venerdì 1 aprile 2016

Le letture di Mamma Avvocato: "Le regole che fanno crescere"


 "Le regole che fanno crescere" di Maggie Mamen,  

ed. Piemme, 2006, pag. 234, Euro 9,00


Il libro tratta i modi per riconoscere, curare e, soprattutto, evitare preventivamente, la c.d. "Sindrome del Bambino Viziato".
Lo fa spiegando di comprendere che i genitori agiscono in buona fede e vogliono tutti crescere bambini felici, tuttavia a volte il modo in cui i figli recepiscono i messaggi che inviamo è diverso da quella che era la nostra intenzione oppure portiamo all'estremo delle convinzioni che finiscono per produrre conseguenze non volute.
Ad esempio, se noi diciamo: "Vogliamo che i nostri figli siano sereni e felici" , lo potrebbero pensare: "Devo essere sempre sereno e felice. Quando sperimento perdita o fallimento o mi sento triste, arrabbiato, frustrato o deluso, qualcuno deve farmi sentire meglio" o ancora, se noi cerchiamo di far sentire i nostri figli sempre stimolati ed arricchiti da attività, sport, corsi ecc, loro possono interpretare il messagio cosi': "Non mi devo annoiare mai. Mi si deve chiedere di fare solo cose stimolanti e arricchenti, non cose barbose e noioso. Se non mi interessa, non lo faccio" ed applicare questo pensiero anche allo studio, ai compiti, ai doveri di casa, all'igiene ecc.
Io mi sono accorta, ad esempio, che nel tentativo di far sentire nostro figlio considerato ed ascoltato sempre, gli abbiamo fatto credere che deve sempre partecipare a qualunque decisione e questo fa si' che, a volte, quando cio' non è ovviamente nè giusto nè possibile, lui si opponga con decisione alle nostre scelte e non capisca.
Ci stiamo lavorando.
Con schemi semplicficativi e molti esempi pratici, l'autrice invita a mettere a fuoco gli obiettivi educativi che vogliamo raggiungere, riflettere sul nostro stile genitoriale, imparare a riconoscere i sintomi del "bambino viziato", verificare che i nostri messaggi siano esattamente compresi.
Spesso, infatti, la volontà di dare ai nostri figli libertà di scelta, supporto, conforto, il desiderio di nutrire la sua autostima e non farlo sentire mai solo, la voglia di non fargli subire comportamenti che noi stessi abbiamo subito con disagio, di evitare eccessi di severità e freddezza, portano a risultati abnormi, a crescere bambini incapaci di pazienza e rispetto delle regole, isolati dai coetanei ed arrabbiati.
Quanti se ne vedono di bambini cosi', in giro ? E quante volte, osservando i genitori, ci chiediamo e loro stessi si chiedono, come sia possibile che siano diventati cosi'? Dove hanno sbagliato ? Dove abbiamo sbagliato o potremmo sbagliare noi?

"E' nella natura umana smuovere cielo e terra per evitare ai propri figli disagio e sofferenza. E' uno dei nostri obiettivi. E' nostro compito far si' che siano sicuri, sani e che le cose vadano sempre meglio. Troviamo molto difficile tollerare che i nostri figli siano arrabbiati con noi. Chi non si è sentito raggelare quando suo figlio gli ha detto: "Ti odio!", "Sei la peggior mamma del mondo!"....(omissis)...Se già non siamo sicuri del valore del nostro metodo educativo, l'ultima cosa di cui abbiamo bisogno è che i destinatari dei nostri sforzi esternino al mondo i nostri peggiori timori relativi alla nostra performance....Regrediamo di colpo e ritorniamo ad avere quattro, dieci o quindici anni. Come possiamo essere dei genitori efficienti se siamo noi stessi ancora dei bambini? A volte ci spaventa la nostra stessa risposta rabbiosa, e temiamo di non riuscire a controllarci e di poter far del male a qualcuno, con un assalto fisico o verbale. Di conseguenza molti di noi faranno tutto cio' che è in loropotere per evitar la rabbia dei propri figli. Ci ripensiamo, riduciamo le aspettative, cambiamo i ruoli e alla fine diamo loro cio' che vogliono: è piu' facile essere il genitorie di un bambino contento di noi...."
Pag. 44.

Il bello è che, come spiega l'autrice, spesso basta correggere alcuni messaggi per ottenere risultati notevoli, senza venire meno alle proprie convinzioni e senza dover cambiare il nostri stile educativo e, soprattutto, senza curare con farmaci problemi che non sono vere e proprie sindromi mediche.

Rispetto ad altri libri sull'educazione che ho letto, questo volume è piu' tecnico ma mi sembra anche molto obiettivo e ragionevole, incentrato sul ruolo dei genitori e volto a consetire scelte educative consapevoli.
 Inoltre, riporta alcuni brani di altri autori che ho molto apprezzato, come queste semplici ma non per questo banali:
REGOLE DI VITA 
Se lo apri, lo richiudi.
Se lo accendi, lo spegni.
Se sblocchi, lo riblocchi.
Se lo rompi, lo ammetti e lo ripari.
Se non sai ripararlo, chiami qualcuno che lo sappia fare e paghi il dovuto.
Se lo prendi in prestito, lo restituisci nelle stesse condizioni, se non in condizioni migliori.
Se ci tieni a qualcosa, ne hai cura.
Se sporchi, pulisci.
Se lo sposti, lo rimetti a posto.
Se appartiene a qualcun'altro e desideri usarlo, chiedi il permesso.
Se non sai come farlo funzionare, lascia stare.
Se non sono affari tuoi, non fare domande.
Se non è rotto, non cercare di aggiustarlo.
Se danneggia la reputazione di qualcuno, tieni la bocca chiusa.
Se illuminerà il giorno di qualcuno, allora dillo.

Tratto da "Lists to Live By", di Alice Gray.


QUANDO CREDEVI CHE NON GUARDASSI
Di un bambino

Quando credevi che non guardassi, ti ho visto appendere il mio primo disegno sul frigorifero e subito ho avuto voglia di farne un altro.

Quando credevi che non guardassi, ti ho visto dar da mangiare a un gatto randagio e ho imparato che è bene essere gentili con gli animali.

Quando credevi che non guardassi, ho visto che preparavi il mio dolce preferito e ho imparato che le piccole cose possono dare un tocco speciale alla vita.

Quando credevi che non guardassi, ti ho sentito recitare una preghiera e ho imparato che cè un Dio al quale potevo rivolgermi in ogni istante e ho imparato ad aver fiducia in Lui.

Quando credevi che non guardassi, ti ho visto preparare un pasto e portarlo a unamica malata, e ho imparato che tutti noi dobbiamo aiutarci e prenderci cura luno dellaltro.

Quando credevi che non guardassi, ti ho visto donare il tuo tempo e il tuo denaro per aiutare persone che non avevano nulla, e ho imparato che coloro che hanno qualcosa devono donare a chi non ha nulla.

Quando credevi che non guardassi, ti ho sentito darmi il bacio della buonanotte e mi sono sentito amato e protetto.

Quando credevi che non guardassi, ti ho visto occuparti della nostra casa e di tutti coloro che vi abitano e ho imparato che dobbiamo aver cura di ciò che ci è stato dato.

Quando credevi che non guardassi, ho visto come non venivi meno alle tue responsabilità anche quando non ti sentivi bene, e ho imparato che, una volta cresciuto, avrei dovuto essere responsabile anchio.

Quando credevi che non guardassi, ho visto le lacrime sul tuo viso e ho imparato che, a volte, le cose fanno male, ma che si può piangere.

Quando credevi che non guardassi, ho visto che mi amavi e ho desiderato essere tutto ciò che potevo essere.

Quando credevi che non guardassi, ho imparato le lezioni più importanti della vita, che mi serviranno per essere un adulto buono e produttivo.

Quando credevi che non guardassi, ti ho guardato e volevo dirti: "Grazie per tutte le cosa che ho visto quando credevi che non guardassi."

Ciascuno di noi, genitore, nonno, parente o amico, influenza la vita di un bambino. Per il mondo sei qualcuno, ma per qualcuno sei il mondo.



Tratto dal libro "You Thought I Wasn't Looking" di Mary Rita Schilke Korzan, distribuito da Andrews McMeel Publishing, riportato nel libro di Maggie Mamen a pag. 134-136.





Se siete arrivati fino in fondo a questo lungo post, lo avrete capito: libro consigliato!
Con questo post partecipo al Venerdi del Libro di Home Made Mamma.