giovedì 22 agosto 2013

Quando lavorare può far male

Anche qui, in Portogallo.
Questa sera sono un po' giù di morale perché vedo l'Alpmarito ed i suoi colleghi italiani alle prese con "capi" e colleghi portoghesi senza rispetto per loro, invidiosi di essere incapaci di lavorare da soli, impermeabili ai consigli, permalosi e vendicativi.
No, non esagero: oggi, dalla stanchezza, dopo quattro giorni consecutivi di lavoro sotto stress, con poche ore di sonno e tantissimi chilometri macinati, per di più spesso a vuoto per l'incapacita' di questa ditta di organizzare il lavoro in modo fruttuoso, uno dei colleghi italiani dell'Alpmarito ha avuto un'incidente ed ha distrutto il furgone. Lui sta bene, e' al lavoro, come al solito. Come gli altri e come l'Alpmarito, tra mail, file e telefonate.
L'episodio, insieme al resto, la dice lunga ( e non pensiate che tutti i locali lavorino sino a tarda notte, le festività e i weekend, loro no, tranne rare eccezioni).
Oggi l'Alpmarito aveva chiesto un giorno per stare con la sua famiglia, prima della partenza. Loro gli hanno messo i bastoni tra le ruote, rovinandoci la giornata.
Comunque.
Siamo riusciti a visitare, anche se non quanto meritava, Viana do Castelo, veramente carina, con le sue vie principali addobbate a festa ed eleganti, la fortezza (un po' lasciata all'incirca), le viette strette con le case di pescatori ricoperte di azuleias, il lungo fiume (e' sita alla confluenza tra il Rio Lima e l'Oceano)..normale il posto industriale.
Avremmo voluto salire sino al Monastero di Santa Luzia, che domina da una collina la città e la cui basilica, anche da lontano, si capiva bellissima, per poi prendere il traghetto e attraversare il fiume, per giungere alla più bella spiaggia della Costa Verde, seconda la guida. Invece no.
Fortunatamente abbiamo fatto in tempo a salire a bordo di una nave varata nel 1955, attraccata in porto e quasi interamente ristrutturata ma mantenuta nelle condizioni simili alle originali, che ha fatto da rompighiaccio nei mari del Nord, da nave mercantile, da supporto nella guerra per l'indipendenza dell'Angola e molto altro.
Poi, per molti anni, e' stata utilizzata come nave ospedale per soccorrere i marinai feriti durante la permanenza in mare a pescare il baccalà, nel nord Europa.
Era equipaggiata con un intero piano dedicato a blocco operatorio (da brivido!!!!), uno per le visite e le degenze, con tanto di sala radiografie e camera oscura, una cappella e un altare esterno per le messe, tre agli alloggi per l'equipaggio, il personale medico e gli ufficiali.
L'Alpmarito ha apprezzato particolarmente la sala macchine, girata e rigirata, il nano la cucina e la stanza in cui impastavano e cuocevano il pane (ha una passione per le cucine ed il pentolame).
Io? Il panorama, la sala comune, la plancia di comando.
Davvero interessante ed istruttivo, anche per il nano, che saliva e scendeva raggiante scalette a 45 gradi, sotto il mio sguardo preoccupato!!
E poi, finalmente, discesa a piedi dalla famosa (e molto fotografata) scalinata di Bom Jesus do Monte, a poca distanza dal l'hotel, da cui l'Alpmarito si era rifugiato a lavorare nel pomeriggio ( salita in cremagliera, ovviamente, visto che il nano con la sua pazienza se l'era ampiamente meritata).
E poi cerveja (birra) per lui, panache' per me, paste alla crema pasticciera, baccalà con patate e torta al formaggio (troppo dolce, tanto da nauseare, ne avrò mangiata circa un terzo, il nano si è fermato a due assaggi in punta di cucchiaino).
Caratteristico boccale, servito ghiacciato (lo raffreddano apposta) con la birra fredda, ovviamente.
Al mio ritorno, galleria fotografica completa, prometto!!!