venerdì 3 gennaio 2014

Quando il bianco si tinge di giallo


"L'uomo di neve" di Jo Nesbo.
Un giallo che ti prende e ti tiene con il fiato sospeso, scritto bene dalla prima all'ultima pagina, con le atmosfere cupe della Norvegia invernale e la velatura malinconica che già avevo notato nel primo romanzo che avevo letto di questo autore, "Il cacciatore di teste", che mi era piaciuto e mi aveva spinto a scegliere dalla libreria di casa il titolo di oggi.

Certo, normalmente io non sono molto perspicace nell'indovinare i finali dei film e libri gialli (per non parlare di quelli di spionaggio, che mi devo sempre far spiegare), ne' tantomeno a cogliere gli indizi che portano all'assassino, eppure in questo romanzo ho intuito chi fosse già dopo il primo terzo del libro, forse perché è voluto.

Certo, però, l'intuizione non toglie nulla al piacere della lettura, anche perché l'autore stupisce e distrae con numerose "false piste", fino a farti dubitare di aver capito.
Unico neo: il poliziotto triste, con disastrose storie d'amore alle spalle e problemi con l'alcool, che continua tenace ma disilluso a fare il suo mestiere al meglio, ormai mi ha un po' stufato, essendo diventato un po' troppo comune nei romanzi di questo genere.
E poi, confesso, da quando ho finito il romanzo, i pupazzi di neve che spuntano un po' ovunque appena nevica, come nei giorni scorsi, mi inquietano un po', soprattutto se con due pietre scure al posto degli occhi, come quello che il nano e i miei suoceri si sono divertiti a creare ieri....ma cerco di non darlo a vedere!!

In conclusione: consigliato!

Questo post partecipa al Venerdì del Libro di Home Made Mamma, www.homemademamma.com.