martedì 21 maggio 2013

Tempo...ma esiste davvero?



Tempo.
Quante volte al giorno mi sono detta o ho esclamato ad alta voce: NON HO TEMPO!
A volte, raramente, è una scusa, come quando dovresti fare quella telefonata che non hai propria voglia di fare e rimandi all’infinito, fino a che un colloquio che ti fa un pò paura o ti crea imbarazzo diventa un vero incubo..
La mancanza di tempo spesso è il sintomo di un problema organizzativo, di confusione nella scala delle priorità.
Il più delle volte, però, mi pare che il tempo sia davvero il grande assente della giornata.

Tempo per assaporare la vita.
Tempo per giocare con il nano.
Tempo per prendermi cura di me stessa.
Tempo per ascoltare gli amici e i famigliari.
Tempo per ridere, scherzare, abbracciarsi.
Tempo per lavorare.
Tempo per scrivere.
Tempo per leggere.
Tempo per riflettere.
Tempo per dedicarmi alle mie passioni.
Tempo per aiutare i famigliari e gli amici.
Tempo per stare con la mia nonnina, con le mie nipoti, con le persone a me più care.
Tempo per correre, nuotare, arrampicare.
Tempo per approfondire, studiare le questioni giuridiche e non.
Tempo per essere presente nei momenti importanti della vita degli altri.
Tempo per dormire.
Tempo per mettermi una crema idratante.
Tempo per prenotare una vacanza.
Tempo per incontri e conferenze.

Vorrei tempo per tutte queste cose e per molte altre,  per oziare magari.

Vorrei certo, ma il tempo è quello che è: 24 ore.
A volte sembrano infinite, altre volano.
Cerco di riempirle, di non sprecarle ma spesso alla fine il danno è maggiore del beneficio.
Come ieri mattina, tanto per dire.
Mentre il nano stava giocando un momento tranquillo, già vestito e pronto sulla porta di casa, ho “approfittato” della ricerca del suo doudou e del ciuccio per andare a caricare e far partire la lavatrice.
Risultato? Neppure cinque minuti ed il nano aveva aperto la stufa - spenta, anche se in questi giorni starebbe bene accesa!- preso la paletta metallica, tirato palettate di cenere su tutto il tappeto antico, per poi finire con lo sedersi proprio in mezzo, allegro e concentrato come non mai.
Non ci credete? Giuro, neppure cinque minuti.
Alla fine, di minuti ne ho impiegati venti per passare l’aspirapolvere, pulirla, cambiare il nano, cambiare me stessa (ero vestita di nero, ovviamente) e sgridare il monello.
Bilancio: 15 minuti di tempo “perso”.

Da sempre, nelle orecchie, mi risuona la voce della mia nonnina che mi dice: “Chi aspetta tempo non perda tempo” e, soprattutto, “non rimandare a domani quello che puoi fare oggi”.
E’ sempre stato il suo motto, lo stile di vita della mia incredibile nonnina formato mignon ma con la velocità e l’efficienza di un fulmine.
Un pò è anche la mia aspirazione.
Il motto dell’Alpmarito, invece è: “Vite fais, bien fais” - “Fatto veloce, fatto bene”.
Due stili diversi, eh?

La verità, però, è che quando avevo tempo, non me ne accorgevo e quindi non lo sfruttavo abbastanza, non lo assaporavo abbastanza.
Andavo al liceo e mi sembrava che i pomeriggi non bastassero per tutto ciò che volevo fare: studio, musica, scherma e amici.
Sono andata all’Università e mi sembrava che ci fossero troppe poche ore per lezioni, studio, Alpmarito, musica, amici, nuoto, arrampicata, musei e libri.
Ho iniziato a lavorare e convivere e mi sono accorta di dover incastrare anche la cura della casa, la spesa, le visite ai famigliari, in mezzo a 9/10 ore di lavoro, più pausa pranzo dedicata allo sport e serate in palestra o con gli amici.
Pensavo di non aver più tempo libero.
Poi è arrivato il nano e ho capito che di tempo “libero” prima, ne avevo davvero tanto.
Che poi non ho mai capito cosa sia questo fantomatico “tempo libero”.
I primi giorni e mesi con il nano, il tempo mi sembrava non passare mai, dormiva sempre troppo poco, piangeva sempre troppo, 24 ore erano eterne e sempre uguali, eppure non riuscivo a fare nulla!
E ora sono mamma e lavoratrice: il tempo è diventato come un mostro da combattere, da sconfiggere, per strappare alle sue grinfie azioni, fatti, persone.
Ed è triste.
E penso che non so quanto altro tempo avrò ancora e non posso, non posso, perdermi dietro inutili convenzioni, riti, parole o incontri, che per me non significano nulla, che non mi arricchiscono di nulla.
A volte rinuncio a riti e convenzioni, altre volte no, quando capisco che per gli altri sono veramente importanti o la forza della massa è più forte della mia volontà.
Spesso, durante la settimana mi sembra di vivere in apnea, in attesa di mettere la testa fuori dall’acqua il sabato e prendere fiato, salvo poi arrivare la domenica sera è pensare che non ho preso fiato, anzi, sono ancora in apnea aspettando il lunedì.

Ogni tanto, poi, mi fermo e capisco che il tempo è come scegliamo di viverlo, non un’entità a se stante e fuori dal nostro controllo.
E’ come un raggio di sole in una giornata novembrina di maggio, che scompare subito, veloce come è apparso.
Eppure per ciò che mi rende davvero felice il tempo lo trovo ancora, anche se meno di prima.

Per il nano è tutto diverso e guardarlo è come bere un sorso di limonata fresca l’ultima sera di vacanza, quando hai già nostalgia dell’estate.
Per lui, il tempo non esiste.
Esistono bisogni, necessità: mangiare, dormire.
Esiste la voglia di correre, giocare, stare con la mamma, il papà, i nonni, gli amici dell’asilo.
Senza limiti, senza costrizioni, senza schemi orari prefissati.
A lui non interessa se è mattina, sera o pomeriggio, a lui interessa poter fare ciò che ha voglia di fare.
Corre quando vuole correre, cammina e si ferma a riflettere o osservare un sassolino, i fiori, i passanti, le auto, come e quando vuole.
Ritardi, obblighi, orari di ingresso e uscita, chiusure/aperture, giorno o notte, convenzioni, abitudini: non credo abbia ancora capito.
Ed io mi sento in colpa quando lo incalzo: “Su, veloce, vestiti, che siamo in ritardo!”; “No, dai, andiamo, ora non c’è tempo”; “uffi, è tardi”,devi.vestirti/mangiare/metere in ordine i giochi...” e via così.

Purtroppo, il nostro mondo quotidiano non viaggia al ritmo dei bambini e forse, aver accellerato il tempo fino a non lasciarci più neanche la possibilità di scrivere per intero le parole nei messaggini e nelle mail, è il più grande sbaglio dell’era moderna.
Risparmiare tempo, accumulare tempo, far render il tempo.....son tutte false illusioni e i bambini sembrano saperlo dalla nascita.
Se trovate il modo per vivere bene al LORO ritmo senza andare su Marte o su un’isola deserta, vi prego, rendetemi partecipi del vostro segreto perchè io sono ancora alla ricerca di una soluzione o, almeno, di un quilibrio.

Vorrei poter tornare indietro, ai tempi dell’Università e del liceo ma probabilmente, anzi di sicuro, non cambierebbe nulla.

Questo post partecipa al blogstorming di genitori crescono: http://genitoricrescono.com/tema-mese-tempo/
Tema del mese? Credo lo abbiate già intuito!