martedì 15 luglio 2014

Tra sensi di colpa materni e indimenticabili prime volte in volo

Leggo post di mamme in vacanza con i loro figli tutta l'estate o solo per poche settimane e di altre che lottano per trovare il centro estivo giusto o una sistemazione altenativa.

Leggo di riflessioni sull'importanza per i bambini di essere liberi e riposare, di mamme che si sentono giustamente felici di poter passare l'estate con i loro piccoli e di mamme che non possono e sono divorate dai sensi di colpa e dalla nostalgia per le nostre estati.

Inutile dire che appartengo alla seconda categoria e sono sulla stessa barca, anche se messa un pò meglio.
Perchè quest'anno il nano va ancora al nido, che chiuderà solo due settimane ad agosto. 
Quindi è con persone che conosciamo bene, i suoi amici, il suo ambiente. 
In più le maestre d'estate lasciano ampio spazio al gioco libero e in giardino (tempo permettendo, uffi!).
E il pomeriggio ci sono i santi nonni (mia madre e i miei suoceri), che lo portano fuori a giocare.

E' innegabile, però, che il nano sia stanco, che vorrebbe orari più "suoi", giocare con i "suoi" ritmi, stare sempre all'aria aperta e con mamma e papà.
Invece non può.
E io mi sento terribilmente in colpa e triste per i momenti con lui che mi perdo, per non poterlo portare io al lago ed in piscina, per non poter fare lunghe passeggiate, pennichelle a due e colazioni tranquille.

Il lavoro ha ritmi pressanti, anche se le soddisfazioni sono tutte sul lato non economico, perchè più cambiano i governi (se di cambiamento si può parlare), più i cittadini si impoveriscono ed indebitano, le tasse aumentano e i costi della giustizia a carico degli utenti lievitano.
E, mi si perdoni la digressione politica, i famosi 100 giorni hanno portato solo peggioramenti, altro che rivoluzioni.
 
Comunque.
Qualche settimana fa sono anche riuscita a ritagliarmi due giorni e mezzo, intensissimi, di vacanze infrasettimanali.
Così, complici le cugine in visita, abbiamo fatto un'esperienza memorabile per tutti noi (Alpmarito escluso, perchè lui ci è già avvezzo) e, soprattutto, per il nano, esaudendo un suo grande desiderio...un giro in elicottero sorvolando il Monte Bianco (partenza da Courmayeur, Entreves)!

Nessuna paura, pilota bravissimo e panorama mozzafiato...

 Volando verso il Bianco...





















La valle di Courmayeur...
 Dove il ghiacciaio si è ritirato...

e rifugi in quota


 Se guardate bene sulla cima qui sotto, vedrete due scalatori appena giunti in vetta!



Le emozioni che abbiamo provato sono state davvero indescrivibili.

Mia madre e le mie cugine, oltre all'altezza ed al volo in sè, hanno apprezzato tantissimo la vista del Monte Bianco e delle cime del massiccio, le seraccate ed i crepacci, che non avevano mai visto e neppure immaginavano.

In me, più avvezza a questi panorami e alle gite in ghiacciaio, è prevalso lo stupore della nuova prospettiva, l'orgoglio e la soddisfazione di essere già riuscita ad andare in posti simili con le mie gambe, ma anche un pò di timore nel percepire i pericoli.

E poi, il senso di rispetto per la natura e la sua immensità e potenza.




Il nano? Lui è rimasto serissimo e silenzioso e poi, appena siamo atterrati, mentre il pilota spegneva i motori, ha esclamato: "Ancora! Ancora!!!"
E al nostro diniego: ""Domani, allora?Torniamo domani? E dopodomani?"
Poi ha confidato al pilota che da grande vuole anche lui "guidare gli elicotteri", come ha ribadito per tutto il viaggio di ritorno!


Un'ottima medicina per l'anima, i sensi di colpa e la malinconia!









Grazie Alessandro, che ci hai portato così in alto e grazie Alpmarito, che hai organizzato questa meravigliosa esperienza, resa ancora più bella dall'averla vissuta in famiglia!
La sera e in pausa pranzo, guardo e riguardo queste foto, questi video.


p.s. Questo non è un post sponsorizzato...purtroppo!