giovedì 10 gennaio 2013

Io in cucina, IO IN CUCINA ????!!!

C'è una particolare attività che non ho mai amato.
Sfortuna vuole che sia un'attività che bisogna compiere almeno una volta al giorno, due se si è particolarmente attenti al benessere proprio e dei propri figli e si lavora in casa o vicino a casa.
A meno di non essere tra le poche elette che riescono, volendo, a delegarla sempre al Marito o alla baby sitter o possono permettersi una dipendente a ciò adibita (ma credo che sia una possibilità riservata a ben pochi).
Da quando c'è il nano poi, non posso più contare sull'improvvisazione e/o la frugalità assoluta, mie fedeli ancore di salvezza (almeno non 365 giorni l'anno).
Avete capito a cosa mi riferisco?
Ma sì, avete capito: alla "preparazione dei pasti", perchè usare il termine  "cucinare", nel mio caso, è  improprio ed eccessivo, salvo che io sia miracolosamente in una di quelle rare, rarissime, giornate in cui ho VOGLIA di stare ai fornelli e mi ci metto di impegno.
Fortuna vuole che il fagiolino frequenti la mensa dell'asilo e che i bambini amino la ripetitività a tavola.
O no?
Il problema è che dopo anni in cui ci siamo limitati ad aprire il frigo e vedere sul momento cosa c'era da mangiare, facendocelo andare bene, salvo cene con gli amici o voglia e tempo del Maritino di dedicarsi all'arte culinaria, mi è rimasta questa inspiegabile difficoltà a fare la spesa razionalmente e a pianificare i pasti, cosicchè mi ritrovo a pranzo con un pezzo di pane e formaggio da spiluccare al volo e a cena con la solita pasta in bianco (BENEDETTA PASTA!), chè all'inettitudine si affiancano numerose allergie alimentari, tanto per facilitare le cose.
Ottimo come cura dimagrante, per me, e non così grave per la vita quotidiana, visto che (per ora) siamo vivi e in buona salute.
Il disastro è quando ti svegli una mattina e, colazion facendo, realizzi che vorresti tanto rivedere alcuni amici, a cui hai promesso da tempo immemorabile una cena e a cui le ultime volte hai proposto pizza e/o pasta e praticamente nulla più.
Così, davanti ad una tazza di caffè, tra capricci e "mamma, mamma" di sottofondo, il gatto affamato che assediava la mia gamba e il Marito che ripeteva di essere in ritardo "come al solito", ho dovuto prendere la prima difficile decisione della giornata, scegliendo tra:
1. iniziare con gli inviti, rinviando alla sera la decisione sul menù e ad un momento imprecisato la spesa - con la lista!-;
2. sostenere spassionatamente  di avere proprio  voglia di trascorrere un fine settimana a tre in famiglia e condannando tutta la famiglia alla solitudine sociale;
3. iniziare con gli inviti, prepararmi alle scuse e, con notevole faccia tosta, proporre la solita pasta o pizza, tanto "l'importante è stare insieme, no?"
Questa mattina ho scelto la prima opzione.
Inutile aggiungere che sono trascorse due ore e sono già pentita.

p.s. Cercasi suggerimenti per un menù molto semplice, pomodoro e frutta free.