venerdì 15 marzo 2013

Piccoli limoni gialli

"Piccoli limoni gialli" è un romanzo di Kajsa Ingermarsson, ed. Oscar Mondadori, ambientato in Svezia, tra Stoccolma e un paesino di provincia, Lanninge.
La protagonista, Agnes, è un maitre declassata a cameriera, che vive una travagliata relazione sentimentale con un musicista rock di scarso successo, traditore recidivo.
La storia, incentrata sull'apertura di un ristorante d'ispirazione mediterranea, è divertente e scorrevole.
Non mancano luoghi comuni sull'Italia, descritta come terra di limoni, sole e ritmi lenti e rilassati. Un'immagine ben lontana dall'Italia in cui vivo io, anche se forse solo per ragioni geografiche!
Al di là della storia in sè, che comprende innamoramenti, fraintendimenti, scene esileranti (come quella del cuoco - barbone), piatti che fanno venire l'acquolina in bocca, strade antiche, serate di divertimento e colpi di scena, ciò che mi è piaciuto di questo romanzo è "l'altra faccia" di Stoccolma, e della Svezia in generale, che descrive.
Un Paese reale, lontano dall'immagine idilliaca che io per prima mi ero fatta (prima di andarci sul serio), di Stato perfetto con cittadini  felici, donne "coccolate" e tutelate dallo Stato, uguaglianza in coppia e nel lavoro.
L'ambientazione sembra più vicina alla vera Svezia, con centri di collocamento che funzionano bene ma sono comunque affollati, offerte di lavoro che ci sono ma spesso in nero (tutto il mondo è paese, temo), fabbriche che chiudono per trasferirsi in paesi con manodopera a basso costo, cittadine di provincia allo sbando, spopolate e con poche prospettive, sussidi sociali e pensionamenti forzati, molestie sessuali sul lavoro, uomini che in casa non collaborano affatto...
Ma non solo.
E' anche una Stoccolma magica (ma forse perchè mi ricorda il mio viaggio in quella città) e una Svezia di persone che un lavoro se lo inventano ex novo, che sono disposte ad accettare qualunque lavoretto sottopagato pur di non restare con le mani in mano.

Bellissima la battuta sui diversi gusti in fatto di bevande alcoliche degli svedesi e degli italiani (e "sud europei" in generale): dinnanzi ad un cocktail troppo forte e con ingredienti non armoniosamente bilanciati, gli Italiani storcono il naso e si lamentano, gli svedesi tacciono soddisfatti e fra sè e sè ringraziano la dea fortuna per avere l'occasione di bere di più a basso costo!
Non mi pare poi così lontano dal vero!

Lettura piacevole, con tanto di lieto fine, e leggera, ma non troppo, dipende sempre da cosa si cerca perchè qualche spunto di riflessione non manca.

Questo post partecipa all'iniziativa del Venerdì del libro di http://www.homemademamma.com/2013/03/15/venerdi-del-libro-libri-in-6-lingue/.