venerdì 31 maggio 2013

Biberon al piombo




“Biberon al pimbo” di Maria Cristina Saccuman, Sironi Editore 


Un saggio breve (190 pag.) ma denso: di informazioni, suggerimenti, dati, spiegazioni scientifiche, eventi reali, storie vere.
Non posso che condividere le conclusioni dell’autrice: una volta che si sa, è impossibile fingere ignorare.
E questo libro insegna molto, troppo per essere riassunto in poche righe.
Eppure vorrei che lo leggeste, che tutti lo leggessero, genitori e non, nonni e non, per proteggere proprio i più deboli e indifesi, i bambini, i figli nostri e altrui, e le donne in gravidanza.
Perchè, come scrive la Dott.ssa Saccuman a pag. 188: “E’ impossibile separare la loro salute da quella dell’ambiente che li circonda. Impossibile isolarli in una zona protetta. Non ci si salva da soli, e non si salva solo il proprio bambino”.

Il saggio è diviso in capitoli, dedicati ognuno ad una fonte di inquinamento: il piombo, l’argento liquido, gli organici persistenti (POP e PCB), particolato, carbonio e e ozono,  DDT e pesticidi, le plastiche.
Sostanze a cui possiamo cercare di sfuggire, che possiamo ridurre, che possiamo neutralizzare parzialmente, ma non evitare, perchè sono ovunque intorno a noi.
E leggendo ho avuto la possibilità di conoscerle e conoscere qualcosa dei loro effetti, incredibilmente devastanti, sullo sviluppo dei bambini.

Il bello di questo libro è che aiuta a far luce su episodi di inquinamento accaduti molto vicino a noi, nel tempo e nello spazio, come quello creato da una nota azienda di Brescia, che fa sì che dal 2002 ogni sei mesi il Comune di Brescia ordini alla popolazione di evitare “ogni operazione che comporti il contatto con il terreno o l’inalazione di polveri da esso provenienti”, con conseguente divieto di toccare la terra, scavare, giocare, calciare un pallone, anche nei parchi pubblici; o l’Ilva di Taranto, con gli effetti riscontrati nel latte materno delle donne del posto; l’esplosione dell’ICMSE di Meda nel luglio del 1976, con rilascio di diossina che esplica i suoi effeti sul funzionamento della tiroide di figli di quelle che all’epoca erano solo bambine, partoriti anche trent’anni dopo l’esposizione; i cetacei arenatisi nella spiaggia di Foce Varano, nel Gargano, il 10.12.2009, morti per inquinamento da POP e PCB; la SLOI di Trento, una fabbrica ormai chiusa da 30 anni ma di cui rimangono 24 ettari contaminati dal piombo e 180 tonnellate di teatrile disperse nel terreno; senza tralasciare i casi esteri, europei e non.
La parte che mi ha colpito di più, devo dire, forse perchè mamma da poco, è quella relativa all’inquinamento riscontrato nel latte materno e l’esposizione al piombo derivante da vernici sgretolate, magari di vecchi giochi o vecchie case, per non tacere dei giocattoli al piombo ritirati dal mercato nell’agosto del 2007, dopo che un numero imprecisato di esemplari era già stato venduto (e si parla di sottomarini Elmo, macchinine Cars, bambole di Dora l’esploratrice con marchi Mattel e Fisher Price, che denunciarono immediatamente l’accaduto).

Alla fine, però, le conclusioni dell’autrice sono meno allarmistiche di quanto ci si potrebbe aspettare: non solo il mondo, o meglio, parte di esso, sta diventando più sicuro e la salute ambientale sta diventando un tema “caldo” e attuale, con la promozione di un’approccio “d’insieme” alle problematiche, ma si può fare molto, come singoli esoprattutto, con azioni globali.
E quando ci si muove, gli effetti benefici sono immediati.

Il compito degli adulti? “Cercare le informazioni, discriminare, spingere perchè si agisca nella giusta direzione. Ci tocca anche mantenere il senso delle proporzioni: ricordare che la povertà può essere potente come il piombo, che ai bambini servono cose interessanti da fare, da vedere e di cui parlare, e qualcuno che li ami abbastanza e possa condividere un pò del loro mondo.” (pag. 190, ultimo capoverso).
Leggendo, infatti, si scopre che stimoli adeguati sono in grado di contrastare l’effetto delle sostenze inquinanti sullo sviluppo del cervello fetale e neonatale, riducendo l’impatto sul QI, la memoria e le altre funzioni, e che i benefici del latte materno superano quasi sempre gli effetti negativi della contaminazione.

Io, da parte mia, cerco di fare la mia parte consigliando questo saggio, che ho letto e riletto, dopo averlo trovato per caso sullo scaffale di un supermercato.
Tornerò a parlarne.

Questo post partecipa all’inizativa di Home Made Mamma, il Venerdì del libro: http://www.homemademamma.com/2013/05/31/venerdi-del-libro-stuart-little/

15 commenti:

  1. è impressionante come le sostanze inquinanti possano insinuarsi nell'organismo. Come la cronaca ci insegna, purtroppo, acquistare prodotti di marca non è garanzia di prodotti "sani" perchè la frode da parte di fornitori disonesti è sempre in agguato.
    Scusa se sono andata fuori dal seminato, ma è un argomento che mi fa imbestialire.

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    1. Infatti. L'unica difesa è la conoscenza e la curiosità.

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  2. In effetti viene un po' di ansia a pensare a queste cose, soprattutto nei casi in cui c'è poco da fare per evitarle. E quando non puoi proteggere i tuoi bambini. Comunque sapere è sempre meglio!!!

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    1. L'autrice qualche piccolo suggerimento per azioni individuali quotidiane ne da...tipo non riscaldare la plastica nel microonde o nella lavastoglie, anche se è venduta per quell'uso, non usare giocattoli degli anni 60 e 70, quando si usavano vernici al piombo, non usare posate di peltro ecc.
      Si vorrebbe proteggerli da tutto ma l'unica arma è agire tutti insieme, come per i vaccini, del resto.

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  3. Ho un'amica molto informata a riguardo. Mi mette al corrente di ogni sua nuova (angosciante) scoperta.
    Si imbestialisce quando scopre che ho acquistato un prodotto di marca, soprattutto se rientra tra quelli da lei "bannati". Sicuramente le dirò di questo saggio :)

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    1. IL saggio non ce l'ha con i prodotti di marca, attenzione, racconta soltanto di un episodio che ha riguardato dei giocattoli di marchio famoso ma non è questo il punto...
      e' che il pericolo si nasconde un pò ovunque e bisogna cercare di capire, prevenire e scegliere con attenzione, oltre che stimolare azioni globali.
      E' vero, sono scoperte angoscianti ma...almeno si acquista consapevolezza!

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  4. ...non per nulla l'unica cosa a misura di bambini che abbiamo mai costruito sono i tubi di scappamento... tristezza... :-(

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  5. Caspita!! Uno non ci pensa ma poi si imbatte in un libro del genere e prende coscienza ! Io ne ho due uno di 14 e uno di 4 e... Sono preoccupata a questo punto! Vado a comprare il libro! Ah...anch'io sono avvocato!

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    1. Piacere di conoscenti collega! Purtroppo molti rischi non possiamo evitarli ma credo che sapere sia già un buon punto di partenza per a cercare di fare scelte consapevoli.ora vado a curiosare sulla tua pagina!

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  6. mamma mia... mi è salita un pò di ansia, ma sicuramente mi documenterò davvero sempre meglio...

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  7. scusa il mega-ritardo...solo ora leggo il tuo commento! Mi era sfuggito! Hai pienamente ragione, da poche righe hai capito bene su di me: questo libro potrei adorarlo! lo aggiungo alla lista. Piano piano sto leggendo tutto...intanto grazie per il consiglio e per essere passata da me. Per non perdermi altro sono anche diventata una tua nuova follower!

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  8. Benvenuta!grazie!curiosavo nel tuo blog già da un po',, era ora di commentare...ci sono troppi libri belli da leggere...il tempo non basta mai!

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