martedì 16 settembre 2014

Aggiornamento dal fronte "scuola materna"

Eccoci arrivati al quarto giorno di scuola materna  (o scuola dell'infanzia, come la chiamano adesso, anche se io continuo a parlare di "asilo" - son vecchia, che volete farci).

Giovedì, primo giorno, il nano, dopo l'iniziale eccitazione (durata il tempo dei preparativi il giorno prima e svanita nell'atrio della scuola)  ha  pianto sia al mattino sia quando siamo andati a prenderlo, alle 16.30.
Stava giocando in giardino, ci ha visti e la tensione che probabilmente aveva accumulato si è sfogata in un pianto liberatorio.
Venerdì, pianto a casa prima di arrivare a scuola, poi un saluto magonato ma senza lacrime.
Peccato che quando l'Alpmarito è andato a prenderlo, il nano ha chiaramente dichiarato che lui in quella scuola non ci sarebbe tornato.
E lo ha ripetuto per tutto il fine settimana, tra un pianto e l'altro, nei momenti più improbabili.
Ieri, tragedia ad andare, momenti di crisi durante la giornata e piantino all'uscita.
Questa mattina, pure peggio, con tanto di lettone di notte, incubi notturni e dichiarazioni d'amore e fedeltà al "suo asilo nido" e alla "sua maestra Marina".

Devo ammettere che sono rimasta spiazzata.
Forse nella vita è sempre così, in quella di mamma in particolare.
Ti aspetti problemi e difficoltà, ti prepari psicologicamente e non al peggio, ti armi di pazienza e temi il peggio e invece...tutto fila via liscio e veloce, qausi senza sforzo, e tu ti senti una stipuda per esserti fatta per giorni settimane inutili paranoie (vedi "spannolinamento" e "inserimento al nido").

Pensi che sia tutto pronto, che sarà facile me parti fiduciosa e tranquilla e invece...difficoltà e ansie che non ti aspettavi.
Persino quello che pensavi sarebbe stato un punto di forza, avere a fianco della scuola nuova il nido, a portata di saluto, con i giardini separati solo da una siepe e le maestre che si salutano e chiaccherano, si rivela invece un'arma a doppio taglio, alimentando la nostalgia del nano.

Non gli piace neppure più la cucina, che è rimasta la stessa e che adorava!

Mi sto ricredendo sulla storia dell'inserimento graduale, che pensavo non essere necessario, visto che aveva già frequentato senza problemi il nido.
Come al solito, non si sa finchè non si prova sul campo.

Per ora tengo duro e continuo ad andarlo a prendere alle 16.30 (già un'ora prima della ruotine prevista), tanto domani è mercoledì e le scuole qui il mercoledì fanno solo il mattino, sino a dopo pranzo.
Ditemi che è normale, però, e che passerà presto, perchè fingo serenità e tranquillità ma magono e soffro, eccome se magono!!! (Tra l'altro, forse il verbo "magonare" neppure esiste, però rende l'idea di quella stretta allo stomaco, alle viscere, che non molla e ti salire il groppo in gola).

p.s. Per non farci mancare nulla, pare ci siano già i pidocchi in giro, al secondo giorno.
Che dite, si inizia con trattamenti preventivi? Servono? Suggerimenti?