domenica 16 giugno 2013

Come sulle montagne russe

Altro weekend, altro matrimonio.
Questa volta siamo stati presenti soltanto all'ingresso in chiesa, alla cerimonia e ai saluti di rito.
La sposa era radiosa e lei ed il marito sembravano così giovani, emozionati e felici che dentro di me
confesso di essermi un po' commossa.
L'evento, forse anche perché così vicino ad un altro matrimonio e forse perché riguardava due
ragazzi un po' più giovani di noi, ha smosso riflessioni un po' malinconiche e dolorose.
In cinque anni, per noi è cambiato tutto e in questo periodo ho l'impressione di una grande stanchezza
che non mi piace e mi spaventa.
Il nano ci sfida, con i primi no, con tanta testardaggine, e ci sfinisce con la sua inesauribile energia e 
con i suoi continui piccoli disastri.
 
Il lavoro c'è sempre -per fortuna-ma stanca, la casa e il parentale è fonte di preoccupazioni, 
non riusciamo a vedere gli amici quanto vorremmo (e io neppure le mie nipotine!) ma, 
soprattutto, mi sembra ci manchi l'aria perché non riusciamo più a dedicarci a quelle attività, 
in gran parte passioni comuni ma non solo, che ci facevano sentire vivi: arrampicare, 
camminare in montagna, andare in bici (giri veri, con la bici da corsa), nuotare.
Parlo al plurale perché so che pesa all'Alpmarito quanto a me.
È dire che noi siamo disposti a lasciare ogni tanto anche il fine settimana il nano ai nonni, 
però non basta, non basta mai, perché non vogliamo e non possiamo approfittare di loro anche nel tempo 
libero, perché abbiamo piacere di stare con lui, perché le commissioni da fare sono tantissime e il 
Tempo sembra volare via in un soffio.
 
Mi capitano molti avvenimenti belli, piccoli e grandi.
 
Ho la fortuna di poter godere di tante belle emozioni (ad esempio, andare a trovare a sorpresa in ospedale
 un'amica che ha appena dato alla luce il suo secondo bimbo, un maschietto, dei gemelli come me, 
tenerlo in braccio e sentirlo piccolo e fragile e vederlo addormentasi tra le mie braccia, 
osservare la sua mamma che sta bene ed è tranquilla e felice).
Di poter trascorrere ogni tanto delle ore rubate alla settimana lavorativa con il mio nano, 
portandolo al parco o a prendere un gelato, di vederlo ridere felice.
Di poter dedicare un'ora allo shopping con mia madre e la mia adorata nonnina, 
anche se io mi vedo brutta e ciccia, ancora.
Eppure...ho dentro una inquietudine ed una malinconia che non so spiegarmi e mi manca
 il legame di coppia che avevamo prima.
Sono troppo spesso stanca e nervosa e non riesco a moderare i toni, perdo la pazienza anche con il   nano. 
E poi lo vedo dormire sereno o lo tengo stretto in braccio in piena notte, 
mezz'ora seduta su una scomodissima poltroncina, perché ha fatto un brutto sogno, 
ha pianto ed è tutto sudato, e sento il suo    corpino caldo e magro, respiro il suo odore, 
ascolto il suo respiro e non c'è niente che cambierei.
È la mattina dopo ricomincio, in un'alta lena schizofrenica di umori e pensieri, 
a cui non riesco a dar forma compiuta.
Non so nemmeno perché lo scrivo, forse per aiutarmi a capire e ridimensionare, 
magari domani, alla luce del sole, quello che ora, con la stanchezza della giornata sulle spalle e la notte,
 sembra un malinconico macigno.
Intanto ho provato a correre di nuovo e oggi siamo stati un po' in montagna, ma per questo,
 ci vuole un altro post.


9 commenti:

  1. Eh come ti capisco...non basta mai...
    Io rivorrei la mia vita di prima più quella di ora...giorni di 48 ore x far tutto e farlo bene...
    Ma che si fa?

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  2. mi riconosco parola per parola, a volte è come essere in una centrifuga e trovare un equilibrio non è facile.

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    1. A volte? Sempre! se lo dovessi trovare, però, fammelo sapere!

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  3. capisco perfettamente. Se scopri come fare fammelo sapere!

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  4. Per chi conduce una vita intensa è veramente dura riuscire a star dietro a tutto e a tutto quello che si vorrebbe fare, e quel senso di inquietitudine ti assale e la stanchezza ... soprattutto la stanchezza non ti abbandona mai. Io per esperienza personale ho abbandonato tante cose che facevo, mi rubavano tempo per stare con i bambini e poi diventavo troppo stanca. Questa fase è così, so che poi cambierà e ricomincerò a riprendermi del tempo tutto mio, basta solo aspettare.

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  5. Il problema e' che io non sono esattamente la pazienza fatta persona e aspettare non è mai stato il mio forte!

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  6. È normale avere periodi di assestamento, dopo cambiamenti di vita così grandi.
    Crescere i bambini e fare la mamma ma lavorare anche è un grandissimo impegno, la stanchezza a volte è più evidente. A volte invece le soddisfazioni sono più grandi.
    È la vita.
    Potete anche lasciare il piccolo dai nonni per un fine settimana e passare due giorni come ai vecchi tempi, anche 48 ore possono fare miracoli.

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