martedì 27 ottobre 2015

Boschi, castagne e piccoli grandi amici, in Valle d'Aosta

Autunno.

Tempo di passeggiate rilassanti a bassa quota (in foto, da Arnad  al Santuario di Machaby ed al Forte di Machaby restaurato)
Tempo di momenti di calore ed amicizia.


 Tempo di castagne, di foglie colorate e fuoco nel camino.


Basta aver voglia di uscire, un sms la domenica mattina per mettersi d'accordo e la voglia di stare insieme, a chiacchierare e giocare.
Non è sempre facile proporre piccole gite o incontri, soprattutto se, come noi, si naviga a vista ed il massimo della programmazione e' chiamare con un paio d'ore di anticipo.
Si ha paura di collezionare rifiuti (perché ciascuno ha i suoi impegni, non certo perché manchi la voglia), di sembrare invadenti, di dare fastidio o svegliare chi ancora dorme.
Sì, ok, forse quella di disturbare o invadere gli spazi altrui è una paura che svela il mio animo piemontese e quello valdostano dell'Alpmarito. O forse è comune, non so, ditemelo voi.

Comunque, quando l'incastro riesce, normali domeniche di mezza stagione diventano occasioni di incontro e divertimento.


Per conoscersi meglio, per cementare amicizie e coltivarle, perché, se anche frequentano scuole diverse e i bimbi sono piccoli, se tra loro c'è sintonia, basta poco perché si ritrovino.
L'amicizia non ha davvero età.


E poi i boschi in autunno,  sono un incanto per gli occhi, di cui fare scorta in previsione dell'inverno.


Senza dimenticare le deloizie per la gola!


Soprattutto se si ha la fortuna di vivere dove le castagne sono di casa e fare le caldarraste, un'arte che si tramanda generazione dopo generazione, ciascuna famiglia con le sue piccole varianti di procedimento.


Dopo "tanto" camminare, vorrai mica non mangiare in compagnia?!?
Che sia nel cortile di casa o in una trattoria ricavata in un forte mirabilmente restaurato...

e allora non importa se hai fatto colazione giusto un paio d'ore prima!



Piccoli grandi amici, intanto, giocano felici e sfogano tutta la loro inesauribile energia!

(anche scattando improbabili foto, come questa )





E voi, riuscite ad organizzare spesso ritrovi domenicali simili ? Fate le caldarroste ?
Temete anche voi di disturbare con così poco preavviso, soprattutto se chiamate genitori di amichetti di scuola di vostro figlio con cui siete entrati in confidenza da poco ?

lunedì 26 ottobre 2015

Lavoretti autunnali !

Ci siamo.
Anche il ricciolino biondo e' stato contagiato dalla "mania" di Halloween.
Si tratta di una festa che per me non ha alcun significato, poiché non è legata a tradizioni familiari o locali.
Noi piuttosto festeggiamo I Santi, se il tuor dei cimiteri, anche se seguito da passeggiate nei boschi autunnali, zuppa ad coij mangiata in famiglia e crema di zucca, può dirsi un festeggiamento.
Tuttavia, non vedo nulla di male nel concedere decorazioni arancioni e un po' "mostruose" o nell'intagliare una zucca, se la vicina può vendercela: in fondo, l'arancione e' un colore bellissimo e si sposa molto bene con l'autunno!!
Quindi, escluso "dolcetto o scherzetto", per il quale non siamo attrezzati come paese e comunque per il ricciolino e' prematuro, Una domenica ci siamo messi al lavoro..
L'alternativa, secondo il nanetto di casa, era iniziare a "preparare l'albero di Natale".. Aiuto!!!
Ed ecco le nostre due "maschere mostruose" fatte in casa.
Una è stata regalata prontamente al suo grande amico A. Perché un difetto che non ha il ricciolino biondo, e' proprio la mancanza di generosità, per fortuna.
L'altra, anima i nostri tardi pomeriggi in casa!
Questo, invece, è il frutto del lavoro di mia suocera:

Lo ha realizzato in mezz'ora, solo guardando una foto di Ponterest! Bravissima!

Il ricciolino biondo e' rimasto così colpito dall'abilita' e velocità della nonna con l'uncinetto, che le ha commissionato al volo un cappellino, per il quale siamo subito corsi a comprare la lana.
Povera nonna, non immaginava un tale entusiasmo!
L'idea era di nasconderlo nel letto per spaventare l'Alpmarito, che ha una discreto aracnofobia. Poi abbiamo optato per appenderlo al lampadario in camera da letto e...lo spavento e' riuscito (o meglio, l'Alpmarito e' stato al gioco, con grande divertimento del ricciolino biondo).


venerdì 23 ottobre 2015

"Le secrets des biblutins" e "Bulle, le petit ours brun", due bellissimi libri per bambini illustrati

Oltre al romanzo di Nick Hornby, "Funny Girl", oggi vorrei parlare anche di due libri per bambini che sono piaciuti molto sia a me che al ricciolino biondo e che ci hanno fatto compagnia come lettura della buonanotte.

Le illustrazioni, a mio parere, sono bellissime per entrambi i libri, che noi abbiamo letto in francese.
La casa editrice è  la Nord - Sud, i cui titoli per me sono una garanzia (anche se la casa editrice non ha risposto alle mie mail di richiesta di informazioni).

"Le secret des biblutines" di Ursula & Gisela Durr,  

E' la storia di un bimbo che scopre, nel magnifico castello in cui va a scuola, la vita segreta degli elfi dei sogni, che ogni notte, entrano nei lettini dei bimbi per riempire il loro sonno di meravigliose avventure e, di giorno, si nascondono tra i volumi della meravigliosa biblioteca del castello.

La storia è molto poetica, i colori vividi, le pagine ricche di sorprese, perchè si aprono e ampliano, l'atmosfera raccolta. La storia è abbastanza breve e semplice, quindi adatta anche ai piccoli.




 ***

"Bulle, le petit ours brun. Un hiver de reve" di Hans De Beer





E' autunno, le giornate si accorciano e le temperature scendono e Bulle, piccolo orso bruno, deve prepararsi al letargo, costruendosi la propria tana. Ormai è grande, sono finiti i tempi del lungo sonno con mamma e papà.
 Pero' Bulle non ha voglia di passare l'inverno tutto solo in una grotta, cosi',  quando la sua amica hirondelle, la rondinella, gli suggerisce di attraversare la foresta e andare verso Sud, per trascorrere al caldo la lunga stagione fredda, decide di mettersi in cammino.

Peccato che non sappia dove andare, di preciso, e il viaggi sia lungo. Bulle viene colto dalla prima neve ancora impreparato, nella foresta. Nessuno vuole dargli ospitalità, fino a che trova un furgoncino abbandonato abitato da tre piccoli amici, con cui, dopo un momeno di iniziale diffidenza, trascorrerà un letargo pieno di avventura, calore e divertimento !!
Insomma, un inverno da sogno!

La storia è molto dolce, come le illustrazioni, ma abbastanza lunga da essere letta in due sere e adatta a bimbi un po' piu' grandicelli, dai tre/quattro anni.

E anche con questo post, partecipo al Venerdi' del Libro !!


"Funny Girl"

"Funny Girl" di Nick Hornby, 

editrice Guanda, novembre 2014, pag. 373, Euro 18,50

Nick Hornby, autore tra gli altri di "Un ragazzo", "Non buttiamoci giù" e "Tutti mi danno del bastardo" , è uno scrittore che amo molto e che solo in un caso, fino ad ora, mi ha deluso.

Il suo stile, molto ironico e con tanti riferimenti a film, libri, personaggi e musicisti di ogni epoca (a seconda dell'ambientazione dei romanzi), secondo me è particolare e deve piacere ma, se piace, in genere cattura.

Il suo ultimo romanzo è la storia di Barbara, ragazza di provincia di un paesino del Nord dell'Inghilterra degli anni '60, che ha un sogno:
"Barbara sapeva di non voler diventare reginetta per un giorno, e nemmeno per un anno. Non voleva diventare reginetta e basta. Voleva solo andare in televisione e far ridere la gente."

Per questo, ascolta rapita i programmi radiofonici e televisivi dei comici inglesi, in compagnia del padre, un quarantenne sovrappeso rimasto solo dopo che la moglie se ne è andata con un altro uomo, abbandonando figlia e marito in cerca di una vita "meno mediocre".
Partecipa al concorso di bellezza del suo paese, ottenendo la corona di Miss Blackpool,  ma poi, forte delle sue convizioni,  rinuncia al "titolo" e parte per Londra, disposta a tutto pur di inseguire il suo sogno.

Quasi per caso, Barbara, che nel frattempo ha cambiato il suo nome per esigenze artistiche in "Sophie" e lavora in un centro commerciale, partecipa ad un provino per uno scheck comico della BBC e, contrariamente ad ogni pronostico dell'agente appositamente ingaggiato, che vorrebbe far di lei l'ennesima suobrette (e cosa sarebbe mai, una "soubrette", si interroga l'ingenua Barbara), viene scelta all'istante dagli autori, Bill e Tony, dall'attore protagonista Clive e dal regista, Dennis.

Lo spettacolo ha un tale successo di pubblico televisivo che diventa presto una serie di grande successo, tagliata su misura per Barbara: "Barbara (e Jim)".

Il successo travolgente e la vita da attrice, però non sono semplici come si aspettava Barbara, poichè la concorrenza è spietata, l'Inghilterra sta assistendo ad una rivoluzione di usi e costumi, gli autori hanno le loro ambizioni ed i loro problemi sentimentali, gli attori maschi non esitano a saltare da un letto all'altro e lei inizia a temere il decadimento fisico e l'evoluzione della sua carriera.

Non racconto di più, per non rovinare la lettura, però in questo romanzo c'è tutto: divertimento, analisi sociale, amore (anche dal punto di vista di un omosessuale), ambiente televisivo, differenze sociali e geografiche nord - sud (che evidentemente non sono un problema solo italiano o francese), pregiudizi, problemi famigliari ecc.
Soprattutto, io vi ho visto una critica sagace della società dell'intrattenimento, del cambiamento dei costumi e dell'ambiente televisivo, condita da una buona dose di nostalgia e da riflessioni intelligenti.

Non è una lettura impegnata, certo, ma un bel romanzo, che consiglio.

Con questo post partecipo al consueto appuntamento del Venerdì del libro.
Non finisce qui, pero', perchè consiglio anche due bellissimi albi illustrati per bimbi di tre - quattro anni, in francese !!!




giovedì 22 ottobre 2015

Insegnamento della seconda e terza lingua alla scuola dell'infanzia. Riflessioni di una madre perplessa.


Qualche giorno fa c'è stata la seconda riunione scolastica dell'anno, quella dedicata alla programmazione.


Ho così scoperto, innanzi tutto, che quest'anno, pare per via dei tagli finanziari al comparto scuola (ma non ho maggiori dettagli per capire a che livello siano stati operati questi tagli, nè, soprattutto, cosa vi sia di vero in questa motivazione), le assenze delle maestre non saranno coperte da sostituti, come accadeva fino allo scorso anno.

Le maestre rimanenti dovranno "farsi carico" anche del lavoro dell'assente, modificando la prorpia programmazione.

Le insegnanti lo hanno spiegato ai genitori, poichè è successo, già ad inizio anno, che due o tre di loro fossero assenti per corsi di aggiornamento (il che mi lascia già da sè perplessa: in orario scolastico, durante giorni di lavoro "standard"?), con conseguente "fusione" delle classi e gioco libero, puntualmente riferita a casa dai bambini.

Io e le altre mamme ci siamo limitate a chiederci se dovremo aspettare incidenti gravi, prima che si capisca che bimbi di 3-5 anni non possono essere lasciati senza adeguato controllo.
Io, poi, mi chiedo se per i nostri amminitratori la scuola dell'infanzia non sia altro che un "parcheggio" per i bambini, una specie di parco giochi al coperto in cui farli sfogare, anzichè un luogo di crescita, educazione e apprendimento, seppur commisurato all'età.

Ed ecco la seconda scoperta: un sondaggio scritto per capire se la maggioranze delle famiglie erano disponibili a sobbarcarsi un costo aggiuntivo una tantum per potenziare l'insegnamento del francese.

Premetto che viviamo in Valle d'Aosta, le insegnanti per legge devono dare un esame di conoscenza della lingua francese scritta e orale e dovrebbe vigere il bilinguismo nelle scuole e nelle istituzioni. 
Di fatto lo è sempre meno, per vari motivi, fra cui io contemplo anche la scarsa volontà di alcune (fortunatamente non tutte) insegnanti, spesso non adeguatamente preparate e poco consapevoli dell'arricchimento culturale che può consentire il bilinguismo, salvo poi la prontezza nell'incassare l'indennità di bilinguismo mensile in stipendio, ovviamente.

Dunque, il francese è la prima "seconda lingua" o, almeno, dovrebbe esserlo, che piaccia o no.

Tanto premesso, sappiate che l'esborso richiesto alle famiglie era:  4 Euro.
4, non 40, non 14.
Una tantum, ad alunno. 

E in che cosa consisterebbe il "potenziamento" dell'insegnamento? 
Un corso di teatro più spettacolo di una compagnia madrelingua francese, in quattro mezze giornate.
QUATTRO MEZZE GIORNATE, in un anno.

I fondi pubblici per questa attività ? Eh no, la scuola li ha usati per un altro progetto:
 un corso di inglese di 20 lezioni da un'ora, con un insegnante.

Ripeto: 1 insegnante, 46 bambini, 20 ore in un anno.

Questo, pare, per venire incontro alle richieste dei genitori di insegnare l'inglese fin dalla scuola dell'infanzia.

Ora, io mi chiedo: è questo che si intende per bilinguismo e potenziamento? Un corso di 4 ore per 4 volte ? Non si potrebbe fare tutte le settimane ? Costerebbe davvero tanto di più ? Serve a qualche cosa potenziare così?
E, soprattutto, prima di attivarlo dobbiamo chiedere il permesso per 4 Euro ???
No, perchè faccio notare che ogni gita sono 3/4 euro, per la castagnata bisogna portare castagne e fascine, per le festicciole di Natale e Carnevale cibo e bibite più offerte per acquistare lavoretti vari ecc. e nessuno chiede il permesso della maggioranza dei genitori e per questo è necessario chiederlo ?

E ancora: lo Stato non può pagare 20 lezioni da un'ora all'anno + 4 Euro a bimbo ?
A quale ridicola cifra ammontano gli stanziamenti ?

Infine: ma c'è qualche genitore che davvero pensa che 20 ore in un anno in cui ti insegnano una canzoncina o qualche parola in inglese faranno la differenza nel futuro dei loro figli ?
Non è meglio una sola lingua straniera, quale che sia, ma fatta per la metà dell'orario scolastico o quasi ?

Sì, esistono. E io non so cosa pensare.
Tra l'altro, forse non si rendono conto che mentre ovunque proliferano istituti e corsi di insegnamento dell'inglese, summer camp, vacanze studio in Inghilterra, cartoni in inglese ecc., di occasioni per imparare il francese (o lo sloveno in Friuli o il tedesco in Alto Adige), non ce ne sono altrettante e questa TERZA lingua per i nostri figli potrebbe fare la differenza tra trovare un lavoro o no, nel futuro, tra potersi trasferire all'estero o n.
E ciò senza contare il bagaglio socio-culturale di cui la lingua è veicolo, nelle regioni a Statuto Speciale.

Non che sia contraria alle lingue, nel caso non si fosse capito. Fosse per me, la scuola dovrebbe svolgere tutti i propri insegnamenti per metà in italiano, per un quarto in inglese e per l'altro quarto in un'altra seconda lingua, o qualche cosa di simile, con continuità e coerenza.
Queste iniziative sono lodevoli e certamente sono meglio del nulla o del disinteresse totale.

Solo che, se questa, una scuola dell'infanzia in regione a statuto speciale in cui per fare quattro incontri con madrelingua francesi devi chiedere il permesso ai genitori e l'inglese è previsto per 20 ore all'anno, è la "scuola del futuro" e se piace ad alcuno/la maggioranza dei genitori, conferma tutte le mie peggiori aspettative sulla direzione intrapresa.


Avvertenza: in questo post esprimo le mie personali opinioni di persona e genitore, peraltro non laureata in lingue straniere o scienze della formazione/educazione.
Il confronto, anche acceso, purchè educato, è cercato ed apprezzato.


martedì 20 ottobre 2015

Passeggiate autunnali in Valle d'Aosta: da Gaby a Pian dou Beyli

L'autunno porta con sè, ogni anno, l'aria fredda e la pioggia ma anche colori caldi e avvolgenti, il fuoco di una stufa, sapori rassicuranti e una rinnovata voglia di stare insieme, a casa e non solo.

E noi, cicondati dai boschi, non potevamo esimerci dal continuare le nostre passeggiate domenicali, 
come questa, in un luogo che riporta una parte della famiglia all'infanzia..


Un'oretta di salita, una mezz'ora di discesa dall'altra parte e poi il ritorno all'auto, in un giro circolare che anche con i bambini è fattibile in due ore, in luoghi poco frequentati ma su un sentiero rimesso a nuovo.
Da Yair Desout, un pugno di casa appena oltre l'abitato di Gaby, nella Valle del Lys (AO), seguendo il segnavia numero 3 fino a Pian dou Beyli...



ammirando la natura, soprattutto dal magnifico belvedere, sul dirupo protetto da una staccionata, appena prima di Pian dou Beyli, mt. 1310


scoprendo funghi di ogni forma e colore...




...per poi proseguire lungo in sentiero in discesa fino a Pont De Trenta ed al suo ponte di pietra e rientrare seguendo il marciapiede ed il sentiero a dordo strada, fino alla partenza (circa due chilometri in discesa).


Noi abbiamo avuto anche un incontro ravvicinato inaspettato !!!


D'obbligo, scendendo in auto, una sosta ai numerosi parco giochi, sempre ammirando i colori dell'autunno.

E poi, magari, gustandosi a casa un bel risotto ai funghi!!!






lunedì 19 ottobre 2015

Rimedi per riccioli ribelli

Il ricciolino biondo ama i suoi capelli e non è particolarmente propenso a tagliarli.

Tuttavia, periodicamente, crescendo, tendono a finirgli negli occhi.

Così, dopo aver visto a scuola delle bimbe con il cerchietto o delle fascette per capelli, me ne chiesta una verde, "come un pirata"!

Io ho pensato di approfittarne per riprendere in mano ferri e gomitoli e garantirgli le orecchie al caldo, in vista dei primi freddi.

Il risultato è tutt'altro che ottimo, si vede che sono arrugginita ed avrei dovuto lavorare le striscia di colore in un'altra direzione. Inoltre, i colori sono frutto della scelta del ricciolino combinata al riciclo dei gomitoli avanzati, tuttavia mio figlio ne è stato entusiasta e ora la sfoggia con orgoglio.

E a me questo basta!

 

 

domenica 18 ottobre 2015

Shopping per il ricciolino biondo

È autunno, la scuola e' ormai a pieno regime, la mole di vestiti da lavare aumenta ed i tempi di asciugatura diminuiscono. L'estate ci ha lasciato un ricciolino biondo cresciuto e con i vestiti dello scorso anno in parte ormai stretti o corti.
Così, siamo corsi ai ripari.
Per cercare di velocizzare la vestizione del mattino ed evitare capricci da "questa maglietta non mi piace" , "questa ha il collo stretto", "questa è senza disegni", "questa è da piccoli" e via di seguito, ho scelto disegni che rimandano ai personaggi preferiti del momento del ricciolino e...mi sono affidata al web.
Ed ecco il risultato, peraltro arrivato a casa, con spese gratuite, in una settimana.
Tre magliette a manica lunga taglia 5 anni, una maglietta a maniche corte, taglia 5 anni, tre paia di calzini pesanti di Spiderman, taglia 27-30.
Totale carrello: 39,89 Euro.

Non avevo mai comprato online su Kiabi e sono rimasta piacevolmente colpita: ottimo rapporto qualità - prezzo, cotone buono e belle stampe.
Soddisfatta! Il che da la misura di quanto sia cambiata la mia vita da quando sono mamma: prima facevo shopping per me, ora penso sempre prima a lui, ricavando la stessa identica soddisfazione che se avessi acquistato per me!!!
E voi? che siti di abbigliamento on line usate? Vi piacciono? So già che questo marchio piace a Stefania e Lucia, che ringrazio per avermi dato l'idea.
P.s. Questo NON è un post sponsorizzato.

venerdì 16 ottobre 2015

"L'amica geniale" e la mia opinione ambivalente

"L'amica geniale" di Elena Ferrante, edizioni e/o, pag. 327


Ho terminato questo romanzo, il primo dell'autrice che io abbia letto, ormai da più di una settimana.
Eppure, le mie impressioni sono ancora ambivalenti.

L'ho letto su consiglio di Mimma (che ringrazio), trascinata dalla curiosità di moltre altre recensioni e del passaparola, però, però....mi trovo in difficoltà a dare un giudizio.

Non mi soffermerò sulla trama, in rete si trovano descrizioni accurate e precise che dicono tutto, forse anche troppo, vi dirò solo che l'ho trovato cupo, triste, deprimente, angosciante.

L'intelligente Lila Cerullo, figlia dello scarparo, non mi è mai stata simpatica.
La sua amica,  la studiosa e un pò remissiva Elena Greco, figlia dell'uscere, neppure.
Il romanzo è abile nel tenere in bilico il rapporto di reciproca dipendenza tra le due protagoniste, prima bambine e poi adolescenti, nel far sembrare più geniale ed intrapredente ora l'una, ora l'altra, tanto da impedirmi di scegliere un personaggio preferito.

La narrazione è senza dubbio avvincente, il libro è scritto bene e la storia cattura ma, ad un certo punto, mi è sembrato venissero introdotte troppe figure secondarie non necessarie, troppe storie collaterali divaganti, poi spesso frettolosamente concluse o abbandonate.
E' possibile che ciò sia funzionale al seguito e, certamente, consente al lettore di immaginare la vita attiva del rione napoletano, però personalmente mi indispettisce che i personaggi secondari vengano citati continuamente ma tratteggiati superficialmente.
L'amicizia tra le due protagoniste, poi, ha un che di morboso, di velenoso.

In conclusione, non posso dire che non mi sia piaciuto, nè posso sconsigliarlo, per i motivi anzi detti. Anzi, lo consiglio.
Perchè io per prima sono curiosa di leggere il secondo volume della quadrilogia.

Contemporaneamente, però, il pensiero di immergermi nuovamente nella storia di Elena e Lila mi mette ansia e mi deprime, non so se mi spiego.

Devo ancora capire quale sentimento prevarrà, nel frattempo, vi consiglio di prepararvi ad una storia forte, se deciderete di leggerlo.

Con questo post, partecipo al Venerdì del Libro di Home Made Mamma.


giovedì 15 ottobre 2015

L'amore per il sapere

Ho sempre amato studiare.
Non tutte le materie, e non sempre, si intende, però ho sempre apprezzato l'opportunità di dedicare tempo allo studio, all'apprendimento, a nozioni a volte apparentemente inutili.

Tornando indietro, non solo rifarei il Liceo Classico, ma studierei ancora di più.
Sulla scelta della facoltà univeristaria qualche dubbio lo nutro, però certamente rifarei l'Università.
Perchè mai ho avuto così tanto tempo da consacrare allo studio come durante gli anni di superiori ed università e, soprattutto, così tante occasioni di stimolo e confronto culturale come al liceo.



Sarò sempre grata ai miei genitori per la possibilità che mi hanno dato e, soprattutto, per avermi fatto comprendere l'importanza della conoscenza, in qualunque campo.

Non credo che il mio percorso di studi sia il migliore o l'unico idoneo. NOn è questo che intendo.
Esistono tante strade, tante istituzioni scolastiche, tante esperienze di vita, tanti settori di conoscenza e tantissime fonti di apprendimento e, davvero, non saprei dire quale sia il migliore nè ho le competenze per giudicarli.

Io sono semplicemente grata del mio percorso.
Mio marito, ad esempio, non altrettanto del suo.

Ed è per questo che auguro a mio figlio di essere sempre curioso, di avere sempre voglia di apprendere ed imparare, l'umiltà per farlo da tutti e tutto, senza preconcetti, e la capacità di apprezzarlo.
Quali che siano le sue inclinazioni personali, le sue scelte scolstiche e le sue aspirazioni professionali.

L'Italia può vantare Università antichissime e rinomate, pur con tutti i loro indubitabili difetti e, spesso, la mancanza di adeguate risorse economiche.
Durante la nostra vacanza in Sardegna, abbiamo avuto la fortuna di visitare la sede di uno di questi Atenei: l'Università di Sassari.
Per puro caso.




 Pioveva a dirotto, eravamo in cerca di un posticino riparato da visitare quando siamo capitati davanti all'edificio dell'Università ed io, curiosa come sempre, sono entrata nell'atrio porticato per ammirarne l'architettura.
In quel mentre abbiamo scorto una famiglia di inglesi, con due figli sui 7 e 10 anni, che si guardavano intorno incuriositi, spingendosi verso l'interno dell'edificio.


E' passato un signore vestito in modo sportivo, che si è fermato e, comprendendo la loro curiosità, li ha invitati a salire la scalinata, portati nelle stanze del rettore ed affidati all'usciere perchè mostrasse loro l'Aula Magna e raccontasse la storia dell'Università.

Noi ci siamo immediatamente accodati!



Una delle aule magne utilizzate per la discussione delle tesi di laurea

Abbiamo così scoperto che l'Università ha quasi 400 anni, poichè è stata riconosciuta come tale nel 1617 (anche se fu fondata nel 1558) e tra i suoi alunni e docenti celebri pare ci siano stati, ad esempio, Antonio Segni, docente di diritto processuale civile, rettore nel 1943 e Presidente della Repubblica nel 1962, Francesco Cossiga, docente di diritto costituzionale, eletto Presidente della Repubblica nel 1985,il premio Nobel Daniel Bovet, Antonio Pigliaru,e Luigi Berlinguer.



L'Alpmarito si è prestato a fare da traduttore per gli inglesi e io sono rimasta colpita dall'interesse e dall'ammirazione dei turisti.




Devo ammettere che, come al solito ogni volta che entro in una Università, ripensando alle mie due lauree (triennale e specialistica), ho provato un brivido di emozione.

Ah, quel signore, è risultato essere il Rettore.

Ovviamente, non ho potuto esimermi dal fotografare anche un altro dei luoghi che cerco sempre nelle città che visito....il Tribunale.
Questa, però, è una questione di deformazione professionale !!!





E voi, vi è mai capitato qualche cosa di simile ?
 Quali sono i luoghi che cercate sempre, viaggiando, se ci sono ?
Rifareste il vostro percorso di studi o cambiereste qualcosa?