sabato 29 marzo 2014

Scelte educative e corso accelerato di guida in montagna

Negli ultimi tempi ho trascurato questo blog, presa da troppi eventi (ahimè quasi sempre negativi), impegni, lavoro e malattie di stagione che ci hanno colpito a turno senza sosta da gennaio, in una spirale infernale che spero la primavera interrompa via presto, almeno fino al prossimo autunno (di più, non oso sperare).
Nel frattempo però, ho accumulato pensieri e riflessioni che premono per uscire e tediare i pochi (ma buoni e molto graditi) che passano da queste parti.
Per dire, una sola giornata sulla neve con nano e bob ha generato numerosi interrogativi e qualche, acidula, riflessione.
Premessa: astenersi permalosi!
Riflessione 1: perché nei giorni in cui sono, evidentemente, in vacanza (essendo giorno infrasettimanale o domenica), i genitori non si occupano dei loro figli e preferiscono godersi il relax al sole, lasciando che siano gli impiantisti e gli altri utenti a cercare di far loro osservare delle elementari regole di educazione, buon senso e sicurezza, ovviamente senza esito (ma solo perché non possono sequestrare loro il biglietto o mollargli un buon ceffone, come verrebbe voglia di fare)?
Non si vergognano della maleducazione dei loro pargoli?
Come sperano di poterli gestire se, a sette - dieci anni, non li fermano quando si lanciano con lo slittino addosso a bimbi di due anni, non li redarguiscono quando cercano di fare i furbi e non rispettano la fila, quando si lanciano palle di neve sullo scivolo che li conduce in cima colpendo, nel mentre, i poveretti che hanno avuto la sfortuna di salire tra loro, peraltro soprattutto mamme con bimbi piccoli e infanti già alle prese con le difficoltà delle prime sciate?
No, perché capisco il desiderio di relax, ma poi se capitano incidenti e' inutile gridare alla mancanza di sicurezza della pista o incolpare i responsabili degli impianti o, peggio ancora, dare la colpa alla violenza che i figli vedono in tv: li hanno cresciuti loro così!
Senza considerare che ai genitori costerebbe meno lasciarli in qualche garderie, centro estivo, area giochi in città che portarseli in ameni luoghi di villeggiatura, pagare loro lo skipass, il pranzo, la merenda, l'abbigliamento da sci ecc., per poi comunque lasciarli in balia di loro stessi.
Bambini arroganti e irrispettosi degli altri e del lavoro altrui a 5 - 8 anni, che ragazzi e adulti diventeranno?

Seconda riflessione: turisti, villeggianti, passanti occasionali, mi rivolgo a voi.
E' così difficile imboccare un tornante senza invadere la corsia dell'opposto senso di marcia E (sarebbe già una conquista se fosse un "o" anziché "un "e") senza fermarsi prima? E' eccessivo pretendere che scendiate andando a più di 40 - 50 kg/h, con vergognose punte di 10 nei tornanti, ovviamente viaggiando sempre a cavallo della linea di mezzo? A scuola guida non si insegna più a tenere il margine destro della carreggiata?
Farsi da parte per lasciare passare le auto che si sono incolonnate dietro, no? Pensare che gli altri magari, dico solo magari, hanno fretta e non sono in vacanza come voi? Perché, apparentemente, più la macchina e' grossa più e' guidata da incapaci??
Sapete che la vostra auto ha più di due marce, vero?E che il cartello "attenzione tornanti" non significa: fermi tutti, allargate bene poi pian pianino imboccate la curva?

No, perché io vi voglio bene, sappiatelo. Anche se non vivo di turismo e non sono neppure molto favorevole ad un certo tipo di turismo, dal forte impatto ambientale.
Riconosco che tutti hanno il diritto di godere delle bellezze della natura, della gioia di una discesa con il vento tra i capelli e dell'ebrezza di un cielo blu senza nuvole e nebbiolina di smog, del bianco accecante della neve, del verde dei boschi, del cinguettio degli uccelli ecc. ecc.
Riconosco che alcuni di turismo ci vivono e per loro siete importanti.
Riconosco che venite con le migliori intenzioni e per questo vi assicuro che siete i benvenuti, però vi prego, vi supplico, connettete il cervello alle mani e, la prossima volta che guidate in montagna, riflettete sul fatto che se per voi dieci minuti di coda o una quarto d'ora in più nel percorrere una valle non fanno la differenza, abituati come siete a impiegare ore per arrivare da un capo all'altro della stessa città, a noi, che qui ci viviamo, fanno lo stesso effetto di una doccia gelata e significano ore perse tutte le settimane. Perché per andare a comprare il pane qui noi facciamo chilometri, idem per farmacie, scuole & co.
E i freni ci servono, non possiamo sputtanarceli tutti con un solo viaggio, capito?
Senza contare che nel periodo in cui voi siete in vacanza o nel fine settimana, la maggior parte dei valdostani sta lavorando e quindi non ha tempo da perdere.
Ci spazientiamo, diventiamo antipatici, litighiamo....a meno che, dove siamo costretti in coda, non ci sia un bar in cui fermarsi per un aperitivo o un caffè corretto grappa, naturalmente!
P.s. Il discorso camper non lo affronto neanche, i camperesti per me non dovrebbero neppure avere accesso alle vallate alpine!

Sono antipatica lo so, ma non me ne vogliate, quando ci vuole ci vuole!