martedì 9 luglio 2013

Felicità è.....

Ricordo ancora una sera di inzio estate, giugno, con la scuola appena finita.
Ricordo mio padre che arriva, che mi chiama da sotto casa, affinchè io esca in balcone (senza sporgerti, attenta!!!!- il terrore di mio padre- ).
Ricordo il vederlo lì sotto, in bici, con un'altra bici al fianco, blu cielo con pagliuzze bianche e scritte adesive fucsia, una mountain bike con cambi Shimano, la seduta da uomo, cioè con  la barra centrale, non di quelle da "donna" da città, una bici vera!.
PER ME
L'aveva portata dal neogzio a casa così, a fianco, cinque chilometri.

Non è stata la mia prima bicicletta, quella purtroppo non la ricordo ma so che dopo quella con le rotelle c'è stata una BMX blu, con le imbottiture in gomma piuma gialle, bellissima.
E poi ricordo questa.
Mi ha accompagnato la mattina a scuola, alle medie e poi la liceo, nelle strade di campagna il pomeriggio, sotto il sole cocente, anche in piena estate, sola o con una amica.....20 kilometri per andare a mangiare un gelato dove era più buono, pedalando senza altro in testa e il contachilometri che girava.
Mi ha accompagnato a scherma, la sera; in giro per città, in biblioteca, a fare commissioni.
La adoravo.
E' ancora nei garage dei miei, distrutta ma sempre lì.

E pochi giorni fa, io e l'Alpmarito ci siamo regalati la stessa soddisfazione e la stessa felicità, con il privilegio di guardare il viso di nostro figlio accendersi, il suo sorriso illuminarsi, i suo occhi splendere di gioia, felice come noi, ai nostri tempi.
La sua prima bicicletta.
Questa



E non importa se invece che pportarla a casa a mano, è arrivata via corriere, scelta e ordinata via Internet dopo due ore (DUE!!) di attente selezioni (materiale, tipo di vernici, altezza sellino, manici, facilità di regolazioni ecc.).
Non importa se non ha i pedali e neppure le ruotine.
Non importa se l'Alpmarito ha dovuto smontare il sellino, aggiungere un foro e abbassarla ancora un pò perchè il nano, in fondo, i due anni consigliati non li ha.

Il nano se ne è innamorato a prima vista e ora non la lascia più.

Una sera di prove di equilibrio e poi è partito, da solo.
Il giorno dopo girava, andava in retro e si lanciava dalle discese. Due giorni dopo saliva e scendeva, in sella, dai marciapiedi. Ora, percorre chilometri e guai a spingerlo e aiutarlo.
Inutile aggiungere che la sera, dopo un ultimo giro prima di andare a dormire, la parcheggia (IO IO! SOLO!) in garage, di fianco alla moto di papà.

Felicità è una bicicletta blu, LA SUA PRIMA BICICLETTA.
E intanto ha 20 mesi.