lunedì 30 marzo 2015

Le grotte di Toirano ed il mio piccolo eploratore

Iniziano, finalmente, le prime giornate di sole e di temperature miti e io non posso che ripensare all'estate.
E allora mi viene in mente che avevo raccontato le mie "vacanze" nel mare della Liguria, in pieno ferragosto, lasciando da parte la nostra giornata alle grotte di Toirano.



E' stata la giornata più bella della mia permanenza in Liguria, , una delle poche (due?), passate tutti e tre insieme, sicuramente quella che più è rimasta impressa anche nei ricordi del nano.
Forse perchè la Natura sa meravigliare sempre, forse perchè l'entroterra ligure è veramente meraviglioso, anche se meno conosciuto, della costa e sicuramente meno affollato (e più fresco).



Toirano, in provincia di Savona, a pochi minuti di macchina dall'uscita autostradale di Borghetto Santo Spirito, è un piccolo borgo mediovale ben tenuto, che merita una passeggiatina lenta ed un pò indolente (e magari una visita al museo etnografico della Val Varatella, che noi abbiamo saltato per la stanchezza del nano),




magari con sosta al colorato parco giochi, accessibile anche ai disabili (così dice il cartello).



Tra l'altro, si mangia pure bene.

Poi, un paio di chilometri più in alto (le indicazionui stradali ci sono tutte), si raggiungono le grotte.
Già la passeggiata per raggiungere l'ingresso, dopo la biglietteria, è piacevole


Dentro, è una meraviglia, pieno di suggestione e fascino, soprattutto se si pensa che tutto questo è opera del trascorrere del tempo.





In queste grotte è passato l'uomo preistorico, da 200.000 a circa 12.000-12.500 anni fa, come dimostrano "le  impronte di piedi, mani e ginocchia e, nella “sala dei misteri”, di numerose palline d’argilla attaccate alla parete contro la quale furono scagliate, probabilmente con significato rituale. Queste tracce sono riferibili a uomini del Paleolitico superiore, cacciatori-raccoglitori che frequentavano la regione e utilizzavano questa grotta non come abitazione ma probabilmente per scopi rituali."





 E poi in una delle prime grotte, quella della Bàsura, vi sono frammenti di ossa, impronte di zampe e traccie delle unghiate dell'orso delle caverne (Ursus spelaeus), che per millenni pare vi si sia recato per trascorrervi il letargo.
In uno dei laghetti della grotta, sopravvive un piccolo crostaceo preistorico sopravvissuto all'estinzione (però è praticamente invisibile).



C'è di che affascinare i bambini, novelli speleologhi o piccoli esploratori.
Basta accendere la loro curiosità!

Le stalagmiti e stalattiti, spesso ricoperte di cristalli di aragonite, sono impressionanti.
Il colore dipende dalla differente concentrazione dei minerali e varia da una grotta all'altra, lungo il percorso di visita.


Non vi sembrano delle appetitose caciotte?!?

La nostra guida era davvero brava e sapeva coinvolgere i bambini.
Il nano è stato attento e ha camminato volentieri per quasi tutto il percorso (circa un'ora/un'ora e mezza).

Si sbuca esattamente dall'altra parte della montagna, a godersi il paesaggio...


 e il mondo che torna a tingersi di verde



Con una piccola deviazione in salita (un minuto o due) si può raggiungere il piccolo santuario rupestre intitolato a Santa Lucia,




per poi, con un altro suggestivo sentiero, rientrare alla biglietteria.
Merita, veramente.
Io, lo confesso, ho sofferto un pò di claustrofobia!!!


Info utili:
La biglietteria è in cima ad una scalinata: dotarsi di biglietto prima di imboccare il sentiero che porta all'ingresso delle grotte.
le visite sono guidate ed a gruppi,  quindi può essere necessario attendere un pò.
All'ingresso vi è un piccolo negozio di souvenirs (quasi tutti minerali), un bar  con tavolini,  una stanza adibita a minuscolo museo con uno scheletro e pareti rocciose, giusto per ingannare l'attesa, fuori tavolini per pic nic per fare uno spuntino e bagni pubblici.
Non ho visto nessun fasciatoio.
All'interno delle grotte, logicamente, è più fresco che fuori, quindi è bene dotarsi di una maglia (noi personlamente non l'abbiamo indossata, altri sì).
Le scarpe devono essere comode e adatte a scalini e superfici scivolose.
Si può fotografare, a volte anche con il flash.
Non è possibile entrare con carrozzine e passeggini e non ci sono servizi igienici dentro le grotte.
Quindi, bambini in braccio o a piedi e dopo aver fatto la pipì!
p.s. Io escluderei anche lo zaino porta bimbi, a meno che non lo togliate e portiate in braccio  in certi punti, poichè a volte bisogna chinarsi ed il soffitto è molto basso.

Qui trovate tutte le informazioni utili.