci siamo immersi nella natura e nel silenzio...
No ecco, il silenzio no, perchè tra i "sono stancaaaa!" di Principessa, le lagne di Orsetto e i "ho male alle gambe, ho sonno, ho fame" del ricciolino, l'ultimo tratto impegnativo di salita è stato davvero snervante.

Pero' lo rifarei mille volte, saro' sincera, per godere dello spettacolo che ci si è aperto sul lago di Vercoche, nella conca omonima.



Invece di ridiscendere dallo stesso sentiero, abbiamo deciso di tentare di prendere la cabinovia in discesa dal versante a lato, ovvero la Laris - Chardonney e, per farlo, abbiamo percorso un lungo traverso, tra pietraie e sabbietta, ben tracciato e sufficientemente largo da camminare in sicurezza ma a tratti esposto per i bambini (segnavia n. 5).

La linea dritta che si intravede tagliare il pendio a metà altezza, è l'ultimo tratto di sentiero esposto

In cima, appena sotto la Bec de Laris, ammirato "l'ometto" segnavia con le pietre, ci siamo accorti che ci mancava una ripida discesa su sentiero su roccia instabile, fino ai prati ed alle stazioni degli impianti sciistici di Champocher.


Vista magnifica e un solo altro escursionista incrociato.


Il lac de Vercoche nella conca visto da sotto la Bec de Laris

Purtroppo, per quanto il sentiero fosse ben tenuto, le mie ginocchia doloranti e la stanchezza dei tre piccoli escursionisti, nonchè la sete che ci ha portato a frequenti soste, ci hanno fatto perdere per un soffio (10 minuti), l'ultima discesa.


 E quindi un'altra ora, originariamente non prevista, ad aggiungersi alla salita ed alla precendente discesa, giu' per la stradina che costituisce d'inverno la pista di sci di rientro.



 A quel punto l'Alpmarito ha dovuto prendere a spalle a turno Principessa ed Orsetto ma il ricciolino era tornato baldanzoso e in piu' abbiamo incontrato due belle marmottine uscite per un giretto tra i prati dopo il rientro a casa degli escursionisti (tranne noi e un altro gruppetto).









Siamo arrivati a Champorcher, loc. Chardonney, 1510 mt,  che erano ormai le 19,00, con i bambini molto stanchi.
Abbiamo quindi optato per una pizza sul posto, con l'idea di aspettare poi al parco giochi che l'Alpmarito scendesse a recuperare l'auto a Outre L'Eve e risalisse a recuperarci.

I bambini, pero', tra pizza e giochi alla vicina fontana, avevano recuperato energie e non hanno voluto saperne di aspettare senza il papà.
Cosi' ci siamo rimessi tutti in cammino per un'altra scarpinata (in discesa almeno) nell'ultima mezz'ora di luce, niente meno che sul Sentiero degli Orridi del torrente Ayasse (segnavia 2/4H da Chardonney, ma dopo il primo tratto in piano che costeggia il torrente, bisogna prendere il bivio per "Sentiero degli Orridi" per non trovarsi sul sentiero che collega l'alpeggio Porte con Champorcher, ovvero il 4H)!
300 mt di dislivello negativo facile e ben tracciato ma ripido e un po' scivoloso.
Tra l'altro, il torrente Ayasse è lo stesso che, scendendo, si puo' ammirare con le sue gole e salti nel "Giro dei 6 ponti" di Pontboset, ove si trova l'orrido di Ratus (qui il racconto della nostra escursione) e nel sentiero "Le tre goye di Hone" (ne ho parlato qui)  da Hone.
Sono certa, comunque, che sul momento Orsetto e Principessa abbiano rimpianto la loro scelta.

Siamo arrivati all'auto camminando a passo sostenuto in discesa, con i bambini allo stremo che sono crollati immediatamente in auto e il buio sopraggiunto poco dopo.

Inutile aggiungere che a quel punto sulla strada del rientro non c'era piu' traffico, nonostante fosse domenica sera!

Artanzia minore, astrantia minor, pianta montana rara in vda perchè predilige terreni calcarei.
 Io l'adoro.

Bilancio dell'avventura:  
oltre 1000 mt di dislivello positivo
piu' di 4 h di camminata in salita (ma con due bimbi di tre anni che si sono fatti prendere a spalla a turno solo negli ultimi 100 mt di salita, per cui calcolate 3 h), 
crica 2 ore e mezza in discesa,
12 h totali fuori casa 
e paesaggi ancora in gran parte sconosciuti (almeno d'estate) e molto belli.

p.s. Dopo tanta fatica, eramo convinti che il giorno dopo i bambini avrebbero fatto storie ad alzarsi per il centro estivo e che per un po' avrebbero storto il naso al pensiero di andare a camminare in montagna, invece alle 6.30, puntuale come un orologio svizzero, Principessa era in piedi, seguita alle 7.00 dai due maschietti di casa.
E il fine settimana dopo, alla proposta di andare in montagna dallo zio per fare un'altra passeggiata, non hanno neppure protestato, anzi.
Io, per contro, ho avuto male alle gambe per tre giorni!


giovedì 6 agosto 2020

In Ticino con i bambini: lo zoo di Maglio

Il Ticino è una zona della Svizzera che presenta molte attrattive per le famiglie, dalle vallate montane in cui è possibile fare molte escursioni e giocare (ad esempio a Cioss Prato), ai laghi, alle cascate ed alle pozze (come la cascata Piumogna a Faido) in cui fare il bagno, ai parchi giochi, i castelli di Bellinzona e la Swissminiatur, oltre alla fabbrica di cioccolato Alprose.


Tra i luoghi che ho visitato con i bambini c'è anche un piccolo zoo, lo Zoo al Maglio, a Magliaso.



E' uno zoo tradizionale, aperto dal 1974 e dunque quasi storico, con animali in gabbia e in spazi non molto ampi, dunque purtroppo nulla di paragonabile allo Zoom di Torino (qui trovate il racconto della nostra visita).
Devo dire, tuttavia, che per stare in un luogo tranquillo ed all'aria aperta, facendo divertire i bambini una mezza giornata, è un'ottima idea.



Il prezzo di ingresso è contenuto, per gli standard svizzeri (12 fr gli adulti, 6 fr i bambini sopra i due anni, gratis da 0 a 2).
C'è una zona parco giochi con anche una sabbiera, un piccolo bar, diversi tavolini con sedie ed ombrelloni da usare per i pic nic.



Si trova in una zona silenziosa, con un ampio parcheggio gratuito.
Nelle domeniche di agosto organizzano anche eventi speciali.




Gli animali non sono molti ma il bello di questo zoo è che a quasi tutti si puo' offrire cibo, appositamente venduto a 2 fr. al sacchettino all'ingresso.
Si tratta soprattutto di pezzi di frutta e pop corn, che scimmiette e caprette sembrano apprezzare molto, "rubandolo" dalle manine dei bambini.





Si tratta ovviamente di animali "salvati" o nati e cresciuti in cattività, per cui non ci sono progetti di reinserimento, a differenza che allo Zoom (da quanto ho capito, ma potrei sbagliarmi), pero' sembrano ben tenuti.


Ai miei bimbi piccoli, nonostante il gran caldo il giorno in cui ci siamo stati, è piaciuto molto, mentre il grande ha apprezzato la possibilità di nutrire caprette e scimmiette e osservare le specie presenti, pero' ha notato la ristrettezza degli spazi e la tristezza di dover vedere questi animali lontani dal loro habitat naturale.

Terminata la visita, vi consiglio un bagno nei vicini lidi sul lago di Lugano, nonchè una visita alla fabbrica di cioccolato Alprose a Caslano, con annesso piccolo museo e spaccio di cioccolata, a meno di 5 minuti d'auto da Magliaso.

Una delle tre mucche rosse che accolgono i visitatori all'Alprose

O meglio ancora, siccome la fabbrica è in funzione prevalentemente la mattina e dal lunedì al venerdì (lo spaccio dei prodotti invece ha orari da negozio), è una buona idea visitarla al mattino e poi andare allo zoo per un pranzo a pic nic e il pomeriggio con gli animali, oppure nei numerosi lidi attrezzati.


Lo zoo è aperto tutti i giorni dal 01.04 al 31.10 con orairo 9.00 - 18.00, dal 01.11. al 31.03 con orario 10.00- 17.00.
Altre info sul sito ufficiale dello Zoo al Maglio.

 *Post come dei consueto non sponsorizzato.