mercoledì 24 aprile 2013

Istinto di protezione

Ieri.
Visita ad un luogo tranquillo, in mezo alla campagna, per portare una piantina di violette, quelle che gli piacciono tanto, ad una persona che non c'è più e che mi manca tanto, anche dopo 15 anni, che per me non sono mai passati, tanto che ne parlo sempre al presente.
Non riesco a scrivere di Lui, però, neanche adesso.
Poi visita cardiologica di controllo del nano.
Niente da fare.
Il nano ha pianto disperato, strappandosi i rilevatori di dosso, gridando al solo contatto con lo stetoscopio, tossiva, quasi vomitava tanto piangeva, rosso in faccia, straziato, con il corpicino nudo squassato dai singhiozzi e le braccine tese verso di me, "batta batta batta" "mamma mamma mamma".
Per quel che ha potuto sentire e vedere (decisamente poco) in due minuti - due -di tracciato, disturbato da movimenti convulsi e pianti, tutto bene e comunque il nano cresce e non da segni di peggioramento del problema, anzi (un piccolo soffio la cuore).
Ci rivedremo, se non ci saranno segnali di allarme, verso i quattro anni, quando sarà possibile indurlo a stare fermo e pazientare.

Intanto, però, abbiamo sofferto: io, la nonna (suo malgrado partecipe su richiesta - urlata - del nano), il nano soprattutto.
E non ho potuto fare a meno di pensare a quei bambini davvero malati, che devono sottoporsi a procedure ben più invasive, a quei genitori che devono trovare la forza ed il coraggio di stare loro accanto, ai bambini vittime di violenza...
Come si fa a fare del male ad una creaturina che grida "batta batta", chiama la mamma e piange così?
E come si fa quando bisogna curarli ed è per il loro bene?
Purtroppo, la giustizia, in cui tanto ancora credo, a volte semplicemente non esiste, nè in questo mondo, nè in un altro, che non penso esista neppure, perchè se no i bambini non dovrebbero soffrire, mai.

Piccolo nano mio, come vorrei proteggerti da tutto e tutti, sempre.
Come vorrei fosse possibile!