giovedì 30 novembre 2017

Il momento migliore

Ultimamente il momento più bello delle mie giornate non è quello in cui tutti e tre i bimbi sono stati sfamati e messi a letto e, finalmente, dormono. Quello è il secondo.



Il momento più bello è quello in cui la casa è ancora immersa nel silenzio, pochi rumori ovattati giungono dalle vie dintorno, qualche luce inizia ad illuminare le finestre vicino e casa nostra.
Io sorseggio la mia acqua calda, preparo la merenda per scuola del nano e il primo biberon, qualche volta, se è abbastanza presto, mi faccio il caffè in solitudine.
Poi vado in camera e li sveglio, uno per uno.

Orsetto dorme a pancia in giù, raggomitolato e compatto.
Lo prendo in braccio delicatamente e lo volto verso di me.
Lui si stiracchia e sospira, si stropiccia gli occhi con i pugnetti e poi, con calma, spalanca due sfere azzurrissime, mi guarda e si apre in un tenero sorriso.
Lo cambio e lui continua a sorridere, stiracchiarsi e aggrapparsi alle mie mani ed alle mie braccia.
Io lo sbaciucchio e me lo coccolo.
Quello è il momento migliore della mia giornata.

Principessa dorme a pancia in su, con le braccine aperte ai lati della testa, le mani gelate sempre fuori dalla coperta e/o dal sacco nanno, completamente abbandonata al sonno.
Le sfioro le manine e le guance e la chiamo e lei sorride già prima di aprire gli occhi.
Poi mi guarda e ride anche nelle profondità nocciola del suo sguardo.
Scalcia e si agita perchè la prenda in braccio.
Mentre la cambio, continua a sorridere con le gote rosse e si stiracchia.
Poi controlla la stanza e sembra registrare la situazione.
Purchè non ci metta troppo tempo, perchè lei la mattina ha fame.
Quello è il momento migliore della mia giornata. 

Il ricciolino è sempre a pancia in giù ma un pò storto, di solito di traverso nel letto, scomposto e abbracciato alla sua nanna e/o ad un altro peluche.
I riccioli biondi formano un groviglio, il corpo caldo e sempre un pò scoperto, che non c'è pigiama o piumone che tenga.
Lo chiamo, lo bacio, lo accarezzo, lui si gira e rigira, sospira, protesta e non si alza.
Se va bene apre gli occhi.
lo tiro su con fatica e me lo abbraccio stretto, anche se diventa ogni giorno più lungo.
Il suo risveglio dura 15/20 minuti e non è più poetico come quando era un bebè.
Però mi sorride e si illumina, almeno una volta.
Quello è il momento migliore della mia giornata. 

Un momento, anzi tre.
Che mi scaldano il cuore, che mi danno forza e che mi porto dentro tutto il giorno, pronti ad essere rievocati e assaporati all'occorrenza.