lunedì 11 maggio 2015

Vorrei un mondo a misura di bambino, di tutti i bambini.

Ieri è stata la festa della mamma e io l'ho trascorsa con i miei uomini, in montagna.
Nulla di speciale, nessuna coccola aggiuntiva, solo una passeggiata nei boschi, un panino a pranzo, un caffè da amici, qualche faccenda domestica, tanto sole, l'immancabile capriccio e buona compagnia.

Solo che tutto questo È speciale.

La scorsa settimana ho conosciuto la mamma di un ragazzo disabile, costretto sulla sedia a rotelle. Lui (come al solito non uso nomi) si agitava e annoiava e la madre mi ha spiegato che desiderava uscire a vedere i treni, visto che li sentiva grazie alle finestre aperte.
Io ho risposto che allora era un fortuna che l'edificio fosse così vicino alla stazione.
Lei, con un sorriso triste, mi ha detto: "Eh, si', a poterli prendere, i treni!"
Io sono rimasta molto sorpresa e ho chiesto se si riferiva alla mancanza di posti per disabili a bordo, poiché in realtà su ogni treno uno o due posti ad hoc li vedo sempre.
E lei mi ha spiegato che il problema era un'altro: siccome la stazione di partenza e quella di arrivo, nel capoluogo di Regione (ma in realtà anche le stazioni intermedie) hanno tutte un sottopasso per raggiungere il secondo binario / terzo binario, dove transitano i treni regionali, e nessun sottopasso ha una rampa o un ascensore, per poter usare il treno con una carrozzella bisogna prenotarlo in anticipo, in modo che facciano arrivare i treni sul primo binario, anziché sui soliti.
Come se non bastasse, pare che la prenotazione si possa fare solo recandosi fisicamente a Torino (cioè ad 80 km di distanza dalla stazione di partenza) in biglietteria.
Infine, per salire e scendere dal treno, serve comunque essere in due e muscolosi perché il livello della banchina e' inferiore a quello del treno e quindi una persona deve sollevare la carrozzella ed un'altra il passeggero.
"Ovviamente", non è previsto che vi sia un aiuto del personale della stazione.

Dire che sono rimasta basita e' dir poco.
Già girando per il paese con il passeggino  e prendendo il treno da sola con il nano ed il passeggino, mi ero resa conto dello stato dei nostri marciapiedi, della loro drammatica assenza proprio nei punti in cui la viabilità e' più pericolosa, della mancanza di rampe per salire e scendere, della collocazione assurda dei passaggi pedonali, che quasi mai coincidono con le rampe del marciapiede (mai su entrambi i lati, comunque), della larghezza insufficienze dei pochi marciapiedi, delle buche ecc.
Così, da quando ho il nano, mi sono sempre chiesta come potessero le persone con problemi di mobilità muoversi o farsi portare in carrozzella in città come le nostre, maledicendo le amministrazioni pubbliche, ad ogni livello, per questa mancanza di civiltà.
E, ovviamente, prendendomela anche con tutti quegli automobilisti egoisti che parcheggiano sui marciapiedi senza neanche porsi il problema, convinti che avere fretta o farlo "solo questa volta" sia una buona scusa (e ogni tanto, seppur rarissimamente, mi ci metto anche io).

Ascoltando questa madre, però, ho immaginato le difficoltà e gli ostacoli che deve affrontare ogni
giorno, per compiere anche il più singolo gesto, per fare la più facile delle commissioni, con suo figlio.
E mi sono sentita impotente, arrabbiata, indignata, inutile.

E fortunata, molto fortunata.
Non per il fatto che mio figlio non ha problemi di mobilità, perché non è questo il punto.
Bensi', per non dover affrontare ogni giorno, oltre ai capricci, le fatiche quotidiane, le difficoltà di conciliazione casa - famiglia - lavoro, l'impegno educativo ecc., anche battaglie come la sua, per esaudire un desiderio grande e nello stesso tempo semplice: viaggiare in treno, ogni tanto.

Ed è per questo che una giornata come quella di ieri, o anche un post scuola come quello di oggi, ai giardinetti a guardarlo giocare ancora un po' con il suo amichetto, SONO SPECIALI.

Vorrei riuscire a ricordarmelo sempre, prima di lamentarmi o perdere la pazienza come mi capita fin
troppo spesso di fare, per la stanchezza accumulata e la fretta onnipresente.

Auguri a tutte le mamme che ogni giorno affrontano e vincono le sfide più impensabili, difficili e/ o assurde, pur di vedere la gioia negli occhi dei loro figli.
Sarebbe bello se, anziché un giorno di festa sul calendario, la società ci regalasse un mondo più civile, più a misura di bambino, di tutti i bambini.