Visualizzazione dei post in ordine di pertinenza per la query nuoto corsa. Ordina per data Mostra tutti i post
Visualizzazione dei post in ordine di pertinenza per la query nuoto corsa. Ordina per data Mostra tutti i post

mercoledì 25 novembre 2015

Nuoto vs. corsa. 15 vantaggi della corsa e 10 motivi per cui praticarla con moderazione (e attenzione).

Dopo aver elencato i pro ed i contro del nuoto, secondo me,
ecco i vantaggi e svantaggi della corsa, sempre secondo la mia personale opinione. 
 
Vantaggi: 1 - non richiede il pagamento di biglietto di ingresso 2 - si può correre praticamente ovunque ed in ogni ora della giornata, condizioni climatiche a parte; 3 - basta vestirsi ed uscire a correre, niente docce e vasche lava piedi prima. Inoltre, non si 
perdono minuti preziosi per raggiungere la piscina, mettersi il costume, rivestirsi, tornare in 
ufficio/casa. Sempre che si possa correre vicino al luogo di lavoro o all'abitazione, si intende;
4 -l'attrezzatura davvero indispensabile si riduce ad un buon paio di scarpe, per il resto va bene 
qualunque maglietta, paio di calze e pantaloni della tuta;
5 - in compenso, se amate la moda, i colori o i cambi di look, avrete infinite occasioni di shopping 
e capi di vestiario per ogni stagione e potrete indossare colori fluorescenti senza sembrare 
fuori luogo.  In più, è per una buona causa no? State solo curando la vostra salute!! 
 
6 - si possono variare durata e luoghi e, conseguentemente, i paesaggi da osservare. 
Sempre che abbiate la lucidità per alzare gli occhi e non stiate annaspando;
7 - offre una buona occasione per ascoltare musica in santa pace. So che qualcuno riesce anche ad 
ascoltare audio libri o corsi di lingua, ma io non ho mai provato;
8 - la mente divaga nella ripetizione del gesto e ciò aiuta a distendersi, rigenerarsi e rilassarsi;
9 - puoi ascoltare il suono dei tuoi passi e concentrarti sul tuo respiro e sulle sensazioni del tuo corpo;  
10 - è uno degli sport “comuni” che offre il massimo risultato con il minimo tempo, in termini di 
dimagrimento. Non necessariamente si perdono chili, però taglie e centimetri sì;
11 - sforzandosi nella corsa a sufficienza, l'appetito, almeno per il pasto successivo all'uscita, 
tende a diminuire, anziché aumentare;
12- il colore delle scarpe da running ed i colori della natura (se si è fortunati), rendono l'uscita allegra
 e terapeutica; 
 
13- i corridori, maschi e femmine, che si possono incontrare, offrono spunti per mille considerazioni 
di carattere sociologico e psicologico. Altro che annoiarsi!
14- si può praticare da soli o in compagnia;
15- amici e parenti troveranno sempre qualche gadget o capo di abbigliamento da regalarvi.

Svantaggi:
1 - l'acqua calda per la doccia a casa la paghi a parte;
2 -  scarpe di media qualità costano, da sole, costano  come cuffia, costume, ciabattine, accappatoio 
e occhialini messi insieme e se correte con costanza, durano di meno del “kit da nuoto”;
3 - nonostante bastino le scarpe giuste, presto o tardi vi appariranno come indispensabili anche 
quel paio di pantaloncini in licra con il taschino tattico, la super maglietta traspirante fucsia o 
giallo fosforescente, i pantaloni lunghi con la fascia rifrangente (non si sa mai, il buio, le auto...
è per la sicurezza), la fascia porta telefono, le calze con i rinforzi nei talloni, il lettore mp3 e così via, 
fino ad arrivare alla borraccia ed al marsupio porta borraccia per le giornate estive, al frontalino 
per le serate buie, il cappellino termico,i guantini leggeri e, naturalmente, un super mega orologio c
he misuri velocità, chilometri, calorie ecc. ecc. 
In altre parole: potrebbe diventare un salasso! 
 
4 - neanche l'abbigliamento più tecnico, colorato e fashion del mondo saprà distogliere  l'attenzione
 dalla capigliatura spettinata e dal viso sudato rosso pomodoro alla fine di una corsa, o dal fiatone 
mentre arrancate in salita!
A meno che non siate molto più allenate di me o una di quelle fortunate che non sudano in viso e 
e sembrano fresche come delle rose anche dopo aver scalato il Monte Bianco.
 In piscina, invece, il sudore si vede e, soprattutto, si sente meno;
 
 
5 - si può praticare ovunque, è vero, però troverete condizioni climatiche ottimali giusto due o tre 
giorni all'anno: il resto dell'anno farà sempre troppo freddo o troppo caldo, pioverà, nevicherà, 
ci sarà troppo vento o vento contrario, troppo buio, troppa luce ecc. ecc.
Da questo punto di vista, i corridori sono dei rompiballe, sappiatelo;
6 - non si possono escludere incontri poco piacevoli o addirittura pericolosi.
E non parlo solo di uomini con cattive intenzioni o semplici scocciatori, ma anchedi cani liberi.
Insomma, in certi posti ed orari, bisogna stare attenti, purtroppo. 
Non ho invece notizia di incontri davvero pericolosi in piscina;
7 - esagerando (ma qui si parla di mamme e donne non comuni), si rischia un  dimagrimento 
eccessivo, con la pelle tirata ed il seno cadente.  Con il nuoto ? Guardate la Pellegrini e la Tania Cagnotto;
8 - la corsa è una droga. Basta poco per diventarne dipendenti,  con tanto di crisi di astinenza e 
fissazioni maniacali.
Finirete per pensare alla corsa mentre preparate le valigie per le vacanze, sacrificando vestitini 
e sandali con il tacco per scarpe da corsa e completo da running, maledire l'influenza non per i giorni 
di lavoro ma per gli allenamenti persi. Soprattutto, finirete per parlare di corsa con chiunque si mostri
minimamente interessato. 
 
9 - infortuni ( anche se io per ora non ne ho avuto)e doloretti vari (questi sì) sono all'ordine del giorno. 
Saremo anche tutti nati per correre, però è indubbio che la corsa "moderna" solleciti le articolazioni 
ed il cuore e che, allo stato, non sia adatta proprio a tutti.  
Sulla sua pratica in gravidanza ci sono pareri contrastanti e non posso dirvi la mia, avendo iniziato 
dopo, però certo ci vuole più attenzione che con il nuoto. 
10 - la corsa spinge al confronto, molto più del nuoto. 
Vi verrà voglia di gareggiare, presto o tardi,  inizierete a tenere un diario scrupoloso di tempi e distanze,
nonché a studiare tabelle di allenamento, parlare di ripetute e leggere gli articoli sul web.
In altre parole, diventerà una mania. Il che non è necessariamente negativo, si intende, però
potrebbe anche esserlo;  
 
 
Il rischio, infatti,  è che da attività distensiva la corsa diventi una ulteriore  fonte di stress ed ansia.
Già “corriamo” tutto il giorno per stare dietro a figli, lavoro, casa, mariti/mogli e incombenze varie, 
gareggiare con la testa e l'orologio anche nell'ora di sport che dedichiamo a noi stessi, forse non è l'ideale.
Difficile che accada lo stesso con il nuoto amatoriale.

Corsa o nuoto che sia, però, una certezza c'è: dopo vi sentirete stanchi ma sempre come rinati, 
rigenerati e più rilassati.
E la salute ci guadagnerà. 
 
Mamme e papà (ma anche nonne, zie, donne e uomini tutti), aspiranti runners o runners veri, che ne dite
Avete altro da aggiungere o qualcosa da rettificare ? 
Preferite corsa o nuoto (o nessuno dei due)?

lunedì 23 novembre 2015

Nuoto vs. corsa. 17 motivi per nuotare (e 11 lati negativi del farlo)

Da un paio di anni a questa parte, i miei tentativi di mantenermi in forza ed il mio bisogno di sfogarsi
 passano (anche) attraverso la corsa.
La corsa ha molti lati positivi: per esempio, mi ha permesso di recuperare il peso pre-gravidanza 
e per questo le sarò sempre infinitamente grata.

Pero' c'è poco da fare, i miei sport preferiti rimangono altri: il nuoto in primis.
L'acqua mi fa sentire sempre bene, leggera, naturale, a mio agio.
E ogni volta che macino vasche, il sabato mattina, nella corsia di fianco al ricciolino biondo 
che segue il suo corso, penso alle differenze e somiglianze, ai pro ed i contro di questi due sport e...
alle ragioni per praticare l'uno e l'altro!

                                                                              
 
 IL NUOTO

Pro (in  ordine "rigosoramente" casuale): 
 
 
 1 - ti costringe a depilarti regolarmente, anche d'inverno.  E no, non è così scontato!
2 - ti risparmia la doccia del mattino o della sera, a casa, con nano richiedente attenzioni appostato
 fuori dal box e i minuti contati;
3 - a forza di vederti in costume, ti risparmia il trauma della prova costume all'arrivo dell'estate;
4 - ti consente di ammirare dei bei ragazzi muscolosi. Perché, diciamolo, ci sono sempre più uomini 
in vasca che donne, ed i nuotatori sono in genere ben proporzionati. 
E poi, con gli occhialini addosso, nessuno si accorgerà che lo stai fissando;
5 - tonifica tutta la muscolatura senza affaticare le articolazioni. 
Difficile uscire dalla vasca con doloretti alla rotula, alle caviglie o alla spalla, anche se i muscoli 
sono stanchi;
6 - migliora il fiato senza farti ingurgitare aria fredda in inverno e moscerini molesti in estate;
7 - il kit basico si può riciclare al mare o al lago d'estate (anche se il costume è intero)
 - accappatoio e ciabatte anche in casa - e se praticate poco durerà a lungo;
8 - comprare il minimo indispensabile, costa relativamente poco;
9 - ogni stagione è buona e non patirete mai troppo freddo o troppo caldo e, 
in ogni caso, non sarete esposti a vento, pioggia e neve;
10 - è ottimo per far passare il raffreddore o la tosse in fretta, perché ti costringe a “scaricare”;
11 - volendo si può ascoltare la musica con appositi mp3;
12 - consente di ascoltare suoni migliori: lo sciabordio dell'acqua o il silenzio, 
i suoni ovattati del movimento sotto l'acqua, in apnea, oppure il rumore degli spruzzi.......per me,
è il massimo del relax, altro che quei cd con i rumori del mare o del bosco che vendono in edicola!
13 - la mente divaga nella ripetizione del gesto: nascono idee, progetti, ci si rilassa e distrae;
14 - si è circondati dal blu, a volte dal verde, quasi sempre da colori tenui o comunque allegri......
una bella seduta di cromoterapia compresa nel prezzo;
 
 
15 - puoi ascoltare il suono dei tuoi piedi e della tue braccia all'impatto con l'acqua e concentrarti 
sul tuo respiro e sulle sensazioni del tuo corpo;
16 - si può praticare con praticamente qualunque condizione fisica, gravidanza e  sovrappeso compresi,
senza che alcun medico abbia da ridire  (a meno che non si soffra di particolari problemi alla spina dorsale). 
E a qualunque età, dai tre mesi ai. ...103 anni ( e oltre) !!!
17 - se avete voglia di chiacchierare con i vicini di corsia o con le amiche, potete trovare il tempo di farlo, 
ma se volete fingere di non sentire e non essere disturbati da attenzioni moleste, potete usare 
la scusa dei tappi nelle orecchie e dell'acqua e...fare una bella giravolta a fine corsia per ripartire 
senza fermarvi! 
 
 
 
 
 Contro (sempre in  ordine "rigosoramente" casuale): 
 
1 - ti costringe a depilarti regolarmente, anche d'inverno (una fortuna o una scocciatura, a seconda
 dei punti di vista);
2 - ti costringe a vedere uomini in costume che...ti risparmieresti volentieri di guardare;
3 - ogni ingresso in piscina costa, anche se meno di un ingresso o abbonamento in una 
qualunque palestra;
4 - non offre molta occasione di sfoggiare abiti alla moda o capacità di abbinamento: 
difficile che qualcuno noti accoppiamenti ciabatte ,costume e accappatoio, 
al massimo potreste spiccare per la  vostra cuffia;
5 - si è limitati nella scelta di luogo ed orari: di solito serve una piscina 
(solo le fortunate vivono al mare o hanno un bel lago a portata di mano) 
e che sia aperta al c.d. “nuoto libero”;
6 - si può rimanere incastrati in ingorghi all'ora di punta in corsia. Giuro;
7 - la capigliatura può risentire dell'asciugatura rapida con l'asciugacapelli dall'alto;
8 - può annoiare vedere intorno a sé sempre lo stesso scenario (a me non capita, però);
9 - non è il massimo per dimagrire, perché richiede tempo e costanza;
10- l'acqua mette appetito (o almeno, a me succede);
11- arrivati a casa dovrete ancora sciacquare costume, occhialini, ciabatte e cuffia e mettere a 
lavare l'accappatoio/asciugamano. 
E comunque l'odore del cloro, resterà in bagno e sulla vostra pelle per un bel po'.
 
p.s.Quello del lavaggio post nuoto, è forse l'inconveniente che mi pesa di più. 
 
Come vedete, i pro battono ampiamente i contro, almeno numericamente....
d'altro canto, passiamo i nostri primi nove mesi di vita immersi in un luquido!
 
E i pro e i contro della corsa ?
Al prossimo post!

Voi, cosa ne pensate? Nuotate? Vi è venuta voglia di farlo ? Avete notato altri pro e contro ?
 Se sì, scrivetemeli, sono curiosa!

martedì 22 settembre 2015

Quali attività sportive dopo la scuola? Le nostre scelte e la sua prima garetta di corsa !

Leggere il post di Drusilla mi ha spinto a ricapitolare le nostre scelte per le attività extrascolastiche, per ora essenzialmente sportive.

Scelte necessariamente condizionate: dagli orari, dall'offerta del territorio, dai gusti /inclinazioni del ricciolino e, inevitabilmente, dall'opinione mia e dell'Alpmarito.

Questo perchè il mio biondino è ancora troppo piccolo per conoscere gli sport e fare scelte effettivamente consapevoli, ammesso che ciò sia possibile.

Quest’anno ho optato per il corso di nuoto, 45 minuti il sabato mattina, solo 6 lezioni fino a Natale.
Al lago ed al mare, quest'estate, ho infati capito sia che era pronto per imparare a stare a galla da solo, sia che il fatto che non sappia nuotare genera in me una tale ansia da rovinarmi parte del relax e, conseguentemente, rovinare a lui il divertimento.
Secondo me, poi, in uno Stato ricco di laghi, mari e fiumi, è impensabile non saper nuotare.
Ora bisognerà vedere se il ricciolino digerirà la questione "corso", perchè andare in piscina con me gli piace un sacco, l'idea di una maestra di nuoto e altri bimbi, molto meno.


Da gennaio come lo scorso anno, finito il corso di nuoto, pensavamo di ripartire con il corso di sci di fondo, la domenica mattina.
Così nuoto e fondo si alternerebbero e non dovrebbero stancarlo (e stancarci) troppo.

A questi "impegni" si aggiungerà  la solita serata settimanle in palestra di arrampicata con mamma e papà e amichetti a turno (niente corso, e’ troppo presto, gioca, salta, arrampica liberamente).

Dopo Natale, ci sarà l’inizio di un corso di gioco- atletica e, siccome lui è sempre in movimento e gli piace correre, la mia intenzione era di portarlo alla prima lezione a provare, per capire se potrebbe in effetti piacergli.
Tutto ancora da verificare, comunque.

Alla musica, che mi piacerebbe introdurre nelle sue giornate, penseremo fra un anno o due, come pure al calcio, che inizia a chiedere di poter praticare, non ancora per reale interesse ma per imitazione del cuginetto grande. In ogni caso, pare troppo presto e io son ben contenta di aspettare, visto che è l'unico sport che proprio io e l'Alpmarito detestiamo!

Poi ci sarebbero 5/6 lezioni di yoga mamma e figlio. Abbiamo fatto una piccola prova la scorsa settimana e il ricciolino biondo è sembrato interessato però, ad essere sincera, credo che farebbe piacere più a me che a lui e non vorrei che si sentisse troppo impegnato.

Come Drusilla, penso che il gioco libero e il gioco gli amichetti ed i nonni, la corsa la bicicletta ecc. debbano continuare a rappresentare un momento importante, anche dal punto di vista temporale, delle sue settimane.

Nel frattempo, il ricciolino sabato ha partecipato alla sua prima gara di corsa, in occasione della Festa dello Sport organizzata nel paese in cui viviamo.



200 mt in salita, da una piazza all'altra, in un gruppo di bambini da 0 a 5 anni, con tanto di pettorali "come i grandi"!

Il nostro campioncino si è impegnato tantissimo, è partito in ritardo perchè non aveva ben compreso il meccanismo ma poi è arrivato...4 ° !!!

Io e l'Alpmarito siamo corsi a lato strada, di fianco a lui, e il suo sorriso mentre correva guardando ora l'uno ora l'altro, nonchè la sua soddisfazione ed il suo orgoglio alla fine, sono state emozioni indescrivibili!



E poi gli hanno consegnato succo di frutta e barrette di cioccolato, con sua grande gioia!

Ora, ha già iniziato a chiedere quando potrà fare la prossima gara.
Pare proprio che tutto lo spirito agonistico che non abbiamo mai avuto io e suo padre, si sia riversato in lui!!!

p.s. Anche l'Alpmarito ha gareggiato nella competizione per adulti, per dare il buon esempio e in onore della festa dello sport organizzata con tanto impegno dalle associazioni sportive del territorio.

martedì 27 settembre 2016

La corsa ai corsi

Settembre.
E' ricominciata la scuola.
E' ricominciata la routine.
Sono ricominciate le corse.



No, non mi riferisco alle corse del mattino, per arrivare in orario a portare i figli a scuola ed entrare in ufficio, o della sera, per andarli a riprendere, fare la spesa ecc. ecc.
Perchè quelle, a parte i giorni di vacanza, se non si è insegnanti o casalinghe o donne che lavorano da casa, sono continuate per tutta l'estate, forse anche peggio che durante l'anno scolastico.

Io mi riferisco alle corse alle iscrizioni.

Da ogni parte, è un proliferare di volantini, avvisi sui diari, avvisi sulle porte, foglietti distribuiti al parco giochi e disseminati nei negozi, numeri telefonici ed informazioni su orari, costi e luoghi scambiati in ogni dove, con ogni mezzo.
Perchè è settembre e bisogna scegliere le attività extrascolastiche, per i figli ma anche per i genitori, pianificare, programmare ed iscrivere.

L'offerta di anno in anno sembra farsi più numerosa e articolata, dall'inglese (ormai pure per neonati) allo yoga per bimbi, dall'avvicinamento alla musica al karate, dal rugby al calcio, passando per pallavolo, scherma, danza, ginnastica artistica e ritmica, basket, atletica, nuoto, arte, recitazione ecc. ecc. ecc.

Solo che non basta scegliere. Bisogna anche provare, perchè non vorrai mica decidere a scatola chiusa, no?
E via i giri di prova!
E poi, una volta scelto, bisogna correre ad iscrivere.
Perchè se aspetti, rischi di non trovare più posto o di beccarti l'orario sbagliato, il giorno sbagliato, il luogo sbagliato, la compagnia sbagliata.

Perchè, in tutto questo turbinio di corsi, perdersi è un attimo.

Io quest'anno ho tagliato.
Ho deciso e sono andata avanti a testa bassa: nuoto, solo nuoto, per ora.
Che poi non è proprio così, perchè tanto verrà con noi in palestra di arrampicata e d'inverno ci sarà lo sci, come d'estat c'è stata la mountain bike.

Non importa se il ricciolino non ne ha gran voglia, per me imparare a nuotare è un dovere prima che un piacere e poi già ho visto negli anni scorsi che i capricci pre piscina si sciolgono come neve al sole appena entra in acqua, perchè a lui stare in acqua piace, è innegabile, quel che non gli garba tanto è l'idea di obbedire ad un istruttore.

E' solo fortuna se giorno o orario coincidono con quello di altri amichetti, perchè questa volta ho deciso io.

Sci d'invero, bici d'estate, sono state scelte sue. Guidate, quanto allo sci (fondo anzichè discesa), ma sue.
Giocomotricità in città lo scorso anno è stata un'idea sua e c'è da dire che ha tenuto duro fino a maggio, quando la noia e la stanchezza gliela si leggevano in faccia. Tanto che quest'anno gli è passata la voglia.
Ora, però, decido un pò io.
Perchè lo scorso anno il ricciolino a giungo è arrivato stanco, seppur felice. Forse non per gli impegni extra, ma con certezza non posso dirlo.
Perchè la logistica è un problema mio, non dell'Alpmarito che in settimana non c'è (per carità, non per sua volontà ma tant'è), non dei nonni che fanno già il possibile dividendosi tra i vari nipoti e che comunque per le emergenze ci sono ma la routine è un'altra cosa.
E ' mio.
E allora faccio come riesco e credo meglio io, per lui e per me.

Ascoltassi la voglia, lo porterei a musica, inglese, karate, nuoto, giocomotricità, yoga e a mille altre attività.
Perchè nulla è sprecato, nella vita.
Tuttavia, è innegabile che i corsi costino: denaro, tempo, fatica, impegno.
Dei figli ma anche dei genitori.
Quindi si impongono scelte.

Ci sarà tempo per le seconde/terze lingue (che comunque mi auguro impari a scuola, visto che le tasse le pago anche perchè abbia un'istruzione decente) e per la musica.
Ci sarà tempo per l'agonismo, qualunque sport scelga in futuro.
Ora ha bisogno di sfogarsi, fondamentalmente, giocando a casa o in giardino e praticando sport.

Sento genitori lamentarsi che alcuni sport, purtroppo, si possono praticare con i corsi solo dai 5/6/7 anni e "peccato non si possa fare prima", altri che si lamentano che alcuni sono solo estivi o invernali e allora gli istruttori "non  potrebbero pensare alla presciistica o ad un corso di bici dentro la palestra per l'inverno?"

Capto i discorsi tra gli istruttori e i dirigenti di varie società sportive, che tentano di inventarsi "corsi di avviamento" per piccolissimi o cercano soluzioni per "prolungare la stagione" perchè altrimenti si mettono a praticare altri spot "e poi li perdiamo".
E non parlo solo di persone che con l'insegnamento di attività sportive, ricreative o simili ci campano, ma anche di chi lo fa solo per passione, nel suo tempo libero.

Il risultato, mi raccontava proprio qualche giorno fa la mamma di una bimba di sette anni, è che iniziando a 4, quando arrivano all'agonistica e/o a dover apprendere davvero la tecnica ed i fondamenti di quello sport, sono già stufi, perchè per tre anni hanno fatto più o meno le stesse cose "di avviamento."

E poi sento i genitori dire che i bambini devono provare tanti sport e cambiare tutti gli anni, se vogliono, perchè "se non lo fanno adesso, quando?"
Io non sono molto d'accordo, su questo concetto, però devo ammettere che, alla fine, di certezze me ne sono rimaste ben poche.
Non è che così facendo si passa il messaggio che lo sport sia SOLO divertimento e non anche impegno, costanza e fatica?
Non è che si abituano a "consumare" le esperienze come le cose ?
Non è che non ne trarranno mai una soddisfazione duratura perchè appena la strada si fa in salita li autorizziamo a mollare e cambiare?
Non è che, per contro, insistendo perchè scelgano una strada e la mantengano, si rischia di fargli odiare lo sport in generale o di non dargli la possibilità di trovare quello davvero fatto per loro o, più semplicemente,  di renderli infelici?

Ecco.
Io non lo so.
Navigo a vista.
Però, dovendo navigare, quest'anno il mare me lo sono scelto un pò più io, anzichè gli altri.
E vedremo come andrà!

Fuori dalla scuola, intanto, osservo un pò stranita la folle corsa ai corsi.

P.s. Voi, come la vedete questa folle corsa ai corsi?
Cosa ne pensate di far iniziare ormai ogni attività nei primi anni di vita?



martedì 23 settembre 2014

Perché corro.

Fondamentalmente amo lo sci, l'arrampicata, il nuoto, l'alpinismo, il ciclismo.
Eppure corro.
Ho iniziato la primavera dell'anno scorso. Poi l'Alpmarito e' partito per il Portogallo, lasciandomi sola con le carte e le trattative per l'acquisto di casa, la recentissima separazione dei miei genitori, il dolore di mia madre, la notizia della malattia di una delle mie migliori amiche, il nano in preda alla nostalgia e il caldo torrido...e va be', a fine luglio ho mollato, per riprendere ad aprile di quest'anno.
Come la volta scorsa, sono partita puntando a correre venti minuti di seguito, indipendentemente dai kilometri, anche perché non ho un orologio gps.
Obiettivo: perdere peso e prepararmi un po' di gambe in vista delle escursioni estive, anche perché con le mie allergie stare a dieta e' un incubo.
Me ne sono fregata di tabelle e allenamenti, ho iniziato e basta, dicendomi che in fondo sono stata un'atleta e meno di venti minuti sarebbe stato troppo degradante (Piccolo particolare trascurabile: ho fatto tanti anni di agonismo, e' vero, ma nella scherma, mica nell'ateltica leggera!!!)
Comunque ho sputato sangue ma ci sono riuscita e piano piano ho incrementato distanze e minuti, ci ho preso un pochino più di gusto (anche se non credo sarà mai uno dei miei sport preferiti) e passando dalle due alle tre volte a settimana, lavoro e nano permettendo, ovviamente. Ho interrotto giusto una settimana ad agosto.
PERCHÉ?
Continuo a chiedermelo, ogni volta.
Infatti, nonostante la costanza e l'allenamento, una cosa non è cambiata: continuo a fare una fatica del diavolo e a percepire il movimento della corsa come masochismo puro!!!
Comunque:
A. Non serve attrezzatura specifica, bastano delle ottime scarpe. Il resto è utile ma non indispensabile.
Tolta tale spesa, e' gratis. Niente abbonamenti e ingressi, tessere o assicurazioni.
B. Esco di casa e corro, senza perdere tempo in spostamenti e senza essere vincolata agli orari di palestra/ piscina, che nel mio caso sono pure lontane almeno venti minuti (a viaggio) da casa.
C. Si può praticare ovunque.
D. A mio parere, sembra lo sport con il miglior rapporto "tempo impiegato/benefici ricavati", salvo sci di fondo e sci alpinismo, ma per quelli servono la neve, attrezzatura e spostamenti. Per stancarti a nuoto o in bici si ha bisogno di almeno un'ora, un'ora e trenta. Correndo, già 30 minuti servono


I PRO.
1. I primi sei mesi non ho avuto alcuna variazione di peso, però i benefici nel tono muscolare di gambe e glutei si sono visti sin da subito.
Ora, ho finalmente perso gli ultimi due chili rimasti dalla gravidanza. Più altri due/ tre. In poco più di un mese (perché il mio corpo si sia deciso all'improvviso e tutto d'un colpo non lo so). Ancora una e sarò tornata al peso di quando mi sono sposata, il minimo mai raggiunto e quando stavo, complessivamente, meglio.
Conservare i risultati e' tutta un'altra storia ma, intanto, me la godo.
2. Sono più rilassata. Quando corro regolarmente, ovvio (perché dopo un po' la corsa da dipendenza). Quindi sono un po' (non fa miracoli, eh!) più paziente con il nano e con i clienti e mi sento più serena;
3. I vestiti mi stanno meglio e mi sento meglio nella mia pelle = l'umore ci guadagna. Non è un discorso di peso ma di senso di benessere psico fisico, non so se riesco a spiegarmi;
4. Riesco a lasciar vagare i pensieri, nella mezz'ora/ ora che dedico alla corsa. Un po' come mi capitava nuotando. E dopo mi sento più leggera;
5. È un momento solo mio o, al massimo, mio e dell'Alpmarito;
6. È un buon pretesto per ascoltare un po' di musica in santa pace, cosa che a casa non riesco più a fare.
E pazienza se e' da aprile che sento le stesse canzoni, perché non ho ancora trovato il tempo di cambiare compilation. Non si può avere tutto nella vita!!!
7. Mi consente di stare in mezzo al verde. Perche corro prevalentemente su asfalto ma sono circondata da prati e mi godo il verde e l'azzurro del cielo, la visione delle montagne intorno a me e le nuvolette...e colgo ogni raggio di sole e ogni refolo di vento (che qui non manca mai e di solito non è mai "carezzevole"). È questo e' bello.
8. Sviluppo utili endorfine (vedi sopra).
9. La mia fame nervosa e' sensibilmente diminuita. Mangio meno ma, soprattutto, meglio. Perché ho più voglia di frutta e verdura, meno di carboidrati e zuccheri. E finalmente bevo di più.
10. Regolarizza la mia attività intestinale. Sembra una cavolata ma per una che ha tonsilliti ricorrenti = cicli di antibiotici frequenti, e assume sempre farmaci (contro l'allergia), non è vantaggio da poco.
11. Riesco più facilmente a stare dietro al nano in bicicletta o a scattare in caso di pericolo imminente!
I CONTRO?
Ci sono, ovviamente, come in tutte le cose.
1. Se lo sapesse la mia allergologa mi ucciderebbe. Giuro.
2. Se lo scoprisse la mia allergologa mi ucciderebbe. Giuro. Perciò non diteglielo!
3. Soffro di dolori vari ai piedi, alle ginocchia, alle articolazioni, persino alle spalle. Ho cambiato scarpe ma non basta. E poi ci sono i dolori muscolari. Sani, per carità, ma ne farei anche a meno.
4. Più vestiti da lavare (per fortuna non si stirano) e docce da fare.
5. Sotto la pioggia, con gli occhiali, correre fa schifo.E pure paura, se si tratta di un temporale. Provare per credere.
6. Da' dipendenza.
Quindi, se non corro per troppi giorno, vado in crisi da astinenza e divento nervosa, stile sindrome pre mestruale.
7. Preso dall'iniziale entusiasmo, rompi le palle a tutti parlando di corsa. E scopri che vanno pure più forti di te!
Il rimedio? Sfogarsi nel gruppo facebook di runningformommies (utilissimo, peraltro)!

mercoledì 15 febbraio 2017

Facciamo il punto

E così, in un lampo (si fa per dire) siamo arrivati a metà febbraio.
Cosa è accaduto nel frattempo, oltre a quello che ho già scritto in questo spazio virtuale?
Di tutto, eventi brutti ed eventi belli,  soddisfazioni quotidiane e altrettante preoccupazioni, però oggi ho voglia di mettere "nero su bianco" solo le note felici, perchè è questo ciò che voglio ricordare.

Il ricciolino ha finito il corso di nuoto a dicembre e quest'anno non ha mai fatto storie per andarci, perchè c'erano anche i suoi amichetti.
Ha imparato poco, perchè il gruppo era decisamente disomogeno e l'insegnante meno brava di quella degli anni scorsi, però ha fatto movimento, si è divertito e io ho approfittato dei 40 minuti di lezione per un pò di nuoto libero. Quindi il bilancio è comunque positivo.
Per qualche strano motivo, non ho scattato una foto in tutto il corso e ora me ne pento.
Sarà per il prossimo giro.



Sempre a dicembre, è iniziato lo sci di fondo.
Quest'anno abbiamo iscritto il ricciolino allo sci club, anzichè "comprare" il pacchetto di lezioni collettive.
Il rapporto costo/numero di lezioni è migliore, lui ha compagni fissi, l'insegnante (peraltro una giovane cugina) è sempre la stessa, l'orario più comodo e la qualità stessa delle lezioni è decisamente migliore di quella delle collettive pensate per "i turisti" (il che secondo me è assurdo).



Abbiamo però curato di scegliere quello tra gli sci club della zona meno votato all'agonismo, cosicchè non ci sono pressioni di sorta e questo ci piace.
Il ricciolino va volentieri (a parte un giorno in cui si è lanciato in una scenata madre), noi giriamo per la pista a nostra volta.



La durata delle lezioni è aumentata, dall'ora del primo anno, all'ora e mezza dell'anno scorso, alle due ore attuali. D'altro canto, il ricciolino è cresciuto e dunque è in grado di reggere un "carico" di lavoro maggiore (la componente "esercizi sotto forma di gioco" è comunque rimasta fondamentale, come è giusto che sia).
Anzi.


Finisce sempre che ha ancora energie da vendere e quindi vuole rimanere a sciare con noi oppure giocare con la neve con gli altri bambini.
Poi, appena salito in macchina, crolla.
Tutto ok, dunque.
Nelle ultime settimane ha finalmente nevicato ed il paesaggio ora assomiglia a quello che è normale attendersi in montagna d'inverno.



Tra gennaio e domenica scorsa il ricciolino ha partecipato anche a due gare di corsa da 400 mt l'una, in sterrato nella campagna, accompagnato dal nonno.
Io sono andata a vederlo alla seconda ed è stato bellissimo osservare con quanto impegno i piccoli atleti si riscaldavano e gareggiavano, in un clima di complicità e divertimentoche mi è piaciuto.

riscaldamento con il nonno


L'arrivo
Il ricciolino è stato soddisfatto del risultato perchè, come mi ha spiegato, aveva "fatto del suo meglio" (come gli chiediamo sempre noi di fare, di qualunque attività si tratti), perchè aveva "superato tanti bimbi grandi come lui" (i più piccoli non li considera) anche se altri ancora erano arrivati prima, i suoi "compagni di squadra" più grandi avevano fatto il tifo per lui e...io avevo portato due toast al prosciutto da mangiare subito dopo, perchè a lui il pane e marmellata che offrono "fa schifo e ho sempre fame"!!!

Il cibo e la pulizia delle scarpe infangate sono infatti stati la sua prima preoccupazione al traguardo.

tecnica di pulizia delle scarpe del ricciolino

Insomma, lo spirito sano dello sport per ora sembra averlo compreso!
In più, hanno premiato con la medaglia tutti i bambini, con loro grandissima soddisfazione.





Infine, i preparativi per il Carnevale si sono fatti pressanti.
Alla scuola materna è già tutto organizzato per la sfilata del Carnevale storico dei piccoli, sul ponte romano del paese il diavolo è stato appeso e quello della scuola, che sarà bruciato al termine della sfilata, preparato.
Ogni giorno i bambini ripassano le canzoni del Carnevale, seguono settimanalmente il "corso di percussioni" della scuola, per preparsi allo spettacolino e provano per la sfilata, con i ruoli ormai assegnati (a sorteggio).
Strade e scuola del paese si sono riempite di bandiere e anche nella mia cittadina le vie e le piazze si sono riempite dei colori delle squadre.



Domenica siamo stati a vedere l'uscita degli Abbà (i piccoli rappresentanti dei rioni cittadini) ad Ivrea, abbiamo controllato che le divise fossero pronte ed il ricciolino ha potuto esercitarsi al tiro in Piazza Ottinetti, con palline morbide arancioni, provando anche l'ebrezza di tirare da un carro!!!



Un'esperienza che lo ha entusiasmato e cercheremo di ripetere la prossima domanica, quando sarà riorganizzato in attesa dell'inizio della vera battaglia!



E per ora, questo è tutto!
E voi, come avete trascorso le ultime settimane? Qualche evento degno di nota con i vostri bambini?

martedì 1 dicembre 2015

Succede a novembre

Novembre è iniziata con la supa d'coj e con le vellutate di zucca.




E' proseguita con la festa per il quarto compleanno del ricciolino biondo (con annessi preparativi , pulizie e riordino) e tanta nostalgia da parte mia.



Sono continuate le serate in paelstra di arrampicata, spesso seguite da pizze in compagnia dei compagni di scalata (grandi e piccoli).



Non sono mancati gli esperimenti in cucina...



...e siamo anche riusciti a invitare di nuovo una famiglia di amici di lunga data a cena, come non capitava ormai da mesi.
Ed è sempre un gran piacere.

Il corso di nuoto del nano ormai prosegue alla grande, così come le mie micro nuotate in contemporanea ed il micro basket del ricciolino (mentre io leggo o chiacchero).



Continuo a correre, anche se non quanto dovrei e vorrei.
Il cantiere casa non si ferma ma neppure sembra arrivare ad un punto di svolta ed è decisamente logorante.

E' cresciuta la consapevolezza che il mondo non è ancora il posto che vorrei per mio figlio e la paura di essere impotente di fronte ad eventi e decisioni più grandi di me, di noi.

Qualche malanno di stagione è transitato da casa nostra e qualche visitina dal medico non ce la siamo risparmiata.
L'allergia ha iniziato a bussare con insistenza alla mia porta, ma io cerca di arginare in tutti i modi questa ospite sgradita.

Ho iniziato ad acquistare i primi regali di Natale anche se so già che alla fine, all'ultimo sarà la solita scocciante corsa al consumismo che mi sta sempre più stretta.

Il mese è finito con una garetta di corsa per il nano, che si è divertito un sacco e già programma gare in montagna per quando sarà "grande come te, mamma", e una partita di basket in cui hanno sfilato anche i bimbi del micro basket. E devo dire che assistere è stato molto divertente.

Mentre all'inizio di novembre ero carica di energie e idee, gli ultimi quindici giorni sono stati un crescendo di stanchezza mentale e sonno cronico, perchè quando vado a dormire poi non riesco a riposare bene.
Non so bene neanche io perchè sono un pò giù, forse come al solito è un insieme di motivi difficili da districare e l'avvicinarsi del Natale non mi aiuta, considerando la disgregazione familiare.
Forse è solo che mi sembra di girare in tondo senza mai arrivare ad una meta che sia una, come un criceto su una ruota.

In attesa che passi, mi consolo acquistando libri o passando ancora più spesso in biblioteca.
Anche se poi, a volte non riesco a leggere quanto vorrei.



Ah, dimenticavo: il ricciolino biondo ha voluto a tutti i costi tagliarsi i capelli di nuovo, a questo giro corti davvero.
E io ancora non me ne sono fatta una ragione e ho un tuffo al cuore ogni volta che lo guardo.


Succede a novembre è un'idea di Mamma Piky.

mercoledì 11 novembre 2015

A volte insistere serve (forse)

Dopo nove mesi di stop, ad ottobre sono tornata alla carica con il nuoto ed il ricciolino ha cominciato un nuovo corso da sei lezioni di 45 minuti, il sabato mattina, questa volta nella vasca degli adulti (e in quella dei piccoli per i momenti di gioco ad inizio e fine lezione) con le allenatrici ma senza mamma.

Io ho fatto un mini abbonamento, per approfittare del tempo del corso e nuotare anche io, guardandolo dalla corsia accanto.

Perché per quanto mi sia utile la corsa e per quanto mi piaccia l'arrampicata, il nuoto mi manca ancora tantissimo.

Le prime tre lezioni sono state una tragedia: pianti al momento di prepararsi a casa, pianti nello spogliatoio, pianti in vasca, proteste della serie "non ci voglio andare più", "ho paura", "non mi piace PER NIENTE" (con il "per niente" urlato a tutto volume.


Una mattina ha fatto di tutto per farci arrivare in ritardo, aiutato dalla desarpa (il rientro delle mucche dagli alpeggi in alta quota a valle, ovviamente transitando anche per le statali), gongolando: "Che bello, arrivai amiche sarà già finito!"

E invece no, abbiamo perso solo dieci minuti.

Un'altra, in auto, ha cercato di fare leva sulle mie paure di madre: "Mamma, e se affogo?" (Termine che ha imparato subito, peraltro) ed io a rassicurarlo che non era solo, c'era l'allenatrice; "Si', però se si distrae e io affogo?"; ed io a rassicurarlo che non poteva accadere e comunque non si muore annegati i dieci secondi;"Guarda mamma che anche le maestre si distraggono, qualche volta!", "Vuoi che "muoro"?"; ed io a spiegargli che tanto avrei nuotato in una corsia vicina o sarei stata sugli spalti pronta ad intervenire; lui a ribattere "Ma se sei vestita non fai in tempo e poi non sai saltare la ringhiera e io intanto affogo" e ancora "Ma mamma, tu non mi vedi perché non hai gli occhiali e poi non ci senti neanche!" (Perché uso i tappi per le orecchie) e via di questo passo.

Io, però, non ho mollato, anche perché, nei minuti finali delle lezioni, quando le allenatrici facevano giocare i bimbi nella piscina piccola, si vedeva che il ricciolino era contento. E dopo, ha sempre voluto fermarsi ancora a giocare in acqua con me, un quarto d'ora/venti minuti, fino a quando non ci buttavano fuori perché era ora di chiudere per il pranzo!!!

Forse sarà una mia fissazione, forse è irrazionale, ma sono da sempre fermamente convinta che non si possa crescere senza saper nuotare o andare in bicicletta. Che sia un po' come non saper respirare o camminare. Che sia essenziale, anche e soprattutto per una questione di sicurezza.

Lo sapete che ogni anno in Italia ci sono circa 400 morti per annegamento?E che viviamo in un paese con 7375,31 km di coste marine (dati Telefono Blu) senza contare gli innumerevoli laghi della mia zona, i torrenti di montagna che attraversiamo, i fiumi, la vasca da bagno in casa, le piscine e piscinette.

Ovviamente non sempre basta saper nuotare o si tratta di bimbi piccoli. Inoltre, sono ben consapevole che non potrò sempre proteggere mio figlio e che anche ai migliori genitori ed educatori, basta veramente un attimo di disattenzione o un piccolissimo errore. Però vorrei fare il possibile, ecco.

E poi io adoro nuotare e vorrei proprio provare a trasmettere queste sensazione a mio figlio.

Non è solo per il mio benessere che ho nuotato tre volte a settimana, se non quattro, per tutta la gravidanza e che l'ho portato al suo primo corso di acquaticita' a quattro mesi.

Perciò, anche se devo "sacrificare" il sabato mattina e arriviamo a casa alle 13.30, spesso con ancora il pranzo da preparare, anche se la piscina e' pur sempre a 11 km da casa, anche se è un costo ed una fatica, non ho mollato.

D'altro canto, una mia amica mi ha raccontato di aver portato la figlia a sette lezioni, contenta di andare in piscina ma poi bloccata sul bordo senza voler entrare per tutta la lezione. Altro che la mia pazienza e perseveranza (S., sappi che ti stimo molto per averlo fatto !!!)

Ebbene.

Alla quarta lezione, il ricciolino biondo e' riuscito a trattenere le lacrime e ha partecipato attivamente, ammettendo alla fine di essersi divertito, anche se non ha messo la testa sotto l'acqua e non ha voluto fare un tuffo (ma questo non mi interessa).

Sabato c'è stata la quinta lezione e, pur protestando il mattino, non solo non ha pianto ma ha chiesto lui stesso alla allenatrice di metterlo di nuovo nel gruppo dei bimbi da portare nella piscina grande.

Una volta dentro, poi, ho visto che chiacchierava allegramente con gli altri bimbi e rideva.

Alla fine, ha di nuovo confermato di essersi divertito.

Questa settimana ci aspetta l'ultima lezione ma, vista l'evoluzione finalmente positiva del corso, ho già anticipato alla allenatrice che vorrei farlo continuare con il corso successivo, che sarà di sole cinque lezioni, senza interruzioni.

Forse, e dico forse perché magari sabato saranno di nuovo pianti isterici e musi lunghi (da quando sono mamma, ho capito che non si può mai sapere con certezza in anticipo!!!), insistere e' servito.

Forse, e dico forse, il mio istinto di mamma non ha fallito e il ricciolino aveva davvero solo bisogno di essere spinto ad affrontare le proprie paure.