venerdì 14 febbraio 2014

Un colpo all'altezza del cuore" e una dittatura annunciata

"Un colpa all'altezza del cuore" di Margherita Oggero

Leggo sempre con piacere i romanzi della Oggero, un po' perché ambientati a Torino e/ o nella cintura torinese, cosicché posso ricordare luoghi e immaginare il modo di vestirsi, parlare, muoversi dei torinesi, le loro abitudine, il clima "che è proprio quello li'", sentendomi dentro al romanzo, un po' perché sono gialli/ polizieschi con pochi morti e nessun dettaglio macabro, che io proprio non amo.
E poi mi piace l'introspezione dei personaggi, la "normalità" dell'insegnante investigatrice Camilla Baudino e del commissario, la verosimiglianza delle loro vite.
Questo libro e' uno degli ultimi usciti (se non l'ultimo anno 2012) e riprende proprio la serie dedicata a Camilla ed al commissario.
Entrambi in crisi sentimentale, entrambi non ancora pronti per passare ad un "noi", la loro affettuosa amicizia fa da sfondo a due delitti apparentemente lontani che però non possono non intrecciarsi, uno a Chivasso, uno a Torino, in pieno centro.
Così il libro, all'inizio, corre su due binari: a Torino, la professoressa e l'amico ispettore, a Chivasso, una sorta di coprotagonista, la dottoressa Francesca Gariglio, ed altri investigatori. Sarà l'amicizia tra Francesca e Camilla ha unire indagini e vicende.
Non svelo di più.per nono rovinare la lettura.
Non mi è piaciuto quanto i precedenti della serie dedicati a Camilla e non mi ha convinto del tutto, forse anche perché letto subito dopo "La verità sul caso Harry Quebert" di cui ho parlato lo scorso venerdì e che mi aveva entusiasmato veramente molto, però lo consiglio, soprattutto a chi ha già letto i precedenti (altrimenti iniziate dal primo) e/o ama Torino o ci vive, perché ben scritto come sempre e piacevole.
Con questo post, partecipo al consueto appuntamento settimanale: il Venerdì del Libro di Home Made mamma (www.homemademamma.com).

Nel frattempo, non posso che piangere perchè le notizie politiche che leggo questa mattina non lasciano spazio a dubbi: questa è una DITTATURA, del c.d. "Presidente della Repubblica" in primis, di tutta la calsse politica poi.
Ed il fatto che siano in tanti, troppi, a sedere in quelle aule, non significa che non lo sia.
Fino a ieri pensavo che fossero da ammirare quelli che restavano in Italia, invece di farsi tentare dall'estero per poi dire che al di là dal confine è tutto più bello, pulito, ordinato e bla bla bla...ora sto perdendo le speranze e vorrei non fare questo lavoro e poter fuggire.