venerdì 5 dicembre 2014

Tra riflessioni ambientaliste e letture c.d. "piccanti"

Questo venerdì, come al solito dedicato ai libri ed all'iniziativa di Paola, propongo due romanzi molto diversi tra loro, anche se entrambi scorrevoli e consigliati.

 "Il mondo di Anna" di Jostein Gaarder, ed. Longanesi, pag. 200, Euro 14,90



Un romanzo scritto nel modo che mi pare tipico di Jostein Gaarder, di cui ho amato tantissimo "Il Mondo di Sofia" e, soprattutto,  "L'Enigma del Solitario", un pò meno "La ragazza delle arance": molto irreale, quasi fiabesco e nello stesso tempo vero e riflessivo.

Anna, sedici anni, norvegese, una vervida immaginazione e tanto amore per l'ambiente, la natura tutta e gli animali, si interroga sulle ragioni dei cambiamenti climatici, del comportamento umano e dell'egoismo di intere generazioni, tra cui la nostra.
E cerca risposte, inventa strategie, ammonisce i lettori, aiutato da Jonas, il ragazzo di cui è innamorata e che condivide le sue preoccupazioni.

Un romanzo praticamemte privo di azione ma che invita alla riflessione ed alla introspezione, da leggere se interessati a questi temi (personalmente ritengo che dovremmo essere interessati TUTTI).

Unica nota negativa, a mio parere, è il fatto che Anna, pur affermando di voler salvare l'ambiente e fare qualcosa di concreto, di fatto sembra dipendere totalmente da uno smartphone tanto desiderato e da Internet.
Una contraddizione forse voluta: la tecnologia e l'elettronica SONO una grande fonte di inquinamento, sia nel momento produttivo, sia nella estrazione delle materie prime, sia nell'uso che, infine, nello smaltimento.
Eppure Anna di questo non sembra preoccuparsi, puntando invece il dito sul petrolio delle automobili, degli aerei ecc.

Secondo me, è un pò il punto debole di tutti, che spesso mi porta a scontrarmi con chi si erge ad ecologista e paladino dell'ambiente: pochi sono quelli disposti ad ammettere che anche le loro scelte sono, almeno parzialmente, egoistiche.
Rinunciano a ciò che non interessa loro veramente o non crea troppo disagio, criticando chi non lo fa, però non rinunciano ad altri oggetti o comportamenti che hanno pari o superiore impatto ambientale, perchè si tratta di ciò a cui tengono davvero.
Della serie: mi fanno pena gli animali e non mangio carne, però mi vesto di pelle dalla testa ai piedi; mi sposto in bici in città, così non inquino, però poi vado a sciare con gli impianti di risalita che rilasciano quantità mostruose di CO2; mi scaglio contro chi usa le auto anche per spostamenti brevi e poi tengo 21 gradi in casa tutto l'inverno e d'estate accendo il condizionatore, ecc.

Questa io la chiamo ipocrisia, perchè non c'è nulla di male ad ammettere i propri limiti ed i propri difetti, discuterne e cercare di superarli (perchè questo è sempre l'obiettivo) , molto, invece, a professare bene e razzolare male.

***

" Il club delle cattive ragazze" di Sophie Hart, ed. Feltrinelli, Euro 15,00 pag. 337

  

Estelle, proprietaria di un piccolo bar e madre separata, decide di fondare un gruppo di lettura (con la scusa, poco credibile, di incrementare le entrate, ma poco importa).

Gracie, Rebecca, Sue e Reggie, unico uomo, accolgono l'invito, scoprendo quasi per caso, il mondo della narrativa erotica e dando una svolta inaspettata e romantica alle loro vite.

Niente di sconcio, erotico o piccante, in realtà, ma tanto amore, molta ironia, relazioni di coppia e allegria, in un romanzo leggero davvero piacevole e scorrevole, che prende avvio dal commento di un romanzo erotico di enorme successo che sembra aver sdoganato il genere, conquistando donne di tutte le età ed estrazioni sociali e pure i loro uomini.
Ogni riferimento è puramente casuale, vero?

In fondo si trova anche un elenco di alcune letture erotiche, dal famoso "Cinquanta sfumature di grigio" (appunto!), commentato e ironicamente criticato dal book club, ai classici (Fanny Hill.Memorie di una donna di piacere; Storia di O; il delta di Venere; Chances), anche se, curiosamente, l'autrice non osa suggerire la lettura del Marchese de Sade, che pure cita e commenta nel romanzo....un po' di perbenismo e pudore?!?

Consigliato per una pausa di serenità e romanticismo!

Dopo i libri letti negli ultimi tempi e tra quelli ancora sul mio comodino,, per carità bellissimi ma certo anche difficili da digerire, ne avevo bisogno.