domenica 24 marzo 2013

Come zucchero filato



Monterosaski, per me, il più comprensorio di Piemonte e Valle d'Aosta (salvo Limone Piemonte e La Thuile, che ancora non conosco)




Ci sono giorni soffici, come un bastoncino di zucchero filato, freschi e leggermente frizzanti, come un bicchiere d’acqua gassata.
Ci sono giorni lievi e caldi, di un tepore che nasce da dentro.
Sono i giorni in cui ti prendi una pausa, anche se solo per una mattinata, e vai a sciare e ritrovi come d’incanto i sorrisi, la complicità, la leggerezza dell’amore e del tempo.
E la neve di primo mattino, di quella che sai già che all’una sarà sci d’acqua ma per intanto è perfetta e te ne freghi perchè tanto all’una sarai a mangiarti le mitiche crespelle alla valdostana nel tuo rifugio preferito, insieme a Lui e ad un bicchiere di rosso (e di troppo), dove ti senti sempre a casa perchè è anche casa tua, lì ci hai lavorato, lì conosci, lì hanno visto nascere il vostro amore.
E scii, con le piste quasi vuote, solo stranieri in settimana bianca e niente code e niente ressa, anche se qualche badòla riesce comunque a tagliarti la strada e non capisci come si possa essere così incapaci e noncuranti.
Ma pazienza.
Perchè è un giorno speciale e il cielo per il momento è azzurro e anche se poi si velerà non importa perchè vivi il presente e dopo ci sarà il nano da andare a prendere all’asilo e la casa e il lavoro.
Ma non ora.
Ora ci sono le piste per te, per Lui, per gli sci ancora nuovi, perchè da Natale a oggi non è che le occasioni siano state tante.
E si scia, una pista dopo l’altra, una nera dopo l’altra, senza fiato e senza soste, e piega le gambe, le lamine che mordono e il vento tra i capelli, che tanto comunque fa caldo.
Il sole in seggiovia, poche curve spinte e tanta velocità, che questi sono sci da gara e mica si possono far solo pascolare, bisogna mordere la neve, se no cosa li ho a fare e tanto la nera è tutta nostra e per una volta si può spingere al massimo.
Una discesa dopo l’altra.
Quattro ore di fuoco e di neve, che sudi e fili via e ti senti brava ed elegante, anche se non è tutto merito tuo, hai gli sci giusti e la neve perfetta e tanta potenza nelle gambe.


E poi, al pelo, l’ultima seggiovia consentita dallo skipass (che non si spreca nulla) e il rifugio e un amico che aspetta e le crespelle messe da parte, nulla lasciato al caso.

Chiacchere, bis e torta ai mirtilli, caffè e per qualcuno anche il pussa-caffè e poi l’ultima nera goduta fino in fondo, in un soffio, mentre superi i badòla della domenicache un pò ti fanno pena e un pò li ammiri, perchè se tu facessi così fatica a scendere non avresti mai la forza e la voglia di farti tanti chilometri per una pista.
 
Il nano che ci aspetta a casa, baci e risate, una doccia, un paio di mail, due telefonate, giochi e aperitivo con amici, che la giornata va vissuta fino in fondo..


E poi...... niente, si va a letto con le ginocchia gonfie e doloranti, le spalle anchilosate e due, solo due pensieri: se continuo così, con questi sci, è meglio che il casco me lo compri davvero e........ma come diavolo facevamo, solo qualche anno fa, beati universitari, a farlo tutte le settimane, più volte a settimana, tutto il giorno, con un panino al volo???????
E' l’età, ma l'essenziale, in fondo, resta.


p.s. Ma domani, riuscirò a camminare? Sonno profondo.