domenica 21 aprile 2013

Faticosissimo weekend..

Da qualche tempo ho spesso la sensazione che il fine settimana sia diventato più faticoso, stremante e stressante del lunedì e degli altri giorni della settimana "lavorativa".
Soprattutto il sabato e soprattutto da quando è nato il nano.
Non che prima, da dopo i bei tempi dell'Università, fossero tutto sport e tempo libero, intendiamoci.
Tuttavia, una mezza giornata e spesso un INTERA giornata era dedicata alle nostre passioni: sci, sci alpinismo, nuoto, arrampicata, camminate in montagna, bicicletta, mostre e via dicendo.
Una pacchia, a ripensarci.
Ora, invece, il fine settimana è un lungo ed interminabile elenco di commissioni da sbrigare, doveri, pulizie di casa, parenti da visitare, amici da incontrare, lavori da finire, riparazioni, lavatrici, stendini, acquisti indipensabili, spesa alimentare ecc., da spuntare uno ad uno e guai a lasciarli indietro, che se no ci ritroviamo a vivere nel caos e nello sporco, senza pannolini, morti di fame e il tutto senza più vita sociale!
Il sabato, in particolare, essendo l'unico giorno in cui i negozi sono aperti, può trasformarsi in un incubo.
Sveglia come tutti gli altri giorni, perchè il nano non sa ancora cos'è il fine settimana e comunque, è preciso come un orologio svizzero e noi con lui.
Colazione un pò più con calma (almeno quella!), prima lavatrice da caricare, lavastoviglie da svuotare, cambio lenzuola /copripiumino (no, non PRIMA della lavatrice, dopo, perchè tanto è il carico della SECONDA lavatrice!), vestizione di nano e adulti, pulizie di casa e/o spesa alimentare e/o giro per negozi/ferramenta, pranzo dai miei (e questa è una pausa piacevole, anche se stancante, perchè comunque il nano reclama attenzioni da tutti, si chiacchera, spesso ci sono anche fratelli, cognata e nipoti ed è bellissimo ma impegnativo), ancora commissioni, se va bene si porta il nano in piscina e se va benissimo, come ieri, riesco a nuotare un'ora anche io (alleluia!!).
Peccato che il divertimento stanchi - lo so, non sono mai contenta - e porti con sè anche la terza lavatrice (quanto alle altre due, una è stata stesa in extremis prima di partire per gli acquisti, l'altra giace nel cestello in attesa del ritorno a casa e pazienza se avviene di notte!): asciugamani, accappatoi, vestiti caduti per terra accidentalmente, costumi (risciacquate a mano), ciabattine (idem a mano) ecc...
E quando si rientra a casa? Spesa da sistemare, nano da impigiamare, storia, fluoro per i denti, lavatrice da stendere (vedi sopra), cena, naturalmente, salvo che si mangi una pizza presa al volo dai genitori o da/con  amici.
Un sabato bestiale, che mi stende pur non avendo fatto le ore piccole (anche se a ben vedere, sveglia alle 6.30, se va di lusso, letto alle 11.00, non è che sia stata una giornata corta, eh?) come da ragazzina...
E la domenica, si replica, più o meno.
A volte si prepara un pranzo/cena per gli amici (e meno male che ci sono e riusciamo ancora a vederli!!), a volte ci scappa una bella passegiata al parco o una gita ad un museo o, se fa brutto, un'oretta in palestra di arrampicata o un pò di lettura. Niente acquisti ma per il resto, siamo lì.
A volte, il sabato a mezzogiorno mi scopro a desiderare il lunedì! (Poi passa subito, però!!!)
Non so, siamo noi o è così per tutti??? 
Temo la seconda...
Ieri tra la piscina e la pizza da asporto, c'è stata una passeggiata nel centro della cittadina con mia madre e il cielo, che aveva opportunatamente deciso di rovesciarsi su di noi proprio nei venti minuti necessari a raggiungere il bar, dove ci aspettava, come - gradito - premio, l'aperitivo già ordinato da mio padre.
Fortunatamente io, l'Alpmarito ed il nano eravamo adeguatamente attrezzati con ottimi gusci (= giacche a vento sottili per la pioggia ed il vento). Sfortunatamente mia madre no, quindi ho dovuto fare una corsetta furoi programma sino al parcheggio per recuperare gli ombrelli (volevo mandare l'Alpmarito ma poi avrei dovuto tenere il nano sulle spalle già provate da nuoto e acquaticità e ho preferito esercitare i polmoni...scelta sbagliata, decisamente).
Mezzo bicchiere ed ero già brilla (niente di nuovo, mi spiace ma proprio non reggo, son così...però risparmio sul vino, eh?).
In macchina, verso la pizzeria, sono stata zittita dall'Alpmarito (non so più cosa dicessi, ma nulla di intelligente), seguito a ruota dal pappagallo ripetente - alias il nano...
Alpmarito: Maman, arret.
Mamma: .....(lagna varia)...
Alpmarito: Arret! 
Mamma: ...idem come sopra..
Alpmarito: Arret! Enfine, qui porte le pantalon ici?
Il nano: Papà!!

Mamma: ma anche io, nano, guarda!
Il nano: No, maman, no. PAPA' (scandendo bene le sillabe). 
Batta mamma! (nota: passando all'italiano, caso mai non avessi capito)

Diciassette mesi e ha già imparato la solidarietà maschile. 
Sono cose preoccupanti.